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SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA via Brigata Liguria 9 Genova
SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA
Sede in Genova, via Brigata Liguria, 9, presso il Museo Civico di Storia Naturale
M Consiglio DIRETTIVO 1996-1997
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ISSN 0373-8747
Fondata nel 1869 - Eretta a Ente Morale con R. Decreto 28 Maggio 1936
Volume 76
1997 | | 25 febbraio 1998
Supplemento al Bollettino della Società Entomologica Italiana, 129 (3)(31.12.1997)
REGISTRATO PRESSO IL TRIBUNALE DI GENOVA AL N. 76 (4 LUGLIO 1949) Prof. Cesare Conci - Direttore Responsabile
Spedizione in Abbonamento Postale 50% - Quadrimestrale Stampato presso PolyGrafika, Via G.B. Morgagni 35, 20129 Milano
SOCIETÀ ENTOMOLOGICA ITALIANA via Brigata Liguria 9 Genov
Mem. Soc. entomol. ital, 76: 3-19 25 febbraio 1998
Romolo FOCHETTI *, Alessio DE BIASE **, Carlo BELFIORE *** & Paolo AUDISIO **
Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani ~~ (Piecopierà)
Riassunto - Il presente lavoro rappresenta un primo tentativo di regionalizzazione del reticolo idrografico italiano sulla base della distribuzione dei Plecotteri. Sono inoltre trattati alcuni aspetti faunistici di questo gruppo a livello della regione italiana. 49 delle 149 specie considerate risultano endemiche della regione italiana (33% circa); molte lo sono di aree di limitata estensione. L'andamento della numerosità delle specie rivela un evidente benché non lineare decremento da nord verso sud, con tre divisioni, determinate da due evidenti discontinuità, corrispondenti ai bacini del nord Italia, del centro e del sud (comprendente le isole maggiori). Viene discussa inoltre la congruenza dei dati di distribuzione relativi ai Plecotteri con l’ipotesi dell’effetto penisola. Dall'analisi di similarità sui dati distributivi relativi alle 149 specie di Plecotteri in 90 aree primarie si evidenziano tre grossi distretti. I risultati riguardanti la regionalizzazione danno indicazioni comuni a quelle fornite da altri gruppi di insetti per i quali è stata tentata una simile analisi, anche se i modelli storici e dinamici di popolamento dei diversi taxa non sempre risultano del tutto congruenti. Gli attuali dati sulla fine distribuzione dei Plecotteri nella regione italiana permettono una caratterizzazione delle linee generali di similarità ma non sono ancora così dettagliati da consentire un’analisi in rapporto alla regionalizzazione dei singoli bacini idrografici.
Abstract - Faunistics and regional biogeography of the Italian stoneflies.
Results of a biogeographical analysis on the distribution of Plecoptera in 90 Italian primary areas are reported. The study aims to provide a basis for detecting a zoogeographic regionalization of Italian river basin networks. Notes on faunistic and distribution of italian stoneflies are also given. The study of similarity between territorial units carried out on the basis of the presence of 149 species in the 90 areas, revealed three main districts. This pattern agrees to some extent with earlier analyses based on other groups of aquatic insects, altough the knowledge of the distribution of Plecoptera in Italy must be improved in order to allow a more detailed regionalization of the whole Italian river basin network.
Key words: Plecoptera, biogeography, regional distribution, Italy.
INTRODUZIONE
La determinazione di province e distretti biogeografici omogenei dal punto di vista del popolamento con più o meno apprezzabile discontinuità rispetto alle aree contigue, costituisce uno dei momenti della ricerca biogeografica a livello descrittivo, comunemente definito regionalizzazione. Le aree così individuate possono costituire oggetto di ulteriore approfon- dimento in merito alle cause che hanno dato origine ai relativi popolamenti, nella fase di biogeografia interpretativa.
Da alcuni anni stiamo attuando un piano di ricerca volto alla regionalizzazione dei sistemi reici italiani utilizzando come descrittori alcuni dei principali gruppi di insetti che popolano i corsi d’acqua (Audisio et al., 1988, 1994, 1995; Belfiore & D’ Antonio, 1991; Belfiore et al., 1992; Bonafaccia, 1993). Questo approccio, di tipo integrato, permette di ottenere come “sottoprodotti” dell’analisi principale anche informazioni dettagliate sulla
* Dipartimento di Scienze Ambientali, Università della Tuscia, Viterbo, Italy ** Dipartimento di Biologia Animale e dell’Uomo, Università “La Sapienza”, Roma. *** Dipartimento di Biologia, Università “Federico II”, Napoli.
4 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO
faunistica dei gruppi studiati, lo stato di conservazione degli ambienti reici, la struttura delle comunità a invertebrati e insieme di verificare modelli stabiliti di comune distribuzione geografica (Vigna Taglianti et al., 1992).
Il presente contributo, oltre a discutere brevemente alcuni aspetti generali della bio- geografia dei Plecotteri italiani, è un primo tentativo di regionalizzazione del reticolo idro- grafico italiano sulla base della distribuzione di questo gruppo. I principali risultati sono inoltre confrontati con le indicazioni provenienti dall’analisi di altri gruppi di insetti anfi- biotici, alla luce delle principali ipotesi di ricostruzione biogeografica del popolamento fau- nistico della regione italiana.
MATERIALE E METODI
La consistenza numerica del gruppo guida considerato, la conoscenza dei problemi di sistematica e di tassonomia relativi allo stesso e la sua significatività biogeografica rappre- sentano fattori importanti dell’analisi biogeografica. I Plecotteri sono a questo proposito un ottimo soggetto per studi a carattere biogeografico, stante l’origine antica dell’ordine, la generale stenoecia che li caratterizza e che limita la loro distribuzione ad ambienti particolari, la scarsa attività dispersiva che essi presentano e la buona conoscenza della loro sistematica. L’intero ordine è rappresentato nell’Italia politica da 144 specie (Fochetti, 1994), circa un terzo di quelle che compongono la plecotterofauna europea, alle quali sono state aggiunte in questa trattazione le 5 specie presenti esclusivamente in Corsica, incluse per la ovvia unita- rietà paleogeografica dell’intero sistema sardo-corso. Le conoscenze sulla distribuzione di questo gruppo in Italia possono dirsi oggi di livello e consistenza apprezzabili, anche se per alcune regioni, soprattutto del centro sud, disponiamo ancora di dati piuttosto frammentari 0 disomogenei.
Come fonte primaria di dati è stato utilizzato 1l materiale della collezione C. Consiglio, recentemente catalogata (Fochetti, in prep.) e conservata presso il Museo di Zoologia del Dipartimento di Biologia Animale e dell’ Uomo dell’Università “La Sapienza” di Roma, e della collezione privata di uno di noi (R. F.), insieme a quello, per la verità molto scarso, conservato nelle collezioni dei principali musei italiani. Questi dati sono stati integrati con un’ampia ricerca bibliografica, condotta su riviste italiane ed estere, dei contributi riguardanti i Plecotteri pubblicati negli ultimi 150 anni. In questo caso non si è tenuto ovviamente conto di alcune segnalazioni poco attendibili, spesso opera di non specialisti, quando esse non fossero direttamente verificabili. Non sono stati inoltre affrontati alcuni problemi a carattere tassonomico e faunistico non ancora sufficientemente analizzati, inclusi quelli relativi ad alcune specie recentemente descritte o segnalate come nuove per la regione italiana (Ravizza e Ravizza Dematteis, 1993, 1994, 1995; Vingon et al., 1995). Queste ultime, quindi, non sono state incluse nella presente analisi, e in tutti i casi è stata comunque adottata una soluzione conservativa.
L’ambito geografico considerato ed i criteri per la suddivisione del reticolo idrografico italiano in aree discrete, nonché 1 problemi ad essa connessi, sono già stati esposti in Audisio et al. (1988, 1994, 1995), Belfiore (1994), Belfiore et al. (1992) e ad essi si rimanda per un’analisi di dettaglio. Sono state individuate e delimitate in questo modo 96 aree primarie (Audisio et al., 1995), che rappresentano singole unità diversificate al loro interno, sia ecologicamente che geograficamente, e che mantengono un buon grado di comparabilità
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reciproca. A causa dell’assenza di segnalazioni di Plecotteri relative ad un certo numero di aree primarie, alcune di queste sono state arbitrariamente accorpate (la zona 48 con la zona 50, 65 con 66, 71 con 69, 75 e 76 con 77, 83 con 85: tab. 1). Il numero iniziale di aree primarie si è così ridotto a 90 (fig. 1).
I dati ottenuti sono stati tabulati sotto forma di matrice binaria (149x90; tab. 2) in base alla quale è stata condotta un’analisi di somiglianza tra le aree primarie considerate utiliz- zando l’indice di similarità di Baroni-Urbani & Buser (1976). I risultati così ottenuti sono stati elaborati per mezzo dell’analisi dei cluster impiegando, anche per una migliore comparabilità con quelli dei lavori citati in precedenza, l’algoritmo UPGMA (Sneath & Sokal, 1973).
Per ovvi motivi di spazio viene omesso l’elenco dettagliato delle aree primarie, per le quali si rimanda ad Audisio et al. (1995).
RISULTATI
DATI FAUNISTICI. Nella fig. 2 è visibile l’andamento della distribuzione delle specie nelle aree primarie considerate. Si evidenziano due marcate riduzioni della ricchezza in specie, rispettivamente in corrispondenza delle aree di transizione tra i bacini del nord Italia e quelli del centro, e tra questi ultimi e quelli del sud (isole comprese). In termini numerici si osserva inoltre un certo decremento nel numero di specie da nord verso sud, a partire dai bacini delle regioni alpine. Parallelamente alla più o meno graduale diminuzione del numero di specie, si riscontra nelle zone del centro sud la presenza di aree faunisticamente molto povere, dove le segnalazioni sono ridotte o addirittura assenti, a causa spesso della carenza di indagini ma anche in seguito alla riduzione ed alla scomparsa di habitat idonei all’insediamento di Ple- cotteri. La ricchezza in specie mostra dei picchi significativi a livello dei bacini del Friuli orientale, del Piemonte meridionale e della Liguria occidentale, in corrispondenza delle ben note aree-filtro di penetrazione faunistica da est e da ovest nell’Italia settentrionale. Più a sud si possono osservare altri picchi relativi nell’ Appennino tosco-emiliano, in quello laziale- abruzzese e in quello calabro-lucano.
