(ERE arm TENTE PERTE TE z He ase RAS gl da APT DNS NU Er Pies peti digita TER nia Ret POTEVI Aaa 2450 va eS ti me ee! Ares DATE dia enna MAR TAGLI LACS TEE pee 2h FUME AN RE) «Ur as ai goti is DUNE TE PERCÉE EU sche PR ETAT LD ge agi i ati ot ee e PESCI nun Tp naedee DURE ETS ri ETES Le Pe ae Nip rap PALAIA] EEE EI teas OLE AM Bee OREN PRA SPC Bl Je Var Ra ei Ay wie error shah dh ip ee gi ot RR entaas CRE LA PERI TI LRUCATS ddu RR DEE it van LITE VE SAI POV ARS DIGA ee CLITICI PTR foi PER RE COREA ROIO RT, TNT 226 at din tete FETES DE AN ae DATO Ae del ne ge Be wur i GAZA SERRARA e ieri Wis ian Bare ss athe Sh ek Dp SUITE APN IE a BEVEL Dey ry tae a. SITES rt erh ngen IMC NA IRE EE LEE Ze EN pre ae LARA BETTER pe bs See RPA NS OM DEN ESS th as PEU LGA Pah eng, Cp MOS ne TES TU e 2 Se ie dini eri Wes LAG ty tp DEL Ree ET IS PERTE TON STE 1 ae Pye Aika peli i ATE Ut RR PRET ae pie Rd eae # gs nes 4 UNE EEE ET APRA ON AP age ppt AS TER TS Be DORE RE PET SALETTA VASI EU ER CES CEROART ETES POV ENCTESS oad As athe dee ule hase ty Fic te lh aes Oe N iu bh LE Le: LE RE Gi ul SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA via Brigata Liguria 9 Genova SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA Sede in Genova, via Brigata Liguria, 9, presso il Museo Civico di Storia Naturale M Consiglio DIRETTIVO 1996-1997 Presidente: | Augusto Vigna Taglianti Vice Presidente: Mario E. Franciscolo Segficlalio? à ~ . Roberto Poggi | Amministratore: . Giovanni Dellacasa Consiglieri: Baccio Baccetti, Achille Casale, Fabio Cassola, n | Mauro Daccordi, Giuseppe Osella, Valter Raineri, Enrico Ratti, Riccardo Sciaky, Luciano Stiss, Ermenegildo Tremblay, Gennaro Viggiani, Stefano Zoia Revisori dei Conti: Enzo Bernabo, Enrico Gallo, Ducezio Grasso Revisori dei Conti supplenti: Giuliano Lo Pinto, Sergio Riese Bibliotecario: Enzo Bernabo Comitato di redazione: Achille Casale, Fabio Cassola, Mauro Daccordi, Mario E. Franciscolo, Roberto Poggi, Valter Raineri, Riccardo Sciaky, Augusto Vigna Taglianti, Stefano Zoia Segreteria di Redazione: Riccardo Sciaky, Stefano Zoia BI CONSULENTI EDITORIALI Nits M@LLER ANDERSEN (Kobenhavn) - PAOLO A. AUDISIO (Roma) - GEORGE E. BALL (Edmonton) - EMILIO BALLETTO (Torino) - SEBASTIANO BARBAGALLO (Catania) - MARCO A. BOLOGNA (Roma) - BARRY BOLTON (London) - PIETRO BRANDMAYR (Cosenza) - MARIO COLUZZI (Roma) - ROMANO DALLA! (Siena) - THIERRY DEUVE (Paris) - SEBASTIAN ENDRODY-YOUNGA (Pretoria) - ALESSANDRO FOCARILE (Medeglia) - ERNST Heiss (Innsbruck) - MANFRED JACH (Wien) - MARCELLO LA GRECA ‘ (Catania) - VOLKER MAHNERT (Genève) - Luigi MASUTTI (Padova) - ALESSANDRO MINELLI (Padova) - CLAS M. NAUMANN (Bonn) - LAZLO PAPP (Budapest) - SANDRO RUFFO (Verona) - VALERIO SBORDONI (Roma) - KONRAD THALER (Innsbruck) - STEFANO TURILLAZZI (Firenze) - S. BRADLEIGH VINSON (College Station) - JEFF F. WAAGE (Ascot) - ADRIANO ZANETTI (Verona) - ALBERTO ZILLI (Roma) - PETER ZWICK (Schlitz). | ISSN 0373-8747 Fondata nel 1869 - Eretta a Ente Morale con R. Decreto 28 Maggio 1936 Volume 76 1997 | | 25 febbraio 1998 Supplemento al Bollettino della Società Entomologica Italiana, 129 (3)(31.12.1997) REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI GENOVA AL N. 76 (4 LUGLIO 1949) Prof. Cesare Conci - Direttore Responsabile Spedizione in Abbonamento Postale 50% - Quadrimestrale Stampato presso PolyGrafika, Via G.B. Morgagni 35, 20129 Milano SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA via Brigata Liguria 9 Genov Mem. Soc. entomol. ital, 76: 3-19 25 febbraio 1998 Romolo FOCHETTI *, Alessio DE BIASE **, Carlo BELFIORE *** & Paolo AUDISIO ** Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani ~~ (Piecopierà) Riassunto - Il presente lavoro rappresenta un primo tentativo di regionalizzazione del reticolo idrografico italiano sulla base della distribuzione dei Plecotteri. Sono inoltre trattati alcuni aspetti faunistici di questo gruppo a livello della regione italiana. 49 delle 149 specie considerate risultano endemiche della regione italiana (33% circa); molte lo sono di aree di limitata estensione. L'andamento della numerosità delle specie rivela un evidente benché non lineare decremento da nord verso sud, con tre divisioni, determinate da due evidenti discontinuità, corrispondenti ai bacini del nord Italia, del centro e del sud (comprendente le isole maggiori). Viene discussa inoltre la congruenza dei dati di distribuzione relativi ai Plecotteri con l’ipotesi dell’effetto penisola. Dall'analisi di similarità sui dati distributivi relativi alle 149 specie di Plecotteri in 90 aree primarie si evidenziano tre grossi distretti. I risultati riguardanti la regionalizzazione danno indicazioni comuni a quelle fornite da altri gruppi di insetti per i quali è stata tentata una simile analisi, anche se i modelli storici e dinamici di popolamento dei diversi taxa non sempre risultano del tutto congruenti. Gli attuali dati sulla fine distribuzione dei Plecotteri nella regione italiana permettono una caratterizzazione delle linee generali di similarità ma non sono ancora così dettagliati da consentire un’analisi in rapporto alla regionalizzazione dei singoli bacini idrografici. Abstract - Faunistics and regional biogeography of the Italian stoneflies. Results of a biogeographical analysis on the distribution of Plecoptera in 90 Italian primary areas are reported. The study aims to provide a basis for detecting a zoogeographic regionalization of Italian river basin networks. Notes on faunistic and distribution of italian stoneflies are also given. The study of similarity between territorial units carried out on the basis of the presence of 149 species in the 90 areas, revealed three main districts. This pattern agrees to some extent with earlier analyses based on other groups of aquatic insects, altough the knowledge of the distribution of Plecoptera in Italy must be improved in order to allow a more detailed regionalization of the whole Italian river basin network. Key words: Plecoptera, biogeography, regional distribution, Italy. INTRODUZIONE La determinazione di province e distretti biogeografici omogenei dal punto di vista del popolamento con più o meno apprezzabile discontinuità rispetto alle aree contigue, costituisce uno dei momenti della ricerca biogeografica a livello descrittivo, comunemente definito regionalizzazione. Le aree così individuate possono costituire oggetto di ulteriore approfon- dimento in merito alle cause che hanno dato origine ai relativi popolamenti, nella fase di biogeografia interpretativa. Da alcuni anni stiamo attuando un piano di ricerca volto alla regionalizzazione dei sistemi reici italiani utilizzando come descrittori alcuni dei principali gruppi di insetti che popolano i corsi d’acqua (Audisio et al., 1988, 1994, 1995; Belfiore & D’ Antonio, 1991; Belfiore et al., 1992; Bonafaccia, 1993). Questo approccio, di tipo integrato, permette di ottenere come “sottoprodotti” dell’analisi principale anche informazioni dettagliate sulla * Dipartimento di Scienze Ambientali, Università della Tuscia, Viterbo, Italy ** Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, Università “La Sapienza”, Roma. *** Dipartimento di Biologia, Università “Federico II”, Napoli. 4 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO faunistica dei gruppi studiati, lo stato di conservazione degli ambienti reici, la struttura delle comunità a invertebrati e insieme di verificare modelli stabiliti di comune distribuzione geografica (Vigna Taglianti et al., 1992). Il presente contributo, oltre a discutere brevemente alcuni aspetti generali della bio- geografia dei Plecotteri italiani, è un primo tentativo di regionalizzazione del reticolo idro- grafico italiano sulla base della distribuzione di questo gruppo. I principali risultati sono inoltre confrontati con le indicazioni provenienti dall’analisi di altri gruppi di insetti anfi- biotici, alla luce delle principali ipotesi di ricostruzione biogeografica del popolamento fau- nistico della regione italiana. MATERIALE E METODI La consistenza numerica del gruppo guida considerato, la conoscenza dei problemi di sistematica e di tassonomia relativi allo stesso e la sua significatività biogeografica rappre- sentano fattori importanti dell’analisi biogeografica. I Plecotteri sono a questo proposito un ottimo soggetto per studi a carattere biogeografico, stante l’origine antica dell’ordine, la generale stenoecia che li caratterizza e che limita la loro distribuzione ad ambienti particolari, la scarsa attività dispersiva che essi presentano e la buona conoscenza della loro sistematica. L’intero ordine è rappresentato nell’Italia politica da 144 specie (Fochetti, 1994), circa un terzo di quelle che compongono la plecotterofauna europea, alle quali sono state aggiunte in questa trattazione le 5 specie presenti esclusivamente in Corsica, incluse per la ovvia unita- rietà paleogeografica dell’intero sistema sardo-corso. Le conoscenze sulla distribuzione di questo gruppo in Italia possono dirsi oggi di livello e consistenza apprezzabili, anche se per alcune regioni, soprattutto del centro sud, disponiamo ancora di dati piuttosto frammentari 0 disomogenei. Come fonte primaria di dati è stato utilizzato 1l materiale della collezione C. Consiglio, recentemente catalogata (Fochetti, in prep.) e conservata presso il Museo di Zoologia del Dipartimento di Biologia Animale e dell’ Uomo dell’Università “La Sapienza” di Roma, e della collezione privata di uno di noi (R. F.), insieme a quello, per la verità molto scarso, conservato nelle collezioni dei principali musei italiani. Questi dati sono stati integrati con un’ampia ricerca bibliografica, condotta su riviste italiane ed estere, dei contributi riguardanti i Plecotteri pubblicati negli ultimi 150 anni. In questo caso non si è tenuto ovviamente conto di alcune segnalazioni poco attendibili, spesso opera di non specialisti, quando esse non fossero direttamente verificabili. Non sono stati inoltre affrontati alcuni problemi a carattere tassonomico e faunistico non ancora sufficientemente analizzati, inclusi quelli relativi ad alcune specie recentemente descritte o segnalate come nuove per la regione italiana (Ravizza e Ravizza Dematteis, 1993, 1994, 1995; Vingon et al., 1995). Queste ultime, quindi, non sono state incluse nella presente analisi, e in tutti i casi è stata comunque adottata una soluzione conservativa. L’ambito geografico considerato ed i criteri per la suddivisione del reticolo idrografico italiano in aree discrete, nonché 1 problemi ad essa connessi, sono già stati esposti in Audisio et al. (1988, 1994, 1995), Belfiore (1994), Belfiore et al. (1992) e ad essi si rimanda per un’analisi di dettaglio. Sono state individuate e delimitate in questo modo 96 aree primarie (Audisio et al., 1995), che rappresentano singole unità diversificate al loro interno, sia ecologicamente che geograficamente, e che mantengono un buon grado di comparabilità 6 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO reciproca. A causa dell’assenza di segnalazioni di Plecotteri relative ad un certo numero di aree primarie, alcune di queste sono state arbitrariamente accorpate (la zona 48 con la zona 50, 65 con 66, 71 con 69, 75 e 76 con 77, 83 con 85: tab. 1). Il numero iniziale di aree primarie si è così ridotto a 90 (fig. 1). I dati ottenuti sono stati tabulati sotto forma di matrice binaria (149x90; tab. 2) in base alla quale è stata condotta un’analisi di somiglianza tra le aree primarie considerate utiliz- zando l’indice di similarità di Baroni-Urbani & Buser (1976). I risultati così ottenuti sono stati elaborati per mezzo dell’analisi dei cluster impiegando, anche per una migliore comparabilità con quelli dei lavori citati in precedenza, l’algoritmo UPGMA (Sneath & Sokal, 1973). Per ovvi motivi di spazio viene omesso l’elenco dettagliato delle aree primarie, per le quali si rimanda ad Audisio et al. (1995). RISULTATI DATI FAUNISTICI. Nella fig. 2 è visibile l’andamento della distribuzione delle specie nelle aree primarie considerate. Si evidenziano due marcate riduzioni della ricchezza in specie, rispettivamente in corrispondenza delle aree di transizione tra i bacini del nord Italia e quelli del centro, e tra questi ultimi e quelli del sud (isole comprese). In termini numerici si osserva inoltre un certo decremento nel numero di specie da nord verso sud, a partire dai bacini delle regioni alpine. Parallelamente alla più o meno graduale diminuzione del numero di specie, si riscontra nelle zone del centro sud la presenza di aree faunisticamente molto povere, dove le segnalazioni sono ridotte o addirittura assenti, a causa spesso della carenza di indagini ma anche in seguito alla riduzione ed alla scomparsa di habitat idonei all’insediamento di Ple- cotteri. La ricchezza in specie mostra dei picchi significativi a livello dei bacini del Friuli orientale, del Piemonte meridionale e della Liguria occidentale, in corrispondenza delle ben note aree-filtro di penetrazione faunistica da est e da ovest nell’Italia settentrionale. Più a sud si possono osservare altri picchi relativi nell’ Appennino tosco-emiliano, in quello laziale- abruzzese e in quello calabro-lucano. Nella fig. 3 è riportato il numero di specie di Plecotteri delle regioni politiche dell’Italia amministrativa e della Corsica. Nella fig. 4 è possibile osservare la distribuzione regionale delle specie, divise in quattro classi arbitrarie di numerosità. Quattro regioni (Puglia, Molise, Sardegna e Corsica) contano meno di 16 specie, altre quattro (Toscana, Umbria, Campania e Basilicata) annoverano tra 16 e 30 specie. In nove regioni si rileva un numero di specie superiore a 30 (Val d’Aosta, Friuli, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio, Calabria e Sicilia). Le rimanenti quattro regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia e Trentino- Alto Adige) presentano un numero di specie maggiore di 60. Questi dati hanno naturalmente una valenza relativa, dipendendo dalla minore o maggiore estensione delle regioni, dal numero di corsi d’acqua presenti e dal numero di ricerche effettuate, che ha una distribuzione ovviamente non omogenea. L’isolamento di lunga data del sistema insulare sardo-corso è probabilmente responsabile del ridotto numero di specie ivi presenti, essendo limitatissima la capacità dispersiva dei Plecotteri e quindi la possibilità di colonizzazione dal continente, in presenza inoltre (almeno per la Sardegna) di un numero ridotto di habitat favorevoli a disposizione. Pur tenendo presente che il già citato decremento di specie lungo un asse nord-sud potrebbe essere un dato di fatto (ovvero non spiegabile solo con la carenza di ricerche mirate), e supponendo comunque che l’effettivo numero di specie nelle aree a bassa Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani 7 Tab. 1. Numerazione delle aree primarie adottata nel presente lavoro e corrispondenza con quelle di Audisio et al., 1995. Numerazione in uso Audisio et al., 1995 nel presente lavoro Numerazione in uso nel presente lavoro Audisio et al., 1995 | N|— N AIQUN|- —) | — | —è NI EN le) N DIWN 69, a 23 UNE DIENTAIISI ES RIBISIS WQWdWWWWWWdWdWdN[NINININIINININININ[2[2][2|[2]2/2| Niji OLOINIDINBRIWs/M}/—[O/O]WDINID/OjBRjWIN)/—/O;O;O|NIM{/ajh}]@ Nj= WON NINO 0|NDUIA =!O}0O N Nj} @ 75, 76, 7 PRE RTE JE RES i lle tatami ny ra ene da "= IE i berto, VAIO crd ca SURE ER: ao DES SR RT I reno TI Do BERN PO IO 83, 85 PORE RE ET MEET 36 recipe STE RE hun ins À ren rare RE SF RE > TI or tiro e paio à Br CR > fi und rauen A E: nn Besen ie 7° ul LMR an SEE a GENE ste ee MM pi Magnete: tr sm: MEIC "SR Eu diversità non si discosti drasticamente da quello medio delle regioni contigue, è comunque evidente da questi dati come lo sforzo di ricerca debba essere focalizzato soprattutto in alcune aree del centro sud. È da notare come alcune specie ad ampia distribuzione in Europa mostrino in Italia una presenza limitata ad aree ristrette (ad es.: Perla illiesi, Dinocras megacephala, Protonemura algovia, Brachyptera seticornis, Taeniopteryx schoenemundi). In particolare la maggior parte 8 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO di esse è limitata al Friuli-Venezia Giulia. Questa regione, di fatto, rappresenta una zona di soglia per elementi provenienti dalle Alpi Dinariche, dal bacino del Danubio e dagli alti e bassi Tauri, mentre le Alpi costituiscono un serio ostacolo alla dispersione di molte delle altre specie strettamente centroeuropee. ENDEMISMI. Nella regione italiana sono presenti 44 specie endemiche di aree più o meno vaste; altre 5 specie sono endemiche della Corsica per un totale di endemismi che rappresenta il 33% circa delle specie italiane s.1. Alcune di queste mostrano una distribuzione ampia nella regione italiana: /soperla andreinii, I. saccai, Nemoura hesperiae, Protonemura ausonia, P. caprai, P. costai, P. salfii, P. tyrrhena, Leuctra apenninicola, L. concii, L. elisabethae e L. pasquinii. Le rimanenti sono invece endemiche di aree meno estese. In particolare, molte di queste, pari al 25% circa delle specie endemiche, limitano la loro presenza a bacini idrografici di singole regioni del nord Italia: Nemoura oropensis, N. pesarinii, Protonemura bipartita, P. elisabethae, P. julia, Leuctra auberti, L. brevipennis, L. caprai, L. festai, L. ligurica, L. meridionalis e L. vesulensis. Il 18% delle specie endemiche ha invece distribuzione preva- lente nel centro sud: Isoperla ilvana, I. oenotriae, Brachyptera calabrica, Nemoura lucana, Protonemura hirpina, P. italica, P. macrura, Leuctra costai, L. silana. Da notare che il solo genere Protonemura presenta ben 18 elementi endemici su 31 specie presenti in Italia s. 1. Considerazioni a parte merita la plecotterofauna delle maggiori isole (inclusa la Cor- sica), dove si osserva un predominante carattere endemico. Il 33% circa di tutte le specie endemiche risiede esclusivamente o prevalentemente (con sporadiche segnalazioni nelle altre regioni del sud) in queste isole: /soperla hyblaea, I. insularis, Protonemura bucolica, P. consiglioi, P. corsicana, P. helenae, P. ichnusae, P. lagrecai, P. sicula, Leuctra annae, L. archimedis, L. budtzi, L. costai, L. cyrnea, L. fraterna, Capnioneura petricola. A conclusione di queste osservazioni a carattere faunistico è però opportuno segnalare che, a causa del sempre maggiore degrado delle nostre acque correnti (soprattutto a livello dei bassi corsi fluviali ai quali erano associate alcune specie esclusive), molte specie di Plecotteri si possono ormai considerare estinte nel nostro paese. È il caso di Brachyptera trifasciata, Isogenus nubecula, Isoperla obscura, Perla burmeisteriana. Altre, che rappresentano circa il 10% dell’intera plecotterofauna italiana, sono ridotte a poche popolazioni e quindi seriamente minacciate di estinzione: Besdolus ravizzarum (= Dictyogenus ventralis), Isoperla hyblaea, I. ilvana, I. oenotriae, Perla bipunctata, Chloroperla tripunctata, Xanthoperla apicalis, Tae- niopteryx schoenemundi, T. stankovitchi, Brachyptera monilicornis, B. seticornis, Nemoura lucana, Protonemura helenae, Leuctra geniculata, Tyrrhenoleuctra zavattarii. Molte di que- ste sono endemiche della regione italiana e la loro eventuale estinzione sarebbe dunque un evento irreparabile. Il rischio di drastica riduzione della naturale diversità della plecottero- fauna italiana e la conseguente banalizzazione sono evidenti anche da questi pochi dati. REGIONALIZZAZIONE L’analisi del dendrogramma di similarità (fig. 5) relativo alle 90 aree primarie considerate nel presente lavoro evidenzia, a un livello di somiglianza del 40%, alcuni raggruppamenti diversi per consistenza numerica e omogeneità. Tra questi i più si- gnificativi sono quelli sommariamente composti dalle aree 2-25, 26-85 e 86-90, che vengono di seguito descritti, interpretati e commentati. I rimanenti gruppi (aree primarie isolate o piccoli raggruppamenti di aree primarie biogeograficamente incongruenti) sono di difficile interpretazione, probabilmente accomunati dallo scarso livello delle attuali conoscenze fau- nistiche, e poco o per niente significativi dal punto di vista della regionalizzazione. Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani 70 60 50 Fig. 2. Andamento della numerosità delle specie di Plecotteri italiani nelle 90 aree primarie. 10 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO Tab. 2. Matrice di presenza/assenza delle 149 specie italiane s.l. di Plecotteri nelle 90 aree primarie (0 = assenza; 1 = presenza). Dictyogenus alpinus (Pictet, 1842) Dictyogenus fontium (Ris, 1896) Dictyogenus ventralis (Pictet, 1841) Isogenus nubecula Newman, 1833 Perlodes intricatus (Pictet, 1841) Perlodes jurassicus Aubert 1946 Perlodes microcephalus (Pictet, 1833) Isoperla andreinii (Festa, 1938) Isoperla carbonaria Aubert, 1953 Isoperla grammatica (Poda, 1761) Isoperla hyblaea Consiglio, 1961 Isoperla illyrica Tabacaru, 1971 Isoperla ilvana Consiglio, 1958 Isoperla insularis (Morton, 1930) Isoperla lugens (Klapalek, 1923) Isoperla obscura (Zetterstedt, 1840) Isoperla oenotriae Consiglio, 1967 Isoperla orobica Ravizza, 1975 Isoperla oxylepis (Despax, 1936) Isoperla rivulorum (Pictet, 1842) Isoperla saccai (Festa, 1939) Dinocras cephalotes (Curtis, 1827) Dinocras ferreri (Pictet, 1841) Dinocras megacephala (Klapalek, 1907) Perla bipunctata (Pictet, 1833) Perla burmeisteriana Claassen, 1936 Perla grandis (Rambur, 1841) Perla illiesi Braasch e Joost, 1971 Perla marginata (Panzer, 1799) Chloroperla susemicheli Zwick, 1967 Chloroperla tripunctata (Scopoli, 1763) Siphonoperla montana (Pictet, 1841) Siphonoperla torrentium (Pictet, 1841) Xanthoperla apicalis (Newman, 1836) Taeniopteryx kuehtreiberi Aubert, 1950 Taeniopteryx nebulosa (Linneo, 1758) Taeniopteryx schoenemundi (Mertens, 1923) . Taeniopteryx stankovitchi |konomov, 1978 Brachyptera auberti Consiglio, 1957 Brachyptera calabrica Aubert, 1953 Brachyptera monilicornis (Pictet, 1841) Brachyptera risi (Morton, 1836) Brachyptera seticornis (Klapalek, 1902) Brachyptera trifasciata (Pictet, 1832) Rhabdiopteryx alpina Kuehtreiber, 1934 Rhabdiopteryx neglecta (Albarda, 1889) Amphinemura standfussi, (Ris, 1836) Amphinemura sulcicollis (Stephens, 1836) Amphinemura triangularis (Ris, 1902) Nemoura cinerea (Retzius, 1783) Nemoura flexuosa Aubert, 1949 Nemoura fulviceps Klapalek, 1902 Nemoura hesperiae Consiglio, 1960 Nemoura illiesi Mendl, 1968 Nemoura lucana Nicolai e Fochetti, 1991 Nemoura marginata (Pictet, 1835) Nemoura minima Aubert, 1946 Nemoura mortoni (Ris, 1902) Nemoura obtusa (Ris, 1902) Nemoura oropensis Ravizza e Ravizza Dematteis, 1980 Nemoura palliventris Aubert, 1953 Nemoura pesarinii Ravizza e Ravizza Dematteis, 1979 Nemoura sinuata (Ris, 1902) Nemoura uncinata Despax, 1934 Nemoura undulata (Ris, 1902) Nemurella pictetii Klapalek, 1900 Protonemura algovia Mendi, 1968 Protonemura auberti \llies, 1954 Protonemura ausonia (Consiglio, 1955) Protonemura austriaca Theischinger, 1976 Protonemura beatensis (Despax, 1929) Protonemura bipartita Consiglio, 1962 Protonemura brevistyla (Ris, 1902) Protonemura bucolica (Consiglio, 1957) Protonemura caprai (Aubert, 1954) 0000000001 1111111112 2222222223 3333333334 4444444445 5555555556 6666666667 7777777778 8888888889 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 0101011111 1111010110 1011100000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0010011111 1011011100 1001000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000100 0000000000 0000000001 1000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 1000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0100010011 1011010110 1011110000 0001000000 0000000001 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000011000 0001000110 1101100000 0000000000 0000000001 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0111010101 1111010110 1111110000 0000000000 0010000000 0000000001 0000000000 0000010100 0000000000 0000000000 1000000100 0000001010 0000000001 0000000000 0101000010 0100000000 0000000000 0000000000 0000000000 0001000111 1011111110 0000010110 1011000000 0000010000 0000010000 0111111101 1100100000 0010000111 1011111101 1011111010 0101000010 0011100000 0101111110 1000111101 0010010111 1111100000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0001100000 1000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000011111 0001000100 0000000100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000011 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000001 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0001000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0010000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0100011111 1111011111 1011111011 0000000111 0010000000 0000000001 0000000000 0011110000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010000 0000000000 0010010001 0010011111 0100010001 0001110100 0000000000 1110000111 1010010010 0011101001 0000000011 0011010001 0011010111 0000010001 0000111110 1100100000 0000000000 0011011000 1100011100 0000000111 0010001000 0000000010 0000000000 0000000000 0000000000 0100000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010001 0000000100 0000000001 1000010000 0000000000 0000001000 0000000000 0000010001 0000000000 0000000000 0000000000 0100000000 0000000001 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0110000111 0011011111 1111111010 0001000000 0011000001 0010010011 0100010001 0000110100 1101100000 0100000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 1110000111 0011111110 0111111110 0000001111 1111111000 0101101100 0100000000 0000111011 0100000000 0111001111 0001000110 0010011000 0000000000 0000000001 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0110001011 0011111111 0011100001 1001001000 0000000001 0100000110 0000010000 0000111111 0000000000 0000000011 0011010110 0010110000 1000000001 0000000000 0010000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000111 1010000110 0011011110 0000000111 0111010101 0111011011 0100010001 0111111111 1101100000 0000000011 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010100 0000011111 0010000001 0010010010 0011000000 0000000000 0000000001 0010000011 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 1100010000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010110 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010011 0000010000 0111111111 1111100000 0000000011 0000000000 0000001000 0000000010 0000000010 1101000000 0000000000 0000000000 0000000000 1100010000 0001000000 0010010100 0000000110 0010100010 1111110011 0110000000 0000010101 1111100000 0000000100 0000000100 0000000000 0000000100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000001 0000000100 0100000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000111 1011010101 1011110000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0100000101 1011010010 0001110010 0000000000 0011001001 0000010111 0110000000 0011111111 1101100000 0000010110 0001000000 0000001000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0100010111 1011010101 1111111010 0001010011 1011101001 0011010011 0100010001 0000010111 1100000000 0110000011 0001000100 0010000010 0000000001 0010000000 0011010111 0000010000 0000110010 0100000000 0110011111 1011110110 0110011010 0001001011 1011111001 0011111111 1101110111 0111111111 0000100000 0000000100 0000000000 0000101010 0000010010 0000000000 0101110010 0000000000 0000010100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 1111100000 0000000000 0000000000 0000011010 0000000010 0010000001 0001011011 0100000001 0000000000 0000100000 0111000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0100000000 0000000000 0110001111 0000000000 0000000000 0000000010 0010000000 0000000100 0000000000 0000000000 0000000000 0111000001 0001000000 0010010000 0000001 100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0111000111 0011011111 0011111010 0000011110 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000001 100 0111011110 1100110010 0001010010 0010000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000100 0010000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0010000000 0000010100 0010110001 0001010111 0100010000 0111111110 1111100000 0000000000 0000000100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000001111 0011011110 0011011010 0000000110 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0010010000 0000000100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010010 0010000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0111011111 0011011111 0110111000 00000001 11 0010000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000010 0110000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0111011101 0001000100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0010000011 1000000010 0110000001 0101111111 0100000100 0000110001 0000000000 0110000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000001011 1000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000001 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0010011111 0111011110 0010110000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000010 0000000000 0000000100 1011000110 0000010111 1111110001 0011010011 0000000000 0000000000 0000000000 Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani Protonemura consiglioi (Aubert, 1953) Protonemura corsicana (Morton, 1930) Protonemura costai (Aubert, 1953) Protonemura elisabethae Ravizza, 1976 Protonemura helenae Nicolai, 1985 Protonemura hirpina (Consiglio, 1958) Protonemura ichnusae (Consiglio, 1957) Protonemura intricata (Ris, 1902) Protonemura italica (Aubert, 1954) Protonemura julia Nicolai 1983 Protonemura lagrecai (Aubert, 1954) Protonemura lateralis (Pictet, 1836) Protonemura macrura (Aubert, 1953) Protonemura meyeri (Pictet, 1841) Protonemura nimborella (Mosely, 1930) Protonemura nimborum (Ris, 1902) Protonemura nitida (Pictet, 1836) Protonemura praecox (Morton, 1894) Protonemura ruffoi Consiglio 1961 Protonemura salfii (Aubert, 1954) Protonemura sicula Consiglio, 1961 Protonemura tyrrhena (Festa, 1938) Capnia bifrons (Newman, 1839) Capnia nigra (Pictet, 1833) Capnia vidua Klapalek, 1904 Capnioneura nemuroides Ris, 1905 Capnioneura petricola Giudicelli, 1967 Capnopsis schilleri (Rostock, 1892) Leuctra albida Kempny, 1899 Leuctra alpina Kuehtreiber, 1934 Leuctra annae Consiglio, 1975 Leuctra apenninicola Ravizza, 1988 Leuctra archimedis Consiglio, 1968 Leuctra armata Kempny, 1899 Leuctra auberti Ravizza e Ravizza Dematteis, 1985 Leuctra autumnalis Aubert, 1948 Leuctra boreoni Aubert, 1962 .Leuctra braueri Kempny, 1898 Leuctra brevipennis Ravizza, 1978 Leuctra budtzi Esben Petersen, 1912 Leuctra caprai Festa, 1939 Leuctra cingulata Kempny, 1899 Leuctra concii Consiglio, 1958 Leuctra costai Aubert, 1953 Leuctra cyrnea Consiglio e Giudicelli, 1965 Leuctra dolasilla Consiglio, 1955 Leuctra elisabethae Ravizza, 1985 Leuctra festai Aubert, 1954 Leuctra fraterna Morton, 1930 Leuctra fusca (Linneo, 1758) Leuctra geniculata (Stephens, 1836) Leuctra handlirschi Kempny, 1898 Leuctra hexacantha Despax, 1940 Leuctra helvetica Aubert, 1956 Leuctra hippopus Kempny, 1899 Leuctra inermis Kempny, 1899 Leuctra insubrica Aubert, 1949 Leuctra leptogaster Aubert, 1949 Leuctra ligurica Aubert, 1962 Leuctra major Brinck, 1949 Leuctra meridionalis Aubert, 1951 Leuctra mortoni Kempny, 1899 Leuctra moselyi Morton, 1929 Leuctra nigra (Olivier, 1811) Leuctra niveola Schmid, 1947 Leuctra pasquinii Consiglio, 1958 Leuctra rauscheri Aubert, 1957 Leuctra rosinae Kempny, 1900 Leuctra schmidi Aubert, 1946 Leuctra sesvenna Aubert, 1953 Leuctra silana Aubert, 1953 Leuctra teriolensis Kempny, 1900 Leuctra vesulensis Ravizza e Ravizza Dematteis, 1984 Tyrrhenoleuctra zavattarii (Consiglio, 1956) 11 0000000001 1111111112 2222222223 3333333334 4444444445 5555555556 6666666667 7777777778 8888888889 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 1234567890 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0001111100 1100000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 000000001 1 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0001000000 0000110000 0100000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000101 1000000000 0010000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0001000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000011100 0100000001 0011011100 0011111110 0000000010 0011101001 0011010111 0100010001 0001111100 0001000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010000 0000000000 0100000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010000 1101100000 0111011111 1111011111 1111111110 0000001100 0010000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0001111111 0000000000 0000000000 0000010000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010110 0000000000 0000000010 0110010110 0010111000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0101000111 1011010001 0010111000 0000000100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0100010111 0111010110 0010111000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000110 0001000000 0010011010 0000000010 0010000001 0010000011 0000000000 0000010110 1001000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0110111100 1111100000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0010000001 0010010111 0100000000 0001111100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 1101100000 0000000000 0000000000 0000000110 0000000010 0101100101 0101010101 1101010110 0001111000 1101000000 0000010000 0000100000 0110001010 0001000010 0010000100 1101001111 0010000100 0000000000 0000000000 0000000111 0011011010 0010100000 0001000000 0000000000 0000000001 0000000000 0111111100 0100100000 0101010000 0011011010 0010000000 0000000000 0000000000 0010000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010010 0000000000 0010000001 0000000000 0000000000 0100000000 0100100000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000010 0000000000 0000000000 0000000011 1001000001 0011000010 0001000000 0000000000 0000010101 0000000000 0110000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0101000000 0011011110 0010111010 1000011110 0011100001 0000010011 0100000000 0000110000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010000 0000000000 0000000000 0000011011 1000000010 0011000000 0001000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 1101100000 0111001111 0011010110 0010010000 0000001000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000011011 1000100010 0010000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0111010101 0011010100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010010 0000000000 0000001 100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0101010110 0010010100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 000001 1010 0000000011 0010000001 0000010000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000011 0100000000 1001110101 1100100000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000010 0000011101 0041010100 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0001000101 0011110111 1000000011 1010000001 0010000000 0000000000 0000010001 0000000000 0110000111 0011010000 1011011010 0000000011 0010000000 0101110101 0100000000 0000110100 1111100000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010101 1101000100 0011010000 0010011011 0000000111 0011010000 0111010011 0100010001 0010111101 0000000000 0000000101 0001100000 0001011010 0000000010 0010000001 0000110111 0100000000 1001110101 0000000000 0001010001 0001001100 0011100000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0100010001 0111111100 0111111011 0000011111 0011100001 1111110111 1100010100 0101111111 0000000000 0100010111 0111011110 0011111010 0000000110 0011100001 0011010111 0100010001 0111110110 1101100000 0000000000 0010010111 1000001111 0010000011 0011111001 0001011010 0000000100 0000000000 0000000000 0010000001 0011010100 0010111010 0000000011 0010000000 0000110111 0100000000 0000110100 1101100000 0000000000 0000000000 000001 1000 0000000110 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0101110000 1011011100 0010101010 0000001010 0000000000 000000001 1 0000000000 00001 10000 0000000000 0000000000 0010011110 0110000010 0000000010 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000111 0010010000 0110100000 0000000000 0000100000 0011010111 0100000000 0000000000 0000000000 0000000111 0011010100 0010111000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000100 001001 1100 001001 1000 00000001 10 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 001 1011000 0010111011 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 000001 1010 0000000010 0010000000 0000000011 0100000000 0000000000 0000000000 0101000011 0011010111 0010110000 0000000000 0010000001 0000010011 0100000000 0000000000 0000000000 0111010101 1011011111 0010110000 0000000000 0000000000 0000000001 0100000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000110 0010100000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 00100101 10 0011000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000010000 0000000000 0101011111 0011011110 1011111000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0010000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000000000 0000011101 12 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO Il gruppo 2-25 è rappresentativo della plecotterofauna dell’ arco alpino e presenta limite occidentale nella zona di transizione alpino-appenninica e limite orientale nell’area 2, che include i fiumi Isonzo, Iudrio e Natisone, escludendo l’Istria. Il secondo cluster individuato (26-85) comprende le aree primarie incluse nell’Italia peninsulare, aggregando anche la Sicilia. A livelli più alti di similarità (60% circa) sono chiaramente visibili in questo cluster i raggruppamenti di aree primarie della Calabria (72-80) e della Sicilia (81-85). L’ultimo cluster ottenuto in base all’analisi di similarità è relativo al sistema insulare sardo-corso (aree 86-90) a conferma di ciò che si poteva supporre a priori sulla base di presupposti paleogeografici e sui dati faunistici relativi a molti altri gruppi di vertebrati e di invertebrati. DISCUSSISONE E CONCLUSIONI I risultati ottenuti utilizzando i Plecotteri come taxon guida per la regionalizzazione dei sistemi reici italiani sono piuttosto interessanti, soprattutto alla luce dei confronti con studi analoghi effettuati su altri gruppi tassonomici (Audisio et. al., 1988, 1995; Belfiore, 1994; Belfiore & D’ Antonio, 1991; Belfiore et al., 1992; Bonafaccia, 1993). Il confronto con gli Efemerotteri è possibile solo per quel che riguarda le aree primarie dell’Italia centrale, meridionale, Sicilia e Sardegna, questo gruppo essendo stato analizzato con sufficiente ac- curatezza solo limitatamente a queste aree geografiche. Le differenze riscontrate in ordine ai raggruppamenti di aree primarie individuati dimostrano come, data la differente ecologia e la peculiare storia evolutiva dei diversi gruppi di insetti che popolano le acque correnti, 1 modelli storici e dinamici di popolamento non sempre siano sovrapponibili nei vari gruppi, pur mostrando un sostanziale accordo per quel che riguarda 1 principali aspetti della ricostruzione biogeografica. Si riscontra per le aree primarie del sistema sardo-corso un’elevata omogeneità (70% di somiglianza intrinseca nei Plecotteri) ed una buona congruenza con 1 risultati ottenuti in base alla fauna a Hydraena s. 1. (Audisio et al., 1988, 1995) per quanto riguarda soprattutto il netto isolamento di questo sistema e le percentuali di endemismo. In questo sistema insulare Plecotteri e Hydraena s. |. presentano infatti un popolamento assolutamente distinto, com- posto prevalentemente da specie endemiche. La percentuale di elementi endemici è del 70% per le Hydraena s. |. e raggiunge 1’80% nei Plecotteri (mentre risulta solo del 40% negli Efemerotteri: Belfiore, 1994), confermando la grande specificità di molti gruppi dulcacqui- coli delle due isole. Una certa affinità tra il sistema sardo-corso e l’area 48 (Arcipelago Toscano), evidente nelle Hydraena s.l., non è invece rilevabile nei Plecotteri, sulla base dei quali il complesso insulare toscano si trova sempre e comunque aggregato alle contigue zone costiere della Maremma. L'esistenza in passato di una connessione tra le due terre (“ponte tosco-sardo”) è stata ipotizzata e largamente discussa sulla base di contingenti faunistici simili anche per altri animali, a es. gli Oligocheti terricoli (Omodeo & Rota, 1987), per i quali si osservano popolamenti nelle due zone costituiti da una comune fauna arcaica alla quale si è aggiunto un contingente più recente, probabilmente sopraggiunto in seguito alla crisi di salinità a cui è andato incontro il Mediterraneo alla fine del Miocene. Già Consiglio (1963) aveva discusso per i Plecotteri le ipotesi di affinità tra queste due zone, escludendo peraltro scambi faunistici quaternari, anche sulla base di considerazioni ecologiche. Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani SR RTS 1000000 EIISIOH euBepies BIS EUGRIEI e]eoliseg eibnd BIUEdWIEI asıloW ozzmqy euqun OIZe] eyoeyy EUBISO] BUBEWIOH-E|IWI 0}8USA eunbi] Eijnio-eizeueA/ Inu eBipy-oyy ounuel BIPIEQUIOT] Q]UOWSId EISOYV.P 8IIBA in Corsica. itica e in i dell’Italia pol di Plecotteri nelle singole region i specie Fig. 3. Numero d 14 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO La Sicilia risulta, nella regionalizzazione ottenuta utilizzando i Plecotteri come descrit- tori, aggregata al cluster dell’Italia peninsulare, a testimonianza della somiglianza con la plecotterofauna delle zone appenniniche più che con le altre isole. La somiglianza tra le aree primarie dell’Isola risulta essere molto alta, determinando comunque una specificità e una coerenza interna a questo raggruppamento. Il popolamento non appare discontinuo rispetto a quello dell’Italia meridionale in nessuno dei gruppi acquatici finora studiati (Audisio et al., 1988, 1995; Belfiore & D’ Antonio, 1991; Belfiore et al., 1992). Questo dato contrasta ad esempio con quanto rilevato da Biondi (1988) per 1 Crisomelidi Alticini, sulla base dei quali Sardegna e Sicilia sono invece aggregate a formare un unico distretto biogeografico. I Plecotteri e gli Idrenidi di Sicilia mostrano un andamento distributivo piuttosto simile, pro- babilmente dettato dalla situazione idrologica di quest'isola, che possiede molti più corsi d’acqua nella parte settentrionale rispetto alle zone meridionali, a carattere più arido. Nessuna specie di Hydraena s. |. è endemica, mentre lo sono 4 su 27 (quasi il 15%) nei Plecotteri; due di queste sono presenti solamente sui Monti Iblei. Sulla base di questi due gruppi tassonomici, la Sicilia risulta più somigliante alla Calabria meridionale, grosso modo a sud di una ipotetica linea che va dalla Catena Costiera al Crotonese. Leggere differenze si riscontrano invece nel confronto con la efemerotterofauna di Sicilia (Belfiore et al., 1992): solamente 1 specie di Efemerotteri, su 30 note, è endemica, e la somiglianza espressa da questo gruppo con l’Italia meridionale si estende a una più vasta area rispetto a quella indicata per Plecotteri e Hydraena 8.1. La composizione della fauna a Plecotteri della Sicilia (cfr. anche Ravizza & Gerecke, 1991) mostra come ad una fauna arcaica, di origine paleomediterranea, si sia aggiunta in epoche recenti e comunque post-glaciali, una fauna più “banale” di provenienza appenninica. Sotto il profilo ecologico le specie che popolavano gli antichi territori calabro-siculi erano adattate a quote non elevate. In seguito all’avvicinamento della Sicilia alla penisola italiana nel Quaternario, la plecotterofauna appenninica, composta da specie provenienti per buona parte dall’Europa centro settentrionale e adattata a ruscelli e torrenti a corrente veloce, penetrava nella catena montuosa settentrionale, non riuscendo tuttavia a colonizzare la parte centro meridionale dell’isola, sia per le diverse caratteristiche idrologiche dei corsi d’acqua che per la presenza del braccio di mare in via di prosciugamento che tagliava la Sicilia in due parti (La Greca, 1984). Risalendo lungo la penisola si nota un deciso isolamento delle aree pugliesi, dovuto alle condizioni idrogeologiche che determinano una carenza di corsi d’acqua e la conseguente povertà faunistica. Tale situazione è ovviamente sovrapponibile a quella degli altri gruppi di insetti acquatici reofili. I dati sui Plecotteri dell’Italia centrale, non ancora sufficientemente dettagliati, non permettono una fine caratterizzazione della discontinuità nell’ambito di questa zona rispetto alle altre aree dell’Italia peninsulare. Negli Efemerotteri e nelle Hydraena s.l. si evidenzia invece, con notevole congruenza e con differenze veramente marginali, una marcata fascia di transizione che corre diagonalmente alla penisola, tra le foci del Tevere a sud ovest e del Cesano a nord est (Audisio et al., 1994). Il limite di continentalità (tra la fauna strettamente alpina e quella peninsulare) è posto a livello delle aree corrispondenti all’alto e al basso corso del Tanaro, al Bormida e alla zona del medio corso del F. Po compresa tra il F. Scrivia, il F. Staffora ed il F. Tidone (aree 26-29). Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani 15 M 0 - 15 specie NI 16-30 specie 31 - 60 specie x > 60 specie SZ à RT, X 4 NP » N X Fig. 4. Numero di specie di Plecotteri, divise in quattro classi arbitrarie di numerosità, in Corsica e nelle regioni amministrative, rappresentate schematicamente, dell’Italia politica. 16 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO A nord di questa demarcazione le aree primarie si aggregano in un’unica vasta area alpina pur non evidenziandosi, sulla base dei dati a oggi disponibili, ulteriori suddivisioni significative. Questo piccolo gruppo di aree rappresenta probabilmente anche un’area di transizione tra i distretti alpino e appenninico, con una discontinuità riscontrata anche a livello delle aree della Liguria occidentale (36-39), tradizionalmente identificate come zona di separazione tra le faune alpine e appenniniche. Ciò è in buon accordo con quanto riscontrato per le Hydraena s. 1., anche se in questi Coleotteri si evidenzia un ulteriore isolamento di un gruppo di aree ligustico-provenzali (aree 25, 35, 36, 37) dal resto delle aree alpine (Audisio et al., 1988, 1995). Le aree 30-33, corrispondenti al corso principale del F. Po, tra le foci dei fiumi Trebbia e Parma, e al F. Secchia, rappresentano, almeno per 1 dati e 1 risultati ottenuti (posizioni isolate e livelli minimi di similarità), un’area di povertà faunistica almeno in parte determi- nata dall’attuale situazione degradata dei corsi d’acqua della zona. Questa condizione secon- daria certamente limita l'accuratezza della lettura di fenomeni di transizione biogeografica che probabilmente interessano l’intero medio corso del F. Po comprendente le aree 26-33. I dati sugli Efemerotteri della maggior parte delle aree primarie di queste zone, così come quelli di buona parte dell’Italia settentrionale, sono ancora carenti e non possono costituire un elemento sufficiente di confronto. L'analisi della similarità tra le aree alpine non evidenzia nei Plecotteri ulteriori discon- tinuità. Nelle Hydraena invece, oltre alla ricordata area ligustico-provenzale, si osservano due altri raggruppamenti discreti di aree, il primo tra i bacini del Brenta e quello dell’ Adige (aree 7-10) e il secondo tra quelli del Friuli orientale e le zone carso-istriane (Audisio et al., 1995). Anche nei Plecotteri però queste aree, pur senza distinguersi da quelle vicine, si caratteriz- zano come zone filtro per la fauna di origine centro-europea, come confermato dalla presenza di entità specifiche (Dinocras megacephala, Perla illiesi ecc.) a gravitazione medioeuropea. Considerata la buona sovrapposizione dei dati già esposti si può supporre che il migliora- mento delle conoscenze sulla distribuzione dei Plecotteri in queste zone potrà portare a risultati più congruenti con quelli di altri gruppi di insetti delle acque correnti. L'analisi dell’andamento del numero di specie lungo la penisola italiana evidenzia (fig. 2), come già accennato, dei picchi in Italia settentrionale in corrispondenza delle aree di penetrazione faunistica da est e da ovest. Altri picchi di numerosità sono rilevabili proce- dendo verso sud in corrispondenza dei principali gruppi montuosi (Appennino tosco-emiliano, abruzzese e calabro-lucano), in buon accordo con quanto osservato per altri gruppi di insetti di acque correnti. Tali risultanze sembrano invece in disaccordo con l’ipotesi dell’effetto penisola discussa da Massa (1982); secondo questo autore 1l limite di continentalità in Italia sembra essere segnato dalla Toscana, a sud della quale si osserverebbe un graduale impo- verimento faunistico sulla base della densità media di specie in rapporto alla latitudine (Uccelli Columbiformi e Passeriformi; Coleotteri Carabidi, Cicindelidi e Crisomelidi; Co- leotteri Scarabeoidei ecc.). Osservando come varia il numero di specie di Plecotteri e degli altri gruppi di insetti acquatici analizzati in funzione della loro distribuzione nelle aree primarie italiane, si ha piuttosto l’impressione che l’andamento sia soprattutto legato alla presenza di rilievi montuosi in grado di alimentare vasti sistemi idrici di buona e costante portata anche durante la stagione secca, adatti all’insediamento di una fauna reofila, e solo molto marginalmente alla latitudine o alla peninsularità. In definitiva si può affermare che, mentre i dati di distribuzione sui Plecotteri sono 14 Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani 1,00 0.75 0.50 0.25 0.00 ‘(18°0 = OONDUIJOD QUOIZP[OLIO IP DUSTOIJJIOI “VINDAN OPOJSU [I Opuodses 19JSNIO Top Isıpeue ‘(9L61) Josng > Tuegin IUOIEg Ip 291PU]) ‘H9)J099[d Ip SUETTeni s1oeds s]Jap SUOIZNQINSIP ETTe aseq UT ‘aJeJopIsuUOD ALBI 9018 06 >] BI) RILIL[IUWIs IP eumme1So1puo] ‘GS ‘ST n re N09 our eoenoop on Yyepy D D BOT IND m © qeonorsnmae wor æ F5 So +m © zXRorS2BS5NFIN5FS5SF?3 332 ShR232I5ZINE23852383NNtTLEFLR23558523258595335559kn88538 18 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO buoni per quel che riguarda la comprensione delle linee generali di similarità tra i gruppi principali di bacini idrografici, essi non sono ancora in alcune aree del nostro paese così dettagliati da permettere un’analisi fine in rapporto alla regionalizzazione del reticolo idro- grafico. La povertà di conoscenze per l’Italia peninsulare si somma talvolta alla povertà faunistica dovuta alla scarsezza d’acqua, contribuendo a rendere meno interpretabili in ter- mini di somiglianza le attuali distribuzioni dei taxa confrontati. Un adeguamento delle co- noscenze sulla faunistica di questo gruppo di insetti è l’obiettivo immediato per la migliore comprensione dei fenomeni che hanno plasmato i nostri sistemi reici. La buona rispondenza del metodo e la sostanziale sovrapposizione di risultati riscontrata nel confronto con altri gruppi di insetti legati alle acque correnti suggeriscono infine l’utilità di questo approccio nella ricerca biogeografica di livello descrittivo. BIBLIOGRAFIA AUDISIO P., BELFIORE C., DE BIASE A. & D’ANTONIO C., 1988 - Il genere Hydraena Kugelann nella biogeografia dei sistemi reici italiani. Atti del XV Congresso nazionale italiano di Entomologia, L’ Aquila: 177-184. AUDISIO P., FOCHETTI R., BELFIORE C. & DE BIASE A., 1994 - Un approccio multimetodo alla biogeo- grafia dei sistemi reici italiani (Coleoptera: Hydraenidae; Plecoptera; Ephemeroptera). Atti del XVII Congresso nazionale italiano di Entomologia, Udine: 179-182. AUDISIO P., DE BIASE A., BELFIORE C. & FOCHETTI R., 1995 - A multimethod approach to the zoogeo- graphy of the Italian river basins, based upon distributional data of freshwater invertebrates. I. The genus Hydraena Kugelann s.l. (Coleoptera, Hydraenidae). Bollettino di Zoologia, 62: 401-415. BARONI URBANI C. & BUSER M. W., 1976 - Similarity of binary data. Systematic Zoology, 25: 251-259. BELFIORE C. & D’ ANTONIO C., 1991 - Faunistic, taxonomic and biogeographical studies of Ephemero- ptera from southern Italy. In: J. Alba Tercedor, J. Sanchez Ortega: “Overview and strategies of Ephemeroptera and Plecoptera”, Sandhill-Crane Press: 253-262. BELFIORE C., D’ ANTONIO C., AUDISIO P. & SCILLITANI G., 1992 - Analisi faunistiche e biogeografiche sugli Efemerotteri della Sicilia (Insecta, Ephemeroptera). Animalia, 18 (1991): 31-60. BELFIORE C., 1994 - Biogeografia degli Efemerotteri dell’Italia centrale: analisi dei popolamenti ed emergenze faunistiche nella rilevazione delle discontinuità (Insecta, Ephemeroptera). Biogeogra- phia, XVII (1993): 165-172. BIONDI M., 1988 - Considerazioni biogeografiche sui Crisomelidi Alticini della fauna italiana (Coleo- ptera). Atti del XV Congresso nazionale italiano di Entomologia, L’ Aquila: 689-696. BONAFACCIA A., 1993 - I Tricotteri e la biogeografia dei sistemi reici italiani. Tesi di Laurea in Scienze Biologiche, Facoltà di Scienze MM.FF.NN., Università di Roma “La Sapienza”. CONSIGLIO C., 1963 - Plecotteri delle isole del Mediterraneo. Monitore Zoologico italiano, 70-71: 147-158. FOCHETTI R., 1994 - Plecoptera. In: Minelli A., Ruffo S., La Posta S. (eds.). Checklist delle specie della fauna italiana, 37. Calderini, Bologna. LA GRECA M., 1984 - L’origine della fauna italiana. Le Scienze, 187: 66-79. MASSA B., 1982 - Il gradiente faunistico nella penisola italiana. Atti della Società italiana di Scienze naturali e del Museo civico di Storia naturale, Milano, 123 (2-3): 353-374. OMODEO P. & ROTA E., 1987 - Caractères originaux des peuplements des îles tyrrhéniennes en Oligo- chètes terricoles. Bulletin de la Societe Zoologique de France, 112 (1-2): 1997-214. RAVIZZA C. & GERECKE R., 1991 - A review of the distribution of Plecoptera on Sicily. Memorie della Società entomologica italiana, 70(2): 9-31. | Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani 19 RAVIZZA C. & RAVIZZA DEMATTEIS E., 1993 - Leuctra vinconi, a new species of Plecoptera from the Pennine Alps. Aquatic Insects, 15 (1): 41-44. RAVIZZA C. & RAVIZZA DEMATTEIS E., 1994 - Leuctra vinconi aubertorum, a new subspecies of Leuctra from the Ticino canton, Switzerland. Mitteilungen der Schweizisches entomologisches Gesel- Ischaft, 67: 37-41. RAVIZZA C. & RAVIZZA DEMATTEIS E., 1995 - Nemoura rivorum, a new species of stonefly from the northern Apennines. Mitteilungen der Schweizisches entomologisches Gesellschaft, 68: 153-158. SNEATH P. H. A. & SOKAL R. R., 1973 - Numerical taxonomy. W. H. Freeman & Co, S. Francisco, 573 pp. VIGNA TAGLIANTI A., AUDISIO P., BELFIORE C., BIONDI M., BOLOGNA M. A., CARPANETO G. M., DE BIASE A., DE FELICI S., PIATTELLA E., RACHELI T., ZAPPAROLI M. & ZOIA S., 1992 - Riflessioni di gruppo sui corotipi fondamentali della fauna W-Paleartica ed in particolare italiana. Biogeo- graphia, 16: 159-180. VINCON G., RAVIZZA C. & AUBERT J., 1995 - Leuctra subalpina, a new species of Leuctridae from the Western Alps and the Apennines. Aquatic Insects, 17(3): 181-186. Indirizzo degli Autori: R. Fochetti, Dipartimento di Scienze Ambientali, Università della Tuscia, via S. Camillo de Lellis, I-01100 Viterbo (Italy) - E-mail: Fochetti @unitus.it P. Audisio, A. De Biase, Dipartimento di Biologia Animale e dell’ Uomo, Universita “La Sapienza”, viale dell’ Università 32, I-00185 Roma (Italy) C. Belfiore, Dipartimento di Zoologia, Università “Federico II”, via Mezzocannone, 8, I-80134 Napoli (Italy) iy mil Cou 1} ha = ns x = dpt L gita è hi sparse zia : d'acqua; pontabu=nso 2 2 I n, ADR, ppi = ¥ er) de $ | ir erry vs | ru one par mura; ale ie A u, ZUR ee i _» Nes a aks ie en sine logi je = i fm EN =: PT TER i To aston à su A. iu vi ia i prode è Co AA i ‘ fe oe Sa “i tan mes Non wy + Oe Er of a Aqua: 27486 Aten Fran PB tara grida ul vici di a MAR = ge XVE a sie 1) ee mal n | Fin DEI Rig A. AELPRIRE € hi “ n sn u iu cee, pLIPS — : ce = ui re gilt eee Dh por n | co: is bob so x Poe pts Zr) lue) x LP CR fi: ti) pe x XV Congé fissile ftuléarnes di ‘ I © L'école cbr er gta °° Ent Facahä di Bélier BENZIN Be 1988. Pieters LS wie del edit PE ne à re + a m. Lee bara fh pel A ails Sta Peat. uf _ Beotogne: rere t= nada E è is © Tell > sr stia “iti. ‘Le - A ie ni wi 19) Wats Alzi nich friéripii Era Zn sibi be anton ads Sim | RARES abs bt ment 2 (ic way nt Riina shane theoreti tin Prarolo 4.227 22 selagggue: sh Sto! pe EI na | niet ne EN > Eye - FLE spent de A u won: Galia ee soi Cr i? x Mem. Soc. entomol. ital, 76: 21-59 25 febbraio 1998 Riccardo SCIAKY Taxonomic review of the genus Stomis, with revision of the Chinese species (Coleoptera Carabidae) Abstract - In this work the genus Stomis Clairville is placed in a monogeneric tribe, Stomini Gené, 1839. The species of Stomis (sensu lato) are arranged in two subgenera, Stomis (sensu stricto) = Stobeus Fairmaire = Eustomis Semenov, and Neostomis Bousquet. In the Chinese material available, 12 species are recognized, eight of which are new as follows: from Sichuan, S. facchinii, S. titanus, S. robustus, S. vignai; from Gansu, S. brivioi; and from Yunnan, S. farkaci, S. gigas and S. schoenmanni. Distribution of postulated apomorphic character states indicates that these species comprise five monophyletic groups. Riassunto - Revisione degli Stomis cinesi, con descrizione di otto specie nuove (Coleoptera Carabidae) In questo lavoro il genere Stomis Clairville viene posto in una tribù monogenerica, Stomini Gené, 1839. Le specie di Stomis (sensu lato) vengono suddivise in due sottogeneri, Stomis (sensu stricto) = Stobeus Fairmaire = Eustomis Semenov, and Neostomis Bousquet. Tra il materiale esaminato della Cina sono state riconosciute 12 specie, otto delle quali inedite: S. facchinii, S. titanus, S. robustus e S. vignai del Sichuan, S. brivioi del Gansu e S. farkaci, S. gigas e S. schoenmanni dello Yunnan. La distribuzione di caratteri ritenuti apomorfi sembra indicare che queste specie si ripartiscono in cinque gruppi monofiletici. Key words: Carabidae, Stomis, China, taxonomic revision, new species. INTRODUCTION The genus Stomis Clairville is distributed discontinuously across the Palaearctic Region with 16 species known, and one species in the western Nearctic Region. From China, only four species have been described to the present, two of them only very recently. After the discovery, among the undetermined material of recent expeditions, of eight new species, I summarize here knowledge of the Chinese species of the genus, even though I am confident that many undescribed species remain to be discovered in those wide regions of China still very inadequately known from the faunistic point of view. To provide a context for these descriptions, I discuss the relationships of Stomis to other pterostichines, and as well, the relationships of the Chinese species to one another. MATERIAL AND METHODS MATERIAL This work is based upon study of 98 specimens from China and Central Asia, plus many repre- sentatives of European, Caucasian and Japanese Stomis, representing all the known species and subspe- cies except S. benoiti. Moreover, representatives of almost all Palaearctic and Nearctic subgenera of Pterostichus and many other genera of Pterostichini, Poecilini and Molopini were used for comparison. Study material was obtained from the following institutions, each of which is designated by a coden used in this publication. MHNP - Museum National d’ Histoire Naturelle, Paris MSNM - Museo Civico di Storia Naturale, Milano NHMB - Naturhistorisches Museum, Basel NHMVW - Naturhistorisches Museum, Wien 22 SCIAKY PIME - P.I.M.E. Entomological Museum, Monza CF - Coll. Facchini, Piacenza CFa - Coll. Farkaè, Praha CH - Coll. Heinz, Wald Michelbach CL - Coll. Ledoux, Clamart CP - Coll. Pavesi, Milano CS - Coll. Sciaky, Milano CV - Coll. Vigna Taglianti, Roma CW - Coll. Wrase, Berlin CZ - Coll. Zamotajlov, Krasnodar. METHODS Descriptions. Since the species are either new or very scarcely known, I have tried to give complete description of all of them. Measurements. The measurements of all species have been made with an ocular micrometer in a stereoscopic binocular microscope at 40X. The total length was measured from apex of mandibles to apex of elytron. When describing the species, I indicated as “small” a total length below 10 mm, as “medium” a total length comprised between 10 and 12 mm, as “large” a total length above 12 mm. Measurements of body parts and abbreviations used for them in the text are: El - length of elytra from base of scutellum to apex Ew - maximum width of elytra FI - length of forebody from apex of mandibles to pronotal base PI - length of pronotum along median line Pw - maximum width of pronotum Some of the index here used are relatively common, but one of them is rather new and deserves some more words. The index El/FI indicates the different development of the forebody if compared to the elytra. It is still not clear whether a higher index is plesiomorphic, but I have observed that the species with the lowest index show more plesiomorphic character states than the species with a high index. The value expressed for all indexes in the following text represents the average value of each index calculated upon all available specimens, except in the case of S. facchinii, where only 15 specimens were measured. Indexes used in this publication are the following: El/Fl, Pw/Pl, EVPl, Ew/Pw, EVEw. Borrowed holotypes were returned to the lending institutions and specialists. Several paratypes of my collection have been sent to institutions and private collections to extend the knowledge of the new taxa described here. The dissections were made using standard techniques; genitalia and small parts were preserved glued to cards and pinned beneath the specimens from which they were removed. Illustrations. The line drawings of the aedeagi were prepared using an eyepiece graticule and graph paper. Recognition, grouping and ranking. The identity of the species already known was determined in part by comparison of the type series and in part by study of the literature. I have examined the type material of two of the species already known and material from the type locality of another one. Only of one species I have examined material from rather distant localities, but the original description seemed to fit very well the specimens in my possession. STRUCTURAL FEATURES Some of the most striking feature of Stomis are in the head, first of all the shape of the mandibles, which are very elongated, similar to those of the subfamily Promecognathinae, Taxonomic review of Chinese Stomis 33 except in S. vignai, where they are hardly longer than in any other Pterostichini. The man- dibles of Stomis are strongly asymmetrical, with the right one larger and flatter and the left one narrower and more conical. This asymmetry is quite typical within the subfamily Pte- rostichinae, although here it is much more evident than in any other genus, while among the Trechinae the left mandible is usually the largest (see Jeannel, 1926: 288). In spite of this, in both groups it is the right mandible that occludes under the left. A serious problem when trying to understand the meaning of these mandibles is the almost complete lack of knowle- dge about the diet of Stomis, in fact the mandibular shape seems so strongly modified in function of some particular type of food, but we do not know anything about this point. Also the marked differences in development observed among different species could be due to different feeding specialization, but we ignore what they prey upon. In Stomis it has often been written that the molar and premolar tooth and the retinacum are fused together; after my observations this is neither completely true nor so different from the structure that can be observed in most Pterostichini. The first point to note is that the great elongation of the mandibles regards mainly the terebral region (see Acorn & Ball, 1991), even though the distinction between the terebra and the retinaculum is not so clear-cut. The right mandible of Stomis is constantly very flat and the terebral ridge is extremely sharp. In some species a small tooth, that should be interpreted as a regressed retinacular tooth, can still be distinguished (e.g.: S. formosus); in other species this tooth has completely disappeared, but the terebral ridge can be either continuous or with a notch, more or less deep according to the species. The left mandible is much less flat, but rather conical, except than in the apical region, where it becomes cylindrical. The terebral ridge is not very evident, and in the basal half there is often a small tooth, sometimes very small but almost always distinguishable, that I interprete as the posterior retinacular tooth. The terebral tooth, considered as disappeared, is still present in some species but strongly moved on the superior side of the mandible, as it can be observed for instance in S. formosus and, less evident, in S. titanus and S. gigas. These points will be discussed in greater detail in another work, now in preparation. Another interesting feature of Stomis is the great elongation of the first antennomere. This structure was already well known and had been used by several authors as distinguishing character between Stomis and the other genera of Pterostichini. It can be added that the antennae also show another interesting feature, first noted by Antoine (1957), that is the cylindrical shape of the intermediate antennomeres, while almost all Pterostichini these are markedly flattened. The female genital structures were illustrated by Giachino .& Sciaky (1991) for S. pumicatus, the stylomeres by Habu (1981c) for the Japanese species. These structures are very dissimilar from those of Pterostichus, but rather seem more similar to those of Argutor and related groups, that are certainly very distant from Pterostichus. TAXONOMIC TREATMENT None of the proposals concerning the systematic position of the genus Stomis suggested until now seem acceptable to me: Jeannel (1942: 739) placed it in the tribe Poecilini, regarding Pedius Motschulsky, Lagarus Chaudoir (= Argutor Dejean), Orites Schaum and Haptotapinus Reitter as its subgenera, a position that was certainly revolutionary, but not based upon correct observation of all characters. Pedius certainly belongs to the phyletic line 24 SCIAKY of Poecilus, Bonelli; Lagarus is related to Phonias and probably neither of them really belongs to Poecilini; while Orites and Haptotapinus are true Pterostichini. Therefore none of these groups (genera or subgenera, however they may be considered) show any close rela- tionship with Stomis. Bousquet (1983) compared Stomis to Pterostichus (sensu lato), specifying that the subg. Gastrellarius shows some characters in common with Stomis, but some of the characters of Stomis are so unusual that I believe that an isolated position is the best solution to express the relationships of this genus. Hence, the similarities reported by Bousquet between Stomis and Gastrellarius are postulated to be symplesiomorphies. Antoine (1957: 189, footnote 1) observed that Stomis shows at the same time primitive characters (cylindrical shape of the intermediate antennomeres) and derived ones (unusual length of mandibles, similar to those of the tribe Promecognathini, torsion of the left man- dible, extreme length of antennomere 1, lack of setigerous punctures on elytra, etc.). Also Habu (1981b) observed that Stomis shows very little in common with the other groups placed near it by Jeannel. Habu (1981c) illustrated the female genitalia of the two Japanese species and of S. pumicatus, pointing out the remarkable differences from all the subgenera of Pterostichus. Also Zetto Brandmayr & Marano (1993), studying the larval characters, have observed marked differences between the larva of Stomis and those of Poecilini, concluding that on the base of these characters this genus could “belong to an ancient group of Pterostichini” (Zetto Brandmayr & Marano, 1993: 35). In the past several authors have separated Stomis in a distinct subtribe (for a detailed list see Bousquet, 1983: 1598), but the only recent author who proposed to separate Stomis (and Eustomis, which he regarded as a distinct genus) from the other Pterostichini 1s Kryzhano- vskij (1983), who mentioned very briefly a subtribe Stomina in his key to the genera of the Pterostichini of the former Soviet Union. Trying to decide what could be the correct author name for this group, I discovered that in 1839 Gené, describing the new genus Agelaea, wrote: “Locus in methodo inter Cephalo- tides et Stomides.” (Gené, 1839, p. 10). Therefore, according to the Article 11f (111) of the International Code for Zoological Nomenclature Gené’s proposal is valid and has priority. I propose to separate Stomis from the other Pterostichinae in a tribe named Stomini Gené, 1839. Tribe Stomini Gené, 1839 DIAGNOSIS. A tribe of Pterostichinae characterized by a marked elongation of the mandibles; labrum excised at middle; first antennal article as long, or longer than, the following two together; median antennomeres almost cylindrical, not flattened; scutellar stria absent; pore- punctures on interval three absent; aedeagus compressed, with ostium in dorsal position. DESCRIPTION. Not required here, because the tribe is monogeneric. For details, see the description of Stomis, below. HABITAT AND WAY OF LIFE. The species of this genus are generally montane, even though Taxonomic review of Chinese Stomis 25 a european one (S. pumicatus) lives at low altitude in wet and muddy places. On the other hand, another species very close to the preceding, S. bucciarellii, seems particularly tied to particular habitats, clay hills (called in Italian “calanchi”), which are a peculiar feature of the northern Apennines. Most other species live at rather high altitude, even though generally within the upper limit of the forest, more rarely in alpine meadows. As far as I know, nothing is known about the diet of Stomis. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. The tribe Stomini shows an interesting disjunct distribution, that includes a small area in west Oregon in the Nearctic region and several limited areas all along the Palaearctic region, from Spain to Japan. The majority of the species are found on the highest mountain chains (Alps, Apennines, Caucasus, Ala-Tau mountains, Chinese moun- tains surrounding the Sichuan plain, Japanese Alps), and their distribution recalls that of Broscosoma (Carabidae Broscini), another genus with relict, widely disjunct distribution, even more restrict, limited to few mountain chains from the Alps to Japan. CHOROLOGICAL AFFINITIES. A distribution pattern that shows something in common with that of this tribe can be observed in the tribe Molopini, comprising several genera in Europe, two in the Far East (China, Japan and neighbouring regions): Aristochroa Tschitscherine, 1898 and Trigonognatha Motschoulsky, 1857) and one, with very few species, in Noîth America: Neomyas Allen, 1980. The main difference is that Neomyas is limited to the eastern regions of North America, while Neostomis has been found only on the Pacific coast, in Oregon. PHYLOGENETIC RELATIONSHIPS. It is not easy to state unequivocally the systematic position of this tribe. Certainly it belongs to the subfamily Pterostichinae, but its precise position is still unclear. Bousquet (1983) postulated a relationship with the subg. Gastrellarius of Pte- rostichus, but he admitted that the basis for this were very weak. The genus Agelaea Gené, 1839, for long time approached to Stomis, has later been correcly moved to the tribe Agonini (Vigna Taglianti & Franzini, 1976). Stomis Clairville, 1806 Stomis Clairville, 1806. Type-species: Carabus pumicatus Panzer, 1796, by monotypy. Stobeus Fairmaire, 1888. Type-species: Stobeus collucens Fairmaire, 1888, by monotypy. Eustomis Semenov, 1889. Type-species: Stomis (Eustomis) formosus Semenov, 1889, by monotypy. Neostomis Bousquet, 1983. Type-species: Pterostichus termitiformis Van Dyke, 1925, by original desi- gnation. After the review of literature compiled by Bousquet (1983) little has been written about Stomis. The few publications are: Monzini & Pesarini (1986), revision of the Italian species with description of a new subspecies; Aberlenc, Balazuc & Réveillet (1983), redescription of S. benoiti Jeannel 1953 with new data on its geographic distribution; Bousquet (1988), redescription of the Chinese Stobeus collucens and synonymy of the genus Stobeus ; Mar- cilhac (1993), description of a new species from China, S. deuvei; and Ledoux & Roux (1995), description of another new species from China, S. politus. Stobeus had been described as a distinct genus for one species from China by Fairmaire (1888), who had not realized the real relationship of the species; Jedlicka (1962) based his citation upon the original description and did not add any data. Bousquet (1988), after examining the type-specimen, synonymized the names Stobeus and Stomis. Marcilhac (1993) 26 SCIAKY and Ledoux & Roux (1995) considered Stobeus as a valid subgenus including also the new species S. deuvei and S. politus, but did not justify their assertion. The only possibly derived character allowing separation of Stobeus from the true Stomis is the metallic colour of the integument, but this character is neither always so clear-cut nor of sure taxonomic value. For these reasons I accept Bousquet’s proposal to consider this name as a junior synonym of Stomis. The synonymy of Eustomis, monobasic subgenus described by Semenov (1889) for a species from Turkestan, was proposed by Bousquet (1983). In spite of this, Kryzhanovsky et al. (1995) considered it a valid subgenus. I accept the synonymy proposed by Bousquet because the single character that should be diagnostic for Eustomis (pubescence of antenno- mere 3) varies geographically in one species from China, ( S. facchinii). and therefore does not seem of much phylogenetic relevance. On the other hand, it is impossible to postulate a relationship between S. facchinii and S. formosus, since the size is extremely different, the color is completely non metallic in S. formosus and constantly metallic in S. facchinii and the mandibular shape is different, since S. formosus lacks the notch in the right mandible. The only valid subgenus is Neostomis Bousquet, 1983, described for a North American species previously attributed to Pterostichus, termitiformis (Van Dyke, 1925). DIAGNOSIS. The only genus of Stomini, characterized by first antennal segment as long as the sum of the two following together; penultimate segment of maxillary palpi with an apical row of 5-6 setae; mandibles with molar and premolar tooth and retinacum merged together; aedeagus with ostium completely dorsal. DESCRIPTION. Body elongated, convex, sometimes metallic. Total length of body: 5 mm to 14.9 mm. Head with 2 pairs of supraorbital setae; frontal furrows superficial to moderately deep; eyes moderately reduced to normally developed, flat to convex; anterior margin of labrum emarginate; mandibles longer than usual for Pterostichini, with molar and premolar tooth and retinacum fused; antennae elongated, pubescent from segment 4 (3 in few species), scape as long as the two following segments combined; penultimate segment of maxillary palpi with an apical row of 5-6 setae, lacinia with apex hooked or blunt; submentum with 1 pair of setae (outer pair absent), paramedian pits of mentum apparent or not, tooth of mentum entire or notched, anterior margin of ligula with 1 or 2 pairs of setae, segment 2 of labial palpi with 2 long median setae. Pronotum almost constantly cordiform (except in S. vignai, herewith described); hind angles variable, from slightly acute to obtuse or completely obsolete (in S. vignai and S. brivioi); lateral groove narrow, regular; anterior transverse impression obsolescent; posterio- lateral impressions single, linear, shallow; posteriolateral seta present or not. Elytra without setiferous punctures in interval 3; scutellar stria absent; basal pore present; microsculpture on elytra isodiametric or transverse; plica of elytron normally deve- loped. Legs long and slender; protibia with 2 clip setae; mesofemur with 2 posterior setae on ventral side; metacoxa without internal seta; seta on metatrochanter present; metatarsal carina apparent on first 2 or 3 segments; last tarsal segment with setae on ventral side and with 1 or more pairs of setae on dorsolateral surface; claws smooth. Metepisterna as wide as long or elongated. Abdominal sternum 6 of male without secondary sexual modification. Taxonomic review of Chinese Stomis 97 Median lobe of aedeagus with ostium dorsal; internal sac without sclerotized tooth; right paramere relatively short, strongly bent at middle; left paramere rounded, with small lateral projection. Apical segment of stylus curved, with 1 short spine on inner side and in general 2 short spines on outer side; dorso-apical sensorial pit present and with 2 short spines. Spermatheca tubelike, smooth, evidently coiled at apex; annexed gland elongated, with ductus relatively short. HABITAT. See above, in the description of the tribe. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. Since the tribe is monogeneric, the distribution area of the genus Stomis coincides with that of the tribe. AFFINITIES. Stomis is a genus of Pterostichinae phylogenetically isolated by absence in the subfamily of close relatives. Subgenus Neostomis Bousquet This group is included only to complement the following treatment of the Chinese species of subgenus Stomis. DIAGNOSIS. Head nearly as wide as pronotum; frontal furrows superficial; eyes slightly reduced, flat; mandibles less elongated than in the nominotypical subgenus, the left one as wide as the right one and with small protuberance on cutting edge of terebra; palpi slightly elongated (second segment of maxillary palpi about 4x as long as wide); lacinia with apex hooked; paramedian pits of mentum not apparent; tooth of mentum notched; anterior margin of ligula with 2 pairs of setae (inner pair shorter than outer pair). Pronotum without poste- riolateral seta. Elytra with moderately transverse microsculpture. Last tarsal segment with 3 pairs of setae on dorsolateral surface. Metepisterna as wide as long; sides of metasternum and metepisterna non punctate. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. Limited to a small area in Oregon, where it has been colle- cted in a variety of habitats (see Bousquet, 1983). AFFINITES. This subgenus is the sister group and Nearctic vicar of Stomis (sensu stricto). Subgenus Stomis (sensu stricto) DIAGNOSIS. Head narrower than pronotum; frontal furrows superficial to moderately deep; eyes slightly reduced to normally developed, flat or slightly to distinctly convex; left man- dible slightly to evidently narrower in distal half than right mandible and without protube- rance on cutting edge of terebra; palpi slightly to distinctly elongated (second segment of maxillary palpi 4x to 6x as long as wide); lacinia with apex hooked or blunt; paramedian pits of mentum small but apparent; tooth of mentum entire; anterior margin of ligula with 1 pair of setae. Pronotum with posteriolateral seta. Elytra with isodiametric to very transverse microsculpture. Last tarsal segment with 1 to many pairs of setae on dorsolateral surface. Metepisterna as wide as long to elongated; sides of metasternum and metepisterna in general punctate. DESCRIPTION. None required, because the character states are the same as those for Stomis- (sensu lato) except for the features diagnostic for Neostomis, noted above. HABITAT. See above, in the description of the tribe. 28 SCIAKY GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. This subgenus occupies the geographical range of Stomis- (sensu lato), except its Nearctic portion. Stomis (Stomis) formosus Semenov, 1889 Stobeus (Eustomis) formosus Semenov, 1889: 11. Type-locality: Turkestan. Treatment of this species is included only to establish position of the name Eustomis Semenov. Eustomis was described as a subgenus for a species from Turkestan, based on two females found near the lake Issyk-kul, on the Zailiisky Ala-Tau (Kabak in Kryzhanovsky et al., 1995). Semenov (1903) proposed raising Eustomis to genus-rank. The main difference from Stomis recorded by Semenov is the pubescence on antennomere 3. Fxamination of three female specimens of this species from S-O Kazakhstan, Dzhun- garsky Ala-Tau, Lepsinsk env., 1700 m. and of some other new species from China allows me to confirm the synonymy proposed by Bousquet (1983). See the discussion, above. DIAGNOSIS. A Stomis of small size (5.8-6.2 mm) with forebody longer than elytra, dark brown without iridescence, elytra markedly rounded at sides, with very small humeral tooth. DESCRIPTION. Habitus as in fig. 1. Total length 5.8-6.2 mm, the smallest known until now in the genus; body dark brown, legs and antennae reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely longer than elytra (El/FI = .96). Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than slightly convex tempora. Collar constriction indistinct. Labrum slightly excised in middle of anterior margin. Mandibles very long, right one without notch in terebral margin, anteriad terebral tooth. Pronotum with dorsal surface relatively convex, transverse (Pw/Pl = 1.08); sides mar- kedly but shortly sinuate towards base, anteriolateral angles almost not protruded, posterio- lateral angles acute. Anteriolateral seta behind anterior fourth, posteriolateral one in poste- riolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, parallel in anterior half, divergent posteriorly; entire base almost smooth, only with very few, scattered points. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs short and rather robust. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.25, Ew/Pw = 1.38. Elytra rather parallel (EVEw = 1.51) with maximum width almost in the middle, shoulders quite narrow, completely rounded; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at obtuse angle. Striae strongly punctate, distinctly developed, only becoming gradually more superficial externally and apically. Intervals slightly convex on disc, flat at apex and externally. 29 LS inese Stomi f Ch o IC TEVIEW O Taxonom nè o vt BSH er tm m ts ner ? s EE + RE tara < à REY wa » 8 wp ae Ee à Bias bag A; ”, sat. ' ES AVIS à Fig. 1. Habitus of S. formosus Semenov, from Dzhungarsky Ala-Tau. 30 10 11 SCIAKY Key to the Chinese species of Stomis (Stomis) (1) Posteriolateral angles of pronotum right, obtuse or rounded at tip, sides of pronotum with change of convexity before posteriolateral angles. Sichuan, Yunnan, Gansu ..........\ iii 2 Posteriolateral angles of pronotum completely rounded, sides of pronotum in continuous curve, without change of convexity before posteriolateral angles. Western Sichuan . 1. S. vignai n. sp. Color black without metallic reflections, iridescent OF not. ................-. ss 3 Color dark brown with metallic reflections, more or less marked but evident in all specimens..5 Humeri widely rounded, wings reduced, eyes reduced. Yunnan, southern Sichuan. ............... 4 Size smaller (10.2-12.1 mm), elytra slightly rounded at sides, colour dark brown or black but not indescent. YUMA Di. LIL gin 3. S. schoenmanni n. sp. Size larger (12.1-13.3 mm), elytra markedly rounded at sides, colour black, markedly iridescent. Seuihern Sıcman AN Fi lire pa ciglio 4. S. robustus n. sp. Right mandible without notch (figs. 11-15, 26). Yunnan, Southern Sichuan, Gans sta 6 Right mandible with deep notch (figs. 31-33). Western and Northern Sichuan, Northern Yunnan Elytra proportionally shorter and wider (length/width ratio .......................\.. iii 7 Elytra proportionally longer and slenderer (length/width ratio 1.5). Size small or large. GIR: eens I Er ito ra 8 Eyes large and convex, distinctly protruded from the temporal convexity. Elytral sides convex, siriae Impunglalei.:.. ee dr a Serena 5. S. collucens Fairmaire Eyes very small and flat, hardly protruded from the temporal convexity. Elytra almost parallel- Sided, striasspumetiate. .. Seen iii 6. S. politus Ledoux Size small (7.1-8.1 mm); mandibles proportionally shorter, humeri clearly indicated ................ SCIARE. Ee nt hs ee en 7. S. deuvei Marcilhac Size large (11.9-12.4 mm); mandibles extremely long, humeri completely rounded .................. Mit antics Ss os zar ii AE Gea AM PRR cg es canary ++ a0 8. S. brivioi n. sp. Size small (72-93 mm); mandibles preporaonalizishotietSt. aula. Pali ins ae 10 Size large (121-141 mma mianeibles Afttemeh done ear Jil Antennomere 3 completely glabrous, except the large fixed setae. Colour black with vivid bronze has: Vunnal 4.0.0 ee PR. 9. S. farkaci n. sp. Antennomere 3 with sparse pubescence on apical half, or with few additional setae. Colour black, with or withöut 2Tessish hue. Sicani o aiar, 10. S. facchinii n. sp. Elytra flat; body reddish-brown with slight metallic hue, legs reddish-brown. Eyes very small. Elytral striae superficial and slightly punctate. Western Sichuan. ................\ VRR. Re gh TOR: SAT ALSO an dE Page bs ohne tas Me ones A Ay 11. S. titanus n. sp. Elytra convex; body black with evident green hue, legs black. Eyes quite large. Elytral striae deep and distinctly punctate. Northern Yunnan ............ iii 12. S. gigas n, sp. (1) The number preceding a specific epithet indicates relative position in the text of the taxonomic treatment of the species named. Taxonomic review of Chinese Stomis .3] 1. Stomis (Stomis) vignai n. sp. TYPE-LOCALITY: China, western Sichuan, Wolong, Wuyipeg. TYPE-SERIES. Holotypus d: China, western Sichuan, Wolong, Wuyipeg, 2650 m, 8.VI.1990 (CV). SPECIFIC EPITHET. I am pleased to dedicate this very peculiar species to my dear friend and President of the Società Entomologica Italiana, Prof. Augusto Vigna Taglianti (Rome), for kindly allowing me to study interesting material collected by him. DIAGNOSIS. A Stomis of small size (9.9 mm), with short mandibles, apparently very isolated in the posteriolateral angles of pronotum completely rounded and the bronzed color of the dorsum. DESCRIPTION Habitus as in fig. 2. Total length 9.9 mm; body black with slight bronze hue, legs black with brown tarsi, antennae brown with first article black. Head and pronotum, taken together, longer than elytra (EVFI = .98). Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes slightly convex. Tempora short and markedly convex, collar constriction very marked. Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles rather short, much shorter than in any other species of the genus, right one without notch in terebral margin anteriad terebral tooth. Pronotum with dorsal surface markedly convex, markedly transverse (Pw/Pl = 1.27); anteriolateral angles very slightly protruded, posteriolateral angles completely rounded. An- teriolateral seta almost at anterior fifth, posteriolateral one located anteriad posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, sinuate, impunctate. Pro-, meso- and metasternum densely and markedly punctate. Legs short and stout. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.27, Ew/Pw = 1.16. Elytra oval (EVEw = 1.55), with maximum width almost in middle, shoulders quite narrow without tooth; basal margin meeting lateral margin with a curve. Striae finely pun- ctate, obliterated toward base, at apex and externally; only stria 1 extended to apex. Intervals convex on disc, flat at apex and externally. Genitalia. Aedeagus (figs. 3, 4) with ostium rather short, in lateral view (fig. 3) uni- formly curved; in dorsal view (fig. 4) asymmetrical, bent toward left, and with small apical thickening. The general structure is similar to that of S. chinensis, S. robustus and S. schoen- manni, HABITAT. The single specimen of this species has been collected at an altitude of 2650 m in forest. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from western Sichuan, in the area around Wolong. I do not know any other species of Stomis from the same geographic area, even though it is not so far from Kangding, where S. facchinii lives. Among the few other species I have examined from the same area, I can mention Pterostichus ( Circinatus) beneshi Sciaky, 1996, which is a geographic vicariant of P. pohnerti Jedlicka, 1934, distributed in the area around Kangding. AFFINITIES. This species is the most easily recognized of all Chinese Stomis. The relatively small size (if compared with most Chinese species) and mainly the peculiar, rounded poste- riolateral angles of pronotum isolate it not only from the Asiatic species but also from all species of Stomis known to day. The aedeagus is similar in form to that characteristic of the SCIAKY 32 verte 6e Bagg ere \ Ss , holotypus. . . vignai Fig. 2. Habitus of S Taxonomic review of Chinese Stomis 33 S. chinensis complex, but in lateral view it is more regularly curved instead of bent at right angle and in dorsal view the ostium is evidently shorter. 