Nella fig. 3 è riportato il numero di specie di Plecotteri delle regioni politiche dell’Italia amministrativa e della Corsica. Nella fig. 4 è possibile osservare la distribuzione regionale delle specie, divise in quattro classi arbitrarie di numerosità. Quattro regioni (Puglia, Molise, Sardegna e Corsica) contano meno di 16 specie, altre quattro (Toscana, Umbria, Campania e Basilicata) annoverano tra 16 e 30 specie. In nove regioni si rileva un numero di specie superiore a 30 (Val d’Aosta, Friuli, Veneto, Emilia-Romagna, Marche, Abruzzo, Lazio, Calabria e Sicilia). Le rimanenti quattro regioni (Piemonte, Liguria, Lombardia e Trentino- Alto Adige) presentano un numero di specie maggiore di 60. Questi dati hanno naturalmente una valenza relativa, dipendendo dalla minore o maggiore estensione delle regioni, dal numero di corsi d’acqua presenti e dal numero di ricerche effettuate, che ha una distribuzione ovviamente non omogenea. L’isolamento di lunga data del sistema insulare sardo-corso è probabilmente responsabile del ridotto numero di specie ivi presenti, essendo limitatissima la capacità dispersiva dei Plecotteri e quindi la possibilità di colonizzazione dal continente, in presenza inoltre (almeno per la Sardegna) di un numero ridotto di habitat favorevoli a disposizione. Pur tenendo presente che il già citato decremento di specie lungo un asse nord-sud potrebbe essere un dato di fatto (ovvero non spiegabile solo con la carenza di ricerche mirate), e supponendo comunque che l’effettivo numero di specie nelle aree a bassa
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Tab. 1. Numerazione delle aree primarie adottata nel presente lavoro e corrispondenza con quelle di
Audisio et al., 1995. Numerazione in uso Audisio et al., 1995 nel presente lavoro
Numerazione in uso nel presente lavoro
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diversità non si discosti drasticamente da quello medio delle regioni contigue, è comunque evidente da questi dati come lo sforzo di ricerca debba essere focalizzato soprattutto in alcune aree del centro sud.
È da notare come alcune specie ad ampia distribuzione in Europa mostrino in Italia una presenza limitata ad aree ristrette (ad es.: Perla illiesi, Dinocras megacephala, Protonemura algovia, Brachyptera seticornis, Taeniopteryx schoenemundi). In particolare la maggior parte
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di esse è limitata al Friuli-Venezia Giulia. Questa regione, di fatto, rappresenta una zona di soglia per elementi provenienti dalle Alpi Dinariche, dal bacino del Danubio e dagli alti e bassi Tauri, mentre le Alpi costituiscono un serio ostacolo alla dispersione di molte delle altre specie strettamente centroeuropee.
ENDEMISMI. Nella regione italiana sono presenti 44 specie endemiche di aree più o meno vaste; altre 5 specie sono endemiche della Corsica per un totale di endemismi che rappresenta il 33% circa delle specie italiane s.1. Alcune di queste mostrano una distribuzione ampia nella regione italiana: /soperla andreinii, I. saccai, Nemoura hesperiae, Protonemura ausonia, P. caprai, P. costai, P. salfii, P. tyrrhena, Leuctra apenninicola, L. concii, L. elisabethae e L. pasquinii. Le rimanenti sono invece endemiche di aree meno estese. In particolare, molte di queste, pari al 25% circa delle specie endemiche, limitano la loro presenza a bacini idrografici di singole regioni del nord Italia: Nemoura oropensis, N. pesarinii, Protonemura bipartita, P. elisabethae, P. julia, Leuctra auberti, L. brevipennis, L. caprai, L. festai, L. ligurica, L. meridionalis e L. vesulensis. Il 18% delle specie endemiche ha invece distribuzione preva- lente nel centro sud: Isoperla ilvana, I. oenotriae, Brachyptera calabrica, Nemoura lucana, Protonemura hirpina, P. italica, P. macrura, Leuctra costai, L. silana. Da notare che il solo genere Protonemura presenta ben 18 elementi endemici su 31 specie presenti in Italia s. 1.
Considerazioni a parte merita la plecotterofauna delle maggiori isole (inclusa la Cor- sica), dove si osserva un predominante carattere endemico. Il 33% circa di tutte le specie endemiche risiede esclusivamente o prevalentemente (con sporadiche segnalazioni nelle altre regioni del sud) in queste isole: /soperla hyblaea, I. insularis, Protonemura bucolica, P. consiglioi, P. corsicana, P. helenae, P. ichnusae, P. lagrecai, P. sicula, Leuctra annae, L. archimedis, L. budtzi, L. costai, L. cyrnea, L. fraterna, Capnioneura petricola.
A conclusione di queste osservazioni a carattere faunistico è però opportuno segnalare che, a causa del sempre maggiore degrado delle nostre acque correnti (soprattutto a livello dei bassi corsi fluviali ai quali erano associate alcune specie esclusive), molte specie di Plecotteri si possono ormai considerare estinte nel nostro paese. È il caso di Brachyptera trifasciata, Isogenus nubecula, Isoperla obscura, Perla burmeisteriana. Altre, che rappresentano circa il 10% dell’intera plecotterofauna italiana, sono ridotte a poche popolazioni e quindi seriamente minacciate di estinzione: Besdolus ravizzarum (= Dictyogenus ventralis), Isoperla hyblaea, I. ilvana, I. oenotriae, Perla bipunctata, Chloroperla tripunctata, Xanthoperla apicalis, Tae- niopteryx schoenemundi, T. stankovitchi, Brachyptera monilicornis, B. seticornis, Nemoura lucana, Protonemura helenae, Leuctra geniculata, Tyrrhenoleuctra zavattarii. Molte di que- ste sono endemiche della regione italiana e la loro eventuale estinzione sarebbe dunque un evento irreparabile. Il rischio di drastica riduzione della naturale diversità della plecottero- fauna italiana e la conseguente banalizzazione sono evidenti anche da questi pochi dati.
REGIONALIZZAZIONE L’analisi del dendrogramma di similarità (fig. 5) relativo alle 90 aree primarie considerate nel presente lavoro evidenzia, a un livello di somiglianza del 40%, alcuni raggruppamenti diversi per consistenza numerica e omogeneità. Tra questi i più si- gnificativi sono quelli sommariamente composti dalle aree 2-25, 26-85 e 86-90, che vengono di seguito descritti, interpretati e commentati. I rimanenti gruppi (aree primarie isolate o piccoli raggruppamenti di aree primarie biogeograficamente incongruenti) sono di difficile interpretazione, probabilmente accomunati dallo scarso livello delle attuali conoscenze fau- nistiche, e poco o per niente significativi dal punto di vista della regionalizzazione.
Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani
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Fig. 2. Andamento della numerosità delle specie di Plecotteri italiani nelle 90 aree primarie.
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Tab. 2. Matrice di presenza/assenza delle 149 specie italiane s.l. di Plecotteri nelle 90 aree primarie (0
= assenza; 1 = presenza).
Dictyogenus alpinus (Pictet, 1842) Dictyogenus fontium (Ris, 1896) Dictyogenus ventralis (Pictet, 1841) Isogenus nubecula Newman, 1833 Perlodes intricatus (Pictet, 1841) Perlodes jurassicus Aubert 1946 Perlodes microcephalus (Pictet, 1833) Isoperla andreinii (Festa, 1938) Isoperla carbonaria Aubert, 1953 Isoperla grammatica (Poda, 1761) Isoperla hyblaea Consiglio, 1961 Isoperla illyrica Tabacaru, 1971 Isoperla ilvana Consiglio, 1958 Isoperla insularis (Morton, 1930) Isoperla lugens (Klapalek, 1923) Isoperla obscura (Zetterstedt, 1840) Isoperla oenotriae Consiglio, 1967 Isoperla orobica Ravizza, 1975 Isoperla oxylepis (Despax, 1936) Isoperla rivulorum (Pictet, 1842) Isoperla saccai (Festa, 1939) Dinocras cephalotes (Curtis, 1827) Dinocras ferreri (Pictet, 1841) Dinocras megacephala (Klapalek, 1907) Perla bipunctata (Pictet, 1833)
Perla burmeisteriana Claassen, 1936 Perla grandis (Rambur, 1841)
Perla illiesi Braasch e Joost, 1971 Perla marginata (Panzer, 1799) Chloroperla susemicheli Zwick, 1967 Chloroperla tripunctata (Scopoli, 1763) Siphonoperla montana (Pictet, 1841) Siphonoperla torrentium (Pictet, 1841) Xanthoperla apicalis (Newman, 1836) Taeniopteryx kuehtreiberi Aubert, 1950 Taeniopteryx nebulosa (Linneo, 1758)
Taeniopteryx schoenemundi (Mertens, 1923)
. Taeniopteryx stankovitchi |konomov, 1978 Brachyptera auberti Consiglio, 1957 Brachyptera calabrica Aubert, 1953 Brachyptera monilicornis (Pictet, 1841) Brachyptera risi (Morton, 1836) Brachyptera seticornis (Klapalek, 1902) Brachyptera trifasciata (Pictet, 1832) Rhabdiopteryx alpina Kuehtreiber, 1934 Rhabdiopteryx neglecta (Albarda, 1889) Amphinemura standfussi, (Ris, 1836) Amphinemura sulcicollis (Stephens, 1836) Amphinemura triangularis (Ris, 1902) Nemoura cinerea (Retzius, 1783) Nemoura flexuosa Aubert, 1949 Nemoura fulviceps Klapalek, 1902 Nemoura hesperiae Consiglio, 1960 Nemoura illiesi Mendl, 1968
Nemoura lucana Nicolai e Fochetti, 1991 Nemoura marginata (Pictet, 1835) Nemoura minima Aubert, 1946
Nemoura mortoni (Ris, 1902)
Nemoura obtusa (Ris, 1902)
Nemoura oropensis Ravizza e Ravizza Dematteis, 1980
Nemoura palliventris Aubert, 1953
Nemoura pesarinii Ravizza e Ravizza Dematteis, 1979
Nemoura sinuata (Ris, 1902)
Nemoura uncinata Despax, 1934 Nemoura undulata (Ris, 1902) Nemurella pictetii Klapalek, 1900 Protonemura algovia Mendi, 1968 Protonemura auberti \llies, 1954 Protonemura ausonia (Consiglio, 1955) Protonemura austriaca Theischinger, 1976 Protonemura beatensis (Despax, 1929) Protonemura bipartita Consiglio, 1962 Protonemura brevistyla (Ris, 1902) Protonemura bucolica (Consiglio, 1957) Protonemura caprai (Aubert, 1954)
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Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani
Protonemura consiglioi (Aubert, 1953) Protonemura corsicana (Morton, 1930) Protonemura costai (Aubert, 1953) Protonemura elisabethae Ravizza, 1976 Protonemura helenae Nicolai, 1985 Protonemura hirpina (Consiglio, 1958) Protonemura ichnusae (Consiglio, 1957) Protonemura intricata (Ris, 1902) Protonemura italica (Aubert, 1954) Protonemura julia Nicolai 1983 Protonemura lagrecai (Aubert, 1954) Protonemura lateralis (Pictet, 1836) Protonemura macrura (Aubert, 1953) Protonemura meyeri (Pictet, 1841) Protonemura nimborella (Mosely, 1930) Protonemura nimborum (Ris, 1902) Protonemura nitida (Pictet, 1836) Protonemura praecox (Morton, 1894) Protonemura ruffoi Consiglio 1961 Protonemura salfii (Aubert, 1954) Protonemura sicula Consiglio, 1961 Protonemura tyrrhena (Festa, 1938) Capnia bifrons (Newman, 1839) Capnia nigra (Pictet, 1833)
Capnia vidua Klapalek, 1904 Capnioneura nemuroides Ris, 1905 Capnioneura petricola Giudicelli, 1967 Capnopsis schilleri (Rostock, 1892) Leuctra albida Kempny, 1899
Leuctra alpina Kuehtreiber, 1934 Leuctra annae Consiglio, 1975 Leuctra apenninicola Ravizza, 1988 Leuctra archimedis Consiglio, 1968 Leuctra armata Kempny, 1899 Leuctra auberti Ravizza e Ravizza Dematteis, 1985 Leuctra autumnalis Aubert, 1948 Leuctra boreoni Aubert, 1962 .Leuctra braueri Kempny, 1898 Leuctra brevipennis Ravizza, 1978 Leuctra budtzi Esben Petersen, 1912 Leuctra caprai Festa, 1939
Leuctra cingulata Kempny, 1899 Leuctra concii Consiglio, 1958 Leuctra costai Aubert, 1953
Leuctra cyrnea Consiglio e Giudicelli, 1965 Leuctra dolasilla Consiglio, 1955 Leuctra elisabethae Ravizza, 1985 Leuctra festai Aubert, 1954
Leuctra fraterna Morton, 1930 Leuctra fusca (Linneo, 1758)
Leuctra geniculata (Stephens, 1836) Leuctra handlirschi Kempny, 1898 Leuctra hexacantha Despax, 1940 Leuctra helvetica Aubert, 1956 Leuctra hippopus Kempny, 1899 Leuctra inermis Kempny, 1899 Leuctra insubrica Aubert, 1949 Leuctra leptogaster Aubert, 1949 Leuctra ligurica Aubert, 1962
Leuctra major Brinck, 1949
Leuctra meridionalis Aubert, 1951 Leuctra mortoni Kempny, 1899 Leuctra moselyi Morton, 1929
Leuctra nigra (Olivier, 1811)
Leuctra niveola Schmid, 1947
Leuctra pasquinii Consiglio, 1958 Leuctra rauscheri Aubert, 1957 Leuctra rosinae Kempny, 1900 Leuctra schmidi Aubert, 1946
Leuctra sesvenna Aubert, 1953 Leuctra silana Aubert, 1953
Leuctra teriolensis Kempny, 1900
Leuctra vesulensis Ravizza e Ravizza Dematteis, 1984
Tyrrhenoleuctra zavattarii (Consiglio, 1956)
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12 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO
Il gruppo 2-25 è rappresentativo della plecotterofauna dell’ arco alpino e presenta limite occidentale nella zona di transizione alpino-appenninica e limite orientale nell’area 2, che include i fiumi Isonzo, Iudrio e Natisone, escludendo l’Istria.
Il secondo cluster individuato (26-85) comprende le aree primarie incluse nell’Italia peninsulare, aggregando anche la Sicilia. A livelli più alti di similarità (60% circa) sono chiaramente visibili in questo cluster i raggruppamenti di aree primarie della Calabria (72-80) e della Sicilia (81-85).
L’ultimo cluster ottenuto in base all’analisi di similarità è relativo al sistema insulare sardo-corso (aree 86-90) a conferma di ciò che si poteva supporre a priori sulla base di presupposti paleogeografici e sui dati faunistici relativi a molti altri gruppi di vertebrati e di invertebrati.
DISCUSSISONE E CONCLUSIONI
I risultati ottenuti utilizzando i Plecotteri come taxon guida per la regionalizzazione dei sistemi reici italiani sono piuttosto interessanti, soprattutto alla luce dei confronti con studi analoghi effettuati su altri gruppi tassonomici (Audisio et. al., 1988, 1995; Belfiore, 1994; Belfiore & D’ Antonio, 1991; Belfiore et al., 1992; Bonafaccia, 1993). Il confronto con gli Efemerotteri è possibile solo per quel che riguarda le aree primarie dell’Italia centrale, meridionale, Sicilia e Sardegna, questo gruppo essendo stato analizzato con sufficiente ac- curatezza solo limitatamente a queste aree geografiche. Le differenze riscontrate in ordine ai raggruppamenti di aree primarie individuati dimostrano come, data la differente ecologia e la peculiare storia evolutiva dei diversi gruppi di insetti che popolano le acque correnti, 1 modelli storici e dinamici di popolamento non sempre siano sovrapponibili nei vari gruppi, pur mostrando un sostanziale accordo per quel che riguarda 1 principali aspetti della ricostruzione biogeografica.
Si riscontra per le aree primarie del sistema sardo-corso un’elevata omogeneità (70% di somiglianza intrinseca nei Plecotteri) ed una buona congruenza con 1 risultati ottenuti in base alla fauna a Hydraena s. 1. (Audisio et al., 1988, 1995) per quanto riguarda soprattutto il netto isolamento di questo sistema e le percentuali di endemismo. In questo sistema insulare Plecotteri e Hydraena s. |. presentano infatti un popolamento assolutamente distinto, com- posto prevalentemente da specie endemiche. La percentuale di elementi endemici è del 70% per le Hydraena s. |. e raggiunge 1’80% nei Plecotteri (mentre risulta solo del 40% negli Efemerotteri: Belfiore, 1994), confermando la grande specificità di molti gruppi dulcacqui- coli delle due isole. Una certa affinità tra il sistema sardo-corso e l’area 48 (Arcipelago Toscano), evidente nelle Hydraena s.l., non è invece rilevabile nei Plecotteri, sulla base dei quali il complesso insulare toscano si trova sempre e comunque aggregato alle contigue zone costiere della Maremma. L'esistenza in passato di una connessione tra le due terre (“ponte tosco-sardo”) è stata ipotizzata e largamente discussa sulla base di contingenti faunistici simili anche per altri animali, a es. gli Oligocheti terricoli (Omodeo & Rota, 1987), per i quali si osservano popolamenti nelle due zone costituiti da una comune fauna arcaica alla quale si è aggiunto un contingente più recente, probabilmente sopraggiunto in seguito alla crisi di salinità a cui è andato incontro il Mediterraneo alla fine del Miocene. Già Consiglio (1963) aveva discusso per i Plecotteri le ipotesi di affinità tra queste due zone, escludendo peraltro scambi faunistici quaternari, anche sulla base di considerazioni ecologiche.
Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani
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Fig. 3. Numero d
14 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO
La Sicilia risulta, nella regionalizzazione ottenuta utilizzando i Plecotteri come descrit- tori, aggregata al cluster dell’Italia peninsulare, a testimonianza della somiglianza con la plecotterofauna delle zone appenniniche più che con le altre isole. La somiglianza tra le aree primarie dell’Isola risulta essere molto alta, determinando comunque una specificità e una coerenza interna a questo raggruppamento. Il popolamento non appare discontinuo rispetto a quello dell’Italia meridionale in nessuno dei gruppi acquatici finora studiati (Audisio et al., 1988, 1995; Belfiore & D’ Antonio, 1991; Belfiore et al., 1992). Questo dato contrasta ad esempio con quanto rilevato da Biondi (1988) per 1 Crisomelidi Alticini, sulla base dei quali Sardegna e Sicilia sono invece aggregate a formare un unico distretto biogeografico. I Plecotteri e gli Idrenidi di Sicilia mostrano un andamento distributivo piuttosto simile, pro- babilmente dettato dalla situazione idrologica di quest'isola, che possiede molti più corsi d’acqua nella parte settentrionale rispetto alle zone meridionali, a carattere più arido. Nessuna specie di Hydraena s. |. è endemica, mentre lo sono 4 su 27 (quasi il 15%) nei Plecotteri; due di queste sono presenti solamente sui Monti Iblei. Sulla base di questi due gruppi tassonomici, la Sicilia risulta più somigliante alla Calabria meridionale, grosso modo a sud di una ipotetica linea che va dalla Catena Costiera al Crotonese. Leggere differenze si riscontrano invece nel confronto con la efemerotterofauna di Sicilia (Belfiore et al., 1992): solamente 1 specie di Efemerotteri, su 30 note, è endemica, e la somiglianza espressa da questo gruppo con l’Italia meridionale si estende a una più vasta area rispetto a quella indicata per Plecotteri e Hydraena 8.1.