2. Stomis (Stomis) chinensis Jedliéka, 1932 Stomis chinensis Jedlicka, 1932: 108. Type-locality: China, Sichuan, Ginfu-shan. Material examined: Sichuan, Wen Chuan Chien 30 mi NNW Kuanshien 4000 ft: 1 ¢; Shaanxi, Lueyang, 25-30.VII.1997: 1 2. Notes on type material. I have not been able to see the single female type-specimen, but I have examined two specimens corresponding to the original description of S. chinensis, one male and one female, and I think that my identification is correct. DIAGNOSIS. A Stomis of small size (8.0-8.9 mm) with forebody shorter than elytra, black, iridescent, elytra parallel-sided with marked shoulders; humeral tooth rather large and well developed; aedeagus relatively small, with apex simply pointed, without apical disc or tooth. DESCRIPTION - Habitus as in fig. 11. Total length 8.0-8.9 mm; body black, legs dark brown. Head and pronotum, taken together, shorter than elytra (El/FI = 1.02). Head rather narrow, smooth, much narrower than pronotum; eyes large, longer than slightly convex tempora. Collar constriction slight but distinct. Labrum slightly excised in middle of anterior margin. Mandibles rather long, right one without notch in terebral margin, anteriad terebral tooth. Pronotum with dorsal surface relatively convex, transverse (Pw/Pl = 1.07); sides mar- kedly but shortly sinuate towards base, anteriolateral angles almost not protruded, posterio- lateral angles right. Anteriolateral seta behind anterior fourth, posteriolateral one in poste- riolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, wide; entire base punctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs short and rather robust. Hind wings completely developed, functional. El/Pl = 2.40, Ew/Pw = 1.37. Elytra parallel-sided (El/Ew = 1.63) with maximum width almost at middle, shoulders very well marked, with evident tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at obtuse angle. Striae markedly punctate, distinctly developed, complete. Intervals slightly convex on disc, flat at apex and externally. Aedeagus (Figs. 5, 6) with ostium very long, in lateral view (fig. 5) with apical portion much longer than basal one, markedly depressed, with apex simply pointed, without apical disc or tooth. In dorsal view (fig. 6) with apex asymmetrical, bent toward left, and with small apical thickening. HABITAT This species has been collected at an altitude of 4000 feet (about 1300 m). Being the only fully winged species of this genus in China, it is possible that it lives at much lower altitudes than the other known species. Since at low altitude the Chinese landscape is almost everywhere very intensively cultivated, it will be particularly difficult to find this species again. I ignore the altitude of the Shaanxi specimen. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Described from a locality in Sichuan, I know it from another locality in Sichuan and one in Shaanxi. It has not been easy to find the two localities in Sichuan to put on the map, because neither “Ginfushan” nor “Wen Chuan Chien” exist on recent Chinese maps. I have interpreted as “Ginfushan” the Jinfu Shan, a mountain of 2251 m about 100 km SE of Chongqing, in south Sichuan, while the only toponym similar 34 SCIAKY | fe 9 10 1m m A Figs. 3-10. Aedeagus in lateral and dorsal view of: 3-4, S. vignai n. sp., holotypus; 5-6, S. chinensis Jedlicka, from Wen Chuan Chien; 7-8, S. robustus n. sp., holotypus; 9-10, S. schoenmanni n. sp., holotypus. i to “Wen Chuan Chien” is Wenquan, a small village in north Sichuan, not far from the border of Shaanxi. AFFINITIES. This species, S. robustus and S. schoenmanni share a marked similarity in form of the aedeagus and they are the only three species from China that lack metallic color of the integument. Accordingly, I believe that they form a distinct monophyletic complex in relation to the other Chinese species of Stomis. Further, because of the geographical proximity of S. robustus and S. schoenmanni, I believe that these two species are more closely related to one another than either is to S. chinensis. 35 LS inese Stomi f Ch IC TEVIEW O Taxonom vira = bte Ao bo dt RP CIR 11 Fig. 11. Habitus of S. chinensis Jedlicka, from Wen Chuan Chien. 36 SCIAKY 3. Stomis (Stomis) robustus n. sp. TYPE-LOCALITY. China, S Sichuan, 30 km NW Muli-Bowa. TYPE-SERIES. Holotypus d: China, S Sichuan, 30 km NW Muli-Bowa, 3500 m, mixed forest, 24.VII.1995, (CS). 1 paratype ¢, same data as holotype, (CF). SPECIFIC EPITHET. The name of this species alludes to the very large size and robust body shape. DIAGNOSIS. A Stomis of very large size (12.1-13.3 mm) with forebody longer than elytra, black with marked iridescence, elytra markedly rounded at sides, with very small humeral tooth; aedeagus relatively small, with apex simply pointed, without apical disc or tooth. DESCRIPTION - Habitus as in fig. 12. Total length 12.1-13.3 mm, one of the largest known until now in the genus; body black, femora black, tibiae and tarsi dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely longer than elytra (El/Fl = .96). Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than slightly convex tempora. Collar constriction indistinct. Labrum slightly excised in middle of anterior margin. Mandibles extremely long, right one without notch in terebral margin, anteriad terebral tooth. Pronotum with dorsal surface relatively convex, transverse (Pw/Pl = 1.08); sides mar- kedly but shortly sinuate towards base, anteriolateral angles almost not protruded, posterio- lateral angles rounded. Anteriolateral seta behind anterior fourth, posteriolateral one in po- steriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, parallel in anterior half, divergent posteriorly; entire base punctate. Pro-, meso- and metasternum spar- sely punctate. Legs long but rather robust. Hind wings strongly reduced, certainly not fun- etional. El/Pl.= 2.25, Ew/Pw =" Elytra oval (EV/Ew = 1.51) with maximum width anteriad middle, shoulders quite narrow, with very small tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at obtuse angle. Striae almost impunctate, distinctly developed, complete. Intervals slightly convex on disc, flat at apex and externally. Aedeagus (Figs. 7, 8) relatively small, with ostium very long, in lateral view (fig. 7) with apical portion much longer than basal one, slightly depressed, with apex simply pointed, without apical disc or tooth. In dorsal view (fig. 8) with apex asymmetrical, bent toward left, and with small apical thickening. HABITAT. The two specimens of this species have been collected in mixed forest at an altitude of 3500 m. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from a single locality in south Sichuan, not far from the borders of Yunnan, where S. schoenmanni lives; the two species are probably geographical vicariants. AFFINITIES. In spite of its large size, this species has no relationship with S. titanus and S. gigas, but seems to be related to S. chinensis and S. schoenmanni. For details, see “Affinities” under S. chinensis, above. 4. Stomis (Stomis) schoenmanni n. sp. TYPE-LOCALITY: China, NW Yunnan, Yulongshan NP near Baishui. TYPE-SERIES. Holotypus d: China, NW Yunnan, Yulongshan NP near Baishui, 2500-3200 m, 37 LS inese Stomi f Ch IC review O Taxonom Ree: Eve si Fe ii 22 7 = HSE da a È © 12 Fig. 12. Habitus of $. robustus n. sp., holotypus. 38 SCIAKY 7-11.VIL.1994, (NHMW). 2 paratypes d 2 from China, Yunnan, Weibaoshan mts, 2800-3000 m., 29- 30.VI.1992, (NHMB, CS). SPECIFIC EPITHET. This species is cordially dedicated to Heinrich Schönmann, curator of Coleoptera at the Naturhistorisches Museum Wien, for constantly receiving me in the most cordial way and for always letting me freely study the rich collections of his Museum. DIAGNOSIS. A Stomis of medium size, completely black, with forebody longer than the elytra, elytra almost parallel-sided, with evident humeral tooth; aedeagus relatively small, with apex simply pointed, without apical disc or tooth. DESCRIPTION - Habitus as in fig. 13. Total length 10.2-12.1 mm, one of the largest known until now in the genus; body dark brown, appendages dark reddish-brown. Head and prono- tum, taken together, slightly longer than elytra (EUFI = .90). Head cylindrical, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than tempora, which are slightly convex. Collar constriction indistinct. Labrum slightly excised in middle of anterior margin. Mandibles extremely long, right one without notch in terebral margin, anteriad terebral tooth. Pronotum with dorsal surface relatively convex, as long as wide (Pw/Pl = 1.00); sides markedly sinuate towards base, anteriolateral angles protruded as small spines, posteriolateral angles rounded. Anteriolateral seta posteriad anterior fourth, posteriolateral one in the po- steriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, parallel in the anterior half then divergent posteriorly; entire base punctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs quite long and slender. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.05, Ew/Pw = 1.28. Elytra rather parallel-sided and rather wide (El/Ew = 1.60), with maximum width posteriad middle, humeri wide with large tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at obtuse angle. Striae finely punctate, distinctly developed, complete. Intervals convex on disc, flat at apex and externally. Aedeagus (Figs. 9, 10) relatively small, with ostium very long, in lateral view (fig. 9) with apical portion much longer than basal one, markedly depressed, with apex simply pointed, without apical disc or tooth. In dorsal view (fig. 10) with apex asymmetrical, bent toward left, and with small apical thickening. The structure of the aedeagus is similar to that of S$. robustus, but it is smaller and more markedly depressed. HABITAT. Collected at altitudes of 2500-3200 m, but the labels do not mention any data about the precise habitat. Most probably, judging from the altitude, it must be either in mixed or in coniferous forest. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from two localities in northern Yunnan. AFFINITIES. This species seems to be related to S. chinensis and S. robustus. For details, see “Affinities” for S. chinensis, above. 5. Stomis (Stomis) collucens (Fairmaire, 1888) Stobeus collucens Fairmaire, 1888: 11. Type-locality: China, Yunnan. Material examined: “Yunnan R.P. Delavay”: Holotypus 2 (MHNP); N Yunnan, Heishui vill.: 4 36 36 2 (CS); N Yunnan, Yulongshan mountains: 6 6 d 2 2 (NHMB, CF, CS); from Yunnan, Baishui, 3000 m: 3 6d £ (CF); N Yunnan, Yiunling mountains: 1 4 (CS). DIAGNOSIS. A Stomis of large size 10.3-12.2 mm), black with evident green metallic hues on 39 LS inese Stomi f Ch 1C TEVIEW O Taxonom yee ng. RR ty Sept DATES tà Se 13 Fig. 13. Habitus of S. schoenmanni n. sp., holotypus. 40 SCIAKY head, pronotum and elytra; posteriolateral angles of pronotum wide and almost rectangular. Median lobe of aedeagus compressed, with apex wide and obliquely truncate. DESCRIPTION - Habitus as in fig. 14. Total length 10.3-12.2 mm; body black with evident green hue, appendages black, except tarsi and palpi. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (EI/FI = 1.03). Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than tempora, which are slightly convex. Collar constriction indistinct. Labrum deeply excised in middle of an- terior margin. Mandibles long, right one without notch in terebral margin. Pronotum with dorsal surface relatively flat, slightly transverse (Pw/Pl = 1.16), widest at anterior fourth; sides not sinuate posteriorly, but markedly convex until basal fourth and then almost parallel, anteriolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles almost right or slightly obtuse. Anteriolateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, widened posteriorly, almost impunctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs rather short and stout. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.28, Ew/Pw = 1.29. Elytra short and rather rounded at sides (El/Ew = 1.52) with maximum width almost in the middle, shoulders wide with small tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at right or obtuse angle. Striae very slightly punctate, complete but gradually more shallow toward apex and externally. Intervals slightly convex on disc, flat at the apex and externally. Adeagus (fig. 16, 17) very different from that of the other known species, with apex wide and flat in dorsal view, obliquely truncate (fig. 17). I think that the differences are not sufficiently marked to support the generic (or subgeneric) separation of Stobeus. Regardless, should this separation be supported by the discovery of new, until now unnoticed characters, the species politus would certainly be included in Stobeus with collucens, but deuvei would not. HABITAT. The only specimen bringing on its label precise data about the altitude of colle- cting says that it was collected at 3000 m, probably in forest or alpine meadows. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. This species is known only from the region of Yunnan. I have seen 11 specimens collected in four different localities in northern Yunnan (two of which I have been unable to find even in the most detailed maps available) and one female specimen from Habashan mountains, of much larger size than all the other known (14.9 mm); since this specimen also shows some differences in external characters, it could either simply represent a different population or a different species. Not knowing the male it is difficult to decide which of the two possibilities is to be preferred and I prefer to leave the question open. AFFINITIES. The first species of this genus described from China, S. collucens is rather isolated both in external and aedeagal characters. Only S. politus, recently described, is certainly related to it, while all the other species are more distant phylogenetically. 6. Stomis (Stomis) politus Ledoux & Roux, 1995 Stomis (Stobeus) politus Ledoux & Roux, 1995: 148. Type-locality: China, Yunnan, Zhongdian. Material examined: Yunnan, Zhongdian: Holotypus d (CL) and 1 9 (CS). 41 LS Stom nese f Ch mic review O Taxono PS a wu 4 FATTO ORTI Mure e tenne per N s ea ta i, , from Heishu irmaire Fig. 14. Habitus of S. collucens Fa 42 SCIAKY I have examined the male holotype and another topotypical female specimen in my collection, that corresponds well to the type, except that the size is slightly larger. The genitalia of this species are unknown, since the male holotype lacks an aedeagus. I think it is almost certain that, when known, this structure will appear very similar to that of S. collucens. This species is very close to S. collucens, so close that it soes not deserve a redescri- ption. Ledoux & Roux (1995) note as differences in comparison with S. collucens: pronotum anteriorly wider, anterior depression of pronotum not delimited by a V-shaped sulcus, exci- sion of labrum V-shaped instead of U-shaped, elytra longer and more parallel-sided, elytral striae punctate, interval slightly convex, humeral spine more pronounced, color bronzed instead of green-blue. Beyond the differences mentioned by the authors and reported in the key, I have noticed that the eyes are slightly flatter in S. politus than in S. collucens. Morphometric indexes: El/FI = 1.02, Pw/Pl = 1.16, El/Pl = 2.28, Ew/Pw = 1.30, El/Ew = 4.54. HABITAT. Neither the holotype nor the second specimen known bring any data allowing to know something on the habitat of this species. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. Known only from northern Yunnan, in the vicinity of the village of Zhongdian. S. collucens lives at only 100 km away from this area, but the two species are separated by the Yangtze-Kiang river. AFFINITIES. Extremely close to S. collucens in all characters; it is certain that the two form a monophyletic group of species recently separated. 7. Stomis (Stomis) deuvei Marcilhac, 1993 Stomis (Stobeus) deuvei Marcilhac, 1993: 148. Type-locality: China, Gansu, Xiahe. Material examined: Gansu, Xiahe: 2 6 6; Gansu, pass ca. 62 km W Linxia (Da-Li-Jia-Shan): 2 dd. DIAGNOSIS. A Stomis of relatively small size (7.1-8.1 mm), with green metallic hue, similar to P. facchinii, herewith described, but different in the absence of a notch in the terebral margin of the right mandible. DESCRIPTION - Habitus as in fig. 15. Total length 7.1-8.1 mm; body dark brown with evident green metallic hue, appendages dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (EI/FI = 1.07). Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, almost as long as slightly convex tempora. Collar constriction slight. Antennae with antennomere 3 glabrous. Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles long, right one without notch in terebral margin. Pronotum with dorsal surface quite convex, slightly transverse (Pw/Pl = 1.05); sides not sinuate posteriorly, but markedly convex until basal fourth and then almost parallel; ante- riolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles right or slightly obtuse. Ante- riolateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, wide, deep and sparsely punctate, like all the base. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs rather short but slender. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.32, Ew/Pw = 1.36. 43 LS inese Stomi f Ch 1C review O O Taxonom 4; ; 2 LE oe DEI 9 a à SAS LS pe EOF RT ree Et PN '“ "re » A 0! Fig. 15. Habitus of S. deuvei Marcilhac, from Xiahe. 44 SCIAKY Elytra elongate (El/Ew = 1.62) with maximum width posteriad or at middle, humeri rather narrow with very small tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting the lateral margin with a right or obtuse angle. Striae finely punctate, obliterated apically and gradually more shallow externally, only stria 1 extended to apex. Intervals convex on disc, flat at apex and externally., Aedeagus (figs. 18, 19) with apical portion much longer than basal portion, in lateral view (fig. 18) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 19) with apical lamella asymmetrical and almost triangular, with a small tooth on the left. HABITAT. This species has been collected on the Da-Li-Jia-Shan at an altitude of 3600 m; I ignore the altitude and habitat of the specimens from Xiahe. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known only from two localities in southern Gansu. AFFINITIES. Although in the original description this species is included in the subgenus Stobeus, my opinion is that it has very little in common with S. collucens, for which Stobeus had been described. Specimens of S. deuvei are very similar in external features to those of S. farkaci and S. facchinii.. Also the aedeagal shape is quite primitive and is only superficially similar to that of S. farkaci and S. facchinii. Based on a thorough analysis of the important characters, I conclude that the external similarity is probably a symplesiomorphy, while S. deuvei is more closely related to S. brivioi. 8. Stomis (Stomis) brivioi n. sp. TYPE-LOCALITY: China, Gansu, Win Shan range, 70 km NE Wudu. TYPE-SERIES. Holotypus d from China, Gansu, Win Shan range, 70 km NE Wudu, 1.VI.1997 (PIME); 1 paratype 2, same data as holotypus (CS); 1 paratype d from: China, Gansu, 70 km NW Wudu, 2.VI.1997 (CF); 1 paratype 2 from: China, S Gansu, Dengkagola, 5-9.VI.1996 (CS). SPECIFIC EPITHET. This species is cordially dedicated to my friend Carlo Brivio, founder of the P.I.M.E. Entomological Museum, who has loaned me the two specimens of this species in his possession, and for helping me in my previous taxonomic work. DIAGNOSIS. A Stomis of large size, similar to P. titanus in general body shape, but imme- diately recognizable from that species by its right mandible without notch in the terebral margin and by its hind angles of pronotum moved forward. DESCRIPTION - Habitus as in fig. 26. Total length 11.9-12.4 mm, one of the largest known until now in the genus; body dark brown with slight greenish metallic hue, appendages dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (El/Fl = 1.91), Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes extremely small, shorter than sli- ghtly convex tempora. Collar constriction indistinct. Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles extremely long, right one with terebral margin not notched anteriad terebral tooth. Pronotum with dorsal surface relatively convex, very scarcely longer than wide (Pw/Pl = .98); sides very slightly sinuate immediately anteriad base, anteriolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles rounded. Anteriolateral seta almost at anterior fourth, po- steriolateral one slightly anteriad posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, not very deep, with few punctures. Prosternum smooth, meso- and Taxonomic review of Chinese Stomis 45 25 ( Figs. 16-25. Aedeagus in lateral and dorsal view of: 16-17, S. collucens Fairmaire, from Heishui; 18-19, S. deuvei Marcilhac, from Xiahe; 20-21, S. brivioi n. sp., holotypus; 22-23, S. farkaci n. sp., holotypus; 24-25, S. facchinii n. sp., holotypus, 46 SCIAKY metasternum sparsely punctate. Legs extremely long and slender. Hind wings strongly redu- ced, certainly not functional. El/P1 = 2.35, Ew/Pw = 1.43. Elytra elongate (E/Ew = 1.67) with maximum width posteriad middle, humeri very narrow with small but evident tooth; basal margin almost parallel to suture, meeting lateral margin at obtuse angle. Striae evidently punctate, almost complete, slightly less deeply impressed apicad and externally. Intervals all slightly convex. Aedeagus (Figs. 20, 21) rather large, thin and regularly curved from base to apex. Apical portion longer than basal portion, in lateral view (fig. 20) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 21) with apical lamella long, narrow, slightly asymmetrical and without apical tooth. HABITAT. The labels under the specimens do not mention any information about the habitat, but judging from the maps of the area it can be inferred that this species has been collected at altitudes between 2500 and 3000 m. Judging from the most similar species, it is likely that it lives in mixed or coniferous forest or in alpine meadows. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. (Fig. 34) This species is known only from two localities in Gansu. AFFINITIES. This species is similar in habitus to S. titanus, herewith described, but differs from it in many characters, the most important of which is lack of the mandibular notch. Also the aedeagus shows an important difference, that is the lack of apical lateral tooth in S. brivioi. On the other hand, from Gansu is known S. deuvei, another species without mandibular notch; it is possible that the relation between S. brivioi and S. deuvei is the same existing between S. gigas and S. farkaci, that is two species from the same area, probably related to each other, one of which is of large size, with long and slender appendages and the other of smaller size, with short and stout appendages. The speciation may have been sympatric in both groups, for adaptation to very different ecological niches, but many more data would be necessary in order to demonstrate this. 9. Stomis (Stomis) farkaci n. sp. TYPE-LOCALITY: China, Yunnan, Hengduan mts., part Baima. TYPE-SERIES. Holotypus d: China, Yunnan, Hengduan mts., part Baima, 28 20 N 99 00 E, 4600 m, 26-28.VI.1996, (CFa). 1 paratype ¢ with the same data as holotypus (CS). SPECIFIC EPITHET. This species is cordially dedicated to my dear friend Jan Farkaè, of the Charles University of Praha, for his continuing help and encouragement. DIAGNOSIS. A Stomis of relatively small size (10.1-10.4 mm), close to P. facchinii, described below, but different in the absence of pubescence of antennomere 3 and the elytra longer, more parallel-sided and with humeral tooth more prominent. DESCRIPTION - Total length 10.1-10.4 mm; body dark brown with slight greenish metallic hue, appendages dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (EL/F1 = 1.05). Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than slightly convex tempora. Collar constriction slight. Antennae pubescent from apical half of antennomere 3. Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles long, right one with deep notch in terebral margin anteriad terebral tooth. AT LS Stom f Chinese IC review O Taxonom Fig. 26. Habitus of $. brivioi n. sp., paratypus, from Dengkagola. 48 SCIAKY Pronotum with dorsal surface quite convex, slightly transverse (Pw/Pl = 1.07); sides not sinuate toward base, but markedly convex to basal fourth and then almost parallel; anterio- lateral angles only slightly protruded, posteriolateral angles right or slightly acute. Anterio- lateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in the posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, deep and sparsely punctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs rather short but slender. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.48, Ew/Pw = 1.42. Elytra elongate (EVEw = 1.62) with maximum width usually posteriad middle, shoul- ders very narrow with large tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at right or obtuse angle. Striae finely punctate, obliterated apically and gra- dually more shallow externally; only stria 1 extended to apex. Intervals convex on disc, flat at apex and externally. Aedeagus (Figs. 22, 23) with apical portion much longer than basal portion, in lateral view (fig. 22) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 23) with apical lamella asymmetrical and almost triangular, with small tooth on left. HABITAT. This species has been collected at an altitude of 4600 m, certainly in alpine meadows. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from a single locality in northern Yunnan, in an area not explored before entomologically. AFFINITIES. Very similar in size and general appearance to S. facchinii, although with sli- ghter metallic reflections. The right mandible has an evident notch in the terebral margin, as in S. facchinii, S. titanus and S. gigas, all described here. This character delimits a small species group, but I ignore whether it can be regarded as a true synapomorphy or if it can be due to convergence, even though I am Here inclined towards thinking that it is a true synapomorphy. 10. Stomis (Stomis) facchinii n. sp. TYPE-LOCALITY: China, western Sichuan, Mugezuo Lake. TYPE-SERIES. Holotypus d: China, western Sichuan, Mugezuo Lake, 4000 m, 16.VII.1992, (CS). 1 paratype d with same data as holotype (CP); 2 paratypes d & from Chine, (Sichuan) Mugecuo, VI.1993 (MHNP); 3 paratypes d d £ from China, W Sichuan, Daxue Shan 5 km W Taheto-La pass (W Kan- gding), 3900-4000 m, 30.04 N 9 101.47 E, 26.V.1997 (CW); 1 paratype ® from W Sichuan, Mts. ca. 20 km NNW Sabdé, 2000-3500 m., 18-20.VI.1994 (CF); 2 paratypes ¢2 from SW Sichuan, road Sabde-Jiulong, pass 40 km N Jiulong, Picea forest, 3000 m, 25.VI.1994 (CF, CS); 1 paratype d from W Sichuan, road Qianning-Dawu, pass 35 km NNW Qianning, 3900 m, 1.VIIL.1994 (CS); 4 paratypes d d from W Sichuan, road Kangding-Xindugiao, pass 16 km W Kangding m 4200 (CF, CS); 1 paratype © from W Sichuan, 30 km W Kangding, 5000 m, 26.VII.1994 (CS); 1 paratype ¢ from Sichuan, Kangding distr., SE slopes of M. Haisishan (Yarala), 4100-4700 m, 21.VII.1996 (CZ); 1 paratype 9 from Sichuan, Kangding distr., Source of Yala, n. vill. Zhonggu, 4000-4500 m, 20.VII.1996 (CZ); 1 paratype 2 from Sichuan, Kangding distr., Valley of Yala, n. vill. Zhonggu, 3400-3650 m, 18.VI.1996 (CZ); 1 paratype ? from Sichuan, Kangding distr., Lake Xierenhai (Mugeicuo) vic., 3900 m, 23-24.VII.1996 (CZ); 14 paratypes d d 2 $ from China, NW Sichuan, pass 20 km S Quagca, 4100 m, 17-18.VII.1992 (CF, CS); 3 paratypes d £ £ from NW Sichuan, road Zoggen-Quagca, 60 km NW Zoggen, 4000 m, 19.VI.1995 (CF, CP, CS); 4 paratypes d d 2 from NW Sichuan, Maniganggo, 4000 m, 18.VI.1995 (CF, CP, CS); 6 paratypes SS ££ from NW Sichuan, road Garzè-Barong, pass 25 km S Garzè, 3500-4500 m, 8-10.VII.1995 (CF, CP, CS); 3 paratypes d d £ from NW Sichuan, road Sertar-Darcang, 20 km SSE Taxonomic review of Chinese Stomis 49 Darcang, 4000 m, 15.VII.1995 (CF, CP, CS); 2 paratypes ¢ 2 from NW Sichuan, road Sertar-Darcang, 20 km W Sertar, 15.VII.1995 (CF, CS); 2 paratypes d? from NW Sichuan, Ganzi (Garze), vic. Sulunzuguayshan Mt. range near M. Zhuotala, 4700-4900 m, 27.VII.1996 (CZ); 1 paratype £ from Sichuan, n. Kangding, See Mu-ge-cuo, 3500-3900 m, 22.VII.1994 (CH) . SPECIFIC EPITHET. I am pleased to dedicate this species to my dear friend Sergio Facchini from Piacenza, excellent collector of Carabidae. DIAGNOSIS. A Stomis of relatively small size, similar to P. farkaci, herewith described, but different in the presence of almost constant pubescence on antennomere 3, the elytra shorter, more rounded at sides and with smaller humeral tooth. DESCRIPTION - Habitus as in fig. 27. Total length 7.2-9.8 mm; body dark brown with slight greenish metallic hue, appendages dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (EVFI = 1.02). Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than slightly convex tempora. Collar constriction slight. Antennae with antennomere 3 pubescent or glabrous. (For details, see “Geographical variation”, below). Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles long, right one with deep notch in terebral margin, anteriad terebral tooth. Pronotum with dorsal surface quite convex, slightly transverse (Pw/Pl = 1.10); sides not sinuate posteriorly, but markedly convex until basal fourth and then almost parallel; ante- riolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles right or slightly acute. Anterio- lateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, deep and sparsely punctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs rather short but slender. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.32, Ew/Pw = 1.32. Elytra elongate (EVEw = 1.60) with maximum width posteriad or at middle, humeri very narrow with large tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting the lateral margin with a right or obtuse angle. Striae finely punctate, obliterated apically and gradually more shallow externally, only stria 1 extended to apex. Intervals convex on disc, flat at apex and externally. Aedeagus (figs. 24, 25) with apical portion much longer than basal portion, in lateral view (fig. 24) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 25) with apical lamella asymmetrical and almost triangular, with small tooth on left. The aedea- gus is very similar to that of S. farkaci, but smaller and with shorter apical portion. HABITAT. This species has been collected at altitudes between 2000 and 4900 m in a variety of habitats, including Picea forest and alpine meadows. It is the Chinese species known upon the largest number of specimens and it must have a rather wide ecological range. GEOGRAPHICAL VARIATION. Members of populations from northern Sichuan are on average larger and more slender than those from west Sichuan. Also, antennomere 4 is constantly pubescent in the northern populations, but glabrous in some individuals of the western populations. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. (Fig. 34). Known from many localities in west and north Sichuan, in the area extending from Kangding to the border of Qinghai. AFFINITIES. Very closely related to S. farkaci, described above. The right mandible has an SCIAKY 50 iat site % Fig. 27. Habitus of S. facchinii n. sp. paratypus, from Gougga Shan. Taxonomic review of Chinese Stomis 51 evident notch in the terebral margin, which seems to point towards a certain relationship also with S. titanus, herewith described. 11. Stomis (Stomis) titanus n. sp. TYPE-LOCALITY: China, NW Yunnan/SW Sichuan, road Xiangcheng-Zhongdian, pass 35 km S Xiangcheng, 15 km N Wengshui. TYPE-SERIES. Holotypus d : China, NW Yunnan/SW Sichuan, road Xiangcheng-Zhongdian, pass 35 km S Xiangcheng, 15 km N Wengshui, 3500 m, 10-13.VII.1994 (CS). 1 paratype £, same data as holotype (CF). SPECIFIC EPITHET. The name of this species alludes to the very large size, one of the largest known until now in the genus. DIAGNOSIS. A Stomis of very large size (12.1-13.4 mm), related to P. facchinii but differing in the much larger size, flat body, and very long and slender appendages, particularly the mandibles. DESCRIPTION - Habitus as in fig. 28. Total length 12.1-13.4 mm, one of the largest known until now in the genus; body dark brown with slight greenish metallic hue, appendages dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (EL/FI = 1.06). Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes extremely small, shorter than tem- pora, which are slightly convex. Collar constriction indistinct. Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles extremely long, right one with deep notch in terebral margin anteriad terebral tooth. Pronotum relatively flat, slightly transverse (Pw/Pl = 1.07); sides markedly sinuate toward base, anteriolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles right or slightly acute. Anteriolateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, parallel in anterior half then divergent posteriorly, impunctate. Prosternum smooth, meso- and metasternum sparsely pun- ctate. Legs extremely long and slender. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. E/PI = 2.54, Ew/Pw = 1.47. Elytra elongate (El/Ew = 1.61) with maximum width posteriad middle, shoulders very narrow with large tooth; basal margin markedly oblique, meeting suture at obtuse angle, and meeting lateral margin at right or obtuse angle. Striae very finely punctate, slightly more shallow externally and obliterated toward apex; only stria 1 extended to apex. Intervals flat. Aedeagus (figs. 29, 30) very large, thin and regularly curved from base to apex. Apical portion longer than basal portion, in lateral view (fig. 29) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 30) with apical lamella long, narrow, slightly asymmetrical and with small tooth on left. HABITAT. The two known specimens of this species were found at an altitude of 3500 m in alpine region and Picea forest. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from a single locality in southern Sichuan. AFFINITIES. This species is almost certainly related to S. gigas, described below. With this species, in fact, it shares most of its characters, including the notched right mandible. SCIAKY Se PEL pe? 7 Fig. 28. Habitus of S. titanus n.sp., holotypus. Taxonomic review of Chinese Stomis 53 12. Stomis (Stomis) gigas n. sp. TYPE-LOCALITY: China, N Yunnan, Haba Shan near Zhongdian. TYPE-SERIES. Holotypus 6: China, N Yunnan, Haba Shan near Zhongdian, 3800 m, 23-26.VI.1996, (CFa); 2 paratypes d d, same data as holotypus (CFa, CS); 1 paratype ©, China, Yunnan, Habashan mts E slope, 3800-4600 m., 15.VII.1992 (NHMB). SPECIFIC EPITHET. The name of this species alludes to the very large size, the largest known until now in the genus. DIAGNOSIS. A Stomis of very large size, similar to P. titanus but differing in the more convex body, greenish hues more marked, elytra more constricted at base, shorter and more robust legs and aedeagal shape. DESCRIPTION - Habitus as in fig. 33. Total length 13.2-14.1 mm, one of the largest known until now in the genus; body black with evident greenish hue, appendages black, except tarsi and palpi. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (El/FI = 1.04). Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than tempora, which are slightly convex. Collar constriction indistinct. Labrum deeply excised in middle of an- terior margin. Mandibles extremely long, right one with deep notch in terebral margin anteriad terebral tooth. Pronotum with dorsal surface relatively flat, slightly transverse (Pw/PI = 1.10), widest just behind anterior margin; sides slightly and shortly sinuate towards base, anteriolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles almost right. Anteriolateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posterio- lateral fovea single, widened posteriorly, extensively punctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs long and slender. Hind wings strongly reduced, certainly not fun- etional. El/Pl = 2.43, Ew/Pw =.1.34. Elytra elongate (El/Ew = 1.64) with maximum width almost in the middle, shoulders quite narrow with large tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at right or obtuse angle. Striae distinctly punctate, complete but gradually more shallow toward apex and externally. Intervals convex on disc, flat at the apex and externally. Aedeagus (figs. 31, 32) very large, thin and regularly curved from base to apex. Apical portion longer than basal portion, in lateral view (fig. 31) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 32) with apical lamella long, narrow, slightly asymmetrical and with small tooth on left. HABITAT. The few known specimens of this species have been collected at altitudes of 3800-4600 m, and they are likely to live mainly in alpine meadows. GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from a single locality in Northern Yunnan, where it has been collected in few specimens in two different years. AFFINITIES. If the character of the notch of the right mandible was demonstrated to be a synapomorphy, it would indicate that its origin is more northern, in the area where there are three species showing it. This, in turn, would suggest that S. gigas is the species of this group that has emigrated farthest from its original distribution area. 54 SCIAKY 2 30 32 Figs. 29-32. Aedeagus in lateral and dorsal view of: 29-30, S. titanus n. sp., holotypus; 31-32, S. gigas n. sp., holotypus. EVOLUTIONARY ASPECTS I summarize here my views about relationships of the Chinese species of subgenus Stomis. At this time, because of probably inadequate sampling of the Chinese Stomis fauna, I am not prepared to undertake a detailed reconstruction of the phylogenetic history of the group. The 12 Chinese species recognized, all placed in subgenus Stomis, probably form five monophyletic groups: 1, vignai; 2, chinensis-robustus-schoenmanni; 3, collucens-politus; 35 inese Stomis f Ch IC TEVIEW O Taxonom Se Sur = ee TENTE es . Sp., paratypus from Haba Shan. . gigas n Fig. 33. Habitus of S 56 SCIAKY 4, deuvei-brivioi; 5, farkaci-facchinii-titanus-gigas. The first group is composed by a single species, extremely isolated and with some very primitive characters. The second group is composed of three species, one winged and with wide distribution, the other two micropterous and appearently allopatric. These two species are probably of relatively recent differentiation even though they have very distinctive cha- racters. The third group is composed of two species certainly very strictly related and allopatric, certainly of very recent differentiation. The fourth group is composed of two species almost sympatric, sharing some characters but not related to each with certainty. The last group is certainly the most curious and interesting from an evolutionary point of view: it is composed of four species, two of which live in Sichuan and the other two in Yunnan and in every couple of species one of them is relatively primitive and the other one very evolved. In this case it would be easy to say that the two most primitive ones are related among them and the other two among them, but it is almost as probable that in both cases speciation has occurred separately, maybe by specialization for different preys. The following character states, postulated as apomorphies, are represented among the Chinese species of subgenus Stomis: metallic color; marked iridescence; large body size; extreme development of the forebody; elongate mandibles; notching of the terebral margin of the right mandible; and widening and flattening of the aedeagal apex. Of potential special interest for phylogenetic reconstruction is the notching of the right mandible, a character unnoticed previously. This notch is present in all the European and Caucasian species and in four Chinese species, but is absent from S. formosus, S. chinensis, S. collucens, S. politus, S. deuvei, S. brivioi, S. robustus, S. schoenmanni, S. vignai and from the two Japanese species S. prognathus and S. zaonus. If, as seems very probable, the absence of this notch is the plesiomorphic character state and its presence the corresponding apo- morphic character state, then the fact that the only species with the right mandible not notched are now found in China and Japan suggests that the evolution center of the Stomini has been in this area. Here a lineage with a mandibular notch has differentiated from the original population, later spreading westward, until reaching Europe. Clearly, the fact that all the European species have this notch would prove that they are a derived group, evidently of eastern origin. The present-day geographical distribution of Stomis s. str. seems to be indeed relict: six species are known from Europe, three from the Caucasus and Iran, one from Turkestan, twelve from China and two from Japan. This distribution is similar to that of Broscosoma (Carabidae Broscini), another very ancient genus with relict, widely disjunct distribution limited to the Central Alps, Caucasus, Nepal, China and Japan. It is interesting to note that the distribution of both Stomis and Broscosoma in China is limited, as far as we know until today, to the mountains surrounding the Sichuan plain: the regions of Yunnan, Sichuan, Gansu and Shaanxi, although the species of Broscosoma are many less. ACKNOWLEDGEMENTS I express here my warmest thanks to Prof. G. E. Ball (Edmonton) for his invaluable advice about an earlier draft of the manuscript on which this paper is based; to Prof. A. Vigna Taglianti (Dipartimento di Biologia Animale e dell’ Uomo, Università degli Studi “La Sapienza”, Roma), Dr. M. Jäch and Dr. H. Taxonomic review of Chinese Stomis SÒ 200 km 200 km Pai” e ) e nm: Er of vignai 4 collucens farkaci chinensis è politus facchinii robustus @ deuvei titanus schoenmanni © brivioi gigas Fig. 34. Geographical distribution map of the Chinese species of Stomis. 58 SCIAKY Schonmann (Naturhistorisches Museum, Wien), Dr. M. Brancucci (Naturhistorisches Museum, Basel), Dr. T. Deuve (Museum National d’Histoire Naturelle, Paris), Dr. Y. Bousquet (Canadian National Collection, Ottawa), Rev. Dr. C. Brivio (P.I.M.E. Entomological Museum, Monza), Dr. J. Farkaè and Dr. D. Kral (Praha), Dr. V. BeneS (Usti nad Labem), G. Ledoux (Clamart) and to all my friends of A.L.S.E. (Associazione Lombarda di Studi Entomologici, Milano) for variously helping me during the preparation of this work. A particular thank to Dr. A. Scupola (Verona) and to Dr. A. Solodovnikov (Krasnodar), for the beautiful habitus drawings illustrating this work. REFERENCES ABERLENC H.P., BALAZUC J. & REVEILLET P., 1983 - A propos de Stomis benoiti Jeannel (Col. Carab. Pterostichidae). Mémoires de Biospeologie, 10: 281-283. ACORN J.H. & BALL G.E., 1991 - The mandibles of some adult ground beetles: structure, function, and the evolution of erbivory (Coleoptera: Carabidae). Canadian Journal of Zoology, 69 (3): 638-650. ANTOINE M., 1957 - Coléoptères Carabiques du Maroc. Deuxième partie. Memoires de la Societè de Sciences naturelles et physiques du Maroc, (N. S.), Zoologie, Rabat, 3: 179-314. BOUSQUET Y., 1983 - Redefinition of the genus Stomis Clairville (Coleoptera: Carabidae) with the description of a new subgenus from western North America. The Canadian Entomologist, 115: 1597-1605. BOUSQUET Y., 1988 - Redescription de Stobeus collucens Fairmaire, espèce appartenent au genre Stomis Clairville (Coleoptera, Carabidae). Annales de la Societè entomologique de France (N.S.), 24: 2292731: CSIKI E., 1930 - Carabidae: Harpalinae 4 - In: Coleopterorum Catalogus auspiciis et auxilio W. Junk editus a S. Schenkling. Berlin and s’Gravenhage, pars 112: 529-738. FAIRMAIRE, L., 1888 - Coléoptères de l’intérieur de la Chine. Annales de la Societé entomologique du Belgique, 32: 7-39. GIACHINO P. & SCIAKY R., 1991. Valore sistematico delle strutture genitali femminili nei Pterostichinae (sensu Jeannel, 1942) (Coleoptera Carabidae) - Atti del XVI Congresso nazionale italiano di Entomologia, Bari-Martina Franca (TA): 885-892. GENE J., 1839 - De quibusdam insectis Sardiniae novis aut minus cognitis. Fasciculus II. Torino, ex R. Typographeo, 44 pp. HABU A., 1981a - On Japanese species of Stomis (Coleoptera: Carabidae). Entomological Review of Japan, 35: 33-39. HABU A., 1981b - Female genitalia of Pterostichini species mainly from Japan (I) (Coleoptera, Carabi- dae). Entomological Review of Japan, 35: 77-99. HABU A., 1981c - Female genitalia of Pterostichini species mainly from Japan (II) (Coleoptera, Cara- bidae). Entomological Review of Japan, 36: 33-53. JEANNEL R., 1926 - Monographie des Trechinae (Première livraison). L’ Abeille, 32: 221-550. JEANNEL R., 1942 - Coléoptères Carabiques 2. Faune de France, 40. Lechevalier, Paris: 513 pp. JEDLICKA A., 1932 - Carabiden aus Ost-Asien (II. Teil). Entomologisches Nachrichtenblatt, 6: 107-110. JEDLICKA A., 1962 - Monographie des Tribus Pterostichini aus Ostasien (Pterostichi, Trigonotomi, Myadi) (Coleoptera, Carabidae). Abhandlungen und Berichte aus dem Staatlisches Museum fiir Tierkunde in Dresden, 26: 177-346. KRYZHANOVSKI O. L., 1983 - Fauna SSSR. Leningrad, 341 pp. KRYZHANOVSKJJ O.L., BELOUSOV I.A., KABAK LI., KATAEV B.M., MAKAROV K.V. & SHILENKOV V.G., 1995 - A checklist of the ground-beetles of Russia and adjacent lands (Insecta, Coleoptera, Carabidae). Pensoft publ., Sofia - Moscow, 271 pp. LEDOUX G. & ROUUX P., 1995 - Un nouveau Stomis du Yunnan (Coleoptera, Pterostichidae). Bulletin de la Societé entomologique de France , 100: 155-156. Taxonomic review of Chinese Stomis 59 MARCILHAC J., 1993 - Un Stomis nouveau de Chine occidentale (Coleoptera, Carabidae). Revue francaise d’Entomologie (N.S.), 15: 148. MONZINI V. & PESARINI C., 1986 - Le specie italiane del genere Stomis Clairville (Coleoptera Carabidae). Bollettino della Societa entomologica italiana, Genova, 118: 83-92. SCIAKY R., 1996 - Circinatus new subgenus and three new species of Pterostichus from China (Coleo- ptera Carabidae). Natura bresciana, 30: 217-231. SEMENOV A., 1889 - Diagnoses coleopterorum novorum ex Asia Centrali et Orientali. Revue Russe d’Entomologie, 3: 390-392. SEMENOV A., 1903 - Analecta coleopterologica. Horae Societatis entomologicae Rossicae, 23: 348-403. VIGNATAGLIANTIA.