La composizione della fauna a Plecotteri della Sicilia (cfr. anche Ravizza & Gerecke, 1991) mostra come ad una fauna arcaica, di origine paleomediterranea, si sia aggiunta in epoche recenti e comunque post-glaciali, una fauna più “banale” di provenienza appenninica. Sotto il profilo ecologico le specie che popolavano gli antichi territori calabro-siculi erano adattate a quote non elevate. In seguito all’avvicinamento della Sicilia alla penisola italiana nel Quaternario, la plecotterofauna appenninica, composta da specie provenienti per buona parte dall’Europa centro settentrionale e adattata a ruscelli e torrenti a corrente veloce, penetrava nella catena montuosa settentrionale, non riuscendo tuttavia a colonizzare la parte centro meridionale dell’isola, sia per le diverse caratteristiche idrologiche dei corsi d’acqua che per la presenza del braccio di mare in via di prosciugamento che tagliava la Sicilia in due parti (La Greca, 1984).
Risalendo lungo la penisola si nota un deciso isolamento delle aree pugliesi, dovuto alle condizioni idrogeologiche che determinano una carenza di corsi d’acqua e la conseguente povertà faunistica. Tale situazione è ovviamente sovrapponibile a quella degli altri gruppi di insetti acquatici reofili.
I dati sui Plecotteri dell’Italia centrale, non ancora sufficientemente dettagliati, non permettono una fine caratterizzazione della discontinuità nell’ambito di questa zona rispetto alle altre aree dell’Italia peninsulare. Negli Efemerotteri e nelle Hydraena s.l. si evidenzia invece, con notevole congruenza e con differenze veramente marginali, una marcata fascia di transizione che corre diagonalmente alla penisola, tra le foci del Tevere a sud ovest e del Cesano a nord est (Audisio et al., 1994).
Il limite di continentalità (tra la fauna strettamente alpina e quella peninsulare) è posto a livello delle aree corrispondenti all’alto e al basso corso del Tanaro, al Bormida e alla zona del medio corso del F. Po compresa tra il F. Scrivia, il F. Staffora ed il F. Tidone (aree 26-29).
Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani 15
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Fig. 4. Numero di specie di Plecotteri, divise in quattro classi arbitrarie di numerosità, in Corsica e nelle regioni amministrative, rappresentate schematicamente, dell’Italia politica.
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A nord di questa demarcazione le aree primarie si aggregano in un’unica vasta area alpina pur non evidenziandosi, sulla base dei dati a oggi disponibili, ulteriori suddivisioni significative. Questo piccolo gruppo di aree rappresenta probabilmente anche un’area di transizione tra i distretti alpino e appenninico, con una discontinuità riscontrata anche a livello delle aree della Liguria occidentale (36-39), tradizionalmente identificate come zona di separazione tra le faune alpine e appenniniche. Ciò è in buon accordo con quanto riscontrato per le Hydraena s. 1., anche se in questi Coleotteri si evidenzia un ulteriore isolamento di un gruppo di aree ligustico-provenzali (aree 25, 35, 36, 37) dal resto delle aree alpine (Audisio et al., 1988, 1995). Le aree 30-33, corrispondenti al corso principale del F. Po, tra le foci dei fiumi Trebbia e Parma, e al F. Secchia, rappresentano, almeno per 1 dati e 1 risultati ottenuti (posizioni isolate e livelli minimi di similarità), un’area di povertà faunistica almeno in parte determi- nata dall’attuale situazione degradata dei corsi d’acqua della zona. Questa condizione secon- daria certamente limita l'accuratezza della lettura di fenomeni di transizione biogeografica che probabilmente interessano l’intero medio corso del F. Po comprendente le aree 26-33.
I dati sugli Efemerotteri della maggior parte delle aree primarie di queste zone, così come quelli di buona parte dell’Italia settentrionale, sono ancora carenti e non possono costituire un elemento sufficiente di confronto.
L'analisi della similarità tra le aree alpine non evidenzia nei Plecotteri ulteriori discon- tinuità. Nelle Hydraena invece, oltre alla ricordata area ligustico-provenzale, si osservano due altri raggruppamenti discreti di aree, il primo tra i bacini del Brenta e quello dell’ Adige (aree 7-10) e il secondo tra quelli del Friuli orientale e le zone carso-istriane (Audisio et al., 1995). Anche nei Plecotteri però queste aree, pur senza distinguersi da quelle vicine, si caratteriz- zano come zone filtro per la fauna di origine centro-europea, come confermato dalla presenza di entità specifiche (Dinocras megacephala, Perla illiesi ecc.) a gravitazione medioeuropea. Considerata la buona sovrapposizione dei dati già esposti si può supporre che il migliora- mento delle conoscenze sulla distribuzione dei Plecotteri in queste zone potrà portare a risultati più congruenti con quelli di altri gruppi di insetti delle acque correnti.
L'analisi dell’andamento del numero di specie lungo la penisola italiana evidenzia (fig. 2), come già accennato, dei picchi in Italia settentrionale in corrispondenza delle aree di penetrazione faunistica da est e da ovest. Altri picchi di numerosità sono rilevabili proce- dendo verso sud in corrispondenza dei principali gruppi montuosi (Appennino tosco-emiliano, abruzzese e calabro-lucano), in buon accordo con quanto osservato per altri gruppi di insetti di acque correnti. Tali risultanze sembrano invece in disaccordo con l’ipotesi dell’effetto penisola discussa da Massa (1982); secondo questo autore 1l limite di continentalità in Italia sembra essere segnato dalla Toscana, a sud della quale si osserverebbe un graduale impo- verimento faunistico sulla base della densità media di specie in rapporto alla latitudine (Uccelli Columbiformi e Passeriformi; Coleotteri Carabidi, Cicindelidi e Crisomelidi; Co- leotteri Scarabeoidei ecc.). Osservando come varia il numero di specie di Plecotteri e degli altri gruppi di insetti acquatici analizzati in funzione della loro distribuzione nelle aree primarie italiane, si ha piuttosto l’impressione che l’andamento sia soprattutto legato alla presenza di rilievi montuosi in grado di alimentare vasti sistemi idrici di buona e costante portata anche durante la stagione secca, adatti all’insediamento di una fauna reofila, e solo molto marginalmente alla latitudine o alla peninsularità.
In definitiva si può affermare che, mentre i dati di distribuzione sui Plecotteri sono
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Faunistica e biogeografia regionale dei plecotteri italiani
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18 FOCHETTI, DE BIASE, BELFIORE & AUDISIO
buoni per quel che riguarda la comprensione delle linee generali di similarità tra i gruppi principali di bacini idrografici, essi non sono ancora in alcune aree del nostro paese così dettagliati da permettere un’analisi fine in rapporto alla regionalizzazione del reticolo idro- grafico. La povertà di conoscenze per l’Italia peninsulare si somma talvolta alla povertà faunistica dovuta alla scarsezza d’acqua, contribuendo a rendere meno interpretabili in ter- mini di somiglianza le attuali distribuzioni dei taxa confrontati. Un adeguamento delle co- noscenze sulla faunistica di questo gruppo di insetti è l’obiettivo immediato per la migliore comprensione dei fenomeni che hanno plasmato i nostri sistemi reici. La buona rispondenza del metodo e la sostanziale sovrapposizione di risultati riscontrata nel confronto con altri gruppi di insetti legati alle acque correnti suggeriscono infine l’utilità di questo approccio nella ricerca biogeografica di livello descrittivo.
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Indirizzo degli Autori: R. Fochetti, Dipartimento di Scienze Ambientali, Università della Tuscia, via S. Camillo de Lellis, I-01100 Viterbo (Italy) - E-mail: Fochetti @unitus.it P. Audisio, A. De Biase, Dipartimento di Biologia Animale e dell’ Uomo, Universita “La Sapienza”, viale dell’ Università 32, I-00185 Roma (Italy) C. Belfiore, Dipartimento di Zoologia, Università “Federico II”, via Mezzocannone, 8, I-80134 Napoli (Italy)
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Mem. Soc. entomol. ital, 76: 21-59 25 febbraio 1998
Riccardo SCIAKY
Taxonomic review of the genus Stomis, with revision of the Chinese species (Coleoptera Carabidae)
Abstract - In this work the genus Stomis Clairville is placed in a monogeneric tribe, Stomini Gené, 1839. The species of Stomis (sensu lato) are arranged in two subgenera, Stomis (sensu stricto) = Stobeus Fairmaire = Eustomis Semenov, and Neostomis Bousquet. In the Chinese material available, 12 species are recognized, eight of which are new as follows: from Sichuan, S. facchinii, S. titanus, S. robustus, S. vignai; from Gansu, S. brivioi; and from Yunnan, S. farkaci, S. gigas and S. schoenmanni. Distribution of postulated apomorphic character states indicates that these species comprise five monophyletic groups.
Riassunto - Revisione degli Stomis cinesi, con descrizione di otto specie nuove (Coleoptera Carabidae) In questo lavoro il genere Stomis Clairville viene posto in una tribù monogenerica, Stomini Gené, 1839. Le specie di Stomis (sensu lato) vengono suddivise in due sottogeneri, Stomis (sensu stricto) = Stobeus Fairmaire = Eustomis Semenov, and Neostomis Bousquet. Tra il materiale esaminato della Cina sono state riconosciute 12 specie, otto delle quali inedite: S. facchinii, S. titanus, S. robustus e S. vignai del Sichuan, S. brivioi del Gansu e S. farkaci, S. gigas e S. schoenmanni dello Yunnan. La distribuzione di caratteri ritenuti apomorfi sembra indicare che queste specie si ripartiscono in cinque gruppi monofiletici.
Key words: Carabidae, Stomis, China, taxonomic revision, new species.
INTRODUCTION
The genus Stomis Clairville is distributed discontinuously across the Palaearctic Region with 16 species known, and one species in the western Nearctic Region. From China, only four species have been described to the present, two of them only very recently. After the discovery, among the undetermined material of recent expeditions, of eight new species, I summarize here knowledge of the Chinese species of the genus, even though I am confident that many undescribed species remain to be discovered in those wide regions of China still very inadequately known from the faunistic point of view.
To provide a context for these descriptions, I discuss the relationships of Stomis to other pterostichines, and as well, the relationships of the Chinese species to one another.
MATERIAL AND METHODS
MATERIAL
This work is based upon study of 98 specimens from China and Central Asia, plus many repre- sentatives of European, Caucasian and Japanese Stomis, representing all the known species and subspe- cies except S. benoiti. Moreover, representatives of almost all Palaearctic and Nearctic subgenera of Pterostichus and many other genera of Pterostichini, Poecilini and Molopini were used for comparison.
Study material was obtained from the following institutions, each of which is designated by a coden used in this publication.
MHNP - Museum National d’ Histoire Naturelle, Paris MSNM - Museo Civico di Storia Naturale, Milano NHMB - Naturhistorisches Museum, Basel
NHMVW - Naturhistorisches Museum, Wien
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PIME - P.I.M.E. Entomological Museum, Monza CF - Coll. Facchini, Piacenza
CFa - Coll. Farkaè, Praha
CH - Coll. Heinz, Wald Michelbach
CL - Coll. Ledoux, Clamart
CP - Coll. Pavesi, Milano
CS - Coll. Sciaky, Milano
CV - Coll. Vigna Taglianti, Roma
CW - Coll. Wrase, Berlin
CZ - Coll. Zamotajlov, Krasnodar.
METHODS
Descriptions. Since the species are either new or very scarcely known, I have tried to give complete description of all of them.
Measurements. The measurements of all species have been made with an ocular micrometer in a stereoscopic binocular microscope at 40X. The total length was measured from apex of mandibles to apex of elytron. When describing the species, I indicated as “small” a total length below 10 mm, as “medium” a total length comprised between 10 and 12 mm, as “large” a total length above 12 mm. Measurements of body parts and abbreviations used for them in the text are:
El - length of elytra from base of scutellum to apex
Ew - maximum width of elytra
FI - length of forebody from apex of mandibles to pronotal base
PI - length of pronotum along median line
Pw - maximum width of pronotum
Some of the index here used are relatively common, but one of them is rather new and deserves some more words. The index El/FI indicates the different development of the forebody if compared to the elytra. It is still not clear whether a higher index is plesiomorphic, but I have observed that the species with the lowest index show more plesiomorphic character states than the species with a high index. The value expressed for all indexes in the following text represents the average value of each index calculated upon all available specimens, except in the case of S. facchinii, where only 15 specimens were measured. Indexes used in this publication are the following: El/Fl, Pw/Pl, EVPl, Ew/Pw, EVEw.
Borrowed holotypes were returned to the lending institutions and specialists. Several paratypes of my collection have been sent to institutions and private collections to extend the knowledge of the new taxa described here.
The dissections were made using standard techniques; genitalia and small parts were preserved glued to cards and pinned beneath the specimens from which they were removed.
Illustrations. The line drawings of the aedeagi were prepared using an eyepiece graticule and graph paper.
Recognition, grouping and ranking. The identity of the species already known was determined in part by comparison of the type series and in part by study of the literature. I have examined the type material of two of the species already known and material from the type locality of another one. Only of one species I have examined material from rather distant localities, but the original description seemed to fit very well the specimens in my possession.
STRUCTURAL FEATURES
Some of the most striking feature of Stomis are in the head, first of all the shape of the mandibles, which are very elongated, similar to those of the subfamily Promecognathinae,
Taxonomic review of Chinese Stomis 33
except in S. vignai, where they are hardly longer than in any other Pterostichini. The man- dibles of Stomis are strongly asymmetrical, with the right one larger and flatter and the left one narrower and more conical. This asymmetry is quite typical within the subfamily Pte- rostichinae, although here it is much more evident than in any other genus, while among the Trechinae the left mandible is usually the largest (see Jeannel, 1926: 288). In spite of this, in both groups it is the right mandible that occludes under the left. A serious problem when trying to understand the meaning of these mandibles is the almost complete lack of knowle- dge about the diet of Stomis, in fact the mandibular shape seems so strongly modified in function of some particular type of food, but we do not know anything about this point. Also the marked differences in development observed among different species could be due to different feeding specialization, but we ignore what they prey upon.
In Stomis it has often been written that the molar and premolar tooth and the retinacum are fused together; after my observations this is neither completely true nor so different from the structure that can be observed in most Pterostichini. The first point to note is that the great elongation of the mandibles regards mainly the terebral region (see Acorn & Ball, 1991), even though the distinction between the terebra and the retinaculum is not so clear-cut. The right mandible of Stomis is constantly very flat and the terebral ridge is extremely sharp. In some species a small tooth, that should be interpreted as a regressed retinacular tooth, can still be distinguished (e.g.: S. formosus); in other species this tooth has completely disappeared, but the terebral ridge can be either continuous or with a notch, more or less deep according to the species. The left mandible is much less flat, but rather conical, except than in the apical region, where it becomes cylindrical. The terebral ridge is not very evident, and in the basal half there is often a small tooth, sometimes very small but almost always distinguishable, that I interprete as the posterior retinacular tooth. The terebral tooth, considered as disappeared, is still present in some species but strongly moved on the superior side of the mandible, as it can be observed for instance in S. formosus and, less evident, in S. titanus and S. gigas. These points will be discussed in greater detail in another work, now in preparation.
Another interesting feature of Stomis is the great elongation of the first antennomere. This structure was already well known and had been used by several authors as distinguishing character between Stomis and the other genera of Pterostichini. It can be added that the antennae also show another interesting feature, first noted by Antoine (1957), that is the cylindrical shape of the intermediate antennomeres, while almost all Pterostichini these are markedly flattened.
The female genital structures were illustrated by Giachino .& Sciaky (1991) for S. pumicatus, the stylomeres by Habu (1981c) for the Japanese species. These structures are very dissimilar from those of Pterostichus, but rather seem more similar to those of Argutor and related groups, that are certainly very distant from Pterostichus.
TAXONOMIC TREATMENT
None of the proposals concerning the systematic position of the genus Stomis suggested until now seem acceptable to me: Jeannel (1942: 739) placed it in the tribe Poecilini, regarding Pedius Motschulsky, Lagarus Chaudoir (= Argutor Dejean), Orites Schaum and Haptotapinus Reitter as its subgenera, a position that was certainly revolutionary, but not based upon correct observation of all characters. Pedius certainly belongs to the phyletic line
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of Poecilus, Bonelli; Lagarus is related to Phonias and probably neither of them really belongs to Poecilini; while Orites and Haptotapinus are true Pterostichini. Therefore none of these groups (genera or subgenera, however they may be considered) show any close rela- tionship with Stomis.
Bousquet (1983) compared Stomis to Pterostichus (sensu lato), specifying that the subg. Gastrellarius shows some characters in common with Stomis, but some of the characters of Stomis are so unusual that I believe that an isolated position is the best solution to express the relationships of this genus. Hence, the similarities reported by Bousquet between Stomis and Gastrellarius are postulated to be symplesiomorphies.
Antoine (1957: 189, footnote 1) observed that Stomis shows at the same time primitive characters (cylindrical shape of the intermediate antennomeres) and derived ones (unusual length of mandibles, similar to those of the tribe Promecognathini, torsion of the left man- dible, extreme length of antennomere 1, lack of setigerous punctures on elytra, etc.). Also Habu (1981b) observed that Stomis shows very little in common with the other groups placed near it by Jeannel. Habu (1981c) illustrated the female genitalia of the two Japanese species and of S. pumicatus, pointing out the remarkable differences from all the subgenera of Pterostichus.
Also Zetto Brandmayr & Marano (1993), studying the larval characters, have observed marked differences between the larva of Stomis and those of Poecilini, concluding that on the base of these characters this genus could “belong to an ancient group of Pterostichini” (Zetto Brandmayr & Marano, 1993: 35).
In the past several authors have separated Stomis in a distinct subtribe (for a detailed list see Bousquet, 1983: 1598), but the only recent author who proposed to separate Stomis (and Eustomis, which he regarded as a distinct genus) from the other Pterostichini 1s Kryzhano- vskij (1983), who mentioned very briefly a subtribe Stomina in his key to the genera of the Pterostichini of the former Soviet Union.
Trying to decide what could be the correct author name for this group, I discovered that in 1839 Gené, describing the new genus Agelaea, wrote: “Locus in methodo inter Cephalo- tides et Stomides.” (Gené, 1839, p. 10). Therefore, according to the Article 11f (111) of the International Code for Zoological Nomenclature Gené’s proposal is valid and has priority. I propose to separate Stomis from the other Pterostichinae in a tribe named Stomini Gené, 1839.
Tribe Stomini Gené, 1839
DIAGNOSIS. A tribe of Pterostichinae characterized by a marked elongation of the mandibles; labrum excised at middle; first antennal article as long, or longer than, the following two together; median antennomeres almost cylindrical, not flattened; scutellar stria absent; pore- punctures on interval three absent; aedeagus compressed, with ostium in dorsal position.