&FRANZINIG.,1976-OsservazionisuAgelaeafulvaGené(ColeopteraCarabidae). Fragmenta entomologica, 12: 273-283. ZETTO BRANDMAYR T. & MARANO I., 1993 - Descrizione larvale dei generi Stomis Clairville, Metape- dius Fiori e Platyderus Stephens (Coleoptera, Carabidae, Pterostichinae). Bollettino dell’ Istituto di Entomologia “G. Grandi” dell’ Università di Bologna, 48: 27-43. Author’s address: R. Sciaky, Via Fiamma 13, I-20129 Milano (Italy). E-mail: sciaky@imiucca.CSI.unimi.it Mrs "ivi pin aa 3° vie. eta, a di free Lost 590 mi era a Na — “e ae son i ff, Si peeve) poli si atto) n ee, wih a AA, ml JRE paterno aree da aio ke} as as ENT, Rica rica tte aa dee CR ne Arsenio: gi sink? AEA tes x sis i PES A hag PRE GA 5 one ni oft à ar te pat 448 sai FRI Là Redefotition GF be 3 ZN CT | CA ws un 4 > pecs sa SY its =) ct A Bans Fa ” È “A EX = de a, ir NI E DE PER N A ale’ ? a went valige : ye men it mir zi D FL ae sini Oni are fa) - 1962. Mod pa Vip Pai Alanis Crespo Pessuktictt Sane — fh nie init a pitone 4 matte tI cai = ape PL RAT dn ne 7 = pie eG = adi ’ Dr | Ki ee pie. € ug Mem. Soc. entomol. ital, 76: 61-129 25 febbraio 1998 Nicola PILON * Atlante faunistico degli Staphylinini italiani con note sinonimiche (Coleoptera) Riassunto - Viene trattata in dettaglio la distribuzione delle 47 specie di Staphylinini sicuramente presenti sul territorio italiano; per ogni specie viene fornito l’elenco delle località di cattura e una cartina corologica, assieme a note di tipo autoecologico e, a volte, sistematico. Vengono inoltre trattate 5 specie la cui presenza in Italia è dubbia e stabilite due nuove sinonimie: Parabemus baderlei Scheerpeltz, 1947 = P. fossor (Scopoli, 1773) n. syn. Ocypus depolii G. Miiller, 1924 = O. tenebricosus (Gravenhorst, 1846) n. syn. Summary - Faunistic Atlas of italian Staphylinini with synonymic notes (Coleoptera) The detailed distribution of the 47 species belonging to the Tribe Staphylinini in Italy is dealed with. For each species the list of the locality records, a distributional map, notes about autoecology and, sometimes, taxonomy are given. Moreover 5 species doubtful for Italy are discussed and two new synonyms are established: Parabemus baderlei Scheerpeltz, 1947 = P. fossor (Scopoli, 1773) n. syn. Ocypus depolii G. Müller, 1924 = O. tenebricosus (Gravenhorst, 1846) n. syn. Key words: Staphylinini, Italy, distribution, autoecology, new synonyms. INTRODUZIONE I gruppi di Coleotteri e, pit in generale, di Insetti la cui distribuzione nel nostro paese sia conosciuta in dettaglio rimangono a tutt’oggi assai pochi; all’ormai “storico” lavoro di Magistretti (1965) sui Carabidi si sono aggiunti di recente quello di Sama (1988) sui Ce- rambicidi, quello di Curletti (1994) sui Buprestidi e quello di Canzoneri e Vienna (1987) sui Tenebrionidi (solo per l’Italia settentrionale); queste famiglie, seppur importanti, restano le uniche di tutti i Coleotteri per le quali sia stato redatto un catalogo faunistico-topografico relativo al territorio italiano, o ad una buona parte di esso. Nei numerosi volumi della collana “Fauna d’Italia” dedicati a famiglie o sottofamiglie di coleotteri viene sempre discussa, in maniera più o meno approfondita, la geonemia delle varie specie; tuttavia in tali opere l’aspetto faunistico ricopre sempre un ruolo secondario (come è ovvio accada in lavori principalmente sistematici) e viene talvolta trattato in modo sommario. Per la maggior parte dei Coleotteri, comunque, se si vogliono avere informazioni relative alla loro distribuzione, si è addirittura costretti a consultare i lavori di Porta (1926, 1949, 1959) o di Luigioni (1929), con le conseguenze che è facile intuire. Il presente lavoro è quindi un contributo allo sviluppo delle conoscenze faunistiche del nostro paese; bisogna tra l’altro ricordare che gli Staphylinini sono un gruppo composto in grande maggioranza da specie con mobilità molto ridotta, o perchè dotati di ali rudimentali o perchè comunque viene usato raramente il volo come mezzo di spostamento abituale. Ciò (*) Dipartimento di Biologia Animale - Università di Pavia. 62 PILON determina spesso la presenza di areali distributivi ben definiti e un notevole interesse bio- geografico del gruppo nel suo insieme. METODI Il nucleo principale del lavoro è consistito nell’esaminare la grande quantità di mate- riale già esistente nelle principali collezioni pubbliche e private, oltre naturalmente a quella mia personale; l’elenco delle collezioni è il seguente: — Museo civico di Storia Naturale di Bergamo — Museo civico di Storia Naturale di Brescia — Museo civico di Storia Naturale di Faenza — Museo civico di Storia Naturale di Ferrara — Museo civico di Storia Naturale di Genova — Museo civico di Storia Naturale di Milano — Museo civico di Storia Naturale di Morbegno — Museo civico di Storia Naturale di Roma — Museo civico di Storia Naturale di Venezia — Museo civico di Storia Naturale di Verona — Museo regionale di Storia Naturale di Torino — Museo dell’Istituto di Entomologia dell’Università di Milano — Museo dell’Istituto di Entomologia dell’Università di Pavia — Museo dell’Istituto di Entomologia dell’ Università di Sassari — Dipartimento di Biologia Animale e dell’ Uomo, Sez. Zoologia, Università degli Studi “La Sapienza”, Roma — Naturhistorisches Museum Wien — Collezione Brivio (Monza) — Collezione Callegari (Ravenna) — Collezione Casartelli (Milano) — Collezione Ciceroni (Roma) — Collezione Fabbri (Filo, Ferrara) — Collezione Fontaneto (Fontaneto d'Agogna, Novara) — Collezione Goggi (Milano) — Collezione Mariani (Seregno, Milano) — Collezione Mei (Roma) — Collezione Melloni (Bagno di Romagna, Ravenna) — Collezione Monguzzi (Milano) — Collezione Piccolino (Vigevano, Pavia) — Collezione Proserpio (Como) — Collezione Saltini (Carpi, Modena) — Collezione Toledano (Verona) — Collezione Usvelli (Faenza, Ravenna) — Collezione Zanetti (Verona) — Collezione Zoia (Genova) Di tutti gli esemplari esaminati (alcune decine di migliaia) sono state verificate le determinazioni e registrate le località di cattura. Purtoppo in quasi tutte le collezioni museali si trovano spesso esemplari recanti car- tellini di località di fatto inutilizzabili, perchè scritti con grafie illeggibili, scoloriti, oppure indicanti toponimi introvabili sulle carte geografiche o ricorrenti in diverse zone del paese. Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 63 Nel caso di etichettature poco chiare ho sempre preferito, nel dubbio, scartare il dato; alcuni di questi, non utilizzati, avrebbero forse potuto ampliare la distribuzione di alcune specie, ma questa scelta ha privilegiato l’attendibilità dei dati. Si sono inoltre utilizzati 1 dati riportati in letteratura di alcuni lavori faunistici di un certo rilievo o di Autori che si sono occupati di questo gruppo in modo approfondito. Per ciascuna specie si è realizzata una scheda riportante nell’ordine: il nome della specie con relativo Autore e codice numerico attribuito nella “Checklist delle specie della Fauna italiana” (Ciceroni et al., 1995); la categoria corologica, ricavata dai dati di Horion (1965), Coiffait (1974), Newton (1987) e personali; la distribuzione sintetica in Italia; l’e- cologia della specie, desunta da dati di letteratura (Horion, 1965; Koch, 1989) e soprattutto da osservazioni personali; note di confronto fra quanto noto fino a oggi e quanto accertato con la presente ricerca e talvolta anche di carattere sistematico; elenco delle località di cattura suddiviso per regione e provincia. Per la distribuzione in Italia è riportata anche una cifra fra parentesi; si tratta del numero di tavolette I.G.M. per cui è stata accertata la presenza della specie in questo lavoro. Tale numero non deve essere considerato come la quantificazione precisa della diffusione di una specie in Italia, ma può comunque essere visto come un indice della frequenza con cui essa è stata fino ad ora raccolta. L’ordine sistematico di trattazione delle specie è lo stesso seguito nella recente “Che- cklist delle specie della Fauna italiana” (Ciceroni et al., 1995), con una sola differenza: il grande genere Ocypus, mantenuto unitario nel sopracitato lavoro, è stato diviso nei suoi quattro sottogeneri, riprendendo quindi la suddivisione fatta dallo stesso Lohse (1964), cui peraltro si erano ispirati gli Autori della “Checklist”. Le determinazioni sono state effettuate sulla base dei lavori di Coiffait (1974) e Lohse (1964). Per la definizione dei corotipi ho seguito le indicazioni di Vigna Taglianti et al. (1992); va però tenuto presente che di molte specie ad ampia corologia ben poco è conosciuto con esattezza circa la loro distribuzione in Asia. L’elencazione delle regioni è da nord ovest verso sud, con Sicilia e Sardegna a chiudere l’elenco. Delle 20 regioni amministrative italiane alcune (Val d’ Aosta, Umbria, Molise e Basilicata) non sono state trattate individualmente ma aggregate ad altre confinanti (rispet- tivamente Piemonte, Marche, Abruzzo e Calabria); le ragioni di questa scelta sono di ordine pratico e anche storico-geografico. All’interno di ciascuna regione le diverse province sono sistemate in base all’ordine alfabetico della sigla automobilistica, partendo comunque dal capoluogo; non sono state considerate le sette province di recente istituzione. Ho preferito non riportare accanto a ciascuna località i dati relativi ad ogni reperto (n° di esemplari, data di cattura, raccoglitore, collezione in cui si trovano); tale scelta, se da un lato rende il lavoro meno esauriente, dall’altro evita che esso raggiunga dimensioni abnormi e lo rende molto più agile da consultare. Mi sono limitato a contrassegnare con un punto esclamativo (!) le località di cui si trovano esemplari (anche o solo) nella mia collezione. Le località desunte dalla letteratura sono invece affiancate da un numero fra parentesi che fa riferimento alla pubblicazione. I riferimenti bibliografici sono 1 seguenti: (1) = Peez e Kahlen, 1977 (2) = Schatz, 1988 (3) = Angelini e Montemurro, 1984 (4) = Zanetti, 1992 64 . PILON | Alcuni altri lavori faunistici (Brivio, 1970; Zanetti, 1978; Chemini & Zanetti, 1982; Daccordi & Zanetti, 1987; Pilon & Zanetti, 1991; Pilon, 1995) non sono stati citati in quanto il materiale su cui si basavano è stato comunque visto direttamente nelle collezioni in cui è conservato. In base alle localita citate nelle schede ho poi realizzato le cartine corologiche utiliz- zando il reticolo I.G.M. 1:25000, che consente di scomporre il territorio italiano in aree approssimativamente quadrate di circa 10 km di lato. Tale metodo è da tempo ampiamente in uso per la realizzazione di atlanti faunistici di molti gruppi di vertebrati (uccelli, mammi- feri, anfibi e rettili) ed è stato da me usato in precedenza per la faunistica degli Ocypus del gruppo alpestris (Pilon, 1995). Ritengo che, fra le varie rappresentazioni grafiche attualmente in uso sia l’unica che visualizzi in modo essenziale ed oggettivo la situazione distributiva di un taxon in un determinato territorio. Sia nell’elenco delle località che nelle cartine le specie sono sempre state trattate in modo unitario, senza tenere conto della eventuale esistenza di razze geografiche; molte delle sottospecie attualmente descritte per questo gruppo hanno infatti valore piuttosto dubbio o comunque da chiarire ed esula dagli scopi di questo lavoro la trattazione dettagliata di tali aspetti, cui d’altra parte viene attribuita una importanza sempre minore nella sistematica moderna. Ad ogni modo nelle note viene segnalata e commentata l’esistenza di queste forme. ELENCO DELLE SPECIE 48.132.0. 001.0 Creophilus maxillosus (Linnaeus, 1758) CATEGORIA COROLOGICA. Oloartico (introdotto in alcune regioni dell’emisfero Austra- lex GEONEMIA ITALIANA. Tutta Italia (201). ECOLOGIA. Ubiquista, eurizonale (0-2000 m), saprofilo (soprattutto necrofilo). NOTE. Si tratta dell’unica specie, fra gli Staphylinini, rinvenibile ovunque nel nostro paese, con scarsissime limitazioni di altitudine, latitudine ed ambiente. PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: Torino; Ceresole; AL: Spinetta Marengo!; Bosco Marengo!; Tortona; Ovada; Castelnuovo Scrivia; Arquata Scrivia; Voltaggio; CN: V. Pesio; Palanfrè; Pezzolo Valle Uzzone; NO: Mergozzo; Domodossola; Malesco; Macugnaga; L. Vannino (V. Formazza); VC: Sagliano; Oropa; Breia; Scopello!; AO: Fiernaz!. LIGURIA. GE: Genova; Voltri; Varazze; Casella; Cavi; Chiavari; IM: Imperia; S. Remo; Taggia; Nava; SV: Savona; Albisola; Loano; Laigueglia. LOMBARDIA. MI: Milano (Niguarda; Musocco); Sesto S. Giovanni; Cologno Monzese; Segrate; Cusa- go!; Garbagnate; Monza; Vaprio d’ Adda; BG: Schilpario; BS: Brescia; Fornaci; Monte Isola; Altopiano di Cariadeghe (Serle); Paitone; Buco del Frate (Paitone); Picedo; CO: L. di Annone; Cascina Bracchi (Casatenovo); L. di Sartirana (Merate); Calco; Lierna; Campione; Gaggino Faloppio!; Valmorea!; Piana di Spagna (Gera Lario); CR: Cremona; MN: Bosco Fontana (Marmirolo); Quistello; PV: Pavia!; Spessa!; Mortara!; SO: Sondrio; Morbegno; Cosio; Lovero; Grosio!; Teglio; Valdisotto; S. Nicolò Valf.; Livigno; V. Codera; Borgonuovo (Piuro)!; Teggiate!; Montespluga!; VA: Ispra. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Grödnertal (V. Gardena); St. Magdalena Gsies (S. Maddalena Casies)!; Kasern Ahrntal (Casere V. Aurina); TN: Avio; M. Baldo (Madonna della Neve); V. Ampola; V. Genova; Smarano; Cembra. VENETO. VE: Venezia; Mestre; Casse di colmata (Fusina)!; Chioggia; BL: Feltre; Cortina; S. Vito; Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 65 Auronzo; Falcade; Calalzo; RO: Rovigo; Rosolina Mare; TV: Treviso; Ponzano; Cellarda; Follina; Crocetta del Montello; VI: Chiampo; VR: Verona; Cancello; Oppeano; Torricelle; Cerea; Legnago; Vajo di Squaranto; Roverè; Selva di Progno; Malcesine. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Sistiana; Opicina; GO: Gradisca d'Isonzo; Monfalcone; UD: Carnia Piani; Arta; Piano d’ Arta; Forni di Sotto. EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; FE: Ferrara; FO: Forlì; Forlimpopoli; PR: Parma; RA: Pineta di Classe; Faenza; Brisighella; RE: P.so del Cerreto. TOSCANA. FI: M. Giovi; Marradi; Badia della Valle (Marradi); GR: Marina di Grosseto!; Follonica!; Castiglion della Pescaia!; Is. Giglio; LU: Lucca; SI: Lucarelli (Radda). MARCHE E UMBRIA. AN: Staffolo; AP: Vidoni (Amandola); MC: Macerata; Camerino; Bolognola; PS: Montecchio!; PG: Perugia; Lippiano (Città di Castello); Gubbio. LAZIO. RM: Roma (Acquacetosa; M. Sacro); S. Marinella; Marino; Nemi; Olevano Rom.; Riofreddo; LT: Cisterna; RI: Tarano; VT: Tarquinia; Bassano (Sutri); M. Cimino. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Oricola; PE: Caramanico. PUGLIA. BR: Francavilla Fontana; FG: Rodi Garganico; Marina di Chieuti; LE: Taviano; TA: Manduria; S. Pietro in Bevagna. CAMPANIA. NA: Camaldoli (Napoli); CE: Aversa; SA: S. Biase (Ceraso). CALABRIA E BASILICATA CZ: M. Gariglione; MT: Matera. SICILIA. PA: Palermo; Ficuzza; AG: Is. Lampedusa; CT: Barriera del Bosco (Catania); ME: Is. Strom- boli; SR: Siracusa; Cassaro!; TP: Marsala; Mazara. SARDEGNA. CA: Elmas; Assemini; Capoterra; Quartu S. Elena; Selargius; Senorbi; NU: Macomer; Aritzo; Desulo; Ottana; OR: Oristano; SS: Ozieri; Tempio Pausania; Porto Torres; Golfo Aranci; Is. Molara. 48.133.0. 001.0 Ontholestes haroldi (Eppelsheim, 1884) CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo. GEONEMIA ITALIANA. Alpi centro-orientali (17). ECOLOGIA. Submontano e montano (200-1700 m), saprofilo (soprattutto coprofilo). NOTE. La diffusione di questa specie è stata finora probabilmente sottostimata, anche se essa, in effetti, non è mai frequente sulle Alpi come le due altre congeneri. LOMBARDIA BG: Bordogna!; Carona; SO: Torre S. Maria!; V. Codera; Dazio!; Val Canale (Caiolo)! TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Brixen (Bressanone (1); TN: P.so Tremalzo (V. Ampola)!; L. di Idro. VENETO. BL: Vincheto di Cellarda (Feltre); Falcade; Auronzo. FRIULI VENEZIA GIULIA. PN: Campone!; Castelnuovo d. F.!; UD: Arta; P.so Cason di Lanza!; Cosizza. 48.133.0. 002.0 Ontholestes marginalis (Gené, 1836) CATEGORIA COROLOGICA. W-mediterraneo. GEONEMIA ITALIANA. Sardegna (8). ECOLOGIA. Eurizonale, saprofilo (soprattutto coprofilo). NOTE. Si tratta quasi certamente dell’unica specie del genere presente sull’isola. Al Museo di Vienna (coll. Scheerpelz) si trovano due esemplari cartellinati “Sicilia”, ma l’in- dicazione è quasi certamente erronea. SARDEGNA. CA: M. Sette Fratelli; Pula!; Gesturi; NU: Urzulei!; Fonni; Dorgali; Stagno di Bara; Laconi. 48.133.0. 003.0 Ontholestes murinus (Linnaeus, 1758) 66 PILON CATEGORIA COROLOGICA. Sibirico-europeo, introdotto in Nord America (Smetana, 1981). GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale, Sicilia (270). ECOLOGIA. Eurizonale (0-2000 m), saprofilo (soprattutto coprofilo). NOTE. Sia Luigioni che Porta segnalano lo specie di tutta Italia, Sardegna compresa; tuttavia non ho mai visto esemplari di quest’isola, ove credo sia sostituita da O. marginalis. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Gassino; Alpignano; Stupinigi; Beinasco; Exilles; Ivrea; Colle della Maddalena; Usseaux; Bardonecchia; Sauze d’Oulx; Susa; Balme; Pian della Mussa; Pialpetta; AL: Spinetta Marengo!; Lobbi!; Borghetto Borbera; Montecapraro (V. Curone); Cassano Spinola; Voltaggio; Ovada; AT: S. Paolo; CN: Limone Piem.; Palanfrè; S. Giacomo d’Entracque; Certosa Pesio; Alta V. Tanaro; Viozene; M. Ormea; Garessio; Acceglio; M. Mongioie; NO: Malesco; Premia!; M. Leone; V. Cairasca; Vanzone; Macugnaga; Mergozzo; Premeno; VC: Piedicavallo; Oropa; L. della Vecchia (Oro- pa); Pratetto; Pollone!; Varallo; Serravalle Sesia!; Scopello!; Campertogno; Riva Valdobbia!; AO: Cour- mayeur; Etroubles!; St. Jacques d’Ayas; Fiernaz!; Gressoney St. Jean!; Col de Joux (La Thuile). LIGURIA. GE: Genova; Sant. Vittoria; Molassana; Chiavari; Fontanigorda; M. Antola; S. Stefano d’A- veto; Casella; IM: S. Romolo; Bordighera; Baiardo; M. Guardiabella (V. Impero); SV: Savona; Sassello; Cairo Montenotte. LOMBARDIA. MI: Milano; Monza; Ceriano Laghetto; Cogliate; Lodi; BG: Bergamo; Sorisole; Ghisalba; S. Pellegrino; Antea (S. Pellegrino); S. Giovanni Bianco!; BS: Brescia; Gussago; Edolo; Cecino; Pisogne; Borno; Altopiano di Cariadeghe (Serle); Ponte di Legno; CO: Valmorea!; Lanzo d’Intelvi; Montemezzo; L. di Sartirana (Merate); Casatenovo; S. Pietro (Civate); Campione; Barzio; M. Grigna Merid.; Pian delle Betulle; Esino Lario; Margno; Canzo; CR: Cremona; Rivolta d’ Adda; PV: Pavia!; Sostegno!; Spessa; M. Colletta; SO: Cosio; Morbegno!; Civo; Dazio!; Bagni del Masino; Bema; Albaredo; Gerola; Tartano!; Torre S. Maria!; Caiolo!; V. Livrio; M. Vespolo; Castellina (Sondrio); Ligari; Triangia!; Ponte Valt.; Grosio!; V. Grosina; Bormio; Isolaccia; V. Codera; V. Forcola (Menarola)!; Borgonuovo (Piuro)!; Teggiate!; VA: Viggiù; Agra; L. di Comabbio!; Gaggiolo. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Ritten (Renon); Brixen (Bressanone) (1); Rodeneck (Rodengo)!; Wolkenstein in G. (Selva Gardena); Tiers (Tires); Niederdorf (Villabassa); St. Magdalena Gsies (S. Maddalena Casies)!; Kasern (Casere); Sand in Taufers (Campo Tures); Staben (Stava, V. Venosta); Eyrs (Oris)!; Trafoi (1); TN: V. di Genova; Madonna di Campiglio; Andalo; V. Ampola; M. Caret Alto; Avio; S. Michele all’ Adige; Brentonico; Fiera di Primiero; Sagron; Moena; Campitello di Fassa; Tesero. VENETO. VE: Marghera; Venezia (Lido; S. Giuliano); foce F. Sile; Bibione; BL: Alleghe; Cortina; Vigo di Cadore; Auronzo; Cansiglio; Feltre; Cellarda; Alano di Piave; PD: Colli Euganei; Teolo; TV: Ponzano; S. Pietro (Valdobbiadene); VR: Avesa; Sommacampagna; Montorio; Sona; Cerea; Breonio; Torri Be- naco; Grezzana; Oppeano, Vallese; Cancello; Sega di Ala; Selva di Progno; Fittanze; M. Altissimo (M. Baldo); VI: M. Grappa; Valdagno; Valli del Pasubio. FRIULI VENEZIA GIULIA TS: Malchina; Duino; Sistiana; Basovizza; GO: Doberdò; PN: M. Cavallo; Campone!; Clauzetto!; Castelnuovo d. F.!; UD: Arta; Cividale; Paularo!; Paluzza; Cercivento; P.so Pura. EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Gaibola; Monzuno!; FO: Riccione; Campigna; Tredozio; MO: Mon- tese; M. Cimone; Sassuolo; PC: Piacenza; Rocca (V. Nure)!; PR: Compiano!; M. Zuccone!; RA: Faenza; Brisighella; Casola Valsenio. TOSCANA FI: Firenze; M. Morello; Fiesole; Marradi; Badia della Valle (Marradi); M. Faggiola; P.so del Muraglione; Pietramala; AR: Montegonzi!; Alpe della Luna; Sintigliano; PI: Pisa; S. Rossore!; PT: Pianosinatico; Boscolungo; MS: P.so Cisa. Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 67 MARCHE E UMBRIA. AN: ienigallia; Staffolo; PS: M. Carpegna; M. Catria; AP: Montemonaco; PG: Perugia; Spoleto; Morano (Gualdo Tadino); Bocca Trabaria; M. Cucco. LAZIO. RM: Roma (Acquacetosa; Villa Ada); Fiumicino; Maccarese; Nettuno; Riofreddo; Gerano; M. Pellecchia; M. Autore; Colli Albani; Fosso Verginese (Tolfa); Manziana; Ladispoli; FR: Filettino; M. Viglio; Campo Staffi (M. Simbruini); M. Scalambra; Guarcino; LT: M. della Difesa; RI: Orvinio; Prati di Cottanello; Montasola; Poggio Mirteto staz.; Tarano; M. Terminillo; VT: Tuscania. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Pescasseroli; P.so Godi (Scanno); Civitella Alfedena; Castel di Sangro; M. Sirente; Pettorano sul Gizio; M. della Meta (L. Vivo; V. Fondillo; Rif. Campitelli); M. Tranquillo; Ovindoli; Campo Imperatore; Fonte Romana (Maiella); CH: M. Maielletta; Lama dei Peligni; TE: M. Gorzano; Scerne di Pineto; CB: Campitello Matese; IS: Montenero V. Cocchiara; S. Pietro Avellana. CAMPANIA. NA: Napoli; CE: Sella del Perrone (Matese); S. Pietro Infine. CALABRIA E BASILICATA. CZ: Sambiase; M. Gariglione; CS: Silvana Mansio; La Fossiata; L. Ampol- lino; Camigliatello; Orsomarso; Cozzo del Pesco (Rossano)!; PZ: Pollino (Piano Ruggio!; Piani di Vaquarro; Colloreto); M. Vulture; Pietrapertosa; M. Sirino; MT: Policoro (3). SICILIA. PA: Palermo; Corleone; Piano Zucchi (Madonie); Ficuzza; ME: Mistretta; M. Soro. 48.133.0. 004.0 Ontholestes tessellatus (Fourcroy, 1785) CATEGORIA COROLOGICA. Sibirico-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Alpi (109). ECOLOGIA. Da submontano ad alpino (200-2000 m), saprofilo (soprattutto coprofilo). NOTE. Porta cita la specie anche del Lazio e della Sicilia: al Museo di Milano (coll. Alzona) esistono in effetti due esemplari etichettati “Sicilia”. Si tratta comunque di un vistoso errore di cartellinatura; la specie non esiste al di fuori della regione alpina intesa in senso lato. Sempre al Museo di Milano si trova un esemplare dei dintorni di Milano; tale dato, se vero, è dovuto con molta probabilità a trasporto passivo ( O. tessellatus si trova regolarmente sui letamai). PIEMONTE E VAL’D’AOSTA. TO: Bardonecchia; Sestriere!; Soucheres Basses!; Pialpetta; Balme; Andra- te; CN: Alta V. Po; NO: M. Leone; Macugnaga; Premia!; VC: Sagliano; Graglia; Tavagliano; Oropa; Pratetto (V. Cervo); V. Sessera; Scopello!; Riva Valdobbia; Alagna; V. Vogna!; AO: Gaby!; Promindo (Valtournenche)!; Valsavarenche; V. Cogne. LIGURIA. IM: Cosio d’ Arroscia; SV: Calizzano. LOMBARDIA. BG: Oltre il Colle; Carona; Selvino; Schilpario; Costa V. Imagna; BS: V. Vestino; Esine; Odeno; Rif. Cortebona (Vione); P.so Tonale; CO: Moncodeno (M. Grigna Sett.); Pian delle Betulle; Margno; SO: Cosio; V. Bomino (Bema); Poira; Albaredo; Gerola; Tartano!; Ardenno; Ligari; Triangia; Chiesa Valmalenco; Torre S. Maria!; Rif. Bosio (M. Disgrazia); M. Vespolo; Val Canale (Caiolo)!; Grosio!; Lovero; Isolaccia; Bormio!; V. Belviso; S. Caterina Valf.; S. Nicolò Valf.; V. Codera; Borgo- nuovo (Piuro)!; Teggiate!. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Ritten (Renon) (1); Oberbozen (Soprabolzano) (1); Aferer Tal (Val di Eores); Seiser Alm (Alpe di Siusi); St. Christina in Gr. (S. Cristina Valgardena); Tils (Tiles); Rodeneck (Rodengo)!; Bruneck (Brunico); Niederdorf (Villabassa); Innichen (S. Candido); St. Magdalena Gsies (S. Maddalena Casies)!; Schnalstal (V. Senales); Vinschgau (V. Venosta) (1); Sterzing (Vipiteno) (1); Trafoi (1); TN: Val Ampola; Val di Genova; Pellizzano; V. di Rabbi; Pejo; Vermiglio!; S. Giacomo (Brento- nico); Smarano; Malè; Palù di Giovo; Canazei; Folgaria; Moena; Sagron; Predazzo (2); Lardaro. VENETO. BL: Feltre; M. Pavione; Cansiglio; Vigo di Cadore; Laggio di Cadore; S. Stefano di Cadore; Lorenzago; Falcade; V. Visdende; V. Digon; Auronzo; Cortina!; Sappada; Alleghe; TV: S. Pietro 68 PILON (Valbobbiadene); P.so S. Boldo; VI: Asiago; Valli del Pasubio; VR: Vajo di Squaranto; Boscochiesa- nuova; Campofontana; Rif. Novezzina (M. Baldo). FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; PN: M. Cavallo; Claut; Clauzetto!; Castelnuovo d. F.!; UD: Paularo!; Paluzza; Treppo Carnico; M. Mataiur; Arta; Piano d’ Arta. 48.134.0. 001.0 Emus hirtus (Linnaeus, 1758) CATEGORIA COROLOGICA. Europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (119). ECOLOGIA. Eurizonale (0-2000 m), saprofilo (soprattutto coprofilo). NOTE. Questa specie non vive solo, come ritenuto comunemente, in regioni montuose, ma anche in località di pianura o addirittura costiere. Tuttavia è particolarmente diffusa e comune nelle valli aperte e soleggiate delle Alpi centrali e occidentali. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Susa; Soucheres Basses!; Pialpetta; Ribordone; AL: Arquata Scrivia; Ovada; AT: Nizza Monferrato; CN: Ceva; M. Mondolè; Limone Piem.; V. Pesio; Crissolo; V. Stura di Demonte; NO: Malesco; Macugnaga; Premia!; M. Leone; S. Domenico di Varzo; VC: Breia; Scopello!; Riva Valdobbia; Alagna; AO: Fiery (Ayas); Fiernaz!; La Thuile; Courmayeur; Cogne. LIGURIA. GE: Genova (Righi; Borzoli); M. Fasce; M. Moro; Quezzi; Molassana; Casella; Torriglia; SV: Albisola; Varazze. LOMBARDIA. MI: Milano (Bovisa; Lambrate); Monza; CO: Lecco; Margno; Cascina Bracchi (Casate- novo); BS: V. Trobiolo (Pisogne); Cividate Camuno; Zoanno; S. Apollonia; P.so Tonale; V. Saviore; PV: Pavia; SO: Sondrio; Cosio; Poira!; Roncaglia; Dazio; V. Masino; V. di Mello; Colorina; Chiesa Val- malenco; Lanzada; Torre S. Maria!; Triangia!; Alpe Campelli (Albosaggia); Caiolo; V. Livrio; Grosio!; Aprica; Bormio; Pianazzo; V. Codera; Gordona!; Teggiate!; Borgonuovo (Piuro)!. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Ritten (Renon); Klobenstein (Collalbo) (1); Mon- tiggler Seen (Laghi di Monticolo) (1); Glen, Auer (Gleno, Ora); Brixen (Bressanone) (1); Taufers (Tures) (1); Laas (Lasa)!; TN: V. di Genova; L. Nambino (Madonna di Campiglio); Avio; Vetriolo; Levico; Sagron; Villa Welsperg; Cembra; Lona; L. Lagorai. VENETO VE: Chirignago (Mestre); BL: Belluno; Cortina; Auronzo; V. Zoldo; V. d’ Alleghe; Falcade; VR: M. Baldo (La Colma; M. Altissimo; Madonna della Neve; Rif. Novezzina); Campofontana; Giazza. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Duino; Basovizza; UD: Forni; Piano d’ Arta. EMILIA ROMAGNA. MO: La Santona (Pavullo); FO: M. Fumaiolo; Verghereto; Poggio Scali; P.so dei Mandrioli; PC: Lago Moo (Ferriere). TOSCANA. FI: M. Morello; LI: Livorno; LU: Foce delle Radici. MARCHE E UMBRIA. MC: Macerata; PS: M. Petrano; PG: Gaifana. LAZIO. RM: Roma (Acquacetosa; Caffarella); Valle Fiume (Monti della Tolfa); Manziana; Ladispoli; FR: M. Viglio; Filettino; M. Aurunci; LT: Gaeta; RI: Poggio Mirteto. ABRUZZO E MOLISE. AQ: L. Vivo (M. della Meta); Coppito; Ovindoli; P.so Godi (Scanno); Fonte Romana (Maiella); CH: M. Maielletta. PUGLIA. FG: Forquet!. CALABRIA E BASILICATA. CZ: Sambiase; Buturo; CS: L. dei Due Uomini (Fagnano Castello); Cozzo del Pesco (Rossano)!; PZ: M. Viggiano. 48.135.0. 001.0 Abemus chloropterus (Panzer, 1796) CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo. GEONEMIA ITALIANA. Venezia Giulia (3). Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 69 ECOLOGIA. Submontano, silvicolo. NOTE. Luigioni cita tale entità delle Alpi Marittime (Sospel, in territorio politicamente francese) e di Bolzano; quest’ultima segnalazione è ripresa anche da Porta. Entrambe queste località sembrano oggi assai improbabili, ma non si può escludere, trattandosi di una specie di difficile cattura e ad areale frammentato, che, perlomeno nella prima località, essa sia davvero presente. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Banne; Grozzana; V. Rosandra. 48.136.0. 001.0 Platydracus chalcocephalus (Fabricius, 1801) CAT. COROLOGICA. Centroeuropeo. GEONEMIA ITALIANA. Venezia Giulia (1). ECOLOGIA. Eurizonale, silvicolo, saprofilo. NOTE. Le segnalazioni di questa specie per altre regioni (Piemonte, Emilia, Umbria) sono certamente dovute a confusione con specie simili; si tratta infatti di un taxon a gravi- tazione più orientale che penetra nella regione fisica italiana in modo estremamente marginale nell’entroterra di Trieste (classico distretto faunistico “di confine”). FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Villa Opicina; Percedol. 48.136.0. 002.0 Platydracus flavopunctatus (Latreille, 1804) CATEGORIA COROLOGICA. S-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (60). ECOLOGIA. Eurizonale, saprofilo (soprattutto coprofilo). NOTE. Luigioni e Porta segnalano questa specie anche della Sardegna, ma personal- mente non ho mai visto esemplari di alcuna specie di Platydracus raccolti in Sardegna o Sicilia; viene quindi confermata la assenza, notata da Newton (1996), di questo genere dalle aree non continentali. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Sacra S. Michele; AL: Mongiardino (Ovada); CN; Pezzolo V. Uzzone; Alta V. Tanaro; Limone Piem.; Ponte Nava; Acceglio. LIGURIA. GE: Genova; Borzoli; Casella; SV: Borgio Verezzi. LOMBARDIA. BS: Brescia; PV: Oriolo. TRENTINO ALTO ADIGE. TN: Avio; BZ: Bozen (Bolzano) (1). VENETO. TV: Segusino; VR: Verona; M. Baldo; Torri Benaco. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Duino; Opicina; Basovizza; Sistiana; Malchina; PN: Tramonti di Sopra; UD: Paluzza. EMILIA ROMAGNA. BO: Paderno; FO: Premilcuore!; Campigna; PC: Bobbio!; Ferriere; PR: Casanova (Bardi); RA: Brisighella. TOSCANA. FI: M. Morello; Sesto Fiorentino; Marradi; Badia della Valle (Marradi); AR: P.so dei Man- drioli; GR: Alberese; Torre di Collelungo; LI: Antignano. MARCHE E UMBRIA. MC: Cingoli; Castelsantangelo sul Nera; PS: Apecchio; M. Petrano; PG: Perugia; Gubbio; Lippiano (Città di Castello); Gubbio; TR: Polino. LAZIO. RM: Monti della Tolfa; Roccagiovine; Riofreddo; Arsoli; Gerano; Sasso (staz. Furbara); Percile; Palombara Sabina; RI: Rieti; Poggio Mirteto. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Raiano; Campo Imperatore; V. del Vasto (Gran Sasso); M. della Meta; Pratola Peligna; Fonte Romana (Maiella); PE: Popoli. 70 PILON CALABRIA E BASILICATA. CS: Colloreto (Pollino). 48.136.0. 003.0 Platydracus fulvipes (Scopoli, 1763) CATEGORIA COROLOGICA. Sibirico-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (147). ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-2000 m), euritopo, igrofilo, tendenzialmente silvicolo. NOTE. Questa specie è diffusa probabilmente in tutta l’Italia continentale e la sua minore frequenza al Sud è dovuta forse solo alla rarefazione, in tali regioni, degli ambienti umidi da essa scelti come habitat. PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: Collina di Torino; Parco La Mandria (Venaria); Bardonecchia; Bor- gofranco d’Ivrea; CN: Fossano; Montaldo di Mondovì!; Certosa Pesio; Terme di Valdieri; Palanfrè; Crissolo; Pian del Re; Alta V. Grana; NO: Fontaneto d’ Agogna; Cravegna (Baceno)!; VC: Colle della Vecchia (Piedicavallo); V. Chiobbia (V. Cervo); Oropa; M. Barone; Sostegno; Pray!; Varallo; Camper- togno; AO: Campo Laris (Champorcher); Brusson; Champoluc; Courmayeur; Val Ferret; La Thuile!; Entreves; Valsavarenche; Cogne. LIGURIA. SV: Calizzano; IM: Piaggia (Monesi); P.so Ghimbegna (Ceriana)!. LOMBARDIA MI: Milano (Baggio); Correzzana; Monza; Bernate Ticino!; Castelletto di Cuggiono!; BG: Celana!; Albino; Valcava; V. di Scalve; V. Brembana; S. Pellegrino; Torbiere L. d'Iseo; Endine Gaiano!; Presolana; BS: Colle S. Eusebio!; Cortine (Nave)!; V. Saviore; Lugana; CO: Valmorea!; Albate; Brivio; M. Grigna; M. Resegone; Ballabio Sup.; Montemezzo!; PV: Pavia (Bosco G. Negri!); Vigevano; SO: Albaredo; Tartano!; Villa di Tirano!; Arigna; Bodengo!; V. Codera; VA: Ceriano Laghetto!; Cittiglio; Venegono; Mercallo. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Klobenstein (Collalbo) (1); Brixen (Bressanone) (1); Marling (Marlengo) (1); Trafoi (1); TN: Madonna di Campiglio; Loppio; V. Ampola; P.so Tremalzo (V. Ampola); Arco; Malga Mare (Pejo); Sagron; P.so di Cereda; S. Leonardo (Avio) (4); Le Grave (Civezzano); L. Pudro (Vigalzano); L. di Caldonazzo (Inghiaie, S. Cristoforo); Laghestel (Pinè). VENETO. VE: Marghera; S. Giuliano; Punta Sabbioni; BL: Belluno; Longarone; Cortina; Vigo di Cadore; Laggio di Cadore; Lorenzago; VI: Monteviale; VR: Sona; Nogara; Vajo di Squaranto; Vallese. FRIULI VENEZIA GIULIA GO: Monfalcone; foce F. Timavo; UD: P.so di Tanamea; Musi!; Carnia Piani; Peonis; Paularo; Belvedere di Grado. EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Minerbio; FE: Filo; Voltana; Bosco Panfilia (S. Agostino); MO: Spilamberto; Vignola; PC: Sarmato!; RA: Ravenna; Cotignola; Pineta S. Vitale; Faenza. TOSCANA. FI: Firenze; Sesto Fiorentino; Signa; AR: Montegonzi!; Anghiari; Camaldoli; GR: Massa Marittima; M. Amiata; Arcidosso; Tombolo (Orbetello); LI: Vicarello; PI: Marina di Pisa; PT: Abetone; SI: Siena. MARCHE E UMBRIA. AN: Senigallia; Portonovo; AP: Grottammare; PG: Perugia; Foligno; Bevagna; Lippiano (Città di Castello). LAZIO. RM: Roma (Montesacro; Acquacetosa; E.U.R.; Tomba di Nerone); Acilia; Maccarese; Percile; Palombara Sabina; LT: L. di Fondi; dint. Norma. ABRUZZO E MILISE. AQ: Pratola Peligna; PE: Popoli; Montesilvano Marina. PUGLIA. TA: foce F. Lato. CALABRIA E BASILICATA. MT: Bosco Pantano (Policoro). 48.136.0. 004.0 Platydracus latebricola (Gravenhorst, 1806) Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani Al CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia sett. e cent. (19). ECOLOGIA. Submontano e montano, xerofilo, mirmecofilo. NOTE. La presenza di questa entità nell’Italia centromeridionale era finora dubbia; una recente cattura in Abruzzo, unita ad un esemplare etichettato “Apennin Mittel-Italien” pre- sente nelle collezioni del Museo di Vienna, mi fanno ritenere che essa (sempre rara e di difficile cattura) sia effettivamente diffusa nell’ Appennino centrale e, forse, anche meridio- nale. PIEMONTE E VAL D'AOSTA. NO: Fontaneto d’Agogna; Malesco; Cravegna (Baceno)!. LOMBARDIA. BG: Ardesio; PV: M. Pietra Corva (Romagnese)!; SO: Torre S. Maria!. VENETO. BL: Cansiglio. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Sigmundskron (Castel Firmiano) (1); Margreid (Magrè); Sarntal (V. Sa- rentina) (1); Brixen (Bressanone) (1); Vahrn (Varna) (1); Meran (Merano) (1); Trafoi (1); TN: Bella- monte (2). FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Contovello; GO; M. Sabotino. EMILIA ROMAGNA. PC: Travo!; Trebecco!. Abruzzo e Molise. AQ: Pratola Peligna. 48.136.0. 005.0 Platydracus stercorarius (Olivier, 1794) CATEGORIA COROLOGICA. Turanico-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (183). ECOLOGIA. Eurizonale (0-2000 m), praticolo, xerofilo. NOTE. La forma nominale di tale specie è presente solo in alcune parti della regione alpina, più di frequente in prossimità dello spartiacque, mentre in tutto il resto del paese vive la ssp. fuscofemoratus (G. Müller, 1923), caratterizzata dal colore nero (invece che rossiccio) dei femori. Nelle Alpi sono presenti anche esemplari che possono essere considerati forme di transizione fra le due razze. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: dint. Torino; Ceres; Casana Alta!; V. Argentiera (Sauze di Cesana)!; Bardonecchia; Sauze d’Oulx; Ceresole Reale; Pian della Mussa (Balme); Andrate; Brosso; Borgofranco d'Ivrea; Lombardore; AL: Tortona; Voltaggio; CN: Terme di Valdieri; S. Giacomo Entracque; Palanfrè; Certosa Pesio; V. Germanasca; Colle della Maddalena; Crissolo; NO: Macugnaga; L. Antillone (V. Formazza); P.so S. Giacomo; VC: Biella!; Oropa; L. della Vecchia (Oropa); Alta V. Cervo; V. Chiobbia (V. Cervo); Tavigliano; V. Sessera; M. Barone; Varallo; Alagna; AO: Gressoney la Trinité; L. Gabiet (Gressoney); Breuil; Fiery (Ayas); Champoluc; Etroubles!; V. di Rhemes; V. Cogne; La Thuile!; Cour- mayeur; V. Ferret. LIGURIA GE: Genova; Sant. Vittoria; Fontanegli; Savignone; Torriglia; S. Stefano d’Aveto; IM: Bor- gomaro; Triora; SP: Ameglia; SV: Varazze; M. Beigua. LOMBARDIA. MI: Milano; Monza; BG: Solto Collina; BS: Brescia!; Gussago; M. Orfano (Rovato)!; Paitone; Collio; Pisogne; Altopiano di Cariadeghe (Serle); CO: Cascina Bracchi (Casatenovo); Caglio!; Calco; CR: Cremona!; PV: Rocca dei Giorgi!; Voghera!; Menconico; VA: Cavagnano; Cadegliano; Vergiate; SO: Delebio; Tagliate (Cosio); Albaredo; V. Livrio; Lanzada; Chiareggio; Alpe Campescio (Lanzada); S. Caterina Valfurva; V. Codera (Piazzo; Revelaso). TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Auer (Ora) (1); Kollfuschg (Colfosco); Jenesien (S. Genesio); Kematen am Ritten (Caminata di Renon) (1); Sarnthein (Sarentino)!; Aferer Tal (V. di Eores); Grimm Joch (P.so di Oclini) (1); Brixen (Bressanone) (1); Sand in Taufers (Campo Tures); Niederdorf (Villabassa); Toblach (Dobbiaco); Spronsertal, Meran (V. di Sopranes, Merano) (1); Zirogalm, Brenner (Malga Zirago, Bren- 70) PILON nero) (1); St. Jakob Pfitschertal (S. Giacomo di Vizze); Matschertal (V. di Mazia); Sulden (Solda); Trafoi (1); St. Ulrich (Ortisei); TN: V. Genova; Madonna di Campiglio; Concei!; V. Ampola; Ruffré; Cavareno; Malga Mare (Pejo); Termenago (V. di Sole); L. di Caldonazzo (Inghiaie, S. Cristoforo); Laghestel (Pinè); Levico; Strigno; Sagron; L. Lagorai; Moena; P.so di Lavazè (1). VENETO. VE: Mestre; BL: Belluno; Cansiglio; S. Donato (Lamon); Cortina; PD: Piazzola sul Brenta; TV: Treviso; VI: Casotto; Valdagno; VR: Verona (Bertacchina; Cancello; Avesa); Montorio; Domeglia- ra; Grezzana; Negrar; Villafranca; Cima Telegrafo (M. Baldo); Malcesine; Selva di Progno. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Sistiana; PN: Casarsa; UD: Premariacco; Paularo!; Piano d’ Arta; Tarvisio; L. di Cavazzo; M. Musi. EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Marzabotto; L. di Brasimone; FO: Premilcuore!; Campigna; La Lama; MO: Spilamberto; PC: Sarmato!; Borgonovo Val Tidone!; Travo!; RA: Pineta di Classe. TOSCANA. FI: Firenze; M. Senario; Marradi; M. Faggiola; Vallombrosa; AR: Alpe della Luna; Camal- doli; GR: P.ta Alberese; PT: Piastre. MARCHE E UMBRIA. MC: Bolognola; M. Sibillini (sorgenti Fergno; Pian Perduto); Porto Recanati; PS: Pesaro; M. Nerone!; Urbino!; PG: Sigillo; Lippiano (Città di Castello); Valtopina. LAZIO. RM: Roma; Acilia; Maccarese; Marino; Albano; Palombara Sabina; Roccagiovine; Riofreddo; Bracciano; FR: M. Scalambra; LT: Cisterna; Monte S. Biagio; RI: M. Terminillo. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Campo Imperatore; M. Greco; M. Sirente; M. Morrone; Pescasseroli; Castel di Sangro; M. Godi; Campo di Giove; Maiella (Fonte Romana; P.so S. Leonardo; Blockhaus); Ovindoli; V. Fondillo; Cerchio; CB: M. Miletto; Campitello Matese. CALABRIA E BASILICATA. RC: Serra S. Bruno; PZ: Pollino. 48.137.0. 001.0 Dinothenarus flavocephalus (Goeze, 1777) CATEGORIA COROLOGICA. S-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (a sud del Po), Sicilia (49). ECOLOGIA. Eurizonale, saprofilo (soprattutto coprofilo); preda Scarabeidi, soprattutto del gen. Onthophagus. NOTE. E possibile, come affermano Luigioni e Porta, che la specie sia presente anche in Sardegna, isola di cui non ho però mai visto esemplari. PIEMONTE. AL: Ovada. LIGURIA. GE: Genova; Marassi; Sturla; M. Fasce; M. Aiona (Rezzoaglio); Portofino; IM: S. Remo; SV: Savona; M. S. Giorgio; M. Beigua; Alpicella. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste. EMILIA ROMAGNA BO: Castel S. Pietro!; FO: Collinello. TOSCANA. FI: Firenze; M. Morello; Fiesole; S. Margherita; GR: Alberese; LU: Bagni di Lucca. MARCHE E UMBRIA. MC: Cingoli; PG: Lippiano (Città di Castello). LAZIO. RM: Roma (Villa Borghese; Acquacetosa); Acilia; Lunghezza; Grottaferrata; Tuscolo (Colli Albani); M. Cavo (Colli Albani); Albano; Marino; Tivoli; Sasso (staz. Furbara); Manziana; Palombara Sabina; LT: Formia; Bassiano; M. Lepini (M. Lupone; M. Semprevisa); VT: Bassano (Sutri); S. Martino al Cimino. ABRUZZO E MOLISE. CH: Rif. Pomilio (Maiella). CAMPANIA. SA: Vallo della Lucania. PUGLIA. BA: Mellitto (Altamura). CALABRIA E BASILICATA. CZ: Sambiase; PZ: M. Vulture; Viggianello. Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 73 SICILIA PA: Ficuzza; CT: Etna; ME: Fiumara di Tono; M. Antennamare; M. Soro; Mistretta; Cesarò; TP: S. Ninfa. 48.137.0. 002.0 Dinothenarus pubescens (De Geer, 1774) CATEGORIA COROLOGICA. Sibirico-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (60). ECOLOGIA. eurizonale (0-2000 m), saprofilo (soprattutto coprofilo); preda Scarabeidi, soprattutto del gen. Aphodius. NOTE. Pur non avendone mai visto esemplari, ritengo possibile la presenza di questa specie in Sardegna; essa, infatti, oltre ad essere citata per quest'isola sia da alcuni Autori, è presente con certezza in Corsica (Cervione). PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: dint. Torino; Usseaux; Fenestrelle; AL: Tortona; Voltaggio; AO: Valtournenche; Courmayeur; V. di Rhemes. LIGURIA. GE: Fontanigorda; S. Stefano d’Aveto; SV: Cairo Montenotte. LOMBARDIA. MI: Milano; Sesto S. Giovanni; BS: Cislano (Marone); SO: Poira!; Civo; Bormio; Pra- daccio (V. Zebrù). TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Sigmundskron, Bozen (Castel Firmiano, Bolzano) (1); Ritten (Renon) (1); Sarntal (V. Sarentina) (1); Deutschnofen (Nova Ponente) (1); Gampen Joch (P.so di Palade) (1); Brixen (Bressanone) (1); Sterzing (Vipiteno) (1); Sand in Taufers (Campo Tures); Salurn (Salorno); Wolkenstein (S. Cristina V. Gardena); Schnalstal (V. Senales)!; Laas (Lasa)!; TN: Lodrone; Avio; S. Michele all’ A- dige; Levico; Sagron; Moena; M. Roen. VENETO. BL: Cortina; Nebbiù; Vigo di Cadore; Falcade; VI: Casotto; VR: Montecchio; S. Pancrazio; Cancello; Monteforte d’ Alpone; M. Baldo. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Muggia; Sistiana; UD: V. Musi. EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; FO: Campigna; Rif. La Burraia (P.so La Calla). TOSCANA. FI Consuma; Vallombrosa. MARCHE E UMBRIA. AP: M. Sibilla; Montemonaco; PG: Forca Canapine. LAZIO. RM: ALBANO; M. AUTORE; RI: Vallemare. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Coppito; M. Portella (Gran Sasso); M. Calvo; Forca d’ Acero; TE: M. Gorzano. CALABRIA E BASILICATA. CZ: M. Gariglione; CS: Camigliatello. 48.138.0. 001.0 Parabemus fossor (Scopoli, 1773) CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo. GEONEMIA ITALIANA. Alpi, Appennino sett., Pollino (185). ECOLOGIA. Da submontano ad alpino (400-2000 m), silvicolo, xerofilo, mirmecofago (preda formiche del gen. Camponotus). NOTE. La citazione di Luigioni per la Calabria, che un tempo ritenevo erronea, mi é stata invece recentemente confermata; tuttavia Luigioni segnalava la specie della Sila, mentre possiedo dati certi solo per il Pollino. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Colle della Croce; Usseaux; Oulx; Cesana Alta!; V. Argentiera (Sauze di Cesana)!; Sestriere!; Moncenisio; Colle dell’ Assietta; Colle delle Finestre; Fenestrelle; Laval (V. Troncea); Coazze; M. Musinè (Caselette); M. Lera (Givoletto); Noasca; Ceresole Reale; Malciaussià; Forno Alpi Graie; Colle della Chiarmetta (Viù); Ronco Canavese; Campiglia Soana; Prali; Andrate; AL: Caldirola!; Figino (Albera Lig.); CN: Palanfrè; Garessio; Valcasotto!; Col di Tenda; Bric Costa Rossa; S. Giacomo d’Entracque; Vallone Trinità (Entracque); Certosia di Pesio; Monviso; Crissolo; NO: Ar- 74 PILON meno; M. Zeda; Premeno; Campello (V. Strona); Anzino!; Macugnaga; S. Domenico di Varzo; Varzo!; S. Maria Maggiore; V. Formazza; VC: Biella; Piedicavallo; Oropa!; Trivero; M. Marca; Bocc. di Sessera!; Bielmonte; M. Barone; Varallo; Breia; Campertogno; Rassa; Riva Valdobbia!; Alagna; Val Sermenza; Fobello; Cervatto; AO: Gaby!; Gressoney la Trinité; Brusson; Champoluc; Valtournenche; Ollomont; Courmayeur; V. Ferret; Cogne; Valnontey; Valsavarenche; La Thuile; Colle Picc. S. Bernar- do; LIGURIA. GE: M. Aiona (Rezzoaglio); M. Montarlone (Fontanigorda); M. Penna; M. Antola; IM: M. Saccarello; Mendatica; M. Bignone; SV: M. Beigua. LOMBARDIA. BG: Gorno; Valpiana; Cornalba; Roncobello; Costa Serina; M. Sovere; Schilpario; P.so Presolana; BS: V. Saviore; Paghera (Ceto)!; Cecino; Cevo; Vezza d’Oglio; V. d’Avio (Temù); Zoanno; P.so Tonale; CO: Brunate; Campione; M. Generoso; M. S. Primo; Sormano!; Porcida (Gera Lario); M. Grigna Sett.; M. Grigna Mer.!; PV: P.so Giovà!; SO: Delebio; Roncaglia; V. Gerola (Gerola; Arzo; Bema; Rasura; Alpe Culino; Alpe Olano; Tagliate); Albaredo; V. Livrio; Bagni del Masino!; Alpe Campelli (Albosaggia); M. Vespolo; Ligari; Caiolo; L. Colina (Postalesio); Chiesa Valmalenco!; V. Scerscen (Lanzada); Chiareggio; Sondalo; V. Grosina!; V. Fontana; Arigna; Lovero; L. di Belviso; Isolaccia; Stelvio; V. Codera (Codera Alta; Piazzo); Pianazzo; L. Truzzo; Bodengo!; V. Forcola (Me- narola)!; Borgonuovo (Piuro)!; VA: Ghirla; Campo dei Fiori; Orino; Rasa!; Boarezzo!. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Glaning (Cologna) (1); Oberbozen (Soprabolzano) (1); Ritten (Renon); Brixen (Bressanone) (1); Sand in Taufers (Campo Tures); Stein Pfitscher Tal (Sasso Val di Vizze); Matschertal (V. di Mazia); Maiern Ridnauntal (Masseria V. Ridanna)!; Sarntal (V. Sarentina); Plan (V. Gardena); St. Ulrich (Ortisei); Meran (Merano); Passeier (V. Passiria) (1); Prags (Braies); Altprags (Braies Vecchia) (1); Tils (Tiles); Gfrill (Tisens) (Caprile, Tesimo); Bruneck (Bruni- co); Weissenstein (Pietralba) (1); TN: M. Panarotta; M. Bondone; Cavareno; Ruffrè; Smarano; Andalo; Pejo; Pellizzano; V. di Genova; Madonna di Campiglio; Pinzolo; Carisolo; V. Ampola; Concei!; M. Rima; Vallarsa; Baselga di Pinè; Le Grave (Civezzano); Echen (Folgaria); Cembra; Ziano di Fiemme (2); Vetriolo; Lavarone; M. Gronlait; Pasubio; Valfredda (Ala) (4); La Sega (Ala). VENETO. BL: M. Pavione; M. Avena; Vigo di Cadore; P.so Mauria; Auronzo; Rocca Pietore; Caviola; Cansiglio; Pocol; Col Visentin; TV: M. Grappa; VI: Rotzo; M. Zebio (Altopiano di Asiago); VR: M. Baldo (Cavallo di Novezza; Rif. Novezzina; Bocca di Navene; S. Valentino); V. di Rivolto (Lessini); Giazza. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Aquilinia; PN: For. del Prescudin; UD: Forni di Sopra; Forni di Sotto; L. di Cavazzo; M. Musi; Piano d’ Arta; Attimis; Paularo!; Tribil Inferiore; Pontebba; Valbruna; Savogna; M. Mataiur. EMILIA ROMAGNA. BO: L. di Brasimone; FO: M. Falco; MO: M. Libro Aperto; M. Cimone; PC: Bivio S. Barbara (Coli)!. TOSCANA. LU: M. Sumbra; Foce Mosceta (Stazzema); PT: Abetone; V. Sestaione. CALABRIA E BASILICATA. PZ: Pollino (Cugno d’Acero; Santuario). 48.139.0. 001.0 Staphylinus caesareus Cederhjelm, 1798 CATEGORIA COROLOGICA. Europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia sett. e cent. (153). ECOLOGIA. Da submontano a subalpino (300-1800 m), praticolo. NOTE. Porta cita la specie di tutta Italia, sicuramente per confusione con quella se- guente. La segnalazione di Policoro (Angelini e Montemurro, 1984) mi sembra fortemente sospetta, avendo visto personalmente da quelle zone solo esemplari dell’affine S. dimidiati- cornis, della cui presenza a Policoro non si fa invece menzione nel medesimo lavoro. Con- Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 75 trariamente a quanto riportato in molti testi, anche divulgativi, S. caesareus non è in alcun modo legato a sostanze in decomposizione, come d’altra parte nessuna specie di questo genere in Italia. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Torino; Pianezza; Bardonecchia; Laux; Fenestrelle; CN: Borgo S. Dalmazzo; Viozene; Garessio; Alta V. Grana; NO: Macugnaga; V. Cairasca; Antillone (V. Formazza); M. Mottarone; M. Zeda; VC: Tavagliano; Andorno; Oropa; Piode; Campertogno; Riva Valdobbia; Alagna; AO: Gressoney; Valtournenche; Fiernaz!; Brusson; Aymavilles; Ollomont; Courmayeur; Prè S. Didier; Entreves; Valgrisenche; Cogne; Valnontey; LIGURIA GE; Genova; P.so del Turchino; P.so del Faiallo; M. Aiona (Rezzoaglio); IM: Cosio d’ Arroscia; Nava; SV: M. Beigua. LOMBARDIA. MI: Villasanta; BG: Bergamo; Clanezzo; S. Pellegrino; Carona; Schilpario; Ornica; Gorno; Clusone; BS: Brescia; Botticino; Barghe; Pisogne; Vezza d’Oglio; Ponte di Legno; Zoanno; P.so Tonale; CO: Como; Camerlata; Valmorea!; Montorfano; Ballabio Inf.; Ballabio Sup.; M. Resegone; Asso; Montalto (Montemezzo)!; SO: Arzo (Morbegno); Bagni del Masino; M. Vespolo; Chiesa Valmalenco; Primolo; Chiareggio; Aprica; Lovero; Sondalo; V. Grosina!; V. Fontana; M. Palabione; Isolaccia; Bor- mio; S. Nicolò Valf.; S. Caterina Valf.; M. Padrio; V. Codera; Borgonuovo (Piuro)!; VA: Campo dei Fiori; Gaggiolo. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano); Brixen (Bressanone) (1); Tils (Tiles); Bruneck (Brunico); Kematen Pfitschertal (Caminata V. di Vizze); Schluderns (Sluderno); Matschertal (V. di Mazie); St. Ulrich (Ortisei); Taufers im Münstertal (Tubre); Gossensass (Colle Isarco); Wolkenstein in G. (Selva Gardena); St. Christina in G. (S. Cristina Valgardena)!; Altprags (Braies Vecchia) (1); Niederdorf (Villabassa); Toblach (Dobbiaco); Sand in Taufers (Campo Tures); Kasern Ahrntal (Casere V. Aurina); TN: Trento; Ala; S. Michele all’ Adige; Brentonico; Pellizzano; Fucine; Cavareno; Smarano; Lodrone; V. Ampola; V. Genova; Madonna di Campiglio; Lardaro; Cavalese; P.so Cereda; Levico; Sagron; Castel- nuovo; Canazei; Moena; Cima Carega (Lessini). VENETO. BL: Cortina; P.so Falzarego; Agordo; Laggio; Sappada; S. Stefano di Cadore; Auronzo; Lo- renzago; Falcade; Vigo di Cadore; Rocca Pietore; Cansiglio; Longarone; V. Visdende; TV: Ponzano; M. Grappa; VI: Arsiero!; Rosà; M. Pasubio; M. Zebio; Fongara; Cesuna; Asiago; VR: Verona; Avesa; Giazza; Fumane; Campofontana; M. Tenda (Negrar); Roverè; Pian delle Fugazze; M. Baldo (M. Altis- simo; Bocca di Navene; S. Valentino; La Colma). FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Sistiana; GO: Isola Morosini; UD: Forni Avoltri; Ligosullo; Paularo; Piano d’Arta; Paluzza; Valbruna; V. Musi; Ravascletto; M. Mataiur; Tarvisio; Riofreddo; Cividale del Friuli. EMILIA ROMAGNA. BO: L. di Brasimone; PC: Bivio S. Barbara (Coli)!; RA: Brisighella. TOSCANA. FI: Marradi; Casaglia; AR: Alpe della Luna; LU: Foce Mosceta (Stazzema); PT: Cutigliano. MARCHE E UMBRIA. MC: Camerino. LAZIO. RM: Palombara Sabina. ABRUZZO E MOLISE TE: Pietracamela. 48.139.0. 002.0 Staphylinus dimidiaticornis Gemminger, 1851 CATEGORIA COROLOGICA. Europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale, Sicilia (149). ECOLOGIA. Da planiziale a subalpino (0-1800 m), praticolo. NOTE. Luigioni e Porta citano la specie anche della Sardegna, ma non ho mai visto alcun ex di Staphylinus dell’isola; ne ho però visto un ex della Corsica (Cervione). Le ultime due specie trattate manifestano le stesse esigenze ecologiche e in molte località del Nord sono reperibili assieme nei medesimi biotopi; tuttavia S. dimidiaticornis sembra essere più xero- 16 PILON resistente ed é infatti rinvenibile anche in pianura (seppur localizzato e raro), oltre ad essere, fra i due, l’unico presente in gran parte delle regioni centromeridionali. PIEMONTE E VAL D’AosTA. TO: Parco La Mandria (Venaria); Valprato Soana; Campiglia Soana; Ivrea; AL: Ovada; CN: Alta V. Po; Limone Piem.; V. Pesio; Garessio; Ponte Nava; NO: Castiglione!; Macu- gnaga; Malesco; Premia!; Baceno!; V. Cairasca; Fontaneto d’ Agogna; Galliate; VC; Sagliano; Biella; Oropa; Scopello!; Campertogno; AO: Valtournenche; Fiernaz!. LIGURIA. GE: Genova; Fontanegli; Molassana; Casella; M. Antola; IM: Nava; SP: Ameglia; Sarzana; SV: Bardineto. LOMBARDIA. MI: Milano (Monluè); Segrate; Besana Brianza; BG: V. Brembana; P.so del Vivione; Schilpario; BS; Brescia; Cividate Camuno; Altopiano di Cariadeghe (Serle); Edolo; CO: Barzio; Lam- brugo; Merone; Lanzo d’Intelvi; PV: Pavia; Ruino; M. Pietra Corva (Romagnese)!; SO: Sondrio (Città; Castellina; Castel Grumello); Cosio; Tagliate (Cosio); Morbegno; Talamona!; Filorera; V. di Mello; Colorina; Ardenno; Faedo; Triangia; Chiesa Valmalenco; Somaggia; Borgonuovo (Piuro)!; VA: Rasa!; Laveno. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Brixen (Bressanone) (1); Sterzing (Vipiteno) (1); Gossensass (Colle Isarco); St. Ulrich (Ortisei); Sand in Taufers (Campo Tures); TN: Pellizzano; S. Michele all’ Adige; L. di Cei; Fucine; V. Genova; Loppio; Folgaria; L. Pudro (Vigalzano); Levico; Mezzano; Sagron. VENETO. BL: Cortina; Vigo di Cadore; Agordo; Pecol (V. di Zoldo); C.ma Pramper (V. di Zoldo)!; Cansiglio; Feltre; Schievenin; PD: Piazzola sul Brenta; VI: Monteviale; Chiampo; Valdagno. FRIULI VENEZIA GIULIA. GO: Monfalcone; Doberdò; PN: Campone; UD: Ligosullo; Forni di Sopra. EMILIA ROMAGNA. MO: Palagano; PC: Ferriere; Cerignale; Trebecco!; Bivio S. Barbara (Coli)!; PR: Compiano!; RA: Ravenna; Pineta di S. Vitale. TOSCANA. FI: Firenze; Campi Bisenzio; Marradi; Badia della Valle (Marradi); Vallombrosa; AR: An- ghiari; Camaldoli; GR: Follonica; M. Amiata; LI: Livorno; S. Vincenzo!; PI: dint. Pisa; S. Rossore!; PT: Pistoia; Padule di Fucecchio. MARCHE E UMBRIA. AN: Senigallia; MC: Macerata; PG: Perugia; S. Sebastiano (Foligno); Lippiano (Città di Castello); Perrano (Nocera). LAZIO. RM: Roma (Tor di Quinto; Ponte Galeria; Prima Porta; Farnesina; Villa Ada); Acilia; Maccarese; Zagarolo; Rota (M. della Tolfa); Sasso (staz. Furbara); Nazzano; Percile; Palombara Sabina; LT: M. della Difesa (M. Lepini); RI: Poggio Mirteto. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Oricola; Pratola Peligna; V. del Vasto (Gran Sasso); Assergi; Roccaraso; Rocca di Cambio; Rocca di Mezzo; Pescasseroli; Castel di Sangro; Gioia dei Marsi; PE: Popoli; TE: Cima Lepri (M. della Laga); Tottea; CB: Bojano; Guardiaregia; IS: Montenero Valcocchiara. PUGLIA. TA: Foce fiume Lato. CAMPANIA. AV: Piano di Verteglia (M. Picentini). CALABRIA E BASILICATA. CZ: Sambiase; CS: L. Arvo; PZ: M. Pollino; MT: Policoro!. SICILIA. PA: Ficuzza; ME: Floresta; Biviere di Cesarò; Mistretta. 48.139.0. 003.0 Staphylinus erythropterus Linnaeus, 1758 CATEGORIA COROLOGICA. Sibirico-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia sett. (29). ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-1500 m), silvicolo, igrofilo. NOTE. In Italia si trovano sia la f. typ. che la ssp. springeri (G. Miller, 1923). Tuttavia, come dimostra bene la distribuzione geografica, credo non sia assolutamente possibile giu- Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani Er stificare la separazione a livello subspecifico di springeri. In numerose delle localitä sottoe- lencate convivono infatti esemplari della f. typ. e di detta ssp.; essa è, con tutta probabilità, solo un forma scura dominante degli ambienti bassi e palustri, in cui sono comunque presenti, in percentuale più o meno ridotta, anche esemplari tipici. Le citazioni per l’ Appennino emiliano e il Lazio di Luigioni e Porta mi sembrano estremamente improbabili. PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: M. Lera, Madonna della Neve (Givoletto); V. Chiusella; CN: Palanfre; Crissolo; VC: Oropa; Ghislarengo; AO: Aosta. LOMBARDIA. MI: Bernate Ticino!; Zelo Buon Persico (F. Adda)!; CO: Valmorea!; Albate; Moirana (Oggiono); L. di Montorfano; Lanzo d'Intelvi; PV: S. Varese (Torre d’Isola); SO: Pian della Selvetta; VA: Arcisate; Gavirate; L. di Monate!. TRENTINO ALTO ADIGE. TN: Pellizzano; Loppio; Levico; Lases; Le Grave (Civezzano); L. Pudro (Vi- galzano); S. Cristoforo (Caldonazzo); BZ: Brixen (Bressanone) (1); Kalterer See (L. di Caldaro); Meran (Merano); Vintl (Vandoies). VENETO. BL: Vincheto di Cellarda (Feltre); Lorenzago. 48.140.0. 003.0 Ocypus (Ocypus) alpestris (Erichson, 1839-40) CATEGORIA COROLOGICA. Alpino. GEONEMIA ITALIANA. Alpi orientali (54). ECOLOGIA. Da montano ad alpino (1000-2500 m), praticolo. NOTE. La distribuzione di questa specie e di quelle affini ( brevipennis, chevrolati, megalocephalus e brunnipes) è stata recentemente chiarita per il nostro paese (Pilon, 1995). I dati qui riportati sono in gran parte quelli già pubblicati, con alcune aggiunte e modifiche dovute alla verifica di località nuove. LOMBARDIA. BS: M. Campione; Cima Tombea (Valvestino). TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: M. Plose; Grödnertal (V. Gardena); Croci di Lazfons!; Rosengarten (Ca- tinaccio) (1); Niederdorf (Villabassa); Toblach (Dobbiaco); Sexten (Sesto); Fischleintal (V. Fiscalina); TN: V. Genova; M. Paganella; M. Bondone; M. Carega; Rifugio Papa (Pasubio)!; Sagron; Rif. Cant del Gal (Fiera di Prim.); Vigo di Fassa; V. del Vaiolet (V. di Fassa); Lagorai (P.so Portella; P.so Manghen!; L. Erdemolo!); P.so S. Pellegrino; Cimon Rava (Valsugana); P.so Rolle; Capanna Segantini. VENETO. BL: M. Pavione; Cansiglio (V. di Piera; V. Seraie); M. Cavallo!; L. Coldai (Alleghe); Cortina; P.so Giau; P.so Falzarego; P.so Pordoi; Vigo di Cadore; Pecol (V. di Zoldo); Calalzo; M. Cridola; Cima Sappada; M. Peralba; TV: M. Grappa!; VI: Lessini (Rif. Scalorbi; P.so di Campogrosso!); Cima Dodici!; M. Zebio; Asiago; VR: M. Baldo (Cima Posta; Cima Telegrafo; Cima Longino!; Valdritta; M. Altissimo di Nago); Lessini (Rif. Revolto; Vallone S. Giorgio); Boscochiesanuova; Giazza; Campofontana. FRIULI VENEZIA GIULIA. PN: Foresta del Prescudin; Forcella Palantina (M. Cavallo); Claut; M. Raut; UD: Collina (Wolajersee; Rif. Marinelli!); Ligosullo; Paularo; M. Mangart; M. Canin; Alto Canale di Dogna. 48.140.0. 005.0 Ocypus ( Ocypus) brevipennis (Heer, 1838-42) CATEGORIA COROLOGICA. Alpino. GEONEMIA ITALIANA. Alpi cento-orientali (43). ECOLOGIA. Da montano ad alpino (1200-2500 m), praticolo. NOTE. L’areale di questa specie sembra coincidere in buona parte con quello di O. alpestris, ma con una gravitazione leggermente più settentrionale. Essa sovrappone in parte il proprio areale a quello delle due specie “gemelle”: ad est convive sicuramente con O. 78 PILON alpestris nella regione Dolomitica (P.so Falzarego), sul M. Cavallo e probabilmente in tutta la Carnia (Collina; M. Raut); ad ovest convive con O. chevrolati nelle Alpi Orobie, ove peraltro sembrano entrambe rare e localizzate; sono comunque reperibili nelle medesime praterie al Passo di S. Simone, in alta Val Brembana. LOMBARDIA. BG: P.so di S. Simone!; M. Arera; M. Secco; BS: P.so del Maniva; SO: P.so Spluga; Montespluga!; V. Fraele; S. Caterina Valf.. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Ritten (Renon); Trafoi; Rif. Borletti (Ortles)!; Stein (Sasso); Passeirtal (V. Passiria); Schlüsseljoch, Brenner (Colle della Chiave, Brennero) (1); Pfitscher Joch (P.so di Vizze); St. Magdalena Gsies (S. Maddalena Casies)!; Kasern Ahrntal (Casere V. Aurina); Niederdorf (Villabassa); Antholzersee (L. di Anterselva); M. Plose; Peitler Kofel (Sass de Putia) (1); Kronplatz (Plan de Corones) (1); Grubbachspitze (M. Gruppo) (1); Wolkenstein (Selva Gardena); Grôdner Joch (P.so Gardena); Rosengarten (Catinaccio) (1); Schluderbach (Carbonin); Sand in Taufers (Campo Tures); Rain in Taufers (Riva di Tures); Karersee (Carezza); Fischleintal (V. Fiscalina); TN: Rif. Panarotta (Vetriolo); P.so Lavazè. | VENETO. BL: P.so Falzarego; Vigo di Cadore; Malga Ciapela; VI: Fongara. FRIULI VENEZIA GIULIA. PN: M. Cavallo; M. Raut; UD: Sella Nevea; Altop. del Montasio; M. Canin; Paularo; Forni di Sopra; Collina; M. Coglians. 48.140.0. 006.0 Ocypus ( Ocypus) brunnipes (Fabricius, 1781) CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo (introdotto in Nord America). GEONEMIA ITALIANA. Italia sett. e cent. (79). ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-1400 m), silviripicolo. NOTE. Questa specie, igrofila ed a gravitazione piuttosto settentrionale, presenta alcune interessanti stazioni montane isolate (relitti glaciali?), nella regione appenninica, in Toscana e Abruzzo. In tutto il nostro paese si trova la ssp. alpicola Er., razza debolmente caratterizzata ma costante. O. brunnipes è noto anche da resti subfossili dei dintorni di Verona, datati attorno a 19.000 anni fa (Foddai e Minelli, 1994). PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: Torino (Sassi); Leinì; AL: Tortona; Cassine sul Bormida; CN: dint. Cuneo; Borgo S. Dalmazzo; NO: Fontaneto d’ Agogna; Lesa; VC: Albano Vercellese; Crescentino; AO: Pré S. Didier; Entreves; La Thuile. LOMBARDIA. MI: Milano; Buccinasco; Monza; Besana Brianza; Abbiategrasso; Bernate Ticino!; Ro- becco s. N.!; Turbigo; Zelo Buon Persico!; Paullo; BG: Schilpario; BS: Pisogne; CO: Como; Albate; Valmorea!; Pusiano; L. di Sartirana (Merate); Pescate; Colico; Piano di Spagna (Gera L.); CR: Cremona!; Rivolta d’ Adda; MN: Cerese; Castellaro Lagusello; PV: Pavia (Bosco G. Negri)!; S. Varese (Torre d’Isola); Bereguardo!; Villareale (Cassolnovo); SO: Cermeledo (Morbegno); Castellina; Sassella; Faedo; S. Giacomo di Teglio!; VA: L. di Varese; L. di Comabbio!; Viggiù!; Vizzola Ticino. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Sigmundskron (Castel Firmiano) (1); Meran (Merano) (1); Lichtenberg (Montechiaro)!; TN: Avio; Loppio; Borghetto; Tuenno; L. di Idro; Cembra. VENETO. BL: Feltre; Foen; Villabruna; RO: foce Adige!; TV: Follina; VR: S. Giovanni Lupatoto; Oppeano; Mazzantica; Vallese; Bovolone; Sona; Custoza; S. Floriano; Pellegrina (Erbè). FRIULI VENEZIA GIULIA. GO: Monfalcone; Doberdò; UD: Carnia Piani; Zuglio. EMILIA ROMAGNA. FE: Filo; Bosco Mesola; FO: Cesena; PC: Sarmato!; PR: Parco Fluviale Stirone!; RA: Pineta di S. Vitale. TOSCANA. AR: P.so La Calla. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Gran Sasso; TE: M. Gorzano. Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 79 48.140.0. 007.0 Ocypus ( Ocypus) chevrolati (Baudi, 1848) CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo. GEONEMIA ITALIANA. Alpi centro-occidentali (35). ECOLOGIA. Da montano ad alpino (900-2500 m), praticolo e silvicolo. NOTE. E molto difficile ricostruire in modo preciso la distribuzione di questa specie sia in Italia che nel resto del suo areale (che si trova prevalentemente in Francia). Fino ad ora si riteneva che esistessero due nuclei principali, disgiunti, situati nelle Alpi piemontesi e nel Trentino occidentale, ma, grazie a ricerche recenti, fra queste due regioni si sono trovate diverse stazioni che sembrerebbero portare ad un congiungimento completo del suo areale nel versante sud delle Alpi. Di sicuro, comunque, questo Stafilinide sembra essere comune e facilmente catturabile solo nelle Alpi occidentali e nel Trentino occidentale. Si tratta di una specie notevolmente variabile sia nella morfologia esterna che in quella dell’edago e di cui sono state descritte diverse ssp., di valore discutibile, tutte estranee alla nostra fauna. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Meana; M. Albergian; Colle dell’ Assietta; Colle delle Finestre; Fene- strelle; M. Sises (Sestriere); Moncenisio; L. Malciaussià!; Balme; Pian della Mussa; Mondrone; Ceresole; Colle di Santanel (V. Soana); Campiglia Soana; CN: Crissolo; Monviso; S. Giacomo (Entracque); Colle del Mulo; Colle della Maddalena!; P.so Gardetta (Acceglio); Colle di Valcavera; Col Puriac!; Vallone Maladecia!; Sambuco; Rocca dell’ Abisso; Certosa Pesio; M. Marguareis; Colla di Casotto; NO: Macu- gnaga; VC: Varallo; Alagna; Oropa. LIGURIA. IM: Mendatica; M. Monega; Bosco di Rezzo; M. Saccarello. LOMBARDIA. BG: P.so di S. Simone!; M. Vigna Vaga; CO: Rif. Monza (Grigna); Esino Lario; SO: Alpe Culino (V. Gerola)!; VA: Campo dei Fiori!. TRENTINO ALTO ADIGE. TN: Pieve di Ledro; Madonna di Campiglio; M. Carè Alto; Rif. Bedole (V. Genova); L. di Tovel; Smarano. 48.140.0. 014.0 Ocypus ( Ocypus) italicus (Aragona, 1830) CATEGORIA COROLOGICA. Appenninico. GEONEMIA ITALIANA. Alpi Marittime, Appennini (175). ECOLOGIA. Da submontano ad alpino (200-2200 m), silvicolo. NOTE. Mentre nell’Italia settentrionale la specie appare uniforme (salvo le normali differenze in taglia e cromatismo dovute all’altitudine), nell’ Appennino centro-meridionale la situazione diventa assai ingarbugliata, essendovi presenti tre sottospecie (o presunte tali), oltre alla forma nominale. Secondo le descrizioni e i lavori successivi le tre razze (distinte esclusivamente in base a caratteri cromatici di elitre, appendici e pubescenza del corpo) dovrebbero avere la seguente distribuzione: ssp. mirtensis (G. Miiller, 1943): Umbria meri- dionale; ssp. garganicus (Fiori, 1894): Gargano e Campania; ssp. silensis (Fiori, 1894): Calabria. In realtà tutta la regione appenninica fra il Molise e il massiccio del Pollino è un complesso mosaico in cui la ssp. garganicus, la ssp. silensis, la forma nominale e forme di transizione tra queste vivono in stretto contatto o, addirittura, convivono nella medesima foresta, come accertato per diverse località dell’ Appennino Campano e Lucano (M. Vulture; M. Alburni; M. Cervaro; M. Picentini). Inoltre esemplari melanici, in tutto simili alla ssp. silensis, sono occasionalmente presenti anche molto più a nord, in Abruzzo (M. Greco), nel Lazio (Carbognano) e addirittura in Romagna (Premilcuore). Appare quindi ovvio che, per la definizione stessa di sottospecie, non è possibile considerare a livello sottospecifico popo- lazioni che sono non solo simpatriche ma addirittura sintopiche; è possibile al più parlare di 80 PILON forme o varietà (tenendo conto del valore, scarso, che questi termini hanno nella moderna sistematica), anche se esse in alcune aree raggiungono una frequenza del 100%. A questa complessa situazione concorrono certamente cause sia genetiche che ambientali, che sarebbe interessante approfondire con una maggior quantità di dati geonemici e con esperimenti di allevamento. PIEMONTE VAL D’ AOSTA. AL: Caldirola!; CN: Limone Piem.; Bric Costa Rossa; Col di Tenda; Palanfré; Rocca dell’ Abisso; Certosa di Pesio; Alta V. Tanaro; M. Mongioie. LIGURIA. GE: Ruta; Rapallo; M. Antola; M. Penna; M. Montarlone (Fontanigorda); M. Aiona (Rezzoa- glio); Crocefieschi; Vobbia!; IM: M. Saccarello!; P.so Tanarello; Nava; Mendatica; SV: M. Beigua; Col di Melogno; Cairo Montenotte!. LOMBARDIA. PV: M. Lesima; M. Penice; M. Pietra Corva (Romagnese)!; dint. Menconico!; P.so Sca- parina (V. Staffora)!; P.so Giovà!. EMILIA ROMAGNA. BO: S. Luca (Bologna); Gaibola!; Corno alle Scale; L. di Brasimone; Madonna dell’ Acero; FO: Tredozio; Premilcuore!; Campigna; Balze; MO: Sestola; Pratignano!; Pian del Falco; L. della Ninfa; L. Santo Mod.; M. Cimone; M. Libro Aperto; L. Scaffaiolo; Montecreto; Pievepelago; Piandelagotti; Montese; PC: Bivio S. Barbara (Coli)!; PR: Rigoso; RE: Alpe di Succiso. TOSCANA. FI: dint. Firenze; Fiesole; M. Senario; Ronta; Colla di Casaglia; Marradi; Badia della Valle (Marradi); M. Falterona!; Vallombrosa; AR: Arezzo; Alpe della Luna; Sintigliano (Pieve S. Stefano); Montegonzi!; Laterina; La Verna; Camaldoli; GR: Arcidosso; M. Amiata; LU: Arni; M. Forato (Apua- ne); Foce Cardeto (Apuane); S. Pellegrino in Alpe; Fornovolasco!; PT: Boscolungo; Abetone; Maresca. MARCHE E UMBRIA. AN: Genga; AP: Colle S. Marco!; M. Sibillini (L. di Pilato; sorgenti F. Tenna); M. Piselli!; MC: Bolognola; Sasso Tetto; Sarnano; Castelsantangelo sul Nera; M. Lieto; S. Ginesio; Sefro; PS: M. Nerone!; M. Catria; Cagli; Conv. Beato Sante!; PG: Perugia; S. Giustino; Lippiano (Città di Castello); Vescia; Spoleto; M. Cucco; P.so Cornello; TR: Polino. LAZIO. RM: Cerveteri; Roccagiovine; Riofreddo; Percile; Mandela; Saracinesco; M. Cavo; Marino; Velletri; Olevano Romano; M. Autore; FR: Filettino; M. Scalambra; Serra S. Antonio; M. Viglio; FR: | Paliano; Pian della Croce (Supino); LT: Cisterna; dint. Norma; M. Lepini (Cori, loc. Fontana; Campo- rosello; M. Semprevisa; V. della Fata; M. della Difesa); Monte S. Biagio; M. Aurunci (M. Faggeto; Piana di S. Onofrio); Quarto Freddo (Circeo); RI: Terminillo; Pian di Rosce (Terminillo); Vallonina; Pizzo di Sevo (M. della Laga); L. di Duchessa; Orvinio; Poggio Mirteto; Montasola; Fonte Cerro (M. Sabini); M. Pizzuto; VT: M. Cimino; Oriolo Romano; Carbognano; Bagnoregio. ABRUZZO E MOLISE. AQ: M. Palombo; M. Tranquillo; Alfedena; La Camosciara (M. della Meta); Roccaraso!; Rif. Aremogna; M. Greco!; Campo Imperatore; S. Egidio; M. La Meta; Pescocostanzo; P.so Godi (Scanno); Forca d’Acero; M. Portella; M. Sirente; Pescasseroli; M. Palombo; M. Marsicano; M. Morrone; Maiella (P.so S. Leonardo; M. Amaro; rif. Pomilio; M. Maielletta; Blockhaus); Campo di Giove; CH: stazione di Palena; Palena; Fara S. Martino; Valico Forchette; PE: Vado di Sole; V. Voltigno (Gran Sasso); TE: Prati di Tivo!; Pietracamela; CB: Campitello Matese; M. Miletto; M. La Gallinola; Sella del Perrone; IS: Roccamandolfi; Agnone; S. Pietro Avellana. PUGLIA. FG: Foresta Umbra (Gargano); S. Marco in Lamis!. CAMPANIA. AV: Acqua Vene (Pietrastornina); Campo Maggiore (Mercogliano); Piano Laceno; M. Cer- vialto; BN: M. Taburno; P.so S. Crocella; CE: Gallo Matese; SA: M. Sacro; S. Biase (Ceraso); M. Alburno; Bosco Centaurino (Sanza); Piaggine; M. Cervati. CALABRIA E BASILICATA. CZ: M. Gariglione; L. Ampollino; CS: Schiena di Rossale (Saracena); L. dei Due Uomini (Fagnano Castello); Fago del Soldato; M. Botte Donato; L. Arvo; Silvana Mansio; Cami- gliatello; S. Pietro Guarano; Grisolia; Paola (catena costiera); Serra Stella; M. Altare; RC: Gambarie; Cippo Garibaldi (Gambarie); Montalto; Molochio; S. Giorgio Morgeto; PZ: M. Cervaro; M. Vulture; Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 81 Marsico Vetere; M. Sirino; Lagonegro; Viggianello!; Pollino (Serra del Prete; Colle dell’Impiso; Duglia; Piani del Pollino; Piano Ruggio; L. dell’Erba; Santuario; Cugno dell’ Acero); MT: Accettura!; Bosco Pantano (Policoro) (3). 48.140.0. 015.0 Ocypus ( Ocypus) megalocephalus (Nordman, 1837) (= megacephalus Auct.) CATEGORIA COROLOGICA. Alpino. GEONEMIA ITALIANA. Alpi centro-orientali (58). ECOLOGIA. Da montano a subalpino (500-2000 m), silvicolo. NOTE. Secondo Luigioni, Porta e altri Autori seguenti questa entità si trova solo nelle Alpi orientali (Trentino), mentre essa è diffusa e comune anche nelle Orobie, fino alle sponde orientali del Lago di Como. LOMBARDIA. BG: Valcava; Colzate; Villa d’Ogna; Gazzaniga; Gandellino; Valpiana; Oltre il Colle; Oneta!; Conca Alben; M. Arera; Foppolo; P.so S. Simone; Ponte dell’ Acqua (Mezzoldo); Cà S. Marco; Schilpario; P.so Manina; Monasterolo; Parzanica; BS: P.so del Maniva; CO: dint. Colico; Primaluna; Rif. Brioschi (Grigna Sett.)!; Rif. Cainallo (Esino); Esino Lario; Ballabio Inf.; M. Resegone; SO: V. Livrio (La Foppa; Sasso Chiaro). TRENTINO ALTO ADIGE. TN: Pieve di Ledro; V. Ampola; Concei!; Vajo delle Cisterne (Ala); M. Carega; Rif. Papa (Pasubio)!; dint. Pergine; M. Gronlait; M. Fravort; Folgaria; P.so di Cereda; Sagron; Rif. Cant del Gal (Fiera di Prim.); P.so Manghen!; Pieve Tesino; P.so Rolle. VENETO. BL: Cima di Campo (Arsiè)!; Auronzo; Alleghe; Caprile; Malga Ciapela; Falcade; Forcelle Aurine (Gosaldo); Pecol (V. di Zoldo); P.so Duran; P.so Staulanza; Cortina; Cima Sappada; Cansiglio; VI: M. Grappa; Lessini (Rif. Scalorbi; P.so di Campogrosso!); Asiago; M. Zebio; M. Ortigara; VR: Giazza; Lessini (Rif. Revolto; Vallone Malera; M. Tomba; Bocca Gaibana). FRIULI VENEZIA GIULIA. PN: M. Cavallo; Col Nudo (Cimolais)!; M. Raut; UD: Paularo; Zuglio; Tar- cento; Riofreddo!; Pierabec!. 48.140.0. 018.0 Ocypus ( Ocypus) nero (Falderman, 1835) (= similis Fabricius, 1792 nec Herbst, 1784) CATEGORIA COROLOGICA. Europeo (introdotto in Nord America). GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (221). ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-1600 m), euriecio. NOTE. In Italia si trova solo la ssp. nominale, con ali più corte delle elitre; non ho mai visto esemplari delle varietà grigiensis (Reitter, 1917), che dovrebbe trovarsi sui Lessini. Ho visto invece degli esemplari a zampe rosse (var. ochropus G. Miiller, 1950) di alcune località di Lazio, Puglia e Campania. PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: Torino; Parco La Mandria (Venaria); Castiglione Torinese; Pianezza; Caselette; Meana; Sestriere; Monginevro; V. Chisone; Procaria; AL: Tortona; Voltaggio; NO: Fontaneto d'Agogna; Bracchio (Mergozzo)!; VC: Albano Vercellese; Greggio; Biella!; Oropa. LIGURIA. Genova (Righi); M. Fasce; Busalla; Casella; S. Fruttuoso. LOMBARDIA MI: Milano; Segrate; Monza; Limbiate; Ceriano Laghetto!; Cassano d’Adda; Zelo Buon Persico!; Vigarolo; BG: Celana!; Torre Pallavicina!; Valcava; Piario; BS: Capodiponte; Altopiano di Cariadeghe (Serle); M. Selvapiana; Borno; M. Orfano (Rovato)!; Coccaglio; CO: Cascina Bracchi (Casatenovo); Merate!; Canzo; M. Resegone; Montalto (Montemezzo); CR: Cremona!; MN: Bosco Fontana (Marmirolo); Solferino; PV: Pavia!; Villareale (Cassolnovo); Pometo!; Canevino!; Rocca dè Giorgi!; Pietragavina!; VA: Rasa!; Induno Olona; Cunardo. 22 PILON TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Sigmundskron (Castel Firmiano) (1); Brixen (Bres- sanone) (1); Bad Ratzes (Bagni di Razzes) (1); Kreuzjoch (Giogo della Croce) (1); TN: Avio; Pomarolo; Nomi; Loppio; Lodrone; Vigalzano; S. Cristoforo (L. Caldonazzo); Caldonazzo; Levico; M. Agaro. VENETO. VE: Punta Sabbioni; Marcon; BL: Feltre; Nevegal!; Cansiglio; P.so Giau; Vigo di Cadore; Falcade; V. di Zoldo; L. Coldai (Alleghe); M. Cavallo!; PD: Padova; Abano; Teolo; Battaglia Terme; Pozzonovo; Piazzola sul Brenta; TV: Treviso; Ponzano; Lovadina; Montello; Follina; M. Grappa; VI: Valdagno; Monteviale; Barbarano; Asiago; VR: Verona; Avesa!; Cancello; Cerea; Sona; Cà d’Oppi (Oppeano); Albaredo d’ Adige; Grezzana; Montecchio; Monteforte d’Alpone; Rivoli; Roverè; Giazza; Valdiporro; P.so Fittanze; Torri Benaco. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Banne; Sistiana; Duino; Slivia; GO: S. Martino del Carso; Do- berdò; PN: M. Cavallo; For. del Prescudin; Polcenigo; M. Raut; Clauzetto!; M. Ciaurlec!; UD: Attimis; Carnia Piani; Peonis; Collina; Ampezzo; Arta Terme; Paularo; Paluzza; Valbruna; Musi!; M. Chiampon; Riofreddo!; M. Mataiur. EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Anzola!; L. di Brasimone; FE: Ferrara; FO: Forlì; Tredozio; Rimini; PC: Piacenza; Travo!; Sarmato!; Coli!; S. Protaso (Fiorenzuola); RA: Ravenna; Brisighella; RE: Castel- nuovo nè Monti. TOSCANA. FI: Firenze; M. Morello; Sesto Fiorentino; Fucecchio; Marradi; Badia della Valle (Marradi); AR: Montegonzi!; La Verna; GR: Poggio Cavallo; Arcidosso; Argentario; Is. Giglio; Is. Giannutri; LI: M. Capanne (Elba)!; Poggio (Elba); Is. Capraia!; PI: M. Serra. MARCHE E UMBRIA. AP: Grottammare; MC: Camerino; M. Rotondo (Sibillini); PG: Perugia; L. Trasi- meno; M. Cucco. LAZIO. RM: Roma (Ponte Galeria; Acquacetosa; Ponte Nomentana; Mezzo Camino); Acilia; Fiumicino; Maccarese; Riano; Mandela; Riofreddo; L. di Albano; Marino; FR: M. Viglio; LT: Cisterna; dint. Norma; M. Semprevisa; Monte S. Biagio; Piana di S. Onofrio (M. Aurunci); Gaeta; Terracina; RI: Montasola; Poggio Mirteto; M. Terminillo; VT: Carbognano. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Rocca di Mezzo; Ovindoli; P.so Godi (Scanno); Pescasseroli; M. Tranquillo; M. Morrone; P.so S. Leonardo; M. Marsicano; Campo Imperatore; CH: Palena; TE: M. Gorzano; CB: Campitello Matese; M. Miletto. PUGLIA. BA: Casamassima; Gioia del Colle; Altamura; BR: Francavilla Fontana; FG: Foresta Umbra (Gargano). CAMPANIA. NA: Camaldoli (Napoli); SA: Piano Acernese (M. Picentini); Vallo Lucano. CALABRIA E BASILICATA. CZ: M. Gariglione; CS: M. Botte Donato; RC: Montalto; Gambarie; Arasì; Capo Spartivento; Ciminà; PZ: Pollino (M. Serra del Prete; Pian Ruggio; Piani del Pollino; Colle Gaudolino); MT: Policoro (3). 48.140.0. 019.0 Ocypus ( Ocypus) olens (Miiller, 1764) CATEGORIA COROLOGICA. Europeo-mediterraneo (introdotto in Nord America). GEONEMIA ITALIANA. Tutta Italia (424). ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-1400 m), praticolo, antropofilo, in Sicilia anche silvicolo (Sabella e Zanetti, 1991). NOTE. Si tratta probabilmente della specie del gruppo più diffusa nel nostro paese, essendo presente anche in quasi tutte le isole minori. Sulle Alpi, comunque, raramente supera gli 800 m. Al Nord è frequente soprattutto presso i centri abitati, in giardini, orti, zone ruderali, anche di limitata estensione. PIEMONTE VAL D’AOSTA. TO: Torino; Stura; Collina di Torino (Valpatonera; Eremo; Valsalice); Beinasco; Chivasso; Collegno; Leinì; Coazze; Cuorgnè; Ivrea; Rocca Canavese; Andrate; AL: Spinetta Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 83 Marengo!; Avolasca; Arquata Scrivia; Gavi; Ovada; Prasco; Borgoratto; Strevi; Voltaggio; AT: Penan- go!; CN: Savigliano; Fossano; NO: Novara; Fontaneto d’ Agogna; Cressa; Armeno; Omegna; Ameno; Bracchio!; Cicogna!; Macugnaga; Bognanco!; VC: Oropa; Candelo; AO: St. Christophe. LIGURIA. GE: Genova; Arenzano; Molassana; Varazze; Cogoleto; Fontanegli; Santuario Vittoria; M. Fasce; Marzano; Piandeipreti (Uscio); Uscio; Chiavari; Lavagna; Rapallo; Casella; Crocefieschi; Campo Ligure; IM: Imperia; Porto Maurizio!; S. Remo; Bordighera; SP: Ameglia; Bottagna!; P.so di Cento Croci; SV: Savona; Noli; Finale; Celle!; Loano!; Albisola; Albenga; Laigueglia; Ferrania; Girini di Dego. LOMBARDIA. MI: Milano!; Bresso; Sesto S. Giovanni; Desio; Seregno; Seveso; Monza; Correzzana; Besana Brianza; Ceriano Laghetto; Liscate!; Vaprio d’ Adda; Cassano d’ Adda; Basiano!; Ozzero; Al- bairate!; Vigarolo; Corte Palasio!; BG: Bergamo; Romano di Lomb.; Ghisalba; Roncola; Bossico; Pon- teranica; Zandobbio; S. Pellegrino; Gorno; Selvino; Bordogna!; Roncobello; Solto Collina; BS: Brescia!; Fornaci; Monte Isola (L. d'Iseo); Ome; Monticelli Brusati; Gussago; Castel Mella; M. Orfano (Rovato)!; Orzinuovi; Serle; Paitone; Cevo; Villanuova sul Clisi; V. Saviore; CO: Como; Albate; Valmorea!; Rodero; Canzo; Asso; Merate!; Casatenovo; L. di Sartirana (Merate); Campione; Carlazzo; Dongo; Montemezzo; Varenna; CR: Cremona; Casalmaggiore; MN: Quistello; Bosco Fontana (Marmirolo); Sirmione; PV: Pavia!; Vigevano; Pancarana; Rocca dè Giorgi; Stefanago (Fortunago)!; S. Desiderio (Godiasco)!; SO: Sondrio; Morbegno; Selvapiana (Morbegno); Roncaglia!; Dazio!; Cagnoletti; Ponte in Valt.; Isolaccia; Somaggia; Menarola!; Borgonuovo (Piuro)!; VA: Varese; Rasa!; Cantello; Tradate; Solbiate Arno!; Venegono; Angera; Cittiglio; Ghirla; Bedero Valcuvia; Cunardo; Gaggiolo. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bad Ratzes (Bagni di Razzes) (1); TN: V. Genova; Laghestel (Pinè). VENETO. VE: Venezia (Lido; Punta Sabbioni; Alberoni; S. Giuliano); Marghera; Marcon; Caorle; Chiog- gia; PD: Padova; Limena; Teolo; Sant. Praglia; Abano; Anguillara Veneta; RO: Rovigo; TV: Treviso; Ponzano; Asolo; Montello; Follina; S. Pietro (Valdobbiadene); VI: Chiampo; Valdagno; Alonte; Sossa- no; Barbarano Vicentino; Lumignano; M. Summano; VR: Verona; Avesa!; Parona; Sona; Cerea; Caprino Veronese; Montericco (Negrar); Malcesine; Torri Benaco; M. Baldo; Soave; Roncà; Montecchia di Crosara; Rovere. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Carso; GO: Monfalcone; PN: Tramonti di Sopra; Travesio; An- duins; UD: Cividale; S. Daniele; Belvedere di Grado; Carnia Piani; Ligosullo; Piano d’Arta. EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Marzabotto; Castel d’ Aiano; L. di Brasimone; FE: Ferrara; S. Alberto; Filo; Lido delle Nazioni; FO: Colmano; S. Marino; S. Benedetto in Alpe; Verghereto; MO: Modena; Soliera; Nirano; Montese; PC: Piozzano!; Trebecco!; PR: Fidenza; RA: Ravenna; Faenza. TOSCANA. FI: Firenze; Campi Bisenzio; Sesto Fiorentino; M. di Calvana; Marradi; Badia della Valle (Marradi); Ronta; Colla di Casaglia; AR: Chitignano; Alpe della Luna; GR: dint. Grosseto; Torre di Collelungo; Scarlino; Is. Giglio; Is. Giannutri; M.ti dell’ Uccellina; LI: Livorno; Is. Capraia LU: Via- reggio; Stazzema; PI: S. Rossore!; PT: Pistoia; Montecatini; Pianosinatico; SI: Castellina in Chianti. MARCHE E UMBRIA. AN: Senigallia; AP: Montemonaco; M. Sibilla; M. dell’ Ascensione; MC: Macerata; Apiro; Pontile; S. Ginesio; PS: M. Nerone!; M. Catria; Urbino!; Carpegne; PG: Perugia; Lippiano (Città di Castello); Foligno; TR: L. di Piediluco. LAZIO. RM: Roma (Settecamini; M. Sacro; Tomba di Nerone; Ponte Nomentana); Acilia; Fiumicino; Maccarese; Riserva Tevere-Farfa (Nazzano); Campolungo (Nazzano)!; Albano; Marino; Riofreddo; Man- ziana; Mandela; Percile; Bracciano; L. di Martignano; Torre Astura; FR: Filettino; LT: Sabaudia; Ci- sterna!; Cori; Sermoneta; Aprilia; Capo Circeo; Is. Ponza; Is. Ventotene; RI: Montasola; Osteria Tancia (M. Sabini); Poggio Mirteto; VT: Bassano (Sutri). ABRUZZO E MILISE. AQ: L’ Aquila; Assergi; Rocca di Cambio; Pratola Peligna; Fonte d’ Amore (Sul- mona); Castel di Sangro; Colle della Croce; CH: Vacri; Bocca di Valle; Francavilla; PE: Montesilvano; Popoli; Caramanico; CB: Guglionesi; IS: Montenero Valcocchiara. 84 PILON PUGLIA. BA: Altamura; Gravina; Noci; BR: Torre Testa; Oria; FG: Manfredonia; S. Giovanni Rotondo; S. Marco in Lamis; Torre Varano; Foresta Umbra; Is. Capraia; LE: Casarano; Porto Badisco; Laghi Alimini; Tricase; Otranto; Capo S. Maria di Leuca; Matino; Maglie; Ugento; TA: Circummarpiccolo; Campomarino; F. Lato 10 km foce. CAMPANIA. NA: Napoli (Vomero); AV: Bagnoli Irpino; BN: M. Pentime; Pitraroja; P.so S. Crocella; CE: Matese; SA: Atena Lucana; S. Rufo; Sella di Corticato; S. Biase (Ceraso); M. Sacro; Paestum. CALABRIA E BASILICATA. CZ: Sambiase; CS: L. Arvo; M. Botte Donato; Lorica; Camigliatello; Fossiata; RC: Reggio Calabria; Roccaforte del Greco; Antonimina; Melito di Porto Salvo; Montalto; PZ: Potenza; Viggianello; MT: Matera; Nova Siri; L. di S. Giuliano; Ferrandina; Salandra; Bosco Panatno (Policoro) (3). SICILIA. PA: Palermo; M. Pellegrino; Is. delle Femmine; Terrasini; Addaura; Mondello; Piana degli Albanesi; M. Maganoce; Monreale; Castelbuono; Piano Zucchi; Piano Battaglia; M. Mufara; M. Cucullo; Gibilmanna; Ficuzza; Gratteri; Geraci; AG: Agrigento; Caltabellotta; Is. Lampedusa; Is. Linosa; CT: Milo; Caltagirone; EN: Lago di Pergusa; ME: Messina; Milazzo; S. Fratello; M. Antennammare; Capo Tindari; Castell’ Umberto; Roccella Valdemone; M. Soro; Cesarò; Floresta; Fiumedinisi; Is. Stromboli; Is. Vulcano; Is. Filicudi; Is. Salina; Is. Lipari; RG: Ragusa; Comiso; Donnalucata; SR: Siracusa; Pachino; M. Lauro; Sortino; Cassaro!; Lentini; Noto; Palazzolo Acreide; Avola Vecchia; TP: L. Trinità (Castel- vetrano); Castelluzzo; Mazara del Vallo; M. Sparagio; Cave di Cusa (Campobello di Mazara); Lido di Valderice; Selinunte; Segesta; Is. Favignana; Is. Levanzo; Is. Marettimo; Is. Pantelleria (Montagna Grande; Punta Elefante). SARDEGNA. CA: Cagliari; Iglesias; Gonnesa; Fluminimaggiore; Morgongiori; Domus de Maria; Villa- cidro; Is. di Vacca; Capo Spartivento; Chia; NU: Orgosolo; Fonni; Gennargentu; Cala Gonone; Perda- sdefogu; Villanova Strisaili; Aritzo; Macomer; Badde Salighes; Nurallao; Lula; Stagno di Bara!; OR: Tharros; Milis; Abbasanta; S. Caterina Pittinuri; SS: Alghero!; Capo Caccia!; Fertilia; Ittiri; Capo Testa; Platamona; Ozieri; Nughedu; Nulvi; Oschiri; Pattada; Olbia; Is. Maddalena; Is. Caprera; Golfo Aranci; M. Limbara; Golfo d’ Arzachena; Is. Tavolara; Is. Asinara; Is. Molara; Porto S. Paolo. 48.140.0. 020.0 Ocypus (Ocypus) ophthalmicus (Scopoli, 1763) CATEGORIA COROLOGICA. Paleartico. GEONEMIA ITALIANA. Tutta Italia (344). ECOLOGIA. Eurizonale (0-2500 m), praticolo, xerofilo. NOTE. Di questa specie, diffusa in quasi tutta la regione paleartica, sono state descritte numerose sottospecie; in Italia si trova solo la forma nominale, anche se gli esemplari della Sicilia sembrano avere affinità con alcune razze iberiche (Sabella e Zanetti, 1991). La varietà hypsibatus (Bernhauer, 1899), fenotipicamente molto dissimile dalla forma nominale, è pro- babilmente solo un ecotipo di alta quota. Gli esemplari delle Alpi al di sopra dei 2000 m appartengono quasi sempre a tale forma, che però localmente scende anche a quote molto inferiori, spesso mista alla forma nominale e con esemplari dalle caratteristiche intermedie. La si ritrova, meno diffusa, anche negli Appennini e nei Pirenei. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: dint. Torino; M. Musinè; Cesana Alta!; Valprato Soana; Locana; Ceresole; Colle del Nivolet; Forno Alpi Graie; L. Malciaussià!; Pian della Mussa; Villanova (V. Pellice); Rif. Jervis (V. Pellice); Colle della Croce; Colle delle Finestre; Fenestrelle; Col dell’ Assietta; M.ti della Luna (Cesana Torinese); M. Sises; Sestriere; Tredici Laghi (V. Germanasca); AL: Ovada; Strevi; Staz- zano; Predosa!; Voltaggio; Cosola; CN: dint. Cuneo; Fossano; Crissolo; Monviso; Chianale; Colle del Mulo; Limone Piem.; Rocca dell’ Abisso; Certosa Pesio; M. Mongioie; M. Moro; M. Ormea; M. Sac- carello; Garessio; Viozene; P.so Tanarello; Trinità; NO: Fontaneto d’Agogna; Mergozzo; Malesco; Macugnaga; Bognanco; V. Cairasca; Alpe Veglia; M. Leone; M. Diei; Alpe Devero!; Premia!; V. Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 85 Formazza; VC: Crescentino; Graglia; M. Mucrone; V. Chiobbia (V. Cervo); L. della Vecchia (V. Cervo); Civiasco; Alagna; AO: Gressoney la Trinità; Gressoney St. Jean!; L. Gabiet; Col d’Olen; Fiery (V. d’Ayas); Brusson; Champoluc; St. Jacques; Breuil; Valtournenche!; Colle Picc. S. Bernardo; Courma- yeur; Pré S. Didier; Entreves; La Thuile!; Colle Gran S. Bernardo; Lillaz; L. di Chamolé; V. Cogne; Valnontey; LIGURIA. GE: Genova; Molassana; M. Fasce; Sant. Vittoria; Fontanegli; Casella; M. Aiona (Rezzoaglio); Fontanigorda; M. Antola; S. Fruttuoso; IM: Oneglia; Taggia; S. Bartolomeo; S. Remo; M. Bignone; Pieve di Teco; Castellaro; Pigna!; Cosio d’ Arroscia; Nava; Monesi; SP: La Spezia; Monterosso al Mare; SV: Savona; Vado; Albisola; Laigueglia; Varazze; Noli. LOMBARDIA. MI: Milano; Gaggiano; Rescaldina; Varedo; Monza; Vaprio d’ Adda; BG: Torre Pallavi- cina!; Valcava; M. Presolana; M. Vigna Vaga; L. Gemelli; L. di Sardegnana; Foppolo; Schilpario; P.so del Vivione; P.so Manina; BS: Brescia; Rezzato; M. Maddalena; Paitone; M. Orfano (Rovato)!; M. Palosso; V. Saviore; P.so Gavia; CO: Merate; M. Grigna Mer.; M. Grigna Sett.; M. S. Primo; PV: Torre d’Isola; Villareale (Cassolnovo); Spessa!; Oriolo; M. Penice; SO: V. Codera; Gordona!; Delebio; Alba- redo; Berbenno; Selvetta; Sondrio; M. Vespolo; L. di Belviso; Polaggia; Isolaccia; P.so Stelvio; P.so Foscagno!; P.so Gavia; VA: Maccagno; Ispra; Mercallo!. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Branzoll (Bronzolo) (1); Klausen (Chiusa) (1); Villanders (Villandro) (1); Brixen (Bressanone) (1); Tils (Tiles); Plose (1); Sand in Taufers (Campo Tures); Kasern Ahrntal (Casere, V. Aurina); Seiser Alm (Alpe di Siusi); Langkofel (Sasso Lungo); St. Ulrich (Ortisei); L. di Fanes; Trafoi; TN: Avio; Sega d’Ala; Madonna di Campiglio!; Rif. Bedole (V. Genova); L. di Ledro; M. Bondone; Rovereto; Loppio; Folgaria; Andalo; Rumo; Cavareno; Malga Mare (Pejo); Levico; Vetriolo; Pergine; Predazzo; L. Lagorai; V. di Fiemme; L. Fedaia; P.so S. Pellegrino; P.so Valles; P.so Rolle; Baita Segantini (2). VENETO. VE: Venezia; Lido; Mestre; Marina di Eraclea; S. Anna di Chioggia; BL: Cansiglio; M. Pavione; Pecol (V. Zoldo); Forno di Zoldo; Calalzo; Alleghe; Vigo di Cadore; Cortina; P.so Giau; P.so Falzarego; Tre Cime di Lavaredo; M. Civetta; Croda Rossa; Rif. Tiziano (Gr. Marmarole); P.so Pordoi; PD: Teolo; TV: Ponzano; Lovadina; Maserada; S. Pietro (Valdobbiadene); VI: Valdagno; M. Grappa!; Asiago; Cima Dodici; Cesuna; VR: Verona; Montecchio; Negrar; Marcellise; Rivoli; Monte; M. Pastello; Magnano; Oppeano; Soave; Monteforte d’ Alpone; Roncà; Cerna; Campofontana; Selva di Progno. FRIULI VENBEZIA GIULIA. TS: Trieste; PN: Tramonti di Sopra; UD: Ligosullo; Paularo!; Piano d’ Arta; Forni di Sotto; M. Mataiur; Lignano. EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Camugnano; FE: Mesola; Massenzatica; FO: Riccione; Tredozio; Premilcuore!; Campigna; Balze; MO: Rocca Malatina; M. Cimone; PC: Gragnano Trebbiense!; Travo!; Perino!; Coli!; P.so Penice; RA: Ravenna; S. Vitale; Brisighella. TOSCANA. FI: Firenze; M. Morello; Marradi; Badia della Valle (Marradi); AR: Alpe di Poti; Camaldoli; GR: Arcidosso; Orbetello; LI: Livorno; LU: M. Altissmo; M. Tambura; Torre del Lago; PI: Marina di Pisa; PT: Alto Appennino Pistoiese. MARCHE E ABRUZZO. AP: M. Sibillini (Forca Viola; Pian Perduto); MC: Macerata; M. Lieto; Bolognola; Cingoli; M. S. Vicino; Forcella Fargno!; PS: M. Catria; Soanne; PG: Foligno; Spoleto. LAZIO. RM: Roma; Riofreddo; Percile; Cerreto Laziale; Olevano Romano; Arsoli; M. Semprevisa (Le- pini); FR: Filettino; LT: dint. Norma; Capo Circeo; RI: Cantalice; Terminillo; L. di Duchessa. ABRUZZO E MOLISE. AQ: L’ Aquila; Campo Imperatore; Tagliacozzo; Assergi; M. Faito; Pescasseroli; M. Marsicano; Castel di Sangro; M. Sirente; M. Morrone; Sorgenti F. Sangro; Barrea; M. Greco!; M. Calvo; Trasacco; Lecce nei Marsi; M. Velino; Molina Aterno; Ovindoli; Rovere; Campo di Giove; M. Tavola Rotonda; CH: Maiella (P.so S. Leonardo; Fonte Romana; Blockhaus; M. Maielletta; P.so Lan- ciano); PE: Popoli; CB: M. Miletto. 