DESCRIPTION. Not required here, because the tribe is monogeneric. For details, see the description of Stomis, below.
HABITAT AND WAY OF LIFE. The species of this genus are generally montane, even though
Taxonomic review of Chinese Stomis 25
a european one (S. pumicatus) lives at low altitude in wet and muddy places. On the other hand, another species very close to the preceding, S. bucciarellii, seems particularly tied to particular habitats, clay hills (called in Italian “calanchi”), which are a peculiar feature of the northern Apennines. Most other species live at rather high altitude, even though generally within the upper limit of the forest, more rarely in alpine meadows. As far as I know, nothing is known about the diet of Stomis.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. The tribe Stomini shows an interesting disjunct distribution, that includes a small area in west Oregon in the Nearctic region and several limited areas all along the Palaearctic region, from Spain to Japan. The majority of the species are found on the highest mountain chains (Alps, Apennines, Caucasus, Ala-Tau mountains, Chinese moun- tains surrounding the Sichuan plain, Japanese Alps), and their distribution recalls that of Broscosoma (Carabidae Broscini), another genus with relict, widely disjunct distribution, even more restrict, limited to few mountain chains from the Alps to Japan.
CHOROLOGICAL AFFINITIES. A distribution pattern that shows something in common with that of this tribe can be observed in the tribe Molopini, comprising several genera in Europe, two in the Far East (China, Japan and neighbouring regions): Aristochroa Tschitscherine, 1898 and Trigonognatha Motschoulsky, 1857) and one, with very few species, in Noîth America: Neomyas Allen, 1980. The main difference is that Neomyas is limited to the eastern regions of North America, while Neostomis has been found only on the Pacific coast, in Oregon.
PHYLOGENETIC RELATIONSHIPS. It is not easy to state unequivocally the systematic position of this tribe. Certainly it belongs to the subfamily Pterostichinae, but its precise position is still unclear. Bousquet (1983) postulated a relationship with the subg. Gastrellarius of Pte- rostichus, but he admitted that the basis for this were very weak. The genus Agelaea Gené, 1839, for long time approached to Stomis, has later been correcly moved to the tribe Agonini (Vigna Taglianti & Franzini, 1976).
Stomis Clairville, 1806 Stomis Clairville, 1806. Type-species: Carabus pumicatus Panzer, 1796, by monotypy. Stobeus Fairmaire, 1888. Type-species: Stobeus collucens Fairmaire, 1888, by monotypy. Eustomis Semenov, 1889. Type-species: Stomis (Eustomis) formosus Semenov, 1889, by monotypy. Neostomis Bousquet, 1983. Type-species: Pterostichus termitiformis Van Dyke, 1925, by original desi- gnation.
After the review of literature compiled by Bousquet (1983) little has been written about Stomis. The few publications are: Monzini & Pesarini (1986), revision of the Italian species with description of a new subspecies; Aberlenc, Balazuc & Réveillet (1983), redescription of S. benoiti Jeannel 1953 with new data on its geographic distribution; Bousquet (1988), redescription of the Chinese Stobeus collucens and synonymy of the genus Stobeus ; Mar- cilhac (1993), description of a new species from China, S. deuvei; and Ledoux & Roux (1995), description of another new species from China, S. politus.
Stobeus had been described as a distinct genus for one species from China by Fairmaire (1888), who had not realized the real relationship of the species; Jedlicka (1962) based his citation upon the original description and did not add any data. Bousquet (1988), after examining the type-specimen, synonymized the names Stobeus and Stomis. Marcilhac (1993)
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and Ledoux & Roux (1995) considered Stobeus as a valid subgenus including also the new species S. deuvei and S. politus, but did not justify their assertion. The only possibly derived character allowing separation of Stobeus from the true Stomis is the metallic colour of the integument, but this character is neither always so clear-cut nor of sure taxonomic value. For these reasons I accept Bousquet’s proposal to consider this name as a junior synonym of Stomis.
The synonymy of Eustomis, monobasic subgenus described by Semenov (1889) for a species from Turkestan, was proposed by Bousquet (1983). In spite of this, Kryzhanovsky et al. (1995) considered it a valid subgenus. I accept the synonymy proposed by Bousquet because the single character that should be diagnostic for Eustomis (pubescence of antenno- mere 3) varies geographically in one species from China, ( S. facchinii). and therefore does not seem of much phylogenetic relevance. On the other hand, it is impossible to postulate a relationship between S. facchinii and S. formosus, since the size is extremely different, the color is completely non metallic in S. formosus and constantly metallic in S. facchinii and the mandibular shape is different, since S. formosus lacks the notch in the right mandible.
The only valid subgenus is Neostomis Bousquet, 1983, described for a North American species previously attributed to Pterostichus, termitiformis (Van Dyke, 1925).
DIAGNOSIS. The only genus of Stomini, characterized by first antennal segment as long as the sum of the two following together; penultimate segment of maxillary palpi with an apical row of 5-6 setae; mandibles with molar and premolar tooth and retinacum merged together; aedeagus with ostium completely dorsal.
DESCRIPTION. Body elongated, convex, sometimes metallic. Total length of body: 5 mm to 14.9 mm.
Head with 2 pairs of supraorbital setae; frontal furrows superficial to moderately deep; eyes moderately reduced to normally developed, flat to convex; anterior margin of labrum emarginate; mandibles longer than usual for Pterostichini, with molar and premolar tooth and retinacum fused; antennae elongated, pubescent from segment 4 (3 in few species), scape as long as the two following segments combined; penultimate segment of maxillary palpi with an apical row of 5-6 setae, lacinia with apex hooked or blunt; submentum with 1 pair of setae (outer pair absent), paramedian pits of mentum apparent or not, tooth of mentum entire or notched, anterior margin of ligula with 1 or 2 pairs of setae, segment 2 of labial palpi with 2 long median setae.
Pronotum almost constantly cordiform (except in S. vignai, herewith described); hind angles variable, from slightly acute to obtuse or completely obsolete (in S. vignai and S. brivioi); lateral groove narrow, regular; anterior transverse impression obsolescent; posterio- lateral impressions single, linear, shallow; posteriolateral seta present or not.
Elytra without setiferous punctures in interval 3; scutellar stria absent; basal pore present; microsculpture on elytra isodiametric or transverse; plica of elytron normally deve- loped.
Legs long and slender; protibia with 2 clip setae; mesofemur with 2 posterior setae on ventral side; metacoxa without internal seta; seta on metatrochanter present; metatarsal carina apparent on first 2 or 3 segments; last tarsal segment with setae on ventral side and with 1 or more pairs of setae on dorsolateral surface; claws smooth. Metepisterna as wide as long or elongated. Abdominal sternum 6 of male without secondary sexual modification.
Taxonomic review of Chinese Stomis 97
Median lobe of aedeagus with ostium dorsal; internal sac without sclerotized tooth; right paramere relatively short, strongly bent at middle; left paramere rounded, with small lateral projection. Apical segment of stylus curved, with 1 short spine on inner side and in general 2 short spines on outer side; dorso-apical sensorial pit present and with 2 short spines. Spermatheca tubelike, smooth, evidently coiled at apex; annexed gland elongated, with ductus relatively short.
HABITAT. See above, in the description of the tribe.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. Since the tribe is monogeneric, the distribution area of the genus Stomis coincides with that of the tribe.
AFFINITIES. Stomis is a genus of Pterostichinae phylogenetically isolated by absence in the subfamily of close relatives.
Subgenus Neostomis Bousquet
This group is included only to complement the following treatment of the Chinese species of subgenus Stomis.
DIAGNOSIS. Head nearly as wide as pronotum; frontal furrows superficial; eyes slightly reduced, flat; mandibles less elongated than in the nominotypical subgenus, the left one as wide as the right one and with small protuberance on cutting edge of terebra; palpi slightly elongated (second segment of maxillary palpi about 4x as long as wide); lacinia with apex hooked; paramedian pits of mentum not apparent; tooth of mentum notched; anterior margin of ligula with 2 pairs of setae (inner pair shorter than outer pair). Pronotum without poste- riolateral seta. Elytra with moderately transverse microsculpture. Last tarsal segment with 3 pairs of setae on dorsolateral surface. Metepisterna as wide as long; sides of metasternum and metepisterna non punctate.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. Limited to a small area in Oregon, where it has been colle- cted in a variety of habitats (see Bousquet, 1983).
AFFINITES. This subgenus is the sister group and Nearctic vicar of Stomis (sensu stricto).
Subgenus Stomis (sensu stricto)
DIAGNOSIS. Head narrower than pronotum; frontal furrows superficial to moderately deep; eyes slightly reduced to normally developed, flat or slightly to distinctly convex; left man- dible slightly to evidently narrower in distal half than right mandible and without protube- rance on cutting edge of terebra; palpi slightly to distinctly elongated (second segment of maxillary palpi 4x to 6x as long as wide); lacinia with apex hooked or blunt; paramedian pits of mentum small but apparent; tooth of mentum entire; anterior margin of ligula with 1 pair of setae. Pronotum with posteriolateral seta. Elytra with isodiametric to very transverse microsculpture. Last tarsal segment with 1 to many pairs of setae on dorsolateral surface. Metepisterna as wide as long to elongated; sides of metasternum and metepisterna in general punctate.
DESCRIPTION. None required, because the character states are the same as those for Stomis- (sensu lato) except for the features diagnostic for Neostomis, noted above.
HABITAT. See above, in the description of the tribe.
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GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. This subgenus occupies the geographical range of Stomis- (sensu lato), except its Nearctic portion.
Stomis (Stomis) formosus Semenov, 1889 Stobeus (Eustomis) formosus Semenov, 1889: 11. Type-locality: Turkestan.
Treatment of this species is included only to establish position of the name Eustomis Semenov.
Eustomis was described as a subgenus for a species from Turkestan, based on two females found near the lake Issyk-kul, on the Zailiisky Ala-Tau (Kabak in Kryzhanovsky et al., 1995). Semenov (1903) proposed raising Eustomis to genus-rank. The main difference from Stomis recorded by Semenov is the pubescence on antennomere 3.
Fxamination of three female specimens of this species from S-O Kazakhstan, Dzhun- garsky Ala-Tau, Lepsinsk env., 1700 m. and of some other new species from China allows me to confirm the synonymy proposed by Bousquet (1983). See the discussion, above.
DIAGNOSIS. A Stomis of small size (5.8-6.2 mm) with forebody longer than elytra, dark brown without iridescence, elytra markedly rounded at sides, with very small humeral tooth.
DESCRIPTION. Habitus as in fig. 1. Total length 5.8-6.2 mm, the smallest known until now in the genus; body dark brown, legs and antennae reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely longer than elytra (El/FI = .96).
Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than slightly convex tempora. Collar constriction indistinct. Labrum slightly excised in middle of anterior margin. Mandibles very long, right one without notch in terebral margin, anteriad terebral tooth.
Pronotum with dorsal surface relatively convex, transverse (Pw/Pl = 1.08); sides mar- kedly but shortly sinuate towards base, anteriolateral angles almost not protruded, posterio- lateral angles acute. Anteriolateral seta behind anterior fourth, posteriolateral one in poste- riolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, parallel in anterior half, divergent posteriorly; entire base almost smooth, only with very few, scattered points. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs short and rather robust. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.25, Ew/Pw = 1.38.
Elytra rather parallel (EVEw = 1.51) with maximum width almost in the middle, shoulders quite narrow, completely rounded; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at obtuse angle. Striae strongly punctate, distinctly developed, only becoming gradually more superficial externally and apically. Intervals slightly convex on disc, flat at apex and externally.
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Fig. 1. Habitus of S. formosus Semenov, from Dzhungarsky Ala-Tau.
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Key to the Chinese species of Stomis (Stomis) (1)
Posteriolateral angles of pronotum right, obtuse or rounded at tip, sides of pronotum with change of convexity before posteriolateral angles. Sichuan, Yunnan, Gansu ..........\ iii 2
Posteriolateral angles of pronotum completely rounded, sides of pronotum in continuous curve, without change of convexity before posteriolateral angles. Western Sichuan . 1. S. vignai n. sp.
Color black without metallic reflections, iridescent OF not. ................-. ss 3 Color dark brown with metallic reflections, more or less marked but evident in all specimens..5
Humeri widely rounded, wings reduced, eyes reduced. Yunnan, southern Sichuan. ............... 4
Size smaller (10.2-12.1 mm), elytra slightly rounded at sides, colour dark brown or black but not indescent. YUMA Di. LIL gin 3. S. schoenmanni n. sp.
Size larger (12.1-13.3 mm), elytra markedly rounded at sides, colour black, markedly iridescent. Seuihern Sıcman AN Fi lire pa ciglio 4. S. robustus n. sp.
Right mandible without notch (figs. 11-15, 26). Yunnan, Southern Sichuan, Gans sta 6 Right mandible with deep notch (figs. 31-33). Western and Northern Sichuan, Northern Yunnan
Elytra proportionally shorter and wider (length/width ratio .......................\.. iii 7
Elytra proportionally longer and slenderer (length/width ratio 1.5). Size small or large. GIR: eens I Er ito ra 8
Eyes large and convex, distinctly protruded from the temporal convexity. Elytral sides convex, siriae Impunglalei.:.. ee dr a Serena 5. S. collucens Fairmaire
Eyes very small and flat, hardly protruded from the temporal convexity. Elytra almost parallel- Sided, striasspumetiate. .. Seen iii 6. S. politus Ledoux
Size small (7.1-8.1 mm); mandibles proportionally shorter, humeri clearly indicated ................ SCIARE. Ee nt hs ee en 7. S. deuvei Marcilhac
Size large (11.9-12.4 mm); mandibles extremely long, humeri completely rounded .................. Mit antics Ss os zar ii AE Gea AM PRR cg es canary ++ a0 8. S. brivioi n. sp.
Size small (72-93 mm); mandibles preporaonalizishotietSt. aula. Pali ins ae 10 Size large (121-141 mma mianeibles Afttemeh done ear Jil
Antennomere 3 completely glabrous, except the large fixed setae. Colour black with vivid bronze has: Vunnal 4.0.0 ee PR. 9. S. farkaci n. sp.
Antennomere 3 with sparse pubescence on apical half, or with few additional setae. Colour black, with or withöut 2Tessish hue. Sicani o aiar, 10. S. facchinii n. sp.
Elytra flat; body reddish-brown with slight metallic hue, legs reddish-brown. Eyes very small. Elytral striae superficial and slightly punctate. Western Sichuan. ................\ VRR. Re gh TOR: SAT ALSO an dE Page bs ohne tas Me ones A Ay 11. S. titanus n. sp.
Elytra convex; body black with evident green hue, legs black. Eyes quite large. Elytral striae deep and distinctly punctate. Northern Yunnan ............ iii 12. S. gigas n, sp.
(1) The number preceding a specific epithet indicates relative position in the text of the taxonomic treatment of the species named.
Taxonomic review of Chinese Stomis .3]
1. Stomis (Stomis) vignai n. sp. TYPE-LOCALITY: China, western Sichuan, Wolong, Wuyipeg. TYPE-SERIES. Holotypus d: China, western Sichuan, Wolong, Wuyipeg, 2650 m, 8.VI.1990 (CV).
SPECIFIC EPITHET. I am pleased to dedicate this very peculiar species to my dear friend and President of the Società Entomologica Italiana, Prof. Augusto Vigna Taglianti (Rome), for kindly allowing me to study interesting material collected by him.
DIAGNOSIS. A Stomis of small size (9.9 mm), with short mandibles, apparently very isolated in the posteriolateral angles of pronotum completely rounded and the bronzed color of the dorsum.
DESCRIPTION Habitus as in fig. 2. Total length 9.9 mm; body black with slight bronze hue, legs black with brown tarsi, antennae brown with first article black. Head and pronotum, taken together, longer than elytra (EVFI = .98).
Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes slightly convex. Tempora short and markedly convex, collar constriction very marked. Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles rather short, much shorter than in any other species of the genus, right one without notch in terebral margin anteriad terebral tooth.
Pronotum with dorsal surface markedly convex, markedly transverse (Pw/Pl = 1.27); anteriolateral angles very slightly protruded, posteriolateral angles completely rounded. An- teriolateral seta almost at anterior fifth, posteriolateral one located anteriad posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, sinuate, impunctate. Pro-, meso- and metasternum densely and markedly punctate. Legs short and stout. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.27, Ew/Pw = 1.16.
Elytra oval (EVEw = 1.55), with maximum width almost in middle, shoulders quite narrow without tooth; basal margin meeting lateral margin with a curve. Striae finely pun- ctate, obliterated toward base, at apex and externally; only stria 1 extended to apex. Intervals convex on disc, flat at apex and externally.
Genitalia. Aedeagus (figs. 3, 4) with ostium rather short, in lateral view (fig. 3) uni- formly curved; in dorsal view (fig. 4) asymmetrical, bent toward left, and with small apical thickening. The general structure is similar to that of S. chinensis, S. robustus and S. schoen- manni,
HABITAT. The single specimen of this species has been collected at an altitude of 2650 m in forest.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from western Sichuan, in the area around Wolong. I do not know any other species of Stomis from the same geographic area, even though it is not so far from Kangding, where S. facchinii lives. Among the few other species I have examined from the same area, I can mention Pterostichus ( Circinatus) beneshi Sciaky, 1996, which is a geographic vicariant of P. pohnerti Jedlicka, 1934, distributed in the area around Kangding.
AFFINITIES. This species is the most easily recognized of all Chinese Stomis. The relatively small size (if compared with most Chinese species) and mainly the peculiar, rounded poste- riolateral angles of pronotum isolate it not only from the Asiatic species but also from all species of Stomis known to day. The aedeagus is similar in form to that characteristic of the
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Fig. 2. Habitus of S
Taxonomic review of Chinese Stomis 33
S. chinensis complex, but in lateral view it is more regularly curved instead of bent at right angle and in dorsal view the ostium is evidently shorter.
2. Stomis (Stomis) chinensis Jedliéka, 1932
Stomis chinensis Jedlicka, 1932: 108. Type-locality: China, Sichuan, Ginfu-shan.
Material examined: Sichuan, Wen Chuan Chien 30 mi NNW Kuanshien 4000 ft: 1 ¢; Shaanxi, Lueyang, 25-30.VII.1997: 1 2.
Notes on type material. I have not been able to see the single female type-specimen, but I have examined two specimens corresponding to the original description of S. chinensis, one male and one female, and I think that my identification is correct.
DIAGNOSIS. A Stomis of small size (8.0-8.9 mm) with forebody shorter than elytra, black, iridescent, elytra parallel-sided with marked shoulders; humeral tooth rather large and well developed; aedeagus relatively small, with apex simply pointed, without apical disc or tooth.
DESCRIPTION - Habitus as in fig. 11. Total length 8.0-8.9 mm; body black, legs dark brown. Head and pronotum, taken together, shorter than elytra (El/FI = 1.02).
Head rather narrow, smooth, much narrower than pronotum; eyes large, longer than slightly convex tempora. Collar constriction slight but distinct. Labrum slightly excised in middle of anterior margin. Mandibles rather long, right one without notch in terebral margin, anteriad terebral tooth.
Pronotum with dorsal surface relatively convex, transverse (Pw/Pl = 1.07); sides mar- kedly but shortly sinuate towards base, anteriolateral angles almost not protruded, posterio- lateral angles right. Anteriolateral seta behind anterior fourth, posteriolateral one in poste- riolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, wide; entire base punctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs short and rather robust. Hind wings completely developed, functional. El/Pl = 2.40, Ew/Pw = 1.37.