86 | PILON PUGLIA. BA: Altamura; Gravina; Castellana; Gioia del Colle; FG: Varano; S. Giovanni Rotondo; Is. S. Nicola; LE: Lecce; Matino. CAMPANIA. AV: M. Cervialto; BN: Sassinoro; CE: L. del Matese; SA: Atena Lucana. CALABRIA E BASILICATA. CS: Pollino (Colloreto; Mazzicanino); RC: Montalto; S. Eufemia; Melito di Porto Salvo; PZ: Viggianello!; MT: Policoro; Ferrandina; Salandra. SICILIA. PA: M. Pellegrino; Piano Battaglia; Collesano; AG: Agrigento; CL: Vallelunga Pratameno; CT: M. la Nave (Etna); Belpasso; Randazzo; EN: Pergusa; Borgo Cascino; ME: Capo d’Orlando; M. Soro; Milazzo; Is. Lipari; RG: Pachino; SR: Siracusa; Augusta; Megara Hyblaea; M. Lauro; TP: Trapani; SARDEGNA. CA: Decimomannu; Sarroch; Villacidro; Carloforte (Is. S. Pietro); NU: Gennargentu; M. Spada!; SS: Alghero. 48.140.0. 022.0 Ocypus (Ocypus) pedemontanus (G. Miiller, 1924) CATEGORIA COROLOGICA. W-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Alpi centro-occidentali (24). ECOLOGIA. Submontano e montano (300-1400 m), silvicolo. NOTE. La presenza di questa specie in Italia interessa all’ incirca tutto l’arco occidentale delle Alpi fino al Lago di Como; tuttavia ad ovest della Dora Baltea la distribuzione sembra essere più frammentata diversamente da quanto avviene dalle Prealpi biellesi al Varesotto, ove essa è diffusa pressochè in modo continuo. È difficile dire se questa minore frequenza in talune aree (Province di Torino e Cuneo) sia effettiva o dovuta principalmente a scarsità di ricerche. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: dint. Torino; Villar Perosa; S. Giorio di Susa!; CN: Alta V. Po; Crissolo; NO: Fontaneto d’Agogna!; Orta; Pella; Carpugnino!; Cicogna!; VC: Cima Moncerchio; Gra- glia; Montesinaro; Piedicavallo; Biella!; Oropa!; Bocchetto di Sessera; V. Sessera; M. Marca; M. Barone; Sostegno; Zumaglia; Breia; Varallo; Borgo d’Ale; Albano Vercellese. LOMBARDIA. CO: Campione; Valmorea!; SO: Menarola!; VA: Cavagnano; Rasa!. 48.140.0. 025.0 Ocypus (Ocypus) rhaeticus (Eppelsheim, 1873) CATEGORIA COROLOGICA. Alpino. GEONEMIA ITALIANA. Alpi centrali (63). ECOLOGIA. Da submontano ad alpino (300-2000 m), silvicolo. NOTE. Questa specie sembra avere un’areale disgiunto, almeno nel versante sudalpino: un nucleo, più consistente, popola le montagne (Alpi e Prealpi) fra il Lago di Como e la Valle dell’ Adige e l’ Altopiano di Asiago; più a ovest un’altro nucleo si trova fra le Prealpi Biellesi e la Valsesia. Delle regioni comprese fra queste due zone, all’incirca le Alpi Lepontine (Ossola, Canton Ticino, monti del Lago Maggiore, Varesotto) non mi sono note segnalazioni e ritengo probabile che questa lacuna sia reale e non solamente dovuta a difetto di ricerche. Luigioni indica questa specie anche per le Alpi Carniche, ma il dato è senz'altro errato. Da notare che la località generalmente riportata “Monte Rosa” è erronea, o va comunque intesa in senso molto lato. PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: Andrate; NO: Pella; S. Maurizio d’Opaglio!; Carpugnino!; VC: Oropa!; Bielmonte; Bocc. di Sessera!; V. Melogna (Piedicavallo); V. Chiobbia (V. Cervo); M. Marca; Moncer- chio; Sant. Graglia; Trivero; Pray!; Masseranga!; Varallo; Campertogno; Cervatto; Rimella; AO: Fon- tainemore!; Brusson. LOMBARDIA. BG: Ponte Selva; Dossena; Valpiana; Schilpario!; P.so della Manina; Pizzo Camino; P.so Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 87 Presolana!; Oltre il Colle; Zambla!; Bordogna!; Spiazzi; Valcava; BS: Collio; Pezzeda; M. Palo; Taver- nole sul Mella; M. Guglielmo; Cevo; Edolo!; V. Porcino (Lumezzane)!; V. Cadino (Breno); V. Saviore; Case di Degna; CO: Esino Lario; SO: Tagliate (Cosio); Valmadre (Fusine); Prà Succ (Civo); Alpe Oro (V. Masino); Alpe Campiascio (V. Fontana); V. del Livrio; Ligari; M. Rolla; Torre S. Maria; Chiesa Valmalenco!; S. Giuseppe; Chiareggio; Franscia; Isolaccia; Bormio; V. Fraele. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Trafoi; Stilfserjoch (P.so Stelvio) (1); Ultental (V. d’ Ultimo) (1); Morter (1); Meran (Merano) (1); Passeirtal (V. Passiria); Burgeis (Burgusio)!; Fennberg (Favogna); TN: M. Bondone; V. Genova; Lodrone; V. Ampola; Concei!; Pejo; Cavareno; Ossana; Smarano; Ala (La Sega; Vajo delle Cisterne); Tenno; Levico; Folgaria. VENETO. VI: P.so di Campogrosso (Lessini)!; Bivio Italia (Altop. Asiago)!; VR: S. Giorgio (Lessini); Boscochiesanuova. 48.140.0. 026.0 Ocypus (Ocypus) solarii (G. Müller, 1923) CATEGORIA COROLOGICA. Alpino. GEONEMIA ITALIANA. Liguria (12). ECOLOGIA. Submontano e montano (200-1000 m), silvicolo. NOTE. Questa specie sembra non oltrepassare lo spartiacque alpino, popolando esclu- sivamente il versante marittimo, sia in Italia che in Francia (entroterra di Nizza e Monaco); purtroppo non mi è noto il limite occidentale dell’areale di questo Stafilinide. Dvorak (1984) segnala la specie di Firenze, dato del tutto inverosimile. LIGURIA. IM: Isolabona; Seborga; Ciaixe!; Carmo Langan (Pigna)!; Alta V. Nervia; Nava; Triora; Castellaro; Taggia; Arma di Taggia; S. Remo; M. Bignone; Bussana; P.so Ghimbegna (Ceriana)!; Camporosso; Borgomaro; Pieve di Teco; Colle S. Bartolomeo!; SV: Colle Scravaion (Bardineto). 48.140.0. 027.0 Ocypus (Ocypus) tenebricosus (Gravenhorst, 1846) CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo. GEONEMIA ITALIANA. Alpi orientali (78). ECOLOGIA. Da submontano a subalpino (100-1700 m), silvicolo. NOTE. Il confine occidentale dell’areale di questa specie nelle Alpi italiane sembra essere il Lago di Garda e il solco delle Valli Giudicarie. Nella mia collezione si trovano anche tre esemplari provenienti da Cerceno (CO), circa 150 km ad ovest della località più occi- dentale nota; data l’eccezionalità di tale dato preferisco attenderne la verifica prima di confermarlo. Luigioni menziona la specie, per evidente confusione con altre congeneri, anche dell’Italia centrale e meridionale. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Margreid (Magrè); Glen (Gleno); Jenesien (S. Ge- nesio); Ritten (Renon); Klobenstein (Collalbo); Tirol (Meran) (Tirolo, Merano); Nals (Nalles) (1); Tils (Tiles); Brixen (Bressanone) (1); St. Ulrich (Ortisei); Mühlbach (Rio Pusteria) !; Sand in Taufers (Campo Tures); Niederdorf (Villabassa); TN: Borghetto; Cei; S. Leonardo (Avio) (4); Valfredda (Ala) (4); Pomarolo; Acquaviva; V. Ampola; Loppio; Ruffrè; Civezzano; Albiano; Lases; Laghestel (Pinè); S. Cristoforo (L. Caldonazzo); Vetriolo; Levico; Grigno; P.so del Brocon; Lavarone; Molina di Fiemme (2); Ziano di Fiemme (2). VENETO. BL: Cansiglio! Feltre; M. Aurin; Cortina; Vigo di Cadore; Auronzo; Calalzo; Laggio di Cadore; Lorenzago; Pecol (V. di Zoldo); Pieve d’Alpago!; TV: Follina; Montello; S. Pietro (Valdob- biadene); VI: Santorso; Altavilla (M. Berici)!; Pian delle Fugazze; Asiago; M. Meletta (Gallio); M. Grappa; VR: Avesa; Cancello; Vajo di Squaranto; Roverè; P.so Fittanze; Boscochiesanuova; Castagné; 88 PILON Fumane; Montericco (Negrar); Montecchia di Crosara; M. Baldo (Rif. Novezzina; Bocca di Navene; Cavallo di Novezza); Malcesine; S. Zeno di Montagna. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Aquilinia; Aurisina; Slivia; Sistiana; GO: Gorizia; L. di Doberdò!; PN: M. Cavallo; Piancavallo; For. del Prescudin; Sella di Giais; M. Raut; Toppo!; Travesio!; Campone!; Clauzetto!; UD: M. di Ragogna!; Attimis; Tarcento; Musi!; M. Musi; P.so di Tanamea; Carnia Piani; L. di Cavazzo; Purgessimo; Piani d’Arta; Paularo!; Ligosullo; Rigolato; Timau; Enemonzo!; Forni di Sopra; Riofreddo; M. Mataiur. 48.140.0. 001.0 Ocypus (Pseudocypus) aeneocephalus (De Geer, 1774) CATEGORIA COROLOGICA. Europeo. GEONEMIA ITALIANA. Alpi (1). ECOLOGIA. Da planiziale a subalpino, praticolo, xerofilo. NOTE. Con questo nome i vecchi Autori indicavano tre specie: O. aeneocephalus, O. cupreus e O. fortunatarum; già Porta nota che in tutta Italia cupreus (che considera una varietà) sostituisce il vero aeneocephalus. Benchè il nome di questa specie si incontri fre- quentemente nelle collezioni, a causa di errori di determinazione (soprattutto con O. fulvi- pennis confusus e O. cupreus), essa manca pressochè in tutta Italia. Peez la cita di Brixen e Plose ma ritengo che queste segnalazioni, ancorchè plausibili, meritino la conferma con catture recenti. L’unico esemplare che ho potuto vedere rimane quello di Merano conservato al Museo di Vienna; forse questa specie è diffusa anche altrove in Val Venosta, ove sembrano esservi habitat favorevoli. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Meran (Merano). 48.140.0. 002.0 Ocypus (Pseudocypus) aethiops (Waltl., 1835) CATEGORIA COROLOGICA. W-mediterraneo. GEONEMIA ITALIANA. Sicilia (5). ECOLOGIA. Montano, silvicolo. NOTE. Luigioni e Porta citano questa specie anche della Toscana; ho però visto solo esemplari della Sicilia, ove per di più, si trova esclusivamente sulle catene montuose del nord dell’isola. Al Museo di Vienna si trova un antico esemplare cartellinato “Aspromonte”, località che reputo molto sospetta. In Italia, quindi, vive solo la ssp. luigionii (G. Miiller, 1926), il cui valore sistematico è abbastanza dubbio. SICILIA. PA: Castelbuono; Ficuzza; ME: Fiumara di Tono; Mistretta; M. Soro; Portella di Femmina Morta. 48.140.0. 009.0 Ocypus (Pseudocypus) cupreus (Rossi, 1790) CATEGORIA COROLOGICA. S-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale, Sicilia (115). ECOLOGIA. Da planiziale a montano, praticolo, termofilo. NOTE. Questa specie manca dalla Sardegna (contrariamente a quanto indicato da Lui- gioni) ed è assai rara e localizzata nelle regioni settentrionali a nord del Po. Peez e Kahlen riportano un vecchio dato di Bolzano, che mi sembra molto dubbio. PIEMONTE E VAL D’AOSTA TO: Rivoli; AL: Spinetta Marengo!; Tortona; Stazzano; Cremolino. LIGURIA. GE: Genova; M. Fasce; SV: Albenga. LOMBARDIA. BS: Pozzolengo. Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 89 VENETO. VE: Punta Alberoni; Marghera; Mestre; Marcon; PD: Este; Monselice; Piazzola sul Brenta; TV: Lovadina; Ponzano; Montello; VR: Valeggio Mincio. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Duino; Sistiana; Malchina; GO: Monfalcone; UD: Palmanova. EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; FE: Ferrara; FO: Forlì; Alfero; Campigna; MO: Modena; PC: Bor- gonovo V. Tidone!; RA: Granarolo; Brisighella. TOSCANA. FI: M. Morello; AR: Alpe di Poti; P.so La Calla; Cortona; GR: Massa Marittima; Arcidosso; Alberese; Is. Giglio; LI: Livorno; Is. Gorgona; Is. Capraia; SI: M. Cetona; PI: S. Rossore. MARCHE E UMBRIA. AN: Senigallia; AP: Montemonaco; M. Sibilla; L. di Pilato; MC: Camerino; Cingoli; Bolognola; PS: M. Nerone; PG: Perugia; Massa Martana; Foligno; Lippiano (Città di Castello). LAZIO. RM: Roma (Tre Fontane; Acquacetosa); Acilia; Fiumicino; Ladispoli; Lido dei Pini; S. Maria di Galeria; Marino; Tuscolo; M. Cavo; Albano; Carpineto Romano; Riofreddo; Altipiani di Arcinazzo; Camerata Nuova; M. della Tolfa; FR: M. Scalambra; Acuto; LT: M. Faggeto (M. Aurunci); Cisterna; Sabaudia; RI: Rieti; VT: M. Cimino; Oriolo Romano; Tarquinia. ABRUZZO E MOLISE. AQ: L’ Aquila; Assergi; Pescasseroli; CH: M. Maielletta; TE: Castelli. PUGLIA. BA: Altamura; Gioia del Colle; Castel del Monte; BR: Francavilla Fontana; FG: L. di Lesina; Cagnano Varano; TA: Circummarpiccolo. CAMPANIA. NA: Posillipo; AV: M. Terminio; BN: M. Mutria; SA: S. Rufo; Atena Lucana. CALABRIA E BASILICATA. CS: P.so Crocetta; Camigliatello; Frascineto; RC: Montalto; Delianuova; PZ: M. Vulture; MT: Matera; Nova Siri; Accettura. SICILIA. PA: Piana degli Albanesi; Piano Battaglia; Pian Zucchi; Ficuzza; EN: Cerami; ME: M. Pelo- ritani; Floresta; M. Soro; Mistretta; SR: M. Lauro; Pachino. 48.140.0. 011.0 Ocypus (Pseudocypus) fortunatarum (Wollaston, 1871) CATEGORIA COROLOGICA. W-mediterraneo. GEONEMIA ITALIANA. Italia peninsulare, Sicilia, Sardegna (45). ECOLOGIA. Da planiziale a montano, praticolo. NOTE. Specie a distribuzione circumtirrenica. Le citazioni di Luigioni e Porta per il Piemonte sono certamente erronee, ma è possibile che essa fosse un tempo presente in Liguria. È l’unica specie di questo sottogenere presente in Sardegna, ove sembra essere piuttosto comune. TOSCANA. FI: Firenze; GR: Ansedonia; Is. Giglio. LAZIO. RM: Palo; LT: L. di Fogliano. PUGLIA. BA: Gioia del Colle; FG: Is. Pianosa; LE: Torre Lapillo; Otranto; L. Alimini; TA: Chiatona; Martina Franca. CALABRIA E BASILICATA. RC: Montalto. SICILIA. PA: Favorita (Palermo); M. Pellegrino; Monreale; ME: Milazzo; Contesse; SR: Pachino; TP: Is. Favignana; Is. Marettimo; Is. Pantelleria. SARDEGNA. CA: Cagliari; Poetto; Ingurtosu Marina; Quartu S. Elena; S. Gilla; Dolianova; Torre di Flumentorgiu; Villacidro; NU: Gennargentu; Orune; Dorgali; Aritzo!; Baunei; Seui; Badde Salighes; OR: Oristano; S. Giusta; SS: Capo Testa; Stagno di Pilo; Is. Piana (Asinara); Olbia; Alà dei Sardi; M. Limbara; Golfo Aranci. 48.140.0. 012.0 Ocypus (Pseudocypus) fulvipennis (Erichson, 1840) CATEGORIA COROLOGICA. Centroasiatico-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (174). 90 PILON ECOLOGIA. Da planiziale a montano (200-1800 m), praticolo. NOTE. La ssp. nominale si trova principalmente nelle regioni alpine presso lo spartiac- que, nel resto del paese vive la ssp. confusus (Baudi), caratterizzata dal colore uniformemente scuro di corpo e zampe; mi sono però note popolazioni ad elitre rosse anche lungo il basso corso del Po e nell’ Appennino centrale. PIEMONTE E VAL D’ AOSTA. TO: Torino; Castiglione Torinese; Gassino; Cuorgnè; Oulx; Sauze d’Oulx; Bardonecchia; Moncenisio; V. Germanasca; AL: Tortona; Cassano Spinola; Persi; Voltaggio; Serravalle Scrivia; CN: Limone Piem.; Certosa Pesio; Palanfré; Viozene; Ormea; Garessio; M. Saccarello; NO: Macugnaga; S. Maria Maggiore; VC: Alagna; V. Vogna; Graglia; Oropa; AO: Gressoney; Brusson; Breuil; Antagnod!; Courmayeur. LIGURIA. GE: Genova; Sant. Vittoria; M. Fasce; Torriglia; Propata!; M. Antola; M. Montarlone; IM: Ponte Nava; SV: Carcare; Calizzano. LOMBARDIA. MI: Cassano d’Adda; BG: Carenno; S. Pellegrino; Antea; Oltressenda Alta; Zambla!; Foppolo; Presolana; M. Sovere; BS: Ome!; Coccaglio; M. Frerone; Vezza d'Oglio; Zoanno; Campolaro; Picedo; M. Pezzeda (Collio); M. Palosso; CO: Albavilla; L. di Sartirana (Merate); M. Resegone; M. Grigna Mer.; Barzio; Primaluna; Casasco; MN: Quistello; PV: Sartirana Lomellina!; Godiasco; M. Penice; P.so Giovà!; SO: Bema; V. Masino; V. di Mello; Torre S. Maria; M. Vespolo; Lovero; V. Grosina!; Alpe Campiascio (V. Fontana); S. Nicolò Valf.; V. Codera; Campodolcino; Borgonuovo (Piuro)!; VA: Gaggiolo. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Brixen (Bressanone) (1); Tils (Tiles); Trafoi; Sand in Taufers (Campo Tures); Luttach (Lutago); Brenner (Brennero) (1); Kematen Pfischertal (Caminata, V. di Vizze); Ma- tschertal (V. di Mazia); Seiser Alm (Alpe di Siusi) (1); Pfalzen (Falzes); Niederdorf (Villabassa); Toblach (Dobbiaco); Winnebach (Prato alla Drava); Corvara!; TN: Avio; Pomarolo; P.so Tremalzo (V. Ampola)!; Sfruz; Smarano; Vermiglio!; Civezzano; Levico; Folgaria; Castello Tesino; Canazei. VENETO. VE: Marghera; BL: dint. Belluno; Feltre; S. Pietro di Cadore; PD: Piazzola sul Brenta; TV: Lovadina; Ponzano; Ponte Priula; Montello; M. Pizzoc; VI: Asiago; Cesuna; VR: Avesa; Villafranca; S. Floriano; Montecchio; P.so Fittanze; Tinazzo (Maregge); Malcesine; M. Baldo (Novezzina; Bocca di Navene). FRIULI VENEZIA GIULIA. UD: Pradielis; Carnia Piani. EMILIA ROMAGNA. FE: Pontelagoscuro; MO: Montecreto; Casinalbo; Spilamberto; PC: Piacenza; S. Agostino (Coli)!; Piozzano!; PR: Rigoso; RE: Reggiolo. TOSCANA. FI: Badia della Valle (Marradi); AR: Alpe della Luna; PT: Boscolungo. MARCHE E UMBRIA. PS: M. Carpegna; M. Catria; M. Nerone; S. Agata Feltria!; PG: M. Cucco. LAZIO. RM: Roma (Villa Borghese); Acilia; Riofreddo; Mandela; Olevano Romano; Saracinesco; M. Semprevisa; FR: M. Viglio; Serra S. Antonio; Campo Ceraso (Simbruini); M. Scalambra; RI: Terminillo. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Gran Sasso; Coppito; Pratola Peligna; M. Cristo; Pescasseroli; M. Sirente; M. Palombo; M. Tranquillo; P.so S. Leonardo; Campo di Giove; CH: M. Maielletta; TE: Prati di Tivo; CB: Campitello Matese; IS: Montenero Valcocchiara.. PUGLIA. FG: S. Marco in Lamis. CAMPANIA. AV: Acqua Vene (Pietrastornina); L. di Laceno; SA: M. Sacro; Campora; Valle Piana (M. Picentini). CALABRIA E BASILICATA. CS: Camigliatello; Lorica; L. di Cecita; L. Arvo; RC: Gambarie; PZ: Villa d’Agri; Piani del Pollino; MT: Accettura. Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 91 48.140.0. 017.0 Ocypus (Pseudocypus) mus (Brullé, 1832) CATEGORIA COROLOGICA. S-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia merid., Sicilia (11). ECOLOGIA. Da planiziale a montano, euriecio. NOTE. Oltre alla ben nota presenza di questa specie, con la ssp. transadriaticus (G. Miiller, 1926), nelle estreme regioni meridionali, è fino ad ora rimasto il dubbio sulla sua esistenza (con la ssp. nominale) nel resto del paese. Luigioni la cita di alcune regioni settentrionali; Horion, oltre a riprendere le citazioni degli Autori italiani, riporta anche delle località precise (M. Baldo; Torino). Non ho mai visto esemplari provenienti da qualsiasi zona dell’Italia centrale e settentrionale, ad eccezione di un vecchio esemplare etichettato “Stid Tirol - Etsch Au” che si trova al Museo di Vienna (coll. Scheerpelz). La sua presenza attuale nel Sud Tirolo, piuttosto improbabile, andrebbe comunque confermata con dati certi e recenti. Anche Peez e Kahlen giudicano molto dubbi i vecchi dati del Sud Tirolo (Bolzano; Sciliar). Ritengo quindi corretto escludere l’esistenza della forma tipica di questo Stafilinide da tutto il nostro paese. PUGLIA. FG: Foresta Umbra (Gargano). CALABRIA E BASILICATA. CZ: Cenadi; RC: Delianuova; Zomaro; Gambarie; S. Giorgio Morgeto; S. Eufemia d’Asp.; S. Luca; PZ: Corleto. SICILIA. CT: Milo; ME: M. Peloritani; Floresta. 48.140.0. 023.0 Ocypus (Pseudocypus) picipennis (Fabricius, 1792) CATEGORIA COROLOGICA. Paleartico. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (167). ECOLOGIA. Da montano ad alpino (700-2300 m), occasionalmente planiziale, praticolo, xerofilo. NOTE. Di questa specie, distribuita su un territorio vastissimo (dal Marocco alla Man- ciuria), sono state descritte un gran numero di razze, circa una ventina, tutte basate sulla conformazione dell’edeago. La situazione attuale, come riportata da Coiffait, non mi sembra molto verosimile e andrebbe rivista alla luce di materiale più abbondante, non scelto, e rappresentativo di tutto l’areale. Anche in Italia le cose non sono del tutto chiare; nella maggior parte del paese (tutte le regioni settentrionali fino alle Marche) si trova la ssp. fallaciosus (G. Miiller, 1926), che forse potrebbe essere considerata come una semispecie; in Abruzzo la ssp. abruzzensis (G. Müller, 1926), scarsamente differenziata dalla forma nomi- nale; la ssp. picipennis si trova solo in una ristrettissima zona delle Alpi Marittime e Cozie lungo lo spartiacque; anche gli esemplari del Pollino da me esaminati vanno certamente riferiti alla forma nominale. Le citazioni di Luigioni per la Sicilia e la Sardegna sono sicuramente erronee, mentre nella collezione di questo stesso Autore, a Roma, si trova un esemplare etichettato “Palagiano (TA)” che mi sembra molto sospetto. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: dint. Torino; Cesana T.!; Cesana Alta!; V. Argentiera (Sauze di Cesana)!; Sauze d’Oulx; Bardonecchia; Moncenisio; Sestriere; Colle dell’ Assietta; Colle delle Finestre; Fenestrelle; Pragelato!; AL: Tortona; Cosola; AT: Castelnuovo Don Bosco; CN: Cuneo; M. Ormea; Ormea; Garessio; Ponte Nava; Terme di Valdieri; Trinità; S. Giacomo d’Entracque; P.so Collalunga!; Limone Piem.; Limonetto; V. Pesio; Vinadio; Argentera; Colle della Maddalena!; NO: S. Maria Mag- giore; Finero; Macugnaga; V. Cairasca; VC: Cravagliana; Riva Valdobbia!; AO: Brusson; Antagnod!; 92 PILON Valtournenche; Arpouilles!; Pondel; Valpelline; Courmayeur; Colle del Picc. S. Bernardo; La Thuile!; Cogne; Valsavarenche. LIGURIA. GE: M. Antola; IM: Alta V. Nervia; M. Saccarello; Triora; SV: Cairo Montenotte. LOMBARDIA. BG: Valcava; Ghisalba; BS: dint. Brescia; Vezza d'Oglio; V. Brandet (Corteno Golgi)!; V. Saviore; CO: Casasco d’Intelvi; Pian del Tivano; PV: Sartirana Lomellina.!; P.so Giovà; M. Chiappo; Pietragavina; SO: V. Gerola (Fenile; Alpe Olano); Chiareggio; Montagna; Ponte in Valt.; Boirolo; V. Fontana; V. Belviso; M. Padrio; Sondalo; V. Grosina; Bormio; Isolaccia; S. Caterina Valf.; S. Nicolò Valf.; Campodolcino; Madesimo. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Jenesien (S. Genesio) (1); Oberbozen (Soprabolza- no); Reinswald (S. Martino)!; Brixen (Bressanone) (1); Tils (Tiles); Vigiljoch, Meran (M. S. Vigilio, Merano) (1); Kreuzjoch (Giogo della Croce) (1); Melag (Melago) (1); Gfrill Tisens (Caprile Tesimo); Fennberg (Favogna); Taufers im Miistertal (Tubre); Stein (Sasso V. di Vizze); Graun in Vinschgau (Curon Venosta); St. Valentin an den Haide (S. Valentino alla Muta); Laas (Lasa)!; Ultental (V. d’UI- timo); Morter (1); Durnwald (Durna in Selva); Sterzing (Vipiteno); Gossensass (Colle Isarco); Wolken- stein (Selva Gardena); St. Christina (S. Cristina Valgardena) (1); St. Ulrich (Ortisei); Sand in Taufers (Campo Tures); Mühlwald (Selva dei Molini); Kasern Ahrntal (Casere V. Aurina); Olang (Valdaora); Niederdorf (Villabassa); Antholzersee (L. d’ Anterselva); Toblach (Dobbiaco); TN: M. Calisio; Molveno; V. Genova; Vermiglio!; V. di Rabbi!; V. Piana!; Pejo; Smarano; Cavareno; P.so Mendola; (Mendelpass); M. Penegal; Avio; Rovereto; Polsa (Brentonico); Sega d’ Ala; Cembra; Inghiaie (Caldonazzo); Levico; Andalo; Folgaria; Lavarone; Daiano; Pozza di Fassa; Forno (Moena); Canazei; Prade; Castelnuovo; Ospedaletto; P.so Brocon. VENETO. BL: L. di S. Croce; Cortina; Misurina; Vigo di Cadore; TV: Lovadina; VI: Alonte; Barbarano; VR: Avesa; P.so Fittanze; Corno d’Aquilio (Lessini); Campofontana; Selva di Progno; Tinazzo (Ma- regge); M. Pastello; M. Baldo (Ferrara; Madonna della Neve). FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Carso; UD: Carnia Piani; Belvedere di Grado. EMILIA ROMAGNA. FE: Lido delle Nazioni!; FO: Sorgenti Tevere (M. Fumaiolo); MO: la Santona. MARCHE E UMBRIA. MC: Macerata; Pintura di Bolognola; Frontignano; dint. Gagliole; M. Lieto; PS: M. Nerone; M. Catria; PG: Lippiano (Città di Castello); M. Subasio; Massa Martana; M. Cucco; Forca Canapine; Castelluccio; TR: Polino. LAZIO. RM: M. Autore; FR: M. Viglio; RI: M. Terminillo. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Assergi; Campo Imperatore; Gran Sasso; Roccaraso; Rocca di Mezzo; Campo di Giove; M. Tranquillo; M. Calvo; Carsoli; Pescasseroli; M. Palombo; M. Marsicano; P. te Campo- mizzo; V. Fondillo; M. Sirente; Alfedena; Scanno; Trasacco; Rovere; TE: Montagna dei Fiori. CALABRIA E BASILICATA. PZ: Pollino (Piani del Pollino!; Piano Toscano). 48.140.0. 004.0 Ocypus (Tasgius) ater (Gravenhorst, 1802) CATEGORIA COROLOGICA. Europeo (introdotto in Nord America). GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (9). ECOLOGIA. Alofilo, sinantropo. NOTE. Luigioni cita questa specie anche della Liguria e del Piemonte, Porta della Sicilia; difficile ricostruire la reale distribuzione di questo Stafilinide, in apparenza molto raro in Italia. L’unica zona dove sembra reperibile con una certa regolarità è la costa dell’alto Adriatico, ma si trova, con tutta probabilità, anche altrove nella penisola. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Meran (Merano). VENETO. VE: Casse di colmata (Fusina)!; Dogaletto!. Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 93 FRIULI VENEZIA GIULIA. GO: Grado; UD: Forni di Sopra. EMILIA ROMAGNA. RA: Porto Corsini. TOSCANA. GR: Foce F. Ombrone; LI: Livorno: LAZIO. RM: Roma (P.za Colonna); RI: Poggio Mirteto. 48.140.0. 021.0 Ocypus (Tasgius) pedator (Gravenhorst, 1802) CATEGORIA COROLOGICA. S-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale, Sicilia (143). ECOLOGIA. Da planiziale a montano, praticolo, termofilo. NOTE. Benchè Luigioni lo segnali anche della Sardegna, non ho mai visto esemplari di quest'isola. In Sicilia si trova la ssp. siculus (Aubè, 1842), ben caratterizzata per la diversa punteggiatura dell’addome. PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: dint. Torino; AL: Spinetta Marengo!; Ovada; Arquata Scrivia; Strevi; Serravalle Scrivia; Voltaggio; CN: Pezzolo Valle Uzzone. LIGURIA. GE: Genova; Voltri; Cogoleto; Molassana; Sant. Vittoria; M. Fasce; Casella; IM: Oneglia; San Remo; Bussana; Nava; SP: Monterosso al Mare; Ameglia; SV: Laigueglia. LOMBARDIA. MI: Greco (Milano); Ceriano Laghetto; BS: Brescia; CO: Nesso!; PV: Zavattarello!; VA: Venegono; Arcisate; SO: Dazio. VENETO. VE: Punta Sabbioni; VR: Cancello; Avesa; S. Floriano; Torri Benaco. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; PN: Pordenone; Giais. EMILIA ROMAGNA. BO: S. Luca (Bologna); FE: S. Giuseppe (Comacchio); FO: Balze; PR: Parma; RA: Lido Adriano; Marina Romea; Brisighella. TOSCANA. FI: Firenze; M. Morello; M. Calvana; Pietramala; Badia della Valle (Marradi); GR: Alberese; Massa Marittima; Arcidosso; Is. Giglio; LI: Is. Elba; Is. Capraia!; LU: Viareggio; MS: P.so del Cerreto; PI: Pisa; SI: M. Cetona. MARCHE E UMBRIA. MC: Macerata; Bolognola; PS: M. Nerone; PG: Perugia; L. Trasimeno; Valtopina; Spoleto. LAZIO. RM: Roma (Montesacro; Acquacetosa; Grottarossa; Caffarella; Parioli); La Storta; Acilia; Fiu- micino; Nettuno; Albano; Bracciano; Marino; Trevignano; Riofreddo; Bagni di Tivoli; Olevano Romano; LT: Cisterna; Norma; Bassiano; Circeo; M. Viglio; RI: Rieti; Poggio Mirteto; M. Terminillo. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Pescasseroli; Barrea; CH: Vacri; M. Maielletta; TE: Castelli; IS: Montenero Valcocchiara. PUGLIA. BA: Impalata; BR: Francavilla Fontana; Carovigno; Torre Canne; FG: Incoronata (Foggia)!; S. Giovanni Rotondo; Is. Pianosa; Is. Capperaia; LE: Otranto; L. Alimini; TA: Palagiano. CAMPANIA. NA: Vomero (Napoli); SA: Atena Lucana; Capitello; Vallo della Lucania. CALABRIA E BASILICATA. CS: Pian Ruggio (Pollino); RC: Arasì. SICILIA. PA: Palermo; Mondello; Piano Battaglia; Gratteri; Gibilmanna; Pian Zucchi; M. Cucullo; M. Carbonara; M. Mufara; AG: Racalmuto; CL: Vallelunga Pratameno; EN: L. di Pergusa; ME: M. Pove- rello; S. Fratello; Cesarò; Biviere di Cesarò; Floresta; Mistretta; SR: Melilli; Villasmundo; Lentini; Megara Hyblaea (Augusta); TP: Segesta; Is. Marettimo. 48.140.0. 024.0 Ocypus (Tasgius) planipennis (Aubé, 1842) CATEGORIA COROLOGICA. W-mediterraneo. GEONEMIA ITALIANA. Sardegna (4). ECOLOGIA. Ignota 04 PILON NOTE. Luigioni e Porta segnalano la specie della Sicilia. Gli unici esemplari italiani che ho visto personalmente sono tutti di provenienza sarda, ma non si può escludere che essa si trovi realmente in entrambe le isole. SARDEGNA. CA: Cagliari; Elmas; Stagno di Maracalagonis; Quartu; Suelli; OR: Uras. 48.140.0. 008.0 Ocypus (Alapsodus) compressus (Marsham, 1802) CATEGORIA COROLOGICA. Europeo. GEONEMIA ITALIANA. Tutta Italia (111). ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-1300 m), euriecio. NOTE. La forma nominale di questa specie è reperibile, a differenza di quanto riportato da Luigioni e Porta, solo nelle regioni orientali, generalmente (ma non solo) nelle zone montane. In tutto il paese, comprese gran parte delle Alpi, si trova solo la ssp. cerdo (Erichson, 1840). | PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Locana; AL: Novi Ligure; NO: Finero; Macugnaga; Varzo!; VC: V. Chiobbia (V. Cervo); Biella!; Oropa!; Graglia; Alagna; Sostegno; AO: Gressoney. LIGURIA. GE: Genova (Righi; Borzoli); Arenzano; Sant. Vittoria; Casella; Rapallo; Fontanegli; M. Montarlone (Fontanigorda); IM: Nava; SV: Laigueglia; M. S. Giorgio; Alpicella; M. Beigua; Calizzano. LOMBARDIA. MI: Bernate Ticino!; BG: Endine Gaiano; Solto Collina; P.so del Vivione; BS: M. Orfano (Rovato)!; CO: Brunate; MN: Bosco Fontana (Marmirolo); PV: Pavia (Bosco G. Negri)!; M. Pietra Corva (Romagnese)!; P.so del Brallo; VA: Arcisate; Gaggiolo. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Oberbozen (Soprabolzano); Brixen (Bressanone) (1); Fennberg (Favogna); Montiggler Seen (L. di Monticolo); TN: Andalo; Tione; Valfredda (Ala) (4); Pomarolo; L. di Cei; Smarano; Sfruz; VENETO. VE: S. Nicolò; Lido; S. Erasmo; Murano; BL: California; VR: Avesa; Cancello; Dosso S. Marco (Malcesine). FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Sistiana; Opicina; Miramare; UD: Belvedere di Grado; Arta Terme. EMILIA ROMAGNA. BO: Monzuno; L. di Brasimone; FE: Ferrara; Pontelagoscuro; Oasi Campotto (Ar- genta); FO: la Lama; Balze!; MO: Modena; PC: Sarmato!; Piozzano!; PR: Parco Fluviale Stirone!; M. Molinatico; RA: Brisighella. TOSCANA. FI: Firenze; Fiesole; Marradi; Badia della Valle (Marradi); M. Faggiola; Vallombrosa; AR: Alpe della Luna; Pietramigliarina; GR: Poggio Cavallo; PT: Montecatini; Capraia. MARCHE E UMBRIA. AP: Grottammare; MC: Fiuminata; PG: Valtopina; S. Giustino. LAZIO. RM: Roma (Appia Antica); Albano; Marino; Riofreddo; Gerano; S. Marinella; LT: M. Viglio; dint. Norma; M. Semprevisa; RI: Capricchia (M. della Laga). ABRUZZO E MOLISE. AQ: Pratola Peligna; Castel di Sangro; PE: Lettomanoppello. PUGLIA. BA: Impalata; BR: Torre Canne; Mesagne; LE: Castro Marina. CAMPANIA. CE: Lago del Matese; SA: Bosco Centaurino (Sanza); S. Severino (Centola); M. Sacro; Paestum. CALABRIA E BASILICATA. CZ: Colle Morrone (Serra S. Bruno); CS: L. dei Due Uomini (Fagnano Castello); La Sila; Cetraro; Colloreto (Pollino); RC: Gambarie; MT: Policoro. SICILIA. ME: Foresta Malabotta (Floresta); SR: Pachino. SARDEGNA. CA: dint. Cagliari; NU: Stagno di Bara!; SS: Golfo Aranci; Alghero. Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 95 48.140.0. 010.0 Ocypus (Alapsodus) falcifer (Nordmann, 1837) CATEGORIA COROLOGICA. S-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Tutta Italia (129). ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-1300 m), praticolo. NOTE. Luigioni e Porta non citano la specie per le regioni Nordorientali; ad est del fiume Piave ho potuto vedere solamente un ex cartellinato “Friuli”. In Sicilia, o almeno in parte di essa, si trova la ssp. aliquoi (Bordoni, 1975). PIEMONTE E VAL D’ AOSTA. TO: Torino; Colle della Maddalena; Procaria; Locana; AL: Spinetta Ma- rengo!; Novi Ligure!; Sarezzano; Borgoratto; CN: Caramagna; NO: Fontaneto d’ Agogna. LIGURIA. GE: Genova; Busalla; S. Ilario Lig.; Rapallo; Casella; M. Becco; SP: Ameglia. LOMBARDIA. MI: Milano; Sesto S. Giovanni; Senago; Correzzana; Desio; Monza; Besana Brianza; BG: Bergamo; Torre dei Roveri; Torre Pallavicina!; BS: Rodengo!; Gussago!; CO: Brivio; Cascina Bracchi (Casatenovo); L. di Sartirana (Merate); MN: Quistello; Bosco Fontana (Marmirolo); PV: Corvini S. Quirico; Bagnaria; M. Pietra Corva (Romagnese)!; SO: Berbenno; VA: Comabbio!; Venegono; Campo dei Fiori. TRENTINO ALTO ADIGE. TN: S. Leonardo (Avio) (4). VENETO. VE: Venezia; Marghera; Fusina; Marcon; BL: Cortina; PD: Padova; TV: Montello; Ponzano; VI: Vicenza; VR: Grezzana; S. Floriano; Roverè; Castagnè; Malcesine. FRIULI VENEZIA GIULIA. Friuli. EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna città; Mazzolara; Monte Calderaro!; FE: Ferrara; Filo; Oasi Campotto (Argenta); Foce Po di Volano; MO: Carpi; Sassuolo; Montegibbio; Nirano; PC: Piacenza; Sarmato!; Piozzano!; S. Agostino (Coli)!; PR: Parma; Fidenza; Felegara; RA: Ravenna; Marzeno; Brisighella. TOSCANA. FI: Firenze; Sesto Fiorentino; Vallombrosa; AR: Anghiari; GR: Grosseto; Scarlino; M. Amia- ta; Tombolo (Orbetello); Alberese; Montemerano; LI: Livorno; PI: Pisa; Marina di Pisa. MARCHE E UMBRIA. AN: Staffolo; AP: Grottammare; MC: Camerino; PG: Perugia; L. Trasimeno; Lippiano (Città di Castello); Vescia; Volperino. LAZIO. RM: Roma (Acquacetosa; Farnesina; Ponte Galeria; Montesacro); Bufalotta; Lunghezza; Acilia; Maccarese; Nazzano; Tolfa; Cerveteri; Percile; LT: Lido di Latina; Cisterna; Ninfa; dint. Norma; RI: Poggio Mirteto; Cantalupo di Sabina. ABRUZZO E MOLISE. AQ: L’Aquila; Roccaraso; PE: Montesilvano; Popoli; TE: Tortoreto; IS: S. Pietro Avellana. CAMPANIA. SA: Campora. PUGLIA. TA: Circummarpiccolo (Taranto). CALABRIA E BASILICATA. CS: Mendicino; RC: Ciminà; PZ: Pietrapertosa; MT: Policoro. SICILIA. PA: Piano Battaglietta; Piana degli Albanesi!; M. Maganoce; ME: Messina; Milazzo; M. Soro; SR: M. Lauro; TP: S. Ninfa. SARDEGNA. SS: Tempio Pausania. 48.140.0. 013.0 Ocypus (Alapsodus) globulifer (Fourcroy, 1785) CATEGORIA COROLOGICA. Europeo. GEONEMIA ITALIANA. Tutta Italia (102). ECOLOGIA. Da planiziale a montano, praticolo, termofilo. NOTE. Questa specie, pur essendo presente quasi in tutto il paese, sembra essere quella a gravitazione più meridionale del gruppo. Gli esemplari della Sicilia e del sud apparterreb- 06 PILON bero secondo Coiffait (1974) alla ssp. sicanus; in base al materiale da me esaminato tale forma si basa su caratteri quasi inapprezzabili. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. AL: Voltaggio. LIGURIA. GE: Genova; Borzoli; Cogoleto; M. Fasce; Busalla; Casella; Marzano; IM: S. Remo; SP: Ameglia; SV: Carcare; M. Beigua. LOMBARDIA. MI: Monza; BS: Brescia; CO: Casatenovo; Lanzo d’Intelvi; SO: Castellina (Sondrio). VENETO. VE: S. Giuliano; Fusina; Casse di colmata (Fusina)!; Marghera; Punta Sabbioni; Malamocco; Mestre; BL: Feltre; Cansiglio; RO: Porto Tolle; VR: Avesa; Selva di Progno. FRIULI VENEZIA GIULIA TS: Trieste; Sistiana; Duino; GO: Isola Morosini; Monfalcone; Grado. EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Rastignano; FE: Punta Boscoforte (Valli di Comacchio); Foce Po di Volano; FO: Forlì; Croce; Converselle; MO: Carpi!; PC: Gragnano Trebbiense!; PR: Felegara; RA: Ravenna; Pineta di S. Vitale; Porto Corsini; Faenza. TOSCANA. FI: Firenze; Fiesole; M. Morello; M. Calvana; Badia della Valle (Marradi); AR: Anghiari; AR: Cortona; GR: Alberese; LI: Livorno; M. Capanne (Is. Elba)!; LU: Viareggio; MS: M. Tambura (Apuane); PI: Pisa; SI: Bettolle. MARCHE E UMBRIA. AN: Senigallia; AP: Grottammare; PG: Perugia; Foligno. LAZIO. RM: Roma (Foro Italico; Acquacetosa; Ponte Nomentana); Acilia; Maccarese; Ladispoli; Mon- telibretti!; Marino; Albano. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Castel di Sangro. PUGLIA. BA: Gioia del Colle; BR: Torre Testa; Torre Canne; TA: Taranto. CAMPANIA. NA: Agnano; SA: Pattano. CALABRIA E BASILICATA. CZ: Sambiase; MT: Nova Siri; Bosco Pantano (Policoro) (3). SICILIA. PA: Piano Battaglia; Portella di Misilmeri; Ficuzza; CL: Vallelunga Pratameno; ME: M. Soro; Ucria; Foresta Malabotta (Floresta); SR: M. Lauro; Palazzolo Acreide. SARDEGNA. CA: Cagliari; Elmas; Stagno dei Molentargius; Assemini; M. Sette Fratelli; Selegas; S. Nicolò Gerrei; NU: Stagno di Bara!; Macomer; Seui. 48.140.0. 016.0 Ocypus (Alapsodus) melanarius (Heer, 1839) CATEGORIA COROLOGICA. Europeo (introdotto in Nord America). GEONEMIA ITALIANA. Alpi (5). ECOLOGIA. Da planiziale a montano, praticolo. NOTE. Specie molto marginale alla fauna italiana, presente con certezza solo in Pusteria e nelle Prealpi Biellesi; non è però escluso che essa sia maggiormente diffusa nella regione alpina. La località di S. Candido è tratta da un esemplare conservato al Museo di Roma (coll. Cerruti) etichettato “Trentino-Monte S. Candido”. Poichè tale montagna è introvabile sulle carte, ho ritenuto verosimile che essa si riferisse a qualche monte nei dintorni dell’omonima cittadina. G. Miiller (1923) la cita anche di Roditti, nel Carso triestino, località oggi politi- camente slovena. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. VC: M. Marca; Alpe della Pissa (Oropa)!. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Niederdorf (Villabassa); Innichen (S. Candido); Sexten (Sesto) (1). 48.140.0. 028.0 Ocypus (Alapsodus) tricinctus (Aragona, 1830) CATEGORIA COROLOGICA. Alpino appenninico. GEONEMIA ITALIANA. Italia sett. e cent. (29). Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 97 ECOLOGIA. Submontano e montano (300-1500 m), silvicolo. NOTE. Questo splendido endemismo non è diffuso solamente, come finora ritenuto, nell’ Appennino centro-settentrionale, ma si trova anche nella regione Orobica, presentando quindi un’areale disgiunto. PIEMONTE E VAL D'AOSTA. AL: Caldirola!; Figino (Albera L.); M. Ebro. LIGURIA. GE: M. Antola; M. Penna; IM: Col di Nava; SV: M. Beigua; M. S. Giorgio; Melogno. LOMBARDIA. BG: Caprino; Carona; Parzanica; BS; M. Selvapiana (Gavardo); Valporcino (Lumezzane); P.so Maniva; CO: Paderno d’ Adda; PV: M. Lesima; M. Pietra Corva (Romagnese)!. EMILIA ROMAGNA. BO: L. di Brasimone!; FO: Campigna; PC: Pei; P.so del Penice; S. Agostino (Coli)!; RE: Castelnuovo nè Monti. TOSCANA. FI: M. Falterona!; Vallombrosa; Colla di Casaglia; M. Bruno; AR: Alpe della Luna; Sinti- gliano (Pieve S. Stefano); LU: M. Corchia (Stazzema)!; PT: Maresca. MARCHE E UMBRIA. PG: Bocca Trabaria. 48.140.0. 029.0 Ocypus (Alapsodus) winkleri (Bernhauer, 1906) CATEGORIA COROLOGICA. Europeo (introdotto in Nord America). GEONEMIA ITALIANA. Tutta Italia (155). ECOLOGIA. Da planiziale a montano, euriecio, igrofilo. NOTE. Le conoscenze sulla distribuzione di questa specie, di O. globulifer e O. mela- narius in Europa sono a tutt'oggi molto scarse, stante la grande confusione nomenclatoria al loro riguardo (peraltro definitivamente chiarita) e la stretta vicinanza morfologica (molte femmine sono di fatto indeterminabili). O. winkleri è diffuso in tutto il paese ma sembra essere più frequente nelle regioni settentrionali. PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: Torino; S. Ambrogio di Torino; AL: Spinetta Marengo!; Tortona; Sarezzano; Borgoratto; Piovera; AT: Asti; CN: Garessio; Ceva; NO: Casalbeltrame; Fontaneto d’ A go- gna; Premosello!; VC: Tavagliano; AO: Campo Laris (Champorcher). LIGURIA. GE: Genova; Molassana; Casella; Crocefieschi; Chiavari; Carasco; IM: Porto Maurizio!; S. Remo; Bordighera; SP: Ameglia; SV: Sassello; Albenga; M. Beigua. LOMBARDIA. MI: Milano (Greco); Settimo Mil.!; Monza; Besana Brianza; Gaggiano!; Zelo Buon Per- sico!; Bernate Ticino!; BG: Torre Pallavicina!; Valcava; S. Pellegrino; Endine Gaiano!; M. Sovere; BS: Brescia; CO: Como; Lipomo; Albate; Valmorea!; Ballabio Inf.; Cascina Bracchi (Casatenovo); Merate!; Cernusco Lom.!; L. di Annone; M. Bisbino; M. Generoso; Nesso!; Piano di Spagna (Gera Lario); CR: Cremona!; MN: Bosco Fontana (Marmirolo); PV: Pavia!; Spessa!; SO: Sondrio; Castellina (Sondrio); . Triangia; Torre S. Maria; Villa di Tirano!; Gordona!; Somaggia; VA: Valcuvia; Inarzo!; Campo dei Fiori. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Brixen (Bressanone); Tils (Tiles); Vintl (Vandoies); St. Ulrich (Ortisei); Meran (Merano); Laas (Lasa)!; TN: Lodrone; Riva del Garda; Le Grave (Civezzano); L. Pudro (Vigal- zano); S. Cristoforo (Caldonazzo); Levico; Nomi; Canazei; Fiera di Primiero. VNENETO VE: Casse di colmata (Fusina)!; BL: Feltre; Cansiglio; PD: Monselice; TV: Treviso; VI: Vicenza; M. Summano; Chiampo; Monteviale; Cereda; VR: Cerea; Sona; Lugagnano; Sala (Isola della Scala); Mazzantica; Selva di Progno; Roverè; Cavallo di Novezza (M. Baldo). FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: S. Giovanni al Timavo; GO: Monfalcone; Isola Morosini; UD: Arta; Ravascletto. EMILIA ROMAGNA. FE: Ferrara; S. Agostino; Argenta; PC: Borgonovo V. Tidone!; PR: Parma; RE: La Gabellina (P.so del Cerreto). 98 PILON TOSCANA. FI: Firenze; Sesto Fiorentino; Vallombrosa; Badia della Valle (Marradi); M. Bruno; GR: Scarlino; LI: Livorno; Portoferraio; LU: Viareggio; PI: S. Rossore!. MARCHE E UMBRIA. AN: Senigallia; MC: Macerata; PG: Foligno; Castelluccio (Norcia); L. Trasimeno; TR: L. di Piediluco. LAZIO. RM: Roma (Ponte Nomentana); Acilia; Maccarese; La Storta; Camporosello (M. Lepini); L. di Bracciano; Marino; Vicovaro; Montelibretti!; M. della Tolfa; LT: Cisterna; Sermoneta; Terracina; RI: Illica!. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Gran Sasso; Pescasseroli; Tagliacozzo; Castel di Sangro; Pratola Peligna; Pietrasecca; CH: Maiella; PE: Pescara; Popoli!; TE: Pietracamela; CB: Campomarino; IS: Montenero Valcocchiara; S. Pietro Avellana. PUGLIA. FG: Manfredonia (T. Candelaro; Palude Frattarolo); LE: Torre Lapillo. CAMPANIA. NA: Napoli; S. Giorgio a Cremano; CE: foce F. Garigliano. CALABRIA. E BASILICATA. CS: P.so dello Scalone; V. del Crati; RC: S. Eufemia d’ Aspromonte; PZ: M. Vulture; MT: Policoro. SICILIA. CL: Gela; ME: Foresta Malabotta (Floresta); Milazzo; SR: Pachino. SARDEGNA. CA: Quartu S. Elena; Elmas; M. Cresia!; foce Flumendosa!; NU: Macomer; OR: Gonnosnò. SPECIE DUBBIE Platydracus meridionalis (Rosenhauer, 1847) Luigioni (1929), forse riportando un vecchio dato di Bertolini, segnala questa specie per le Alpi Marittime. Un esemplare delle Alpi Marittime francesi si trova al Museo di Vienna. In effetti il modello di distribuzione finora noto di questo Stafilinide (Penisola Iberica e Francia meridionale) ricalca quello di molte specie animali dei più svariati gruppi zoologici che da ovest penetrano nella nostra regione fisica attraverso la Liguria di ponente. Tuttavia non avendo mai visto esemplari provenienti dalla Liguria non ritengo opportuno inserirlo fra le specie della fauna del nostro paese. Staphylinus ruficornis Bernhauer, 1913 Lo status sistematico di questo taxon è ancora da definire: è infatti possibile che si tratti di un ibrido fra S. cesareus e S. dimidiaticornis, come ipotizzato da Muller (1932) che segnala questa specie di Merano. La gravitazione di questo Stafilinide sembra comunque essere più orientale (regione danubiana, Balcani, Caucaso). Ocypus minax (Mulsant e Rey, 1861) Luigioni e Porta segnalano questa specie per Piemonte, Liguria e Toscana. L’unico esemplare di questo Stafilinide che ho potuto vedere personalmente, di qualsiasi provenienza si trova nella mia collezione e proviene dal Monte Obiou, in Savoia. Credo che la specie viva in realtà solo in Francia, Belgio (Drugmand, 1996) e, forse, Spagna, ove è comunque assai rara. Anche le citazioni per la Boemia sono dovute a errori di determinazione (Horion, 1965). Ocypus macrocephalus (Gravenhorst, 1802) Porta cita questa specie del Piemonte e della Venezia Tridentina. Anche Peez la riporta, su dati di Gredler, dell’ Alto Adige (Val Passiria, dint. Merano), sospettando però un errore di determinazione. In base al cospicuo materiale da me esaminato, credo di poter escludere con sicurezza che O. macrocephalus viva nelle Alpi italiane (e molto probabilmente in tutte Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 99 le Alpi). Tutte le citazioni sono frutto di confusione con O. alpestris o altre specie di questo gruppo, la cui distribuzione è già stata chiarita recentemente (Pilon, 1995). Ocypus (Pseudocypus) fuscatus (Gravenhorst, 1802) Questa specie presenta una distribuzione molto ampia dall’ Europa centrale (a ovest fino alla Gran Bretagna) al Lago Baikal, con una gravitazione decisamente settentrionale. Viene riportata genericamente anche per varie regioni del Norditalia (Luigioni, 1929; Porta, 1926) e Peez riferisce un’antica cattura di Gredler dei dintorni di Bolzano. Tuttavia non ho mai visto esemplari italiani di questa specie e ritengo che, almeno attualmente, la sua presenza in Italia sia estremamente improbabile. NUOVE SINONIMIE Parabemus baderlei Scheerpeltz, 1947 Parabemus baderlei, descritto del Col di Tenda da Scheerpeltz (1947) su un singolo esemplare e mai più ritrovato (per quanto a me noto), altro non è che un esemplare melanico di P. fossor, in base all’esame del Tipo conservato al Museo di Vienna. Si tratta di una aberrazione molto rara, ma ho visto un’altro esemplare simile raccolto in Slovacchia. D’ altra parte questa specie era stata tralasciata già nella recente “Checklist” (Ciceroni et al., 1995) e Coiffait (1974) la ricorda solo in una nota a piè di pagina. Posso quindi stabilire la sinonimia: Parabemus baderlei Scheerpeltz, 1947 = P. fossor (Scopoli, 1773) n. syn. Ocypus depolii G. Miiller, 1924 Credo che questa specie, descritta su un esemplare unico dell’entrotroterra di Fiume (che quindi, a essere precisi, non apparterrebbe alla fauna italiana al giorno d’oggi), sia in realtà un sinonimo di O. tenebricosus. L’esame del Tipo (in cattivo stato di conservazione e privo dell’edeago), lascia ritenere che si tratti semplicemente di un esemplare di O. tenebri- cosus di dimensioni molto piccole. I caratteri riportati da Miiller (1924) a distinzione da quest’ultimo, ossia maggior convessità del pronoto e punteggiatura più rada su tutto il corpo, sono in realtà poco evidenti, mentre l’edeago è, a detta dell’ Autore triestino che non fornisce nè disegni nè descrizioni, pressochè uguale a quello di O. tenebricosus. Di quelle regioni (Istria e dint. di Trieste), d’altra parte, ho sempre visto solo abbondanti serie di tenebricosus, mentre O. depolii non è mai più stato ritrovato in seguito, per quanto a me noto. Solo Dvorak (1984) riporta la presenza di questa specie nella Serbia settentrionale, e fornisce anche i disegni dell’edeago, relativi a quegli esemplari. In realtà, proprio grazie ai disegni, si può notare che si tratta non già della specie in questione ma di O. biharicus (G. Müller), ampia- mente diffuso nella regione balcanica. Propongo quindi la sinonimia: Ocypus depolii G. Miiller, 1924 = O. tenebricosus (Gravenhorst, 1846) n. syn. CONCLUSIONI Complessivamente i dati faunistici coprono il territorio italiano in modo abbastanza soddisfacente. Meglio conosciute sono comunque le regioni settentrionali mentre al sud esistono ampie zone in cui i dati sono molto scarsi, o si concentrano in territori ristretti (spesso massicci montuosi), lasciando intere province pressocchè sconosciute. Tale fatto è assai evidente in regioni come la Campania, la Calabria, la Sicilia, ove, se si tolgono i dati 100 PILON relativi ai distretti montuosi più noti e frequentati (Matese, Pollino, Sila, Nebrodi), le cono- scenze sono davvero lacunose. Tale situazione è probabilmente dovuta al fatto che le zone di pianura o collina vengono in genere ritenute poco interessanti dagli entomologi, sia perchè sono le più modificate e impoverite dal punto di vista naturalistico a opera dell’uomo, sia perchè sono raramente sede in cui cercare endemismi o altre specie interessanti per i collezionisti. Sta di fatto che alcune regioni fisiche caratterizzate da paesaggi agricoli piuttosto monotoni e da una certa povertà di ambienti naturali ben conservati (Monferrato, bassa pianura lombarda ed emiliana, pianura friulana, entroterra collinare di Marche e Abruzzo, altopiani interni della Sicilia) mostrano una povertà di dati rimarchevole, che contrasta nettamente con la ricchezza di segnalazioni fornita dai distretti montuosi ad esse vicini (Alpi Marittime, Alpi Orobie, Carnia, Maiella e Parco Nazionale d’ Abruzzo, Madonie). Per alcune grandi città (Milano, Torino, Genova, Trieste, Firenze, Roma) è riportato un gran numero di segnalazioni, nella maggior parte dei casi piuttosto vecchie; purtroppo biso- gna notare che molte di queste segnalazioni sono oggi da considerarsi “storiche”, in quanto la rapida espansione delle aree urbane negli ultimi decenni ha cancellato quegli habitat naturali un tempo presenti attorno alle città in cui era possibile trovare molte specie animali. Per contrasto è singolare notare la quasi totale mancanza di dati riguardo a molte città dell’Italia meridionale, anche assai grandi ed importanti (Napoli, Bari, Catania). Bisogna osservare che la maggior parte dei musei naturalistici (e la quasi totaltà di quelli da me visitati per studio) sono concentrati al Nord, e benchè in molti di essi sia conservato abbondante materiale delle regioni meridionali, tale fatto ha di sicuro determinato una minor ricchezza di dati relativi al meridione del nostro paese. Va d’altra parte sottolineato come un lavoro di questo genere fornisca, prima di tutto, una rappresentazione della intensità delle ricerche entomologiche nelle varie parti del nostro paese. Alcune specie, grandi, appariscenti e facilmente reperibili con cacce non specializzate, come ad esempio Ocypus ophthalmicus, Ocypus olens e in misura minore anche altre, sono presenti pressochè in tutto il paese; la loro distribuzione è quindi in realtà un'immagine piuttosto fedele di dove sono avvenute fino a oggi le raccolte entomologiche (con eccezione di quelle più specializzate) in Italia. Credo comunque si possa dire che la copertura dell’intero territorio nazionale sia stata sufficiente a definire la distribuzione di questa Tribù di Stafilinidi. CONSERVAZIONE Negli ultimi tempi anche la fauna cosiddetta minore (anfibi, rettili, insetti, molluschi) ha ricevuto una maggiore attenzione dal punto di vista protezionistico, dopo che studiosi e semplici appassionati si sono resi conto che molte componenti di tale fauna si sono rarefatte nel corso degli ultimi decenni. Per gli insetti questo discorso è particolarmente difficile da affrontare per almeno due motivi: è quasi impossibile avere delle valutazioni attendibili sulla consistenza numerica e la precisa distribuzione delle varie specie; è estremamente difficile conoscere le reali modifi- cazioni di tale consistenza e distribuzione nel passato, anche solo recente, benchè non man- chino tentativi in proposito (Turin e den Boer, 1988). Informazioni a tale riguardo sono alle Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 101 volte diffuse fra gli entomologi, ma sono sempre frutto di impressioni personali o di dati raccolti empiricamente, mai di una ricerca pianificata e volta a questo fine. Questo capitolo è un tentativo di segnalare quali specie, all’interno del gruppo trattato, possono essere considerate “vulnerabili” e di particolare interesse in campo protezionistico, alla luce delle considerazioni che seguono. Ritengo si possano prendere in considerazione quattro aspetti: le dimensioni dell’areale complessivo di ogni specie; la posizione delle popolazioni italiane all’interno dell’areale; la valenza ecologica di ciascuna specie e le sue capacità di dispersione; la maggiore o minore diffusione e stabilità delle tipologie ambientali scelte della specie. In particolare la combinazione di questi ultimi due aspetti determina la diversa proba- bilità di sopravvivenza di un taxon, in quanto ci dice come esso risponderà alle modificazioni o alla distruzione degli ambienti da esso popolati, se è in grado di adattarsi ad habitat diversi e quanto sono diffusi sul territorio i “serbatoi naturali” da cui possono originare ricoloniz- zazioni di siti idonei (MacArthur e Wilson, 1967). Va quindi evidenziato che la protezione di una qualsiasi specie di insetto, in pratica, non può attuarsi in altro modo se non attraverso la conservazione dell’habitat in cui esso vive. Tenuto conto di questi criteri, credo che possano essere segnalate le seguenti situazioni: — Parabemus fossor. Di questa specie, che può essere considerata addirittura banale in tutta la regione alpina, esiste una piccolissima popolazione isolata sul massiccio del Pollino, a oltre 500 km dal margine meridionale dell’areale principale. Probabilmente questa po- polazione vive in un’area di poche centinaia di ettari. — Staphylinus erythropterus. Le popolazioni italiane sono situate all’estremo margine sud-occidentale dell’areale, peraltro assai vasto, di questa entità. Da noi si tratta di una specie stenotopa, microterma, legata a boschi ripariali o palustri (ontaneti, saliceti) con un buon grado di naturalità. La maggior parte delle popolazioni note sono probabilmente isolate fra loro. Questa specie è dotata di ali membranose ben sviluppate ma probabil- mente non è in grado di volare. — Ocypus brunnipes. Valgono in buona parte le considerazioni fatte per la specie prece- dente, rispetto alla quale sembra comunque essere più plastica e meno esigente. Di particolare interesse sono però le popolazioni appenniniche, isolate e molto localizzate. In questa specie le ali sono ridotte e non funzionali. — Ocypus solarii. Si tratta di una specie silvicola e brachittera su cui richiamo l’attenzione solo per l'estensione molto ridotta dell’areale, a cavallo fra Italia e Francia; in tale regione comunque la copertura forestale è notevole e stabile (se non in aumento). — Ocypus aethiops. In Italia si trova esclusivamente la ssp. luigionii, vivente in Sicilia. Si tratta di una razza stenotopa, silvicola, brachittera; il suo habitat è costituito dai boschi mesofili maturi delle catene montuose del nord dell’isola. Tali boschi sono stati forte- mente falcidiati in passato e ricoprono oggi in Sicilia una superficie molto limitata. — Ocypus planipennis. Pochissimo è noto sull’ecologia e la distribuzione di questa specie; da noi essa vive, probabilmente, solo nella Sardegna meridionale, ove è stata trovata soprattutto presso le lagune dolci e salmastre attorno a Cagliari. Se questo fosse davvero 102 PILON il suo unico habitat si tratterebbe certamente di una delle specie più vulnerabili della fauna italiana. RINGRAZIAMENTI Sono numerose le persone che, in modi diversi, hanno contribuito alla realizzazione di questo catalogo. In primo luogo i responsabili e conservatori di tutti i Musei da me visitati, che mi hanno sempre facilitato nello studio delle collezioni museali. In particolare ricordo: Giorgio Alberti, Giampaolo Costa, Mauro Daccordi, Mauro Giachino, Carlo Leonardi, Roberto Pantaleoni, Mario Pavan, Maurizio Pavesi, Fabio Penati, Carlo Pesarini, Fausto Pesarini, Emanuele Piattella, Roberto Poggi, Enrico Ratti, Renato Regalin, Roberta Salmaso, Harald Schillhammer, Dante Vailati, Marco Valle, Vincenzo Vomero. Inoltre ringrazio tutti i colleghi, già menzionati nell’introduzione, che hanno messo a mia disposizione le proprie collezioni private. Infine desidero ricordare alcune persone che in vario modo (regalandomi materiale delle proprie raccolte, con pareri, consigli, appoggio logistico o altro ancora) mi hanno continuamente aiutato nel lavoro: Francesco Barbieri, Alessandro Ciceroni, Paride Dioli, Roberto Molinari, Dino Mon- din, Riccardo Sciaky, Carlo Violani, Adriano Zanetti e Stefano Zoia. BIBLIOGRAFIA ANGELINI F. & MONTEMURRO F., 1984 - Coleotterofauna del Bosco di Policoro (Matera) (Coleoptera). Il popolamento dell’ Appennino meridionale: dall’ Appennino campano alle Serre calabre. Biogeo- graphia, Lavori della Società Italiana di Biogeografia. Nuova serie, 10: 545-604. BORDONI C., 1975 - Alapsodus (Allocypus) falcifer aliquoi n. ssp. della Sicilia (Col. Staphylinidae). Animalia, Catania, 2 (1/3): 185-189. BRIVIO C., 1970 - La coleotterofauna del Lago di Sartirana Briantea (Brianza orientale, Lombardia). Memorie della Società entomologica italiana, Genova, 49: 103-152. CANZONERI S. & VIENNA P., (1985) 1987 - I Tenebrionidae della Padania (Coleoptera Heteromera). Bollettino del Museo civico di Storia naturale di Venezia, 36: 7-62. CHEMINI C. & ZANETTI A., 1982 - Censimenti di Coletteri Stafilinidi in tre ambienti forestali di Magrè e Favogna (Provincia di Bolzano) (Insecta: Coleoptera: Staphylinidae). Studi trentini di Scienze naturali, Acta Biologica, 59: 213-220. CICERONI A., PUTHZ V. & ZANETTI A., 1995 - Coleoptera Polyphaga III (Staphylinidae). 65 pp. In Minelli A., Ruffo S. & La Posta S. (eds.), Checklist delle specie della Fauna Italiana, 48. Calderini, Bologna. COIFFAIT H., 1974 - Coleopteres Staphylinidae de la region palearctique occidentale. II. Sous-famille Staphylininae, tribus Philontini et Staphylinini. Supplement à la Nouvelle Revue d’Entomologie, 4 (4). CURLETTI G., 1994 - I Buprestidi d’Italia. Catalogo Tassonomico, Sinonimico, Biologico, Geonemico. Monografie di “Natura Bresciana”, 19: 1-318. DACCORDI M. & ZANETTI A., 1987 - Catture con trappole a caduta in un vigneto nella provincia di Verona. Quaderni dell’ Azienda agraria sperimentale di Villafranca, 3, Verona: 1-44. DRUGMAND D., 1996 - Atlas des Staphylinini de Belgique et du Grand-Duché de Luxembourg (Coleo- ptera Staphylinidae Staphylininae). Mémoires de la Société royale belge d’Entomologie , 36: 3-194. DVORAK M., 1984 - Zwei neue Ocypus -Arten aus Mittelasien und einige Bemerkungen zu den Angaben über Kôrperlängen der Familie Staphylinidae. Faunistische Abhändlungen Museum Tierkunde Dresden, 12 (7): 59-68. FODDAI D. & MINELLI A., 1994 - Fossil Arthropods from a Full-Glacial Site in Northeastern Italy. Quaternary Research 41: 336-342. Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 103 HORION A., 1965 - Faunistik der mitteleuropäischen Kafer. 10: Staphylinidae. Schmidt, Uberlingen - Bodensee. KocH K., 1989 - Die Käfer Mitteleuropas Okologie (1). Goecke & Evers. Krefeld. LOHSE G. A., 1964 - Staphylinidae I. In Freude H., Harde K. W. & Lohse G. A. (eds), Die Kafer Mitteleuropas, 4. Goecke & Evers, Krefeld. LUIGIONI P., 1929 - I Coleotteri d’Italia. Catalogo sinonimico-topografico-bibliografico. Memorie della Pontificia Accademia delle Scienze - I nuovi Lincei. Roma. MACARTHUR R. H. & WILSON E. O., 1967 - The Theory of Island Biogeography. Princeton University Press, Princeton. _ MAGISTRETTI M., 1965 - Coleoptera Cicindelidae, Carabidae. Catalogo topografico. Fauna d’Italia VIII, Calderini, Bologna: 1-512. MULLER G., 1924 - Secondo contributo alla conoscenza del genere Staphylinus L.. Bollettino della Società entomologica italiana, Genova, 56: 19-27. MULLER G., 1926 - Sesto contributo alla conoscenza del genere Staphylinus L.. Bollettino della Società entomologica italiana, Genova, 58: 73-75. MULLER G., 1932 - Settimo contributo alla conoscenza del genere Staphylinus L.. Bollettino della Società entomologica italiana, Genova, 64: 75-88. NEWTON A. F., 1987 - Four Staphylinus (sensu lato) species new to North America, with notes on other introduced species (Coleoptera Staphylinidae). The Coleopterists Bulletin, 41 (4): 381-384. NEWTON A. F., 1996 - First record of the Genus Platydracus (= Staphylinus in Part) from Hawaii, with Notes on Hawaiian Creophilus (Coleoptera: Staphylinidae: Staphylininae: Staphylinini), in: Re- cords of the Hawaii Biological Survey for 1996. Part 2: Notes. Bishop Museum Occasional Papers, Honolulu, 49: 23-25. PEEZ VON A. & KAHLEN M., 1977 - Die Kifer von Siidtirol. Tiroler Landesmuseum Ferdinandeum, Innsbruck: 1-525. PILON N., 1995 - Gli Ocypus del gruppo alpestris-macrocephalus in Italia (Coleoptera Staphylinidae). Bollettino della Società entomologica italiana, Genova, 127 (1): 31-38. PILON N. & ZANETTI A., 1991 - Gli Stafilinidi (Insecta Coleoptera) della provincia di Sondrio. I. Tribù Staphylinini (Coiffait, 1956) e Philonthini (Coiffait, 1956). Il Naturalista Valtellinese, Morbegno, 2: 53-70. PORTA A., 1926 - Fauna Coleopterorum Italica. II Staphylinoidea. Stabilimento tipografico piacentino, Piacenza. PORTA A., 1949 - Fauna Coleopterorum Italica. Supplementum II. Stabilimento tipografico Soc. An. G. Gandolfi, Sanremo. PORTA A., 1959 - Fauna Coleopterorum Italica. Supplementum III. Stabilimento tipografico Soc. An. G. Gandolfi, Sanremo. SABELLA G. & ZANETTI A., 1991 - Studi sulle comunità a Coleotteri Stafilinidi dei Monti Nebrodi (Sicilia) (1° Contributo). Animalia, 18: 269-297. SAMA G., 1988 - Coleoptera Cerambycidae. Catalogo Topografico e Sinonimico. Fauna d’Italia 26, Calderini, Bologna: 1-216. SCHATZ I., 1988 - Coleotteri Stafilinidi di alcuni ambienti montani ed alpini delle Dolomiti. Studi trentini Scienze naturali, Acta biologica, 64 suppl.: 265-283. SCHEERPELTZ O., 1966 - Eine neue Art der GroBgattung Staphylinus L., neue Subgenera und Bemer- kungen über einige bereits bekannte paläarktische Arten dieser Grossgattung (Col.). Nachrichten- blatt Bayerischen Entomologen, 15: 105-117. SMETANA A., 1981 - Ontholestes murinus (Linné 1758) in North America (Coleoptera Staphylinidae). The Coleopterists Bulletin, 35 (1): 125-126. TURIN H. & DEN BOER P. J.,1988 - Changes in the distribution of Carabid Beetles in the Netherlands 104 PILON since 1880. II. Isolation of habitats and long-term trends in the occurrence of Carabid species with different power of dispersal (Coleoptera Carabidae). Biological Conservation, 44: 179-200. VIGNA TAGLIANTI A., AUDISIO P. A., BELFIORE C., BIONDI M., BOLOGNA M. A., CARPANETO G. M., DE BIASE A., DE FELICI S., PIATTELLA E., RACHELI T., ZAPPAROLI M. & ZOIA S., 1992 - Riflessioni di gruppo sui corotipi fondamentali della fauna W-paleartica ed in particolare italiana. Biogeo- graphia, 16: 159-179. ZANETTI A., 1978 - Ricerche sugli Stafilinidi della Media Anaunia (Coleoptera). Studi trentini di Scienze naturali, Acta Biologica, 55: 77-90. ZANETTI A., 1992 - Coleotteri Stafilinidi in siti forestali del Trentino meridionale (Insecta: Coleoptera: Staphylinidae). Studi trentini Scienze naturali, Acta Biologica, 67: 229-253. Indirizzo dell’Autore: N. Pilon, Dipartimento di Biologia Animale, Università degli Studi, P.za Botta 9, I-27100 Pavia Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 105 Fig. 1-8. 1: Ontholestes tessellatus di Scopello (VC); 2: Platydracus stercorarius di Biella; 3: Staphylinus erythropterus di Bernate Ticino (MI); 4: Ocypus megalocephalus di Concei (TN); 5: Ocypus rhaeticus di Carpugnino (NO); 6: Ocypus fortunatarum di Aritzo (NU); 7: Ocypus pedator dell’Isola di Capraia (LI); 8: Ocypus tricinctus del M. Falterona (FI) (foto S. Zoia). PILON 106 ‘(OT) Ssnuunu sajsajoyjug > (6) snsojpixoui Snpiyd0247) Tp eIei] Ul sUoIznqUIsIg ‘01-6 ‘3314 snulnw È Ss > snsojjIxew sa)sejou}uO snjıydos1) à [se È pie RETE E He: Bi es a OS) D | SH 3 4 Hr ESE N ._1 CHR nn Di. 3 me I ee: Bere Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani AHHH E pi nn i Hae Peewee : HE aa Fi i (Sea — | a Se: LES PRIE “4 are) < ee po sv nni rest heey = BERNER î I) ps / 1S in eT BEE ears, fl Pie BEE: = NuEBEE | LES 51 ni if a VERE amr ae Figg. 11-12. Distribuzione in Italia di Ontholestes haroldi (11) e Ontholestes marginalis (12). A HAE 107 108 PILON Fe RIC) ini dia ee eM aCe ar i or te i ae att i el tail > 4 E; Ga ii E a : | HE i EEE Li ke Kliniken A APRES Figg. 13-14. Distribuzione in Italia di Ontholestes tessellatus (13) e Abemus chloropterus (14). Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 109 ua PREISER Br HR ins EE HER n = So cu u. vo De es Da = © LR à & = HE RT Figg. 15-16. Distribuzione in Italia di Emus hirtus (15) e Platydracus flavopunctatus (16). (ST) 2102149210] snovap@vid 9 (LI) SAdiamf snov4pKıojq TP BIEN] UT SUOIZNQINSIG ‘81-LI 3314 PILON RE | TE sadıaın) BEST e10911q23e] ” Di sn2eipAje]d A SERE a gii snoeipkye}d nee BES HH HOSS a if He È L a e rr 110 Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 111 a è | 8 3 | + | if raise È jr R | fi . 7 i à i ea al LES LG: 14 _ i - rip . 2 Hal Ht HT | A di a lee eH SEE: = pra 3 a ee È. + Me wat T= ttt ings ER Se DE a à | i jae ti | u bai u di Ha RELATE Figg. 19-20. Distribuzione in Italia di Platydracus chalcocephalus (19) e Staphylinus erythropterus (20). 142 EAN to enr CEN EH = sE fer ea Aah eo ee LEE ERETTA 2 nt, CRTTA : zur za ad «Mi arguecguerse HA | pet -xd6 — 4 Li eis ern oem EBs MES Betas aan = = ine] Var n = E > £ Qa n°) ded (Ve) Platydracus caesareus stercorarius PILON Figg. 21-22. Distribuzione in Italia di Platydracus stercorarius (21) e Staphylinus caesareus (22). Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani u tn COUT LA LL 5 E 6 on an ce GY Q Staphylinus dimidiaticornis 113 Figg. 23-24. Distribuzione in Italia di Staphylinus dimidiaticornis (23) e Parabemus fossor (24). PILON puncte FEAT S i m cus h 5 a 7 a ze HIT ht ee pei aa Be a ni fr LESS pi coe ss | ji ci EI LE RTE hE 43 114 a 4 è erin mina ‘(97) sua9sagnd snapuayjouig 2 (ST) snjpyda2oanif snapuayjouiq Ip ee] Ul DUOIZNGLYSIq ‘97-57 ‘8314 snjeyda230oae]] snJeuayJoulg di ESSE Hed hel ae etn Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 115 | He ae < i IE a ae | a | Figg. 27-28. Distribuzione in Italia di Ocypus alpestris (27) e Ocypus brevipennis (28). 116 PILON RER] n Li 2 mo Eh ca i os à. cae f i ‘(06)snssauduoo snd@O 2 (6p) 401Dpad snd{20 Ip ee] UT sUoIZzAgUISIQ ‘05-64 ‘3314 | a LI Er 127 Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani (cs) 22/nq018 snd&0 9 (IS) 4afiopof snd&20 tp ere ur suorznqrnsiQ ‘7-15 ‘3314 49Ji[ngo]j6 snd430 n EER PERE FFEEHGEIO 19J19]RJ sndA30 SERENE Pe tthe E =» nemo 2335020535028 "Zahn sul LI stia a | IL: ù Hei il 128 PILON = i 2 . PASSE TE RÉ . .n Se) a NAN Eos) Di) m ci... NE EHESTEN cina prenoti]; Penn RÉ Figg. 53-54. Distribuzione in Italia di Ocypus melanarius (53) e Ocypus tricinctus (54). Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 129 i È Mi di ae aes Li: ia SU i Fig. 55. Distribuzione in Italia di Ocypus winkleri. > È 5 È j Ù = nn Dag ee ee ne ee a e a en n ET rn Te az ! È % 1 È DI è LIS Lia Sela. dre = me hit a HA ET oe DE ds ; 1 ana > rm anal x u d CRT mer TT ut à. PP CRE OR h A i fi + cs | # a : L x x a a les w x ‘ r= p = 33 seg 2 x ù 5 i \ - zena ep er miti in Mem. Soc. entomol. ital, 76: 131-347 25 febbraio 1998 Roberto CALDARA & Charles W. O’ BRIEN Systematics and evolution of weevils of the genus Bagous VI. Taxonomic treatment of the species of the western Palearctic Region (Coleoptera Curculionidae) Abstract - On the basis of a taxonomic and phylogenetic analysis of Bagoini at the world level, all known Palearctic genera previously assigned to this tribe are included in the genus Bagous Germar, 1817 and the western Palearctic species of this genus, as herein considered, are assigned to 24 species groups of the same systematic level. Therefore, the following genera and subgenera are placed in synonymy herein with the genus Bagous: Abagous Sharp, 1917; Bagoimorphus Desbrochers, 1906; Dicranthus Motschul- sky, 1845 (= Anactodes Brisout, 1863); Ephimeropus Hochhut, 1847 (= Elmidomorphus Cussac, 1851); Fontenellus Hoffmann, 1962; Hydronomus Schonherr, 1826; Lyprus Schonherr, 1826; Memptorrhynchus Iablokoff-Khnzorian, 1960; Parabagous Sharp, 1917 (not Schilsky, 1907); Probagous Sharp, 1917; Bagous subgen. Heterobagous Solari, 1930; Bagous subgen. Parabagous Schilsky, 1907; Bagous su- bgen. Pseudolyprus Neresheimer & Wagner, 1932. The western Palearctic species of Bagous are treated systematically. Eighty two species are recognized, of which 13 are newly described. These new species are: Bagous anatolicus (Turkey), Bagous belloi (Greece), Bagous cosiensis (Greece), Bagous epirotes (Greece), Bagous freti (Turkey), Bagous lothari (Serbia, Austria), Bagous lyali (Palestine), Bagous macedon (Greece), Bagous meregallii (Turkey), Bagous mucronatus (Turkey, Iraq, Pakistan), Bagous osellai (Turkey), Bagous riedeli (Turkey), and Bagous sabellai (Greece). The following new synonymies of species are proposed: Bagous diglyptus var. alpestris Hoffmann, 1954 = Bagous diglyptus Boheman, 1845; Bagous gandalf Isajev & Gratshev, 1994 = Bagous aliciae Cmoluch, 1983; Bagous haematopus Gyllenhal, 1836 = Bagous argillaceus Gyllenhal, 1836; Bagous hipponensis Pic, 1928 = Bagous guttatus Desbrochers, 1896; Bagous kirschi Reitter, 1884 = Bagous costulatus Perris, 1870; Bagous lateralis Hustache, 1937 = Bagous revelieri Tournier, 1874; Bagous lutulosus var. pueli Hoffmann, 1950 and Bagous lutulosus ssp. temperei Hoffmann, 1950 = Bagous lutulosus (Gyllenhal, 1827); Bagous marginicollis Hustache, 1937 = Bagous limosus (Gyllenhal, 1827); Bagous minutus Mulsant, 1859 and Bagous mulsanti Fauvel, 1885 = Bagous perparvulus Ro- senhauer, 1856; Bagous mundanus Boheman, 1845 = Bagous lutulentus (Gyllenhal, 1813); Bagous puncticollis var. wagneri Hoffmann, 1954 = Bagous puncticollis Boheman, 1845; Bagous rudis Sharp, 1917 = Bagous robustus Brisout, 1863; Bagous sahlbergi Schilsky, 1911 = Bagous geniculatus (Ho- chhut, 1847); Bagous semilunatus Desbrochers, 1895 = Bagous lutulosus (Gyllenhal, 1827); Bagous subcostulatus Desbrochers, 1896 = Bagous septemcostatus Chevrolat, 1860; Bagous syriacus Schilsky, 1907 = Bagous mingrelicus Tournier, 1874; Bagous wagneri Dieckmann, 1964 = Bagous bagdatensis Pic, 1904; Bagoimorphus laticollis Desbrochers, 1906 = Bagous mingrelicus Tournier, 1874; Memptor- rhynchus ripicola lablokoff-Khnzorian, 1960 = Bagous brevipennis Schneider & Leder, 1879. Among the species described from the geographical area considered herein, only Bagous libanicus Schilsky, 1911 remains unknown to us. A key to species, diagnoses of species groups and description, variability, synonymies, notes on type specimens, comparative notes, distribution, biology, habitus photographs and line illustrations of male and female genitalia of each species are provided. Riassunto - Sistematica ed evoluzione delle specie del genere Bagous Germar, 1817. VI. Revisione tassonomica delle specie della regione paleartica occidentale (Coleoptera Curculionidae). Mediante l’analisi tassonomica e filogenetica dei Bagoini a livello mondiale, tutti i generi paleartici precedentemente facenti parte della tribù vengono inclusi nel genere Bagous Germar, 1817 e le specie della Regione paleartica occidentale di questo genere sono assegnate a 24 gruppi considerati tutti allo stesso livello tassonomico. Pertanto i seguenti generi e sottogeneri vengono posti in sinonimia del genere Bagous: Abagous Sharp, 1917; Bagoimorphus Desbrochers, 1906; Dicranthus Motschulsky, 1845 (= 132 CALDARA & O’ BRIEN Anactodes Brisout, 1863); Ephimeropus Hochhut, 1847 (= Elmidomorphus Cussac, 1851); Fontenellus Hoffmann, 1962; Hydronomus Schònherr, 1826; Lyprus Schônherr, 1826; Memptorrhynchus Iablokoff- Khnzorian, 1960; Parabagous Sharp, 1917 (non Schilsky, 1907); Probagous Sharp, 1917; Bagous subgen. Heterobagous Solari, 1930; Bagous subgen. Parabagous Schilsky, 1907; Bagous subgen. Pseu- dolyprus Neresheimer & Wagner, 1932. Dal punto di vista sistematico sono considerate valide 82 specie, delle quali 13 risultano nuove per la scienza: Bagous anatolicus (Turchia), Bagous belloi (Grecia), Bagous cosiensis (Grecia), Bagous epi- rotes (Grecia), Bagous freti (Turchia), Bagous lothari (Serbia, Austria), Bagous lyali (Palestina), Bagous macedon (Grecia), Bagous meregallii (Turchia), Bagous mucronatus (Turchia, Iraq, Pakistan), Bagous osellai (Turchia), Bagous riedeli (Turchia), Bagous sabellai (Grecia). Vengono inoltre proposte le seguenti nuove sinonimie: Bagous diglyptus var. alpestris Hoffmann, 1954 = Bagous diglyptus Boheman, 1845; Bagous gandalf Isajev & Gratshev, 1994 = Bagous aliciae Cmoluch, 1983; Bagous haematopus Gyllenhal, 1836 = Bagous argillaceus Gyllenhal, 1836; Bagous hipponensis Pic, 1928 = Bagous guttatus Desbrochers, 1896; Bagous kirschi Reitter, 1884 = Bagous costulatus Perris, 1870; Bagous lateralis Hustache, 1937 = Bagous revelieri Tournier, 1874; Bagous lutulosus var. pueli Hoffmann, 1950 e Bagous lutulosus ssp. temperei Hoffmann, 1950 = Bagous lutulosus (Gyllenhal, 1827); Bagous marginicollis Hustache, 1937 = Bagous limosus (Gyllenhal, 1827); Bagous minutus Mulsant, 1859 e Bagous mulsanti Fauvel, 1885 = Bagous perparvulus Rosenhauer, 1856; Bagous mundanus Boheman, 1845 = Bagous lutulentus (Gyllenhal, 1813); Bagous puncticollis var. wagneri Hoffmann, 1954 = Bagous puncticollis Boheman, 1845; Bagous rudis Sharp, 1917 = Bagous robustus Brisout, 1863; Bagous sahlbergi Schilsky, 1911 = Bagous geniculatus (Hochhut, 1847); Bagous semilunatus Desbrochers, 1895 = Bagous lutulosus (Gyllenhal, 1827); Bagous subcostulatus Desbrochers, 1896 = Bagous septemcostatus Chevrolat, 1860; Bagous syriacus Schilsky, 1907 = Bagous mingrelicus Tournier, 1874; Bagous wagneri Dieckmann, 1964 = Bagous bagdatensis Pic, 1904; Bagoimorphus laticollis Desbrochers, 1906 = Bagous mingrelicus Tournier, 1874; Memptorrhynchus ripicola Iablokoff-Khnzorian, 1960 = Bagous brevipennis Schneider & Leder, 1879. Fra le specie descritte dell’areale geografico preso in considerazione, solo Bagous libanicus Schilsky, 1911 è rimasto sconosciuto agli autori. Vengono fornite la tabella dicotomica delle specie considerate e una diagnosi per ogni gruppo di specie trattato; per ogni specie sono inoltre riportate descrizione, variabilità, sinonimie, informazioni sugli esemplari della serie tipica, distribuzione, note comparative e biologiche, fotografia dell’habitus e disegni degli organi genitali maschili e femminili. Key-words: Curculionidae, Bagous, western Palearctic species, new species, taxonomic revision. CONTENTS Re ENGE NN oe cli dee ce en iena at ehe 132 Momie bols cat es. ee ana ad DER nari cora a 133 Seleetedigenitäl structures used inselassificätien of Bagous loci ela 135 Taxonenmieigatine nio ba vo 1006 DATI LOUER RR ir 137 Choecklisttatt estera Polare ORIO OO Anto porane ps erseno tue ae nero notes season ns 140 nie e) a aa o tue cire aptes ORA ARAN 145 Taxonomie ireaiment ol western Palearctic species of Bagous i... racicirrerinrizagiecnrepererizenecanin nasa 153 ARA ATO ee ri i 311 benestare iii ile ici Ski le e I a ORNE EN 318 INTRODUCTION The weevils of the genus Bagous Germar are distributed worldwide except for the Neotropical Region including Central and South America. Recently, the previously poorly known species of Australia, Japan and the Indian Subcontinent were revised. In contrast to these faunas the western Palearctic species, and especially those from Central and North Revision of western Palearctic Bagous 133 Europe, surely were studied more extensively following their original descriptions (Brisout, 1863; Schilsky, 1907; Sharp, 1917a, 1917b; Hustache, 1927; Neresheimer & Wagner, 1930, 1932; Hoffmann, 1954; Dieckmann, 1964a, 1983; Bruce, 1968; Smreczynski, 1972). Howe- ver, only Neresheimer & Wagner (1930, 1932) and subsequently Dieckmann (1964a) and Bruce (1968) based their studies on the examination of the available type specimens in an attempt to clarify the complex taxonomic status of many common species. Sharp (1917a, 1917b) was the first who carefully examined the structures of the male genitalia of many species with short apodemes and based on this he arrived at an erroneous conclusion (the transfer of this group of Bagous to Cleoninae). Also Dieckmann (1964a), Gonzalez (1967) and Bruce (1968) examined the male genitalia of some species, but unfortunately only with the taxonomic purpose of separating species. In conclusion, until now all authors who treated species of Bagous, their subgenera and related genera never adequately discussed their true systematic positions. Therefore, in ad- dition to the definition of the taxonomic value of the species, another aim of the present work is to examine more carefully both external and genital morphology of the western Palearctic taxa in an attempt to facilitate their phylogenetic analysis, also using data from the studies of the other faunas already completed (O’ Brien & Askevold, 1992; O’Brien et al., 1994; O’ Brien & Askevold, 1995) or those still in progress. MATERIALS AND METHODS The available type specimens and/or type series have been studied of all species in the western Palearctic region (West of the sixtieth parallel), and dissections of genitalia of the holotype or lectotype were undertaken when necessary. This study was based on examination of about 6000 adult specimens of Bagous, which are preserved in the museums and collections referred to in the text; the following acronyms were used: ARCF. Alexander Riedel Collection, private, Friedberg, Germany. BMNH. Department of Entomology, The Natural History Museum, London, England (C. Lyal, R. T. Thompson). CIBC. Commonwealth Institute of Biological Control, Rawalpindi, Pakistan (A. Ikram Mohyuddin). CWOB. Charles W. O’Brien Collection, private, Entomology-Biological Control, Florida A. & M. University, Tallahassee, FL., USA. DEIE. Deutsches Entomologisches Institut, Eberswalde, Germany (L. Behne). ENSA. Ecole Nationale Superiore Agronomique, Montpellier, France (F. Leclant). FACF. Fernando Angelini Collection, private, Francavilla Fontana (Brindisi), Italy. FTCF. Fabio Talamelli Collection, private, S. Giovanni in Marignano (Forlì), Italy. HFCM. Herbert Franz Collection, private, Mödling, Austria. HNHM. Hungarian Natural History Museum, Budapest, Hungary (0. Merkl). IZBM. Institute of Zoology, Byelorussian Academy of Sciences, Minsk, Byelorussia (V. Karasyov). IZSP. Institute of Zoology, Russian Academy of Sciences, St. Petersburg, Russia (B. A. Korotyaev). IZWP. Institute of Zoology, Warszawa, Poland (M. Wanat). JFCH. Jan Fremuth Collection, private, Hradec Kralove, Czech Republic. JPCM. Jean Pelletier Collection, private, Monnaie, France. MGCD. Museo Civico di Storia Naturale, Collezione Dodero, Genova, Italy (R. Poggi). MNCN. Museum de Ciencias Naturales, Madrid, Spain (M. A. Alonso Zazaraga). MNHB. Museum fiir Naturkunde der Humboldt-Universität, Berlin, Germany (F. Hieke). MNHG. Muséum d’ Histoire Naturelle, Genève, Switzerland (C. Besuchet). 134 CALDARA & O’BRIEN MNHN. Muséum National d’Histoire Naturelle, Paris, France (H. Perrin). MNHW. Museum of Natural History, Wroclaw University, Wroclaw, Poland (M. Wanat). MKCB. Michael Kostal Collection, private, Bratislava, Slovakia. MSNF. Museo di Storia Naturale “La Specola”, Firenze, Italy (P. Abbazzi). MSNG. Museo Civico di Storia Naturale, Genova, Italy (R. Poggi). MSNM. Museo Civico di Storia Naturale, Milano, Italy (C. Leonardi, C. Pesarini). MZUL. Museum of Zoology, Lund University, Lund, Sweden (R. Danielsson). NHMB. Naturhistorisches Museum, Basel, Switzerland (M. Brancucci). NHMW. Naturhistorisches Museum, Wien, Austria (M. Jäch, H. Schönmann). NHRS. Naturhistoriska Riksmuseet, Stockholm, Sweden (P. Lindskog, P. I. Persson). OVCK. Oldrich Vorisek Collection, private, Kladno, Czech Republic. PIMR. Paleontological Institute, Russian Academy of Sciences, Moscow, Russia (W. G. Gratshev). PPCM. Peter Poot Collection, private, Maastricht, Holland. PSCH. Peter Sprick Collection, private, Hannover, Germany. RBCN. Roman Borovec Collection, private, Nechanice, Czech Republic. RCCM. Roberto Caldara Collection, private, Milan, Italy. SMNS. Staatliches Museum fiir Naturkunde, Stuttgart, Germany (W. Schwaller). SMTD. Staatliches Museum fiir Tierkunde, Dresden, Germany (R. Krause). UJIZ. Uniwersytet Jagiellonski Instytut Zoologii, Krakow, Poland (S. Knutelski). USNM. National Museum of Natural History, Washington, DC., USA (J. Pakaluk). ZMKB. Zoologische Forschunginstitut und Museum A. Konig, Bonn, Germany (M. Schmitt). ZMUC. Zoological Museum, Cambridge University, Cambridge, England (W. Foster). ZMUK. Zoological Museum, Copenhagen University, Copenhagen, Denmark (M. Hansen). ZMUU. Zoological Museum, Uppsala University, Uppsala, Sweden (T. G. T. Jaenson). ZSSM. Zoologische Staatssammlung, Munich, Germany (G. Scherer). DESCRIPTION OF SPECIES — For descriptions we used one male and one female each, be- longing or not belonging to the type series but where possible with features intermediate between the two extremes of the range of variability of the species. We dedicated a special paragraph to this variability. Descriptions of species were prepared with the aid of the computer program DELTA (Dallwitz & Paine, 1986; Partridge et al., 1988) (October, 1993 release). Uniformity of wording and presentation was guaranteed through use of this program. The format and wording of descriptions is constrained by DELTA and the way the data set must be prepared. Therefore, the precise construction of descriptions departs somewhat from the traditional taxonomic style. Punctuation must be observed carefully, in order correctly, to interpret series of attributes. Obviously since the first revision of the Australian species (O’Brien & Aske- vold, 1992) the data base used continued to grow as other faunal regions were studied and new species were described (O’Brien et al., 1994; O’Brien & Askevold, 1995). Now the description are much more detailed and markedly more uniform than most of those previously published by other authors and are very useful for phylogenetic studies, although unfortu- nately they are very long. Therefore, since in this monograph we had to treat a very large number of species, which sometimes differ in only a few characters, we decided to drastically reduce some descriptions reporting only those differences from the complete description of a closely related species. Moreover, we decided to delete the character states common to all the species of a group which are reported in the description of the species group. However, Revision of western Palearctic Bagous 135 all of the complete descriptions are available on magnetic disk for any student who wishes request them from us. Also to conserve space, we did not report the detailed labels of the specimens examined for the more common northern and central European species, since their distributions have been published so recently (Dieckmann, 1983). RECOGNITION OF SPECIES GROUPS — Reference is made to species groups in discussion of characters below. These groups are recognized despite lack of a reconstructed phylogeny of all Bagous, because more than two thirds of the described world species have been studied and we are confident that they are phylogenetically well-founded. Analysis to test species- group monophyly was specifically carried out in the study of Japanese Bagous (Askevold et al., 1994). MEASUREMENTS — Measurements were made with an ocular micrometer in a Wild M8 stereoscopic microscope. Body length was measured from the anterior margin of the prono- tum along the midline to the apex of the elytra. Range in length was determined by measuring visually selected samples of the largest and smallest available specimens. The rostrum was measured in lateral view from the apex (excluding mandibles) to the base, where the dorsal margin of the scrobe reaches the eye or would reach the eye, if continued in those species with the scrobe not reaching the eye. The antennal insertion was measured in lateral view from the apex (excluding mandibles) to the point of insertion of the base of the scape. The frons was measured across the eyes at the midpoint of the margin of the eye seen in a frontal view. The length of the pronotum was measured along the midline from the apex to the base; the width was measured transversely at the widest point. The length of the elytra was measured along the midline from the base to the apex; the width was measured transversely at the widest point. The length of each abdominal sternum was measured along the midline from the base to the apex. The length of the median lobe was measured from the apex to the point of its attachment of the apodeme, and the length of the apodeme was measured from the point of attachment to the median lobe to the apex of the apodeme. SELECTED GENITAL STRUCTURES USED IN CLASSIFICATION OF BAGOUS Many genital structure are fundamental for identification of species as well as for phylogenetic analysis. Characters used are mostly those of the median lobe (term used by us only in reference to the completely tubular region) and the internal sac of the male, and of sternum VIII of the female genitalia. The spermatheca and gonocoxa, and to a much lesser extent tergum VIII and the pygidium, are also useful in the female. Terms used for male genitalia follow those previously used by O’Brien & Askevold (1992) and O’Brien et al. (1994). Terminology of female genitalia follows, as much as possible, that of Lindroth (1957), with additional terms used by O’Brien & Askevold (1992) and O’Brien et al. (1994). The following structures must be considered carefully: MALE GENITALIA. Basal plate (cf. figs. 115, 135, bp). Proximal extension of the ventral surface of the 136 CALDARA & O’BRIEN median lobe visible from above, between the apodemes, as a distinct plate (e.g. many members of the B. bipunctatus group, B. binodulus and B. argillaceus). Denticles (cf. figs. 112, 114, 137a, 164, d). Microstructures just discernable with a dissecting microscope, and best seen from above, present in three locations on the median lobe: distally projecting on the lateral margin of the median lobe, distad of the dorsal process (e.g. B. frit); on the dorsal process, on what appears to be the internal surface in cases where the dorsal surface of the dorsal process is open (e.g. B. frit and B. limosus); in the internal sac where are of different sizes, shapes and densities at particular locations (e.g. the B. bipun- ctatus and the B. lutosus groups and a few members of the B. chevrolati group). Dorsal process (cf. figs. 163, 165, dp). Process fused directly to the median lobe, not capable of rotation or longitudinal articulation, projecting dorsally from the posterolateral margin of the orifice, and concealing it, at least in part (e.g. the B. nodulosus, B. validus, B. collignensis, B. brevis, B. transversus, and B. frit groups). This process must not be confused with “false” dorsal processes presented i.e. by the B. geniculatus group (cf. fig. 130, fdp): in fact these latter structures are formed by moveable sclerites. Internal sac sclerites (cf. 93, 121, 122, iss; 135a-137a). Sclerotized structures located near the orifice of the median lobe or proximally between the apodemes. They vary in size, shape and complexity. Apart from the denticles (see above), the simplest are U-shaped to V-shaped, but the most complex are an ensemble of articulated and fused sclerites (cylin- drical, clavate to horn-like, or flattened, triangular to rectangular to blade-like), sometimes with groups of setae intermixed (e.g. some species of the B. interruptus group). Orificial margins (cf. fig. 115, do, po). Two orificial margins are recognized, the distal (do) and proximal (po) margins. Their discrimination is important in determining details of structure. The distal margin generally is fairly distinct. However, the proximal margin ge- nerally is indistinct because typically it is membranous and is the point at which the internal sac invaginates. In some species this margin is distinct and gives rise to a prominent dorsal sac-supporting sclerite. Among species with a dorsal process, the proximal margin is con- cealed. Orificial plates (cf. figs. 125, 127, 137, op). Moveable more or less sclerotized distal extensions of the dorsal surface of the median lobe covering part of the orifice and varying in size and shape (e.g. in the B. subruber, B. tempestivus and B. lutosus groups). This structure is horizontal and anteriorly directed in repose (orifice closed) and vertical when the orifice is opened. Orificial sclerites (cf. fig. 114, os). Pair of sclerites situated in the apical orifice of the median lobe. These sclerites evert with the sac and form a basal sac-supporting structure. Pseudo-orifice (cf. figs. 98, 135, pso). Area of diminished sclerotization of the median lobe immediately behind the orifice or orificial area (e.g. the B. argillaceus, B. interruptus, B. elegans and B. tubulus groups). Setal brush (cf. figs. 130, 165, sb). Group of dense long setae, which usually projects medially, often associated with the dorsal process (e.g. the B. collignensis and B. brevis groups). Ventral process (cf. fig. 148, vp). Process fused directly to the ventral surface of the median lobe, not capable of rotation or longitudinal articulation and projecting dorsaally (e.g. the B. cylindricus group). Revision of western Palearctic Bagous 137 FEMALE GENITALIA. Apodemes of sternum VIII (cf. figs. 166, 184, 186, ap). Paired structure, not a single rod-like structure as usually considered, consisting of a pair of sclerotic rods that are con- nected medially by a less heavily sclerotized area (O’Brien and Askevold, 1992), as clearly suggested by the shape of the apodemes in several species of Bagous (e. g. the B. crispus and B. chevrolati groups). The base of the apodemes is the proximal end where muscles attach (cf. fig. 189, apb); the apex is the distal end, which is limited by a broadly curved, suture-like line of contact with the arms (cf. fig. 189, apa). Exceptionally as in the B. crispus group the apodemes are fully cleft, completely separate, and attached laterally on the sternum. Bursal sclerites (cf. figs. 166, bs; 186a, 203a, 204a). Sclerotized structures of various size, shape and complexity (scoop-shaped, polygonal, polylobed) in the bursa copulatrix (e.g. the B. chevrolati and B. argillaceus groups, and B. puncticollis). Arms of sternum VIII (cf. figs. 166, 184, 186, ar). This denotes an area, usually paired, of greater sclerotization of the plate of sternum VIII. The arms usually have setae or at least small sensilla apically. Basally, the arms broadly contact the apices of the apodemes, and may even extend between the apices of the apodemes. The arms are usually separate, leaving an “open” area between them which we call the fenestra (fig. 186, f). In B. alismatis and in some extra-Palearctic species the arms are “closed”, i. e. fused apically (cf. fig. 185, f). Gonocoxa (cf. fig. 166, g). The gonocoxa is typical for weevils and consists of a dorsal surface and ventral surface, joined laterally but “open” medially. The ventral surface is generally complete, while the dorsal surface may be complete to almost absent; the amount of dorsal surface that is present is reflected in figures by the amount of darkened area. Pygidium. Tergum X which is essentially of the same shape in most females of Bagous, with the apex usually slightly and broadly emarginate. However, the apex is exceptionally very deeply emarginate (e.g. in the B. frit group). Spermatheca (cf. figs. 186, 189). The spermatheca is comprised of the body (b), no- dulus (n), ramus (r), spermathecal duct (sd), and the spermathecal gland (sg). Tergum VIII (cf. figs. 65-66). In what appear to be the more primitive groups, the entire tergum is more or less hemispherical and featureless, whereas in most advanced groups it is more or less cordate. In the B. geniculatus and B. biimpressus groups the tergum VIII possesses an unusual thickened apex (fig. 66). TAXONOMIC TREATMENT OF BAGOUS GERMAR Bagous Germar Bagous Germar, 1817: 340 [type species: Rhynchaenus binodulus Gyllenhal by subsequent designation (Schônherr, 1826: 290)]. Brisout, 1863: 491. Tournier, 1874: 103. Schilsky, 1907: D. Hustache, 1930: 205. Neresheimer & Wagner, 1930: 261. Hoffmann, 1954: 712, 714. Dieckmann, 1964a: 88; 1983: 352. O’Brien & Askevold, 1992: 338; 1995: 12. O’Brien et al., 1994: 8. Caldara & O’Brien, 1904. Fok Hydronomus Schonherr, 1826: 231 [type species: Rhynchaenus alismatis (Marsham, 1802), by mono- typy]. Tournier, 1874: 103. Schilsky, 1907: D. Sharp, 1917a: 31. Solari, 1930: 46. Hustache, 1930: 236. Hoffmann, 1954: 711, 713. Dieckmann, 1983: 351, 373 (n. syn.). Lyprus Schonherr, 1826: 288 (Cyprus err.: incorrect original spelling according to the ICZN Art. 32 c) (type species: Rhynchaenus cylindrus Gyllenhal, by monotypy). Schönherr, 1836: 536. Schilsky, 138 CALDARA & O’ BRIEN 1907: D (subgen. of Bagous). Sharp, 1917b: 103. Hustache, 1930: 206 (subgen. of Bagous). Hoffmann, 1954: 716, 721 (subgen. of Bagous). Dieckmann, 1983: 353, 357 (subgen. of Bagous) (n. syn.). Dicranthus Motschulsky, 1845: 102 (type species: Dicranthus vittatus Motschulsky, by monotypy). Schilsky, 1907: D. Hustache, 1930: 203. Hoffmann, 1954: 712. Dieckmann, 1983: 350, 352. Kodada et al., 1992: 196 (n. syn.). Ephimeropus Hochhut, 1847: 543. (type species: Ephimeropus geniculatus Hochhut, by monotypy). Tournier, 1874: 103. Schilsky, 1907: C. Solari, 1930: 46. Hoffmann, 1954: 716, 717 (subgen. of Bagous). Dieckmann, 1983: 353, 354 (subgen. of Bagous) (n. syn.). Elmidomorphus Cussac, 1851: 205 (type species: Elmidomorphus aubei Cussac, by monotypy). Bedel, 1884: 103 (Helmintimorphus err.). Schilsky, 1907: N (subgen. of Bagous). Sharp, 1917b: 107. Hustache, 1930: 206 (subgen. of Bagous) (n. syn.). Anactodes Brisout, 1863: 497 [type species: Bagous elegans (Fabricius), by monotypy] (n. syn.). Bagoimorphus Desbrochers, 1906: 11 (type species: Bagoimorphus laticollis Desbrochers, by monotypy) (n. syn.). Parabagous Sharp, 1917a: 28 (not Schilsky, 1907) [type species: Bagous frit (Gyllenhal)]. Abagous Sharp, 1917a: 27 [type species: Bagous lutulentus (Gyllenhal)]. Hoffmann, 1954: 717, 740 (subgen. of Bagous). Dieckmann, 1983: 354, 369 (subgen. of Bagous) (n. syn.). Probagous Sharp, 1917b: 102 (type species: Bagous heasleri Newbery). Memptorrhynchus Iablokoff-Khnzorian, 1960: 253 (type species: Memptorrhynchus ripicola Iablokoff- Khnzorian, by monotypy) (n. syn.). Fontenellus Hoffmann, 1962: 120 (type species: Bagous cyperorum Peyerimhoff, by monotypy) (n. syn.). Bagous subgen. Parabagous Schilsky, 1907: N (type species: Bagous chevrolati Tournier, by present designation). Hustache, 1930: 206. Hoffmann, 1954: 716, 722. Gonzalez, 1971: 5. Bagous subgen. Heterobagous Solari, 1930: 44 (type species: Bagous nupharis Apfelbeck). Bagous subgen. Pseudolyprus Neresheimer & Wagner, 1932b: 1536 (type species: Bagous cylindricus Rosenhauer, by monotypy) (n. syn.). DIAGNOSIS - Western Palearctic species of Bagous can be distinguished from other genera of Curculionidae from this region by the following diagnostic characters: granulate to subgra- nulate, pitted (at least in part) scales, not hydrofuge except at points of articulation; usually with distinct, often dense, waterproof coating (lacking only in specimens recently emerged from pupal cell); median prosternal sulcus in front of forecoxae usually weakly developed to well-developed; tibiae usually slender, ventrally sinuate to bisinuate; tibial uncus well- developed; tarsomere 3 subcordate (figs. 67-71) to linear (figs. 84-88), not deeply bilobed. Genitalia: median lobe of male dorsally fully sclerotized except in orificial area, ventrally fully sclerotized, with or without post-orificial dorsal process; apodemes long and slender to very short, robust and curved inward; there are no diagnostic characters of female genitalia. REDESCRIPTION - Body very small to large (length, 1.20-8.90 mm); usually elongate-oval, also short broad-oval to elongate-cylindrical, robust to slender; declivital callus of elytra various in size and shape, rarely absent; densely clothed with scales, usually granulate and pitted, rarely smooth with fine to obsolete pit; with waterproof coating, from clear and shellac-like to dense and subopaque, latter often concealing scales, colour pattern and cuticle. Rostrum usually shorter than pronotum, occasionally subequal in length or longer; often Revision of western Palearctic Bagous 139 evenly or unevenly curved with apex depressed, rarely straight; subcylindrical to rounded; usually densely clothed with scales, at least in basal 1/2, apically often subglabrous; usually sides expanding to apex. Head usually weakly to strongly convex, occasionally obliquely flattened; densely clothed with subcontiguous, contiguous or imbricate scales, at times hydro- fuge on vertex, genae and along margin of eye; frons variable, nearly contiguous to very broad, convex to broadly deeply impressed, often medially sulcate or foveate, often swollen beside margin of eye, occasionally subcarinate there, usually with subrecumbent to erect setae there, often scale-like, setae occasionally absent. Antennae usually inserted subapically, ca. 1/4 to 1/3 distance from apex of rostrum, occasionally near middle, and rarely subbasally, ca. 1/3 from base; scape elongate, resting in deep scrobe, reaching eye; funicle 7 segmented, exceptionally 6 segmented; club 3 segmented, usually annulate and densely pubescent, rarely with Ist segment glabrous and elongate. Pronotum usually transverse, broader than long, occasionally subequal in length and width or longer than broad; disc usually flattened, though occasionally undulate or rugose, rarely convex, usually with longitudinal median groove, latter sometimes interrupted, forming one or two impressions or rarely absent completely; scale covering usually dense; occasionally with scattered evident subrecumbent to suberect scale-like setae, these usually not visible. Scutellum visible, small to moderately large, usually round, clothed usually with dense hydrofuge scales, sometimes coated and even concealed by dense waterproof coating. Elytra with well-developed humeri, usually obliquely angulate, occasionally acutely produced or subquadrately rounded; usually markedly wider than pronotum, occasionally subequal in width to pronotum; intervals usually flat to weakly convex, often with odd-numbered intervals (especially 3, 5 and 7) more convex and more elevated, rarely all intervals markedly convex; usually only odd-numbered intervals with row of recumbent to suberect small setae, these occasionally scale-like and very large; interval 3 often with antedeclivital swelling or tuberculate callus; interval 5 usually with evident de- clivital callus, various in shape and size, usually subquadrate, occasionally rounded or stron- gly acute, rarely absent; striae usually distinct, with punctures evident in bottom of groove; rarely not striate, but with large strial punctures often concealed (at least in part) by water- proof coating. Prosternum usually with distinct broad median shallow to deep sulcus in front of coxae, usually also with evident rounded to acute longitudinal ridge in front of coxae, rarely sulcus and ridge absent. Abdominal sterna various in length, sterna 1 and 2 elongate, 3 and 4 very short and 5 moderately short to long; sterna 1 usually medially impressed (at least in part) in male, and usually flat to convex in female; sterna 5 with 1 to several pairs of subapical, lateral, suberect to erect, usually coarse setae. Legs short to long; femora usually symmetrically, weakly to strongly clavate, always unarmed; tibiae usually sinuate to bisinuate occasionally straight, usually inwardly curved near apex; inner tibial margin often with denticles, latter sometimes stout, each denticle with suberect seta, rarely with single large submedian spur; inner tibial margin usually with short to long, curved to straight bristles (or fine setae), occasionally with very long fine, erect to adpressed, swimming hairs; tarsomeres various in length and shape, short to long, usually sublinear to linear, occasionally subcordate, especially tarsomere 3, latter sometimes emarginate but never deeply bilobed; venter of tarsomeres usually with moderately dense subrecumbent pubescence, usually most evident on tarsomere 3, rarely subglabrous with only sparse long setae; tarsal claws usually long and fine, always free and divergent. 140 CALDARA & O’BRIEN Female. Same as male except rostrum usually slightly, sometimes distinctly longer, with scales covering apical 1/4 sparser. Sterna 1 and 2 less concave medially. Genitalia and associated structures. Male. Median lobe with dorsal (except orificial area) and ventral surfaces fully sclerotized, rarely membranous; many species with post-orificial, hi- ghly complex, laterally attached, dorsal process; apodemes attached at ventrolateral basal angle, very short to 1.5X as long as median lobe; internal sac simple and spiculate, or with complex sclerites. Female. Female genital characters are typical of weevils in general. SYNONYMIES - Our analysis of Bagous at the world level, mainly based on the careful comparison of the complex morphology of the male genitalia, emphasizes that all Bagoini, as presently considered, appear monophyletic and possibly divisible into a very large number of monophyletic species groups, about 50-70 of the same systematic level. Abagous Sharp, Parabagous Sharp (not Schilsky), and Bagous subgen. Heterobagous Solari surely are pol- yphyletic since they are based only on the homoplastic tarsal structure. They and all the other Palearctic genera of Bagoini and subgenera of Bagous seem clearly to be monophyletic and correspond to some of the species groups which we could define. However, if we split off every monophyletic species group as a separate genus or subgenus, it appears obvious that we would create about 40-50 new higher taxa, and many of these would be monobasic. For this reason, presently we are uncomfortable with the concept of genus and multiple subgenera within Bagoini and prefer to treat all of them as species groups within the genus Bagous. This gives the same type of information without the danger of troublesome synonyms, postponing the final decision on the utility of some subgenera to the end of our study at the world level. On this basis Hydronomus Schönherr, Memptorrhynchus Iablokoff-Khnzorian, Bagous su- bgen. Parabagous Schilsky, and Fontenellus Hoffmann, are monophyletic plesiotypic groups that respectively we name the B. alismatis, B. crispus, B. chevrolati and B. cyperorum species groups, whereas Probagous Sharp, Lyprus Schönherr (= Bagoimorphus Desbrochers), Di- cranthus Motschulsky (= Anactodes Brisout), Bagous subgen. Pseudolyprus Neresheimer & Wagner, and Ephimeropus Hochhut (= Elmidomorphus Cussac) are more apotypic mono- phyletic groups that respectively we name the B. tempestivus, B. tubulus, B. elegans, B. cylindricus, and B. geniculatus species groups. CHECKLIST OF WESTERN PALEARCTIC SPECIES OF BAGOUS Species Distribution Host plant ~ (abbreviation as genera in Winkler, 1932) Bagous alismatis group 1. Bagous alismatis (Marsham) E., Asm., Sib. Alisma = B. tibialis Boheman Sagittaria = B. alismatis aureomicans Gerhardt Bagous crispus group 2. B. brevipennis Schneider & Leder Ca., Asm. or. - = B. ripicola (Jablokoff-Khnzorian) Bagous chevrolati group 3. B. belloi Caldara & O’Brien Gr. - Revision of western Palearctic Bagous 141 4. B. epirotes Caldara & O’Brien Gr. b. - 5. B. anatolicus Caldara & O’Brien Asm. c.-b. - 6. B. osellai Caldara & O’Brien Asm. c. - 1. B. gracilentus Desbrochers Alg., Hi. m.? - = B. elongatus Pic 8. B. rudicollis Desbrochers Mar, Hi. m. - 9. B. corsicanus Hoffmann NS. - 10. B. lyauteyi Hoffmann Mar. - 11. B. franzi Gonzälez Hi. m. - 12. B. freti Caldara & O’Brien Asm. b.-oc. - 13. B. libanicus Schilsky Lebanon - 14. B. cosiensis Caldara & O’Brien Gr. (Sporads) - 15. B. andalusiacus Gonzalez Hi. m. - 16. B. longirostris Vitale L. m,;. Sl, S.. Gr. = 17. B. guttatus Desbrochers Afr; oc... Him. te. §.. Sh - = B. hipponensis Pic. 18. B. marocanus Hustache Mar. - 19. B. chevrolati Tournier Afr'oc.. Lb, Hi, mIa. - ip 20. B. ibericus Gonzalez Lu., Hi. b. - 21. B. costulatus Perris I. c.-m., S., Cro., Gr. (Ion. isl.) - = B. kirschi Reitter 22. B. sabellai Caldara & O’Brien Gr. - Bagous cyperorum group 23. B. cyperorum Peyerimhoff Afr. oc., Chad, Arabia - Bagous bipunctatus group 24. B. puncticollis Boheman E. Helodea = B. glabrirostris major Fowler Hydrocharis = B. puncticollis wagneri Hoffmann Stratiodes 25. B. lutulentus (Gyllenhal) E., Asm., Ca. Equisetum = B. binotatus Stephens = B. nigritarsis Thomson = B. mundanus Boheman 26. B. olcesei Tournier Mar. - 27. B. robustus Brisout E., Asm., Afr. Alisma = B. tenietensis Desbrochers = B. inermis Desbrochers = B rudis Sharp = B. robustoides Neresheimer & Wagner 28. B. subcarinatus Gyllenhal E., Asm., Ca., As. c., Afr. oc. Ceratophyllum = B. unguicularis Hustache 142 29. B. glabrirostris (Herbst) 30. B. bagdatensis Pic = B. wagneri Dieckmann Bagous binodulus group 31. B. binodulus (Herbst) Bagous affaber group 32. B. affaber Faust = B. dilgiri Vazirani 33. B. latepunctatus Pic Bagous tempestivus group 34. B. macedon Caldara & O’Brien 35. B. czwalinai Seidlitz = B. tempestivus heasleri Newbery 36. B. tempestivus (Herbst) = B. convexicollis Boheman = B. adspersus Forster = B. tessellatus Forster = B. dilatatus Thomson = B. angustulus Thomson = B. sjoebergi Bruce = B. thomsoni Bruce Bagous exilis group 37. B. exilis Jacquelin du Val 38. B. minutissimus Faust 39. B. fuentei Pic Bagous subruber group 40. B. septemcostatus Chevrolat = B. subcostulatus Desbrochers = B. gandalf Isajev & Gratshev 41. B. aliciae Cmoluch 42. B. subruber Reitter = B. tournieri Pic Bagous dieckmanni group 43. B. dieckmanni Gratshev CALDARA & O’ BRIEN E., Ca., Alg. Stratiodes Ceratophyllum I. b., S., Balc., A., Hu., As. oc. - Pec. b Stratiodes Syr., Pakistan, India Hydrilla Najas Nymphoides Potamogeton Syr., Pakistan, India Hydrilla Najas Potamogeton Myriophyllum Mac. - E. c. b. - E., Sib., Asm. Ranunculus Potamogeton Ga. m., Ib. m., Mar., Can. Frankenia Suaeda Camphorosma Gr. R. m., Ca., Trep. - Hi. m. - Hi. m., Afr., As. oc. - Pol., R., Ukraine Anthemis Hi. m., Gr., Afr., As. oc. Frankenia R., Hu., Slovakia = Revision of western Palearctic Bagous Bagous biimpressus group 44. B. petro (Herbst) = B. chorinaeus Fahraeus = B. aubei (Cussac) 45. B. biimpressus Fahraeus = B. frater Jacquelin du Val 46. B. perparvulus Rosenhauer = B. mulsanti Fauvel = B. minutus Mulsant Bagous geniculatus group 47. B. geniculatus (Hochhut) = B. sahlbergi Schilsky = B. denticulatus Hustache = B. doderoi (Solari) 48. B. mucronatus Caldara & O’Brien Bagous argillaceus group 49. B. argillaceus Gyllenhal = B. haematopus Gyllenhal = B. inceratus Gyllenhal = B. encaustus Boheman = B. halophilus Rottenbacher = B. leprieuri Guillebeau 50. B. fremuthi Dieckmann Bagous lutosus group 51. B. lutosus (Gyllenhal) = B. validitarsus Boheman = B. caudatus Thomson Bagous interruptus group 52. B. sardiniensis Brisout 53. B. foveifrons Hustache 54. B. bulgaricus Angelov 55. B. peregrinus Gratshev 56. B. meregallii Caldara & O’Brien Bagous cylindricus group 57. B. cylindricus Rosenhauer = B. curtirostris Fairmaire Bagous tubulus group 58. B. mingrelicus Tournier = B. laticollis (Desbrochers) = B. syriacus Schilsky 59. B. henoni Hustache Ei; E. m., Asm., Alg., Ca., Turk. E. m., Asm., Alg. E. m.-or., As. oc. c., Aeg. As. oc., Pakistan E., As., Afr. E.. As, OC, €, S.Hi.b.c. Mar. Bulg., Gr. (Ion. isl.), Hu. R., Ukraine, Trcp. Asm. or., Ca. oc. Hi. c. m., Lu. m., Mar. Mac., Ca., As. oc. Alg. 143 Utricularia Potamogeton Myriophyllum Sparganium 144 60. B. leonhardi Schilsky 61. B. minutus Hochhut = B. hochhuti Tournier = B. caucasicus Faust 62. B. tubulus Caldara & O’Brien = B. cylindrus (Paykull) = B. attenuatus (Ahrens) = B. angustus Silfverberg 63. B. frivaldszkyi Tournier Bagous elegans group 64. Bagous elegans (Fabricius) = B. vittatus (Motschulsky) 65. B. majzlani (Kodada, Holecova & Behne) Bagous nodulosus group 66. B. nodulosus Gyllenhal Bagous validus group 67. B. validus Rosenhauer = B. kraatzii Brisout Bagous collignensis group 68. B. lyali Caldara & O’Brien 69. B. riedeli Caldara & O’Brien 70. B. rotundicollis Boheman = B. nupharis Apfelbeck = B. rotundicollis bucciarellii Pesarini 71. B. longitarsis Thomson = B. arduus Sharp = B. tomlini Sharp = B. longitarsis duprezi Hoffmann 72. B. collignensis (Herbst) = B. muticus Thomson 73. B. claudicans Boheman 74. B. rufimanus Péricart 75. B. vivesi Gonzalez 76. B. diglyptus Boheman = B. curtus Gyllenhal = B. brevitarsis Hansen = B. diglyptus alpestris Hoffmann Bagous brevis group 77. B. lutulosus (Gyllenhal) = B. formicetorum Jacquelin du Val = B. dorsalis Perris Ca. Re im: E. b. c. m.-or., Asm. Bier. E. b. c. m.-or., As. c. E. b. c. m.-or, E., Sib., As. oc. E. or., As. oc. Pal. Asm. c. E .c. m.-or., Asm. EB. be BD, As. 6, E. b. €. E. c. m.-or., Asm. Ib., Mar. E. bh. e, E., Afr. CALDARA & O’ BRIEN Glyceria Alopecurus Phragmites Glyceria Butomus Butomus Nymphoea Nuphar Myriophyllum Myriophyllum Equisetum Trapa Saxifraga Juncus Revision of western Palearctic Bagous 145 = B. semilunatus Desbrochers = B. cruentatus Sahlberg = B. lutulosus temperei Hoffmann = B. lutulosus pueli Hoffmann 78. B. lothari Caldara & O’Brien Serb., A. - 79. B. brevis Gyllenhal ECDL Ranunculus = B. armoricanus Hoffmann 80. B. revelieri Tournier Him: CS sfr oe. = B. lateralis Hustache Bagous transversus group 81. B. limosus (Gyllenhal) E., Sib. oc., As. oc., Afr. oc. Potamogeton = B. laticollis Gyllenhal = B. obscurus Rey = B. marginicollis Hustache Bagous frit group 82. B. frit (Herbst) | SFR SALO Menyanthes KEY TO WESTERN PALEARCTIC SPECIES OF BAGOUS hag Segment 7 of antennal funicle distinctly wider than segment 6 and with pubescence distinctly denser than other segments (figs. 49, 53, 54), or elongate to subquadrate with sparse pubescence (fig. 52); tarsi short to very long, first two segments longer than wide, tarsomere 3 broadly eordate-to linear (figs, 6892) Lilo e SR El Ro. E ee, CR. > 2 Segment 7 of antennal funicle transverse but as wide as segment 6, with pubescence as sparse as other segments (fig. 51) (except in B. belloi with funicle of only 6 segments, fig. 50); tarsi usually very short, first three segments wider than long, tarsomere 3 broadly cordate and slightly wider than tarsomere 2 (fig. 67) (except B. cyperorum, easily distinguishable due to complete toverine of whitish polygonal vealeti US AE icon RIINA arr, 61 Scrobe squamulate and gradually inconspicuous toward anterior margin of eye; rostrum lacking apical setae (fig. 55); prosternum lacking sulcus; ventral tarsal pubescence uniformly dense and CTT Le | Lil Li i I ET a. 1. alismatis (Marsham) (fig. 1) Scrobe glabrous and distinctly reaching at least proximity of anterior margin of eye; rostrum with more or less numerous apical setae (figs. 56-62); prosternum generally with sulcus; ventral tarsal pubescence.snarse to. dense, sprumbent ta O6. lr eee eee 3 Rostrum with apicolateral carina on each side; midtibiae along inner surface with denticles stouter and more numerous than those of foretibiae; elytra short, markedly convex; tarsi short, with tarsomere 3 broadly cordate au... 2. brevipennis Schneider & Leder (fig. 2) Rostrum lacking apicolateral carina on each side; midtibiae along inner surface either unarmed or with denticles like those of foretibiae; elytra short to elongate; tarsi short to elongate, with tarscqmere 3 cardate Det, arena NL 4 Club segment 1 glabrous te SI 1.2... ras ile an =" Club segment 1 .unifomnaly prhescent-(fias. 53-88. aude apa D RL es at 9 Tibiae with numerous distinct stout denticles along inner surface; prosternum lacking sulcus; segment 2 of antennal funicle distinctly longer than segment 1 (fig. 52) oo... ui 6 146 10 - 11 - 13 - 14 - CALDARA & O’ BRIEN Tibiae indistinctly denticulate to unarmed along inner surface; prosternum with scarcely deve- lopped suicussseoment 2-of antennal funiclé-as long ‘as'sesment 1... alata 7 Apices of elytra distinctly acuminate, conjointly strongly emarginate (fig. 64); elytral striae shallow Fuamow, with pulictures minute, scarcely evident... tees We BA. Dagro diede MERO FEAT OSTIA MR TR kere eee OU TE ERIE EEE. RA RESO 48. mucronatus Caldara & O’Brien n. sp. Apices of elytra subacuminate, conjointly slightly emarginate (fig. 63); elytral striae moderately Gece. model nad, wy Pünctures small, evident..." nisse Elytra short, 1.20X as long as wide, strongly convex, globose; antennae uniformly reddish; rostrum robust and short, about 0.65X as long as pronotum .......... 44. petro (Herbst) (fig. 29) Elytra more elongate, 1.45-1.50X as long as wide, less convex; antennal scape and funicle reddish, club blackish; rostrum less robust, moderately short, about 0.85X as long as pronotum. 8 Elytral striae shallow, with punctures minute, scarcely evident; pronotum with sides behind ou ea MOLTO sed. oe, Pn ea noes al e a 46. perparvulus Rosenhauer Elytral striae distinct, with punctures medium-sized, distinct; pronotum with sides behind round aicasslishbaam piessedi ioni ace 45. biimpressus Fahraeus (fig. 30) Elytra elongate, 1.75-2.00X as long as wide, as wide as pronotum............................. 10 Elytra shorter, at most 1.50X as long as wide, slight!y to markedly wider than pronotum .. 18 Rostrum subrectangular, short, about 0.45X as long as pronotum, scarcely sexually dimor- piede e | RR RI RPS eee 57. cylindricus Rosenhauer (fig. 36) Rostrum cylindrical, longer, distinctly more elongate in male than in female (male 0.60-0.80X blonde 10.00 AS LOIN AS PINO, ia zo 11 Body large (length 4.20-9.70 mm); elytra vittate, with scales not pitted, irregular in shape (rounded to indefinitely shaped), markedly imbricate, confluence of intervals 3 and 9 markedly raised forming long posteriorly-projecting process; antennal funicle with segment 2 distinctly longer than segment 1, and segment 7 distinctly longer than wide; legs very long, tarsomere 3 ui LS Le NC A EE ES eli ai 12 Body medium-sized (length 2.30-4.20 mm); elytra fasciate-maculate, with scales pitted, rounded and not imbricate, confluence of intervals 3 and 9 slightly swollen and not forming posteriorly- projecting process; antennal funicle with segment 2 as long as segment 1, and segment 7 iatisvetse. lecs one farsomere 3 Al most 2.5% longer Than Wide... 13 Vestiture of intervals 2, 4 and 6 dark from base to apex; process of confluence of intervals 3 and 9 longer (about 2.5X longer than wide); elytra 2.50-2.60X longer than wide; pronotum slightly LESE ER e ae II ni 64. elegans (Fabricius) Vestiture of intervals 2 and 4 dark at most in basal 2/3; process of confluence of intervals 3 and 9 shorter (about 1.5X as long as wide); elytra about 2.30X as long as wide; pronotum slightly St S FANE WIE Lr) rare 65. majzlani (Kodada, Holecové & Behne) Tarsomere 3 subcordate, wider at apex than tarsomere 2 (figs. 76-77)... 14 Tarsomere 3 linear, narrow, similar in size and as wide at apexas tarsomere 2 (figs. 78-79). 15 Elytra shorter, about 0.70X as long as wide, with caudal prolongation short; pronotum with sides slightly but distinctly rounded from base; tarsomere 3 distinctly wider than tarsomere 2 (fig. fC ile Hoe te RCT de Mee ERE HISD PS nt CADI. SIAE ISO 58. mingrelicus Tournier (fig. 38) Elytra longer, about 0.90X as long as wide, with caudal prolongation elongate; pronotum with sides subrectilinear in basal 1/2; tarsomere 3 only slightly wider than tarsomere 2 (fig. 77) ..... en AZZ tes tnt remet raue An. [Bean 59. henoni Hustache Revision of western Palearctic Bagous 147 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 Pronotum slightly longer than wide, subparallel-sided, with sides not rounded behind apical constriction; tarsomeres more elongate (fig. 79); rostrum nearly straight from antennal insertion to apex in lateral views (Ge, OD) cir ol 63. frivaldszkyi Tournier (fig. 39) Pronotum wider than long, with sides weakly rounded from base and weakly to moderately rounded behind apical constriction; tarsomeres less elongate (fig. 78); rostrum curved from base tp, Apex. in lateral ac (is OL) ema 16 Body slender, elytra 2.10-2.15X as long as wide; pronotum weakly rounded from base, with sides weakly rounded behind apical constriction; elytral striae with indistinct punctures; antennae inserted at basal 1/3; tarsi, antennal scape and funicle reddish brown; pronotum very slightly wadeiibondone è cc lei 62. tubulus Caldara & O’Brien (fig. 37) Body moderately slender, elytra 1.80-1.85X as long as wide; pronotum moderately rounded from base, with sides moderately rounded behind apical constriction; elytral striae with distinct pun- ctures; antennae inserted just behind middle; tarsi, antennal scape and funicle reddish; pronotum mederately wikder4han NONE nee ee a i Flumeri evidenti, oblquely AREAS. ete moe See en 60. leonhardi Schilsky TORRES MORE CU E 61. minutus Hochhut Tarsomere 3 broadly cordate, wider than long, distinctly wider than tarsomere 2 (figs. 68-71). 19 Tarsomere 3 subcordate to linear, at most as wide as long, slightly wider than or as wide as farsomete 2 (fes. 72-75 and SEID cla En a eee u ee ac 27 Elytra long, 1.5X as long as wide, with caudal prolongation longer .................. iii VIRA op RE RR Rn Rn 11 ZII 51. lutosus (Gyllenhal) (fig. 33) Elytra shorter, only 1.3X as long as wide, with caudal prolongation shorter.......................... 20 Pronotum transverse, only slightly narrower than elytra at base; elytra lacking antedeclivital white-macula on: interval 3; body robust. lensth 3.40-5:50. mV. nn sn sahen RS ao RL Te nenn nn lern 67. validus Rosenhauer (fig. 41) Pronotum distinctly narrower than elytra at base; elytra with antedeclivital white macula on interval 3; body usually slender, length. 2 20.4 50 mm a sncf 21 Pronotum with straight, usually parallel sides; disc of elytra strongly transversely angulately imnessed across Basal! 1/3. 0 022 u SE u 24. puncticollis Boheman (fig. 16) Pronotum with more or less rounded sides; disc of elytra at most weakly transversely angulately impressed across basal 1/3 Libia 22 Sides of pronotum distinctly rounded; tarsi usually darker than tibiae; tarsomere 3 wider (figs. Pika TAD ine MEME ER 2 Sides of pronotum slightly rounded; tarsi of same color as tibiae, usually reddish brown; tarso- MIETE Stnattowet (IVES: OO lol Te Sa ee e een n 26 Elytra broad, about 1.20X as long as wide, distinctly convex on disc, globose, lacking calli .... Be Rd Pere LUN et PE AN SENS. id 56. meregallii Caldara & O’Brien n. sp. (fig. 35) Elytra more or less rectangular, 1.35-1.40X as long as wide, nearly flat on disc, with weakly developed but evident antedeclivital callus-on.interval i... ciare 24 Body usually larger, length 3.00-4.80 mm; pronotum usually widest in basal 1/2 very near ile se di one ILE Sale Led ei nali alii SEE BEE 27. robustus Brisout Body usually smaller, length 2.20-3.20 mm; pronotum usually widest at middle.................... 25 Tarsomere 3 slightly longer than broad, about 1.5X as wide as tarsomere 2 (fig. 70); tarsi and antennae dark brown to blackish; vestiture often darker, with more evident whitish vittae on pronotum and whitish maculae on antedeclivital portion of interval 3... 148 26 - 28 - 29 - 30 - 31 - 32 - 33 - an CALDARA & O’ BRIEN ber OR AR, don esi ITA che ein no, SI. 25. lutulentus (Gyllenhal) (fig. 19) Tarsomere 3 slightly wider than long, about 2.0X as wide as tarsomere 2; tarsi and antennal funicle and basal 1/2 of scape reddish brown to brown; vestiture usually lighter, with less contrasted vittae on pronotum and antedeclivital maculae on interval 3......26. olcesei Tournier Pronotum small, without distinct transverse carina on basal margin; elytra 1.7X as wide as pronotum, apparently more quadrate due to nearly indistinct caudal prolongation; dorsal vestiture usually with dark brown, pale brown and whitish scales; tarsomere 3 moderately wider than tar SOMME (FI 609) SERI EN As 29. glabrirostris (Herbst) (fig. 17) Pronotum slightly more robust, with distinct sinuate transverse carina on basal margin in median 1/2; elytra 1.6X as wide as pronotum, apparently more rectangular due to distinct caudal pro- longation; dorsal vestiture usually with blackish and white scales; tarsomere 3 slightly wider than PASO AU OO. TIRI Lea RU AE EL Rectan 30. bagdatensis Pic (fig. 18) Pronotum with sides markedly divergent from base, widest at apical 1/3.................... emer ee 28 Pronotum with sides more or less parallel in basal 2/3, at most slightly divergent from base..34 Punctures of metasternum and abdomen large, irregularly arranged, forming broad concavities, evVidem.larecr than scales, TOSI With mediani basal' Canna... Parlarne drop 29 Punctures of metasternum and abdomen small to moderate in size, regularly arranged, scarcely evident, covered with scales; rostrum lacking median basal carina ..................... 30 Elytra usually with punctures of striae as wide as intervals, with antedeclivital callus of interval 3 evident and with declivital callus of interval 5 well-developed ................................rrceericcinenaae Elytra usually with punctures of striae narrower than intervals, with antedeclivital callus of interval 3 scarcely evident and with declivital callus of interval 5 moderately developed .......... RS aoe es ts ead pe PER RSR RE Er OE ES ch N Ae tate an RC 33. latepunctatus Pic Inner surface of tibiae with distinct minute denticles; striae with punctures large, as wide as MATTA, EINE IPN o Ie de ballo SEG IDE. 81. limosus (Gyllenhal) (fig. 47) Inner surface of tibiae with indistinct denticles; striae with punctures small to medium-sized, TERMIN Cem, a ba JO AE CRAN TRAME OU CURE EI air 31 Segment 2 of antennal funicle distinctly longer than segment 1; prosternal sulcus deep, with side in sha pe IE E a. Si SL at TE ciano pel 32 Segment 2 of antennal funicle only slightly longer than segment 1; prosternal sulcus moderately hallo Sveti Side anareins “SCARCE IGT a ie ria nasser ee euh gaia ad 33 Declivital callus of elytral interval 5 weakly developed ........ 52. sardiniensis Brisout (fig. 34) Declivital callus of elytral interval 5 well-developed............................... 53. foveifrons Hustache Length 2.80-3.30 mm; declivital callus of elytral interval 5 weakly developed; strial punctures small, moderately shallow, scarcely evident; pronotum weakly rounded behind constriction, slightly impressed behind round area; elytral caudal prolongation more elongate, declivity at 45 degrees (in relation to dorsal plane); rostrum in dorsal view with sides weakly expanding in amical 175 frome with: shalloy inedlan'iovea, iaia reale turn 55. peregrinus Gratshev Length 2.10-2.70 mm; declivital callus of elytral interval 5 distinct; strial punctures medium- sized, deep, evident; pronotum distinctly rounded behind constriction, distinctly impressed be- hind round area; elytral caudal prolongation shorter, declivity at 75 degrees (in relation to dorsal plane); rostrum in dorsal view with sides distinctly expanding in apical 1/3; frons not sulcate or ee ae eS a ito rinite ddl 54. bulgaricus Angelov Revision of western Palearctic Bagous 149 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 Scalossubsnanulgte can nation milo ri loge ails mi amen, user: melons wane |. 36 Frons with fovea or sulcus more or less evident; eyes moderately large, 0.50X as long as head across ocular lobes; rostrum in both sexes robust; declivital callus of interval 5 weakly develo- ped; body on average larger, length 2.60-4.80 mm. ............ 49. argillaceus Gyllenhal (fig. 32) Frons flat, lacking fovea or sulcus; eyes large, 0.70X as long as head across ocular lobes; rostrum in both sexes slender; declivital callus of interval 5 very weakly developed; body on average smaller. lensth-2:3023. Sr mit. ae el ea dé tir là er 50. fremuthi Dieckmann Elytra with strong antedeclivital callus on interval 3; base of interval 1 strongly prominent, smooth and shining; pronotum with area of plumose scales of basal declivity broad, convex and distinct; median impression of sternum 5 with carinate margins with row of long erect setae; body-larse; lensth/4,50-5,20 MN io rioni nennen 31. binodulus (Herbst) (fig. 21) Elytra with interval 3 lacking antedeclivital callus; base of elytra and pronotum and sternum 5 leckine distinctive features: badan small to: large 22, 00er 37 Elytra with declivital callus of interval 5 very well-developed; body robust, length 4.30-5.20 I ee ae a AR. ade O Bea DI 66. nodulosus Gyllenhal (fig. 40) Elytra with declivital callus of interval 5 at most weakly developed; body small to medium- siedo lin IAA a E i ee e ee eee 38 Head with moderate swelling beside eye; odd-numbered elytral intervals more convex than even-numbered intervals and with alternate maculae of light and dark scales; legs short...... 39 Head lacking swelling beside eye; odd-numbered elytral intervals at most only slightly more convex than even-numbered intervals, and vestiture with various patterns; legs more or less DENE, ME eee binders Dean abmatna INT TT Al Pronotum with small punctures, intervals between punctures distinctly convex, granulose, larger than punctures; elytra subquadrate, 1.30X as long as wide; tarsomere 2 and 3 subglobose, nearly as wide as long (fig. 81); antennae dark brown. ...................... 42. subruber Reitter (fig. 26) Pronotum with large punctures, intervals between punctures more or less convex, narrower than punctures; elytra more rectangular, 1.40-1.55X as long as wide; tarsomere 2 and 3 slightly but distinctly longer than wide (fig. 82); antennae dark reddish ..........cccc.ccseussssssssovaserssebeessvazececies 40 Rostrum with dorsal curvature rounded at antennal insertion; elytra slightly longer, 1.50-1.55X as lone-as: wide ci cr, ACEA RESA 40. septemcostatus Chevrolat (fig. 27) Rostrum with dorsal curvature angulate at antennal insertion; elytra slightly shorter, 1.40-1.45X along as wide shoes en AA ER 41. aliciae Cmoluch Body small, leneth 1730: SO’ mm! hee, (ARA, net TER n 42 egy eng More ar 100 I ee tee ee na 44 Pronotum subquadrate, with sides weakly rounded, with sulcus along midline more distinct in apical 1/2; rostrum robust, distinctly shorter than pronotum...................\ re 39. fuentei Pic Pronotum subglobose, with sides distinctly rounded, lacking sulcus along midline; rostrum slender, Nearly as long as robots A ties. CAIO, ee ae 43 Elytra with very short indistinct caudal prolongation; rostrum cylindrical, in lateral view strongly curved only at base, then slightly arcuate (fig. 59). .......... 37. exilis Jacquelin du Val (fig. 25) Elytra with short distinct caudal prolongation; rostrum subrectangular, in lateral view strongly cuvedninbani 12 (ho D) un 5 a un DEE Er En 38. minutissimus Faust Elytra flat on disc, basal 1/2 of first two elytral intervals completely flat; body slender, elytra elongate, 1.54 as. lone 46 wide, nn TEE enn ee le Be... 45 150 45 - 46 - si 48 - 49 - 50 - 52 - 53 - 54 - CALDARA & O’ BRIEN Elytra more or less convex on disc, basal 1/2 of first two elytral intervals usually slightly to more or less regularly convex (rarely flattened, then elytra short); body slender to robust, more or less UO cale abitatori ei crane tra Snap ot fine di 47 Tarsi short, tarsomeres nearly as long as wide (fig. 89), covered with dense coarse setae; segments 6 and 7 of antennal funicle with pubescence distinctly denser than other segments and scarcely distinguishable from club segments (fig. 53) ........ 68. lyali Caldara & O’Brien n. sp. Tarsi very long, tarsomeres very much longer than wide (fig. 88), covered with sparse long fine setae; only segment 7 of antennal funicle with pubescence distinctly denser than other segments and scarcely distinguishable from club segments (fig. 54)... 46 Rostrum distinctly longer than pronotum, in female distinctly longer than in male, in lateral view venivano ES Re ii 70. rotundicollis Boheman (fig. 43) Rostrum nearly as long as pronotum, scarcely sexually dimorphic, in lateral view distinctly CRIS ARR Pei Rin FERA I RE olii ERI ae 69. riedeli Caldara & O’Brien n. sp. (fig. 42) Body slender; elytra elongate, 1.6-1.9X as long as wide; rostrum distinctly sexually dimorphic, in male subrectangular, robust and shorter, in female subcylindrical, slender and more elongate STE Le eis et twins aie tree annee is 48 Body robust; elytra shorter, at most 1.5X as long as wide; rostrum scarcely sexually dimorphic, in both sexes subcylindrical, slender and moderately elongate ...........................u... nn 50 Tarsomere 3 subcordate, slightly but distinctly wider at apex than tarsomere 2 (fig. 73); elytra slightly more robust and less elongate, 1.6-1.7X as long as wide, slightly divergent from base, WAGOSt MINICOM a), ran RS ROERO: ARCI LOR RS 35. czwalinai Seidlitz Tarsomere 3 sublinear to linear, of same shape and width as tarsomere 2 (figs. 74-75); elytra slightly more elongate, 1.7-1.9X as long as wide, nearly parallel-sided.................................. 49 Tarsi more slender and slightly longer (fig. 75); pronotum slightly smaller; elytra 1.45X as wide RR lano 34. macedon Caldara & O’Brien n. sp. (fig. 23) Tarsi slightly more robust (fig. 74); pronotum slightly larger; elytra 1.35X as wide as pronotum dei rato e lontana rt te Sil A re dere 36. tempestivus (Herbst) (fig. 24) Pronotum with distinct sulcus along midline, often more evident in apical 1/2...................... ul Pronotum lacking sulcus or with very shallow narrow sulcus along midline.......................... 56 Frons with deep fovea; inner surface of foretibiae with distinct denticles; body larger, length sin 2 a a ronda 52 Frons at most with shallow fovea; inner surface of foretibiae lacking denticles; body smaller, LOT ROIO ran a ee ve Eee ek Ka 53 Body smaller (length 2.70-3.60 mm); frons distinctly convex; tarsomere 3 as wide as long, SUB DIET ae Se et ee rg 82. frit (Herbst) (fig. 48) Body larger (length 4.50-5.10 mm); frons weakly convex; tarsomere 3 slightly longer than wide, Siete iL "LEI IRR RE a, LR 43. dieckmanni Gratshev (fig. 28) Tarsomere 3 subquadrate, as long as wide (fig. 90) ............... 77. lutulosus (Gyllenhal) (fig. 45) Tarsomere 3 sublinear, slightly but distinctly longer than wide (fig. 91)... 53 Elytra more elongate, 1.5X as long as wide; pronotum subquadrate, small; elytra 1.4X as wide ane A, dual tue ee hee dan Sides avian tits pid 80. revelieri Tournier Elytra less elongate, only 1.4X as long as wide; pronotum distinctly wider at apical 1/3, larger; ones AE non ons AO BAN LE Se ha GAS snes ene 55 Revision of western Palearctic Bagous 151 53 56 i 58 59 60 61 62 63 Head and pronotum moderately rugulose; pronotum distinctly rounded behind apical constri- ction, more distinctly impressed behind round area; elytral with odd-numbered intervals slightly more convex and elevated than even-numbered intervals .......................... 79. brevis Gyllenhal Head and pronotum weakly rugulose; pronotum weakly rounded behind apical constriction, more weakly impressed behind round area; all elytral intervals weakly CONVEX .................. TIR RR NE AI IRE SERIA 78. lothari Caldara & O’Brien n. sp. (fig. 46) Tarsi very long, tarsomeres 2 and 3 subtriangular, about 3.0X as long as wide (fig. 72); striae shallow, with punctures wider than intervals; elytra with only antedeclivital small white macula covenne MC IV ATEN M Fece I ee ee ARNO 28. subcarinatus Gyllenhal (fig. 20) Tarsi shorter, tarsomeres 2 and 3 subcylindrical, at most 1.5X as long as wide (figs. 84-87); striae deep, with punctures scarcely evident; elytra with antedeclivital white macula usually covering intervals 3.and.4.and with olker mare or lest Bra maculae... oe Oe E Et 57 Tarsi with claw segment 6.0X as long as wide and with tarsomeres 2 and 3 about 1.5X as long as wide (fig. 84); elytra flattened on disc and widest behind middle .…...................................... Tarsi with claw segment 4.0X as long as wide and with tarsomere 2 and 3 as long as or slightly longer than wide (figs. 85-87); elytra slightly convex on disc and widest in front of middle or suspatallél...... Lea nee ie dota oie tak ee ae a ace eee 2 58 Sculpture. of pronotum. fine,.not.qugose OF AUST ORE iris calce RA ns ata naan» canst ANR. 59 Sculpture of pronotum weakly to moderately ul tanto HERE EEE Mass 60 Tarsomere 3 slightly but distinctly longer than wide (fig. 85); elytra moderately slender, usually of same width in “basal NEE ee AR Ck, Ree ee 74. rufimanus Pèricart Tarsomere 3 shorter, about as long as wide (fig. 86); elytra slightly more robust, usually widest DIVAS UTS pat ca A de rn renza gt a mr 75. vivesi Gonzalez Body smaller, length 2.20-2.90 mm; antennal insertion in male at apical 1/3 of rostrum, in female at apical 2/57 rostrum Gistinctly widened al AMEX, iure rana 72. collignensis (Herbst) Body larger, length 2.80-3.30 mm; antennal insertion in male at middle of rostrum, in female just behind middle of rostrum; rostrum slightly widened at apex. ............ 73. claudicans Boheman Body larger, length 3.50-3.70 mm; integument completely hiddened by smooth whitish scales; elytra covered with irregularly shaped polygonal scales arranged in two nearly regular rows on each interval; elytral intervals nearly flat; rostrum cylindrical in both sexes, with sparse setae; tarsomere 3 subcordate, nearly as long as wide, not wider at apex than tarsomere 2 ................ drut ian cime Badr do nanas it poli 18 23. cyperorum Peyerimhoff (fig. 15) Body smaller, length 1.50-2.80 mm; scales subgranulate, mainly dark in color and often with maculae of whitish scales arranged on odd-numbered elytral intervals; elytra with odd-numbered intervals often more convex than even-numbered intervals; rostrum usually with fringe of coarse setae along ventral margin in basal 1/2 (often lacking in denuded specimens); tarsomeres very short, wider than long, with tarsomere 3 broadly cordate (fig. 67)............... 62 Odd-numbered elytral intervals with recumbent to subrecumbent short setae......................... 63 Odd-numbered elytral intervals with suberect to erect, short to long setae.............................. 66 Elytra short, about 1.3X as long as wide, with sides distinctly rounded; pronotum with sides rounded, distinctly tränsverse behind. apical CONSO, cxsscscs-ancrapsronsarararacecsagneareasanasacnnangacane 64 Elytra elongate, about 1.5X as long as wide, with sides slightly rounded to nearly parallel; pronotum subquadrate behind apical constielon EEE LL ee 65 152 64 - 66 - 68 - 71 - 72 - 73 - Tgr 75 - (# Si CALDARA & O’ BRIEN Prosternal sulcus deep, with sharply raised lateral margin just in front of coxae; elytral setae very SIONE OMS PIC MONS Ar AN PURES cht RIED 19. chevrolati Tournier (fig. 13) Prosternal sulcus moderately shallow, with moderately raised lateral margin just in front of COkdese Atal Selac schen bit Aistinch. a... pisciare rotaie 20. ibericus Gonzälez Pronotum with apical constriction dorsally distinct and uniform, with intervals with granules SAMI AR PUNTI RR EN nennen erenrenn 5. anatolicus Caldara & O’Brien n. sp. Pronotum with apical constriction dorsally shallower medially, with intervals with granules [Arci PUT ia 4. epirotes Caldara & O’Brien n. sp. (fig. 4) Hieadewih'sttene Swellns Beside Verre errate NL 67 lege atest witht weak: swellime*beside yet ar Men en rn nun 68 Antennal funicle with 6 segments (fig. 50); pronotum with flat intervals between punctures..... mn RR REN nen tal I, 3. belloi Caldara & O’Brien n. sp. (fig. 3) Antennal funicle with 7 segments; pronotum with distinct granules between punctures ............. SERIA Me ABI Rn Mera crt Dr SEL i Pie A 15. andalusiacus Gonzalez (fig. 10) Pronotal disc appearing granulose between punctures, with distinctly rounded granules regularly SOM ae ated A AR API EN Eee VE rina 69 Pronotal disc rugulose to coarsely rugose, intervals between puntures with more or less acumi- ER LIRE PS DS EU OO D RE IO o>