Elytra parallel-sided (El/Ew = 1.63) with maximum width almost at middle, shoulders very well marked, with evident tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at obtuse angle. Striae markedly punctate, distinctly developed, complete. Intervals slightly convex on disc, flat at apex and externally.
Aedeagus (Figs. 5, 6) with ostium very long, in lateral view (fig. 5) with apical portion
much longer than basal one, markedly depressed, with apex simply pointed, without apical disc or tooth. In dorsal view (fig. 6) with apex asymmetrical, bent toward left, and with small apical thickening. HABITAT This species has been collected at an altitude of 4000 feet (about 1300 m). Being the only fully winged species of this genus in China, it is possible that it lives at much lower altitudes than the other known species. Since at low altitude the Chinese landscape is almost everywhere very intensively cultivated, it will be particularly difficult to find this species again. I ignore the altitude of the Shaanxi specimen.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Described from a locality in Sichuan, I know it from another locality in Sichuan and one in Shaanxi. It has not been easy to find the two localities in Sichuan to put on the map, because neither “Ginfushan” nor “Wen Chuan Chien” exist on recent Chinese maps. I have interpreted as “Ginfushan” the Jinfu Shan, a mountain of 2251 m about 100 km SE of Chongqing, in south Sichuan, while the only toponym similar
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Figs. 3-10. Aedeagus in lateral and dorsal view of: 3-4, S. vignai n. sp., holotypus; 5-6, S. chinensis Jedlicka, from Wen Chuan Chien; 7-8, S. robustus n. sp., holotypus; 9-10, S. schoenmanni n. sp., holotypus. i
to “Wen Chuan Chien” is Wenquan, a small village in north Sichuan, not far from the border of Shaanxi.
AFFINITIES. This species, S. robustus and S. schoenmanni share a marked similarity in form of the aedeagus and they are the only three species from China that lack metallic color of the integument. Accordingly, I believe that they form a distinct monophyletic complex in relation to the other Chinese species of Stomis. Further, because of the geographical proximity of S. robustus and S. schoenmanni, I believe that these two species are more closely related to one another than either is to S. chinensis.
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Fig. 11. Habitus of S. chinensis Jedlicka, from Wen Chuan Chien.
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3. Stomis (Stomis) robustus n. sp. TYPE-LOCALITY. China, S Sichuan, 30 km NW Muli-Bowa.
TYPE-SERIES. Holotypus d: China, S Sichuan, 30 km NW Muli-Bowa, 3500 m, mixed forest, 24.VII.1995, (CS). 1 paratype ¢, same data as holotype, (CF).
SPECIFIC EPITHET. The name of this species alludes to the very large size and robust body shape.
DIAGNOSIS. A Stomis of very large size (12.1-13.3 mm) with forebody longer than elytra, black with marked iridescence, elytra markedly rounded at sides, with very small humeral tooth; aedeagus relatively small, with apex simply pointed, without apical disc or tooth.
DESCRIPTION - Habitus as in fig. 12. Total length 12.1-13.3 mm, one of the largest known until now in the genus; body black, femora black, tibiae and tarsi dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely longer than elytra (El/Fl = .96).
Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than slightly convex tempora. Collar constriction indistinct. Labrum slightly excised in middle of anterior margin. Mandibles extremely long, right one without notch in terebral margin, anteriad terebral tooth.
Pronotum with dorsal surface relatively convex, transverse (Pw/Pl = 1.08); sides mar- kedly but shortly sinuate towards base, anteriolateral angles almost not protruded, posterio- lateral angles rounded. Anteriolateral seta behind anterior fourth, posteriolateral one in po- steriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, parallel in anterior half, divergent posteriorly; entire base punctate. Pro-, meso- and metasternum spar- sely punctate. Legs long but rather robust. Hind wings strongly reduced, certainly not fun- etional. El/Pl.= 2.25, Ew/Pw ="
Elytra oval (EV/Ew = 1.51) with maximum width anteriad middle, shoulders quite narrow, with very small tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at obtuse angle. Striae almost impunctate, distinctly developed, complete. Intervals slightly convex on disc, flat at apex and externally.
Aedeagus (Figs. 7, 8) relatively small, with ostium very long, in lateral view (fig. 7) with apical portion much longer than basal one, slightly depressed, with apex simply pointed, without apical disc or tooth. In dorsal view (fig. 8) with apex asymmetrical, bent toward left, and with small apical thickening.
HABITAT. The two specimens of this species have been collected in mixed forest at an altitude of 3500 m.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from a single locality in south Sichuan, not far from the borders of Yunnan, where S. schoenmanni lives; the two species are probably geographical vicariants.
AFFINITIES. In spite of its large size, this species has no relationship with S. titanus and S. gigas, but seems to be related to S. chinensis and S. schoenmanni. For details, see “Affinities” under S. chinensis, above.
4. Stomis (Stomis) schoenmanni n. sp.
TYPE-LOCALITY: China, NW Yunnan, Yulongshan NP near Baishui.
TYPE-SERIES. Holotypus d: China, NW Yunnan, Yulongshan NP near Baishui, 2500-3200 m,
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Fig. 12. Habitus of $. robustus n. sp., holotypus.
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7-11.VIL.1994, (NHMW). 2 paratypes d 2 from China, Yunnan, Weibaoshan mts, 2800-3000 m., 29- 30.VI.1992, (NHMB, CS).
SPECIFIC EPITHET. This species is cordially dedicated to Heinrich Schönmann, curator of Coleoptera at the Naturhistorisches Museum Wien, for constantly receiving me in the most cordial way and for always letting me freely study the rich collections of his Museum.
DIAGNOSIS. A Stomis of medium size, completely black, with forebody longer than the elytra, elytra almost parallel-sided, with evident humeral tooth; aedeagus relatively small, with apex simply pointed, without apical disc or tooth.
DESCRIPTION - Habitus as in fig. 13. Total length 10.2-12.1 mm, one of the largest known until now in the genus; body dark brown, appendages dark reddish-brown. Head and prono- tum, taken together, slightly longer than elytra (EUFI = .90).
Head cylindrical, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than tempora, which are slightly convex. Collar constriction indistinct. Labrum slightly excised in middle of anterior margin. Mandibles extremely long, right one without notch in terebral margin, anteriad terebral tooth.
Pronotum with dorsal surface relatively convex, as long as wide (Pw/Pl = 1.00); sides markedly sinuate towards base, anteriolateral angles protruded as small spines, posteriolateral angles rounded. Anteriolateral seta posteriad anterior fourth, posteriolateral one in the po- steriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, parallel in the anterior half then divergent posteriorly; entire base punctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs quite long and slender. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.05, Ew/Pw = 1.28.
Elytra rather parallel-sided and rather wide (El/Ew = 1.60), with maximum width posteriad middle, humeri wide with large tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at obtuse angle. Striae finely punctate, distinctly developed, complete. Intervals convex on disc, flat at apex and externally.
Aedeagus (Figs. 9, 10) relatively small, with ostium very long, in lateral view (fig. 9) with apical portion much longer than basal one, markedly depressed, with apex simply pointed, without apical disc or tooth. In dorsal view (fig. 10) with apex asymmetrical, bent toward left, and with small apical thickening. The structure of the aedeagus is similar to that of S$. robustus, but it is smaller and more markedly depressed.
HABITAT. Collected at altitudes of 2500-3200 m, but the labels do not mention any data about the precise habitat. Most probably, judging from the altitude, it must be either in mixed or in coniferous forest.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from two localities in northern Yunnan.
AFFINITIES. This species seems to be related to S. chinensis and S. robustus. For details, see “Affinities” for S. chinensis, above.
5. Stomis (Stomis) collucens (Fairmaire, 1888)
Stobeus collucens Fairmaire, 1888: 11. Type-locality: China, Yunnan.
Material examined: “Yunnan R.P. Delavay”: Holotypus 2 (MHNP); N Yunnan, Heishui vill.: 4 36 36 2 (CS); N Yunnan, Yulongshan mountains: 6 6 d 2 2 (NHMB, CF, CS); from Yunnan, Baishui, 3000 m: 3 6d £ (CF); N Yunnan, Yiunling mountains: 1 4 (CS).
DIAGNOSIS. A Stomis of large size 10.3-12.2 mm), black with evident green metallic hues on
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Fig. 13. Habitus of S. schoenmanni n. sp., holotypus.
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head, pronotum and elytra; posteriolateral angles of pronotum wide and almost rectangular. Median lobe of aedeagus compressed, with apex wide and obliquely truncate.
DESCRIPTION - Habitus as in fig. 14. Total length 10.3-12.2 mm; body black with evident green hue, appendages black, except tarsi and palpi. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (EI/FI = 1.03).
Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than tempora, which are slightly convex. Collar constriction indistinct. Labrum deeply excised in middle of an- terior margin. Mandibles long, right one without notch in terebral margin.
Pronotum with dorsal surface relatively flat, slightly transverse (Pw/Pl = 1.16), widest at anterior fourth; sides not sinuate posteriorly, but markedly convex until basal fourth and then almost parallel, anteriolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles almost right or slightly obtuse. Anteriolateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, widened posteriorly, almost impunctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs rather short and stout. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.28, Ew/Pw = 1.29.
Elytra short and rather rounded at sides (El/Ew = 1.52) with maximum width almost in the middle, shoulders wide with small tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at right or obtuse angle. Striae very slightly punctate, complete but gradually more shallow toward apex and externally. Intervals slightly convex on disc, flat at the apex and externally.
Adeagus (fig. 16, 17) very different from that of the other known species, with apex wide and flat in dorsal view, obliquely truncate (fig. 17). I think that the differences are not sufficiently marked to support the generic (or subgeneric) separation of Stobeus. Regardless, should this separation be supported by the discovery of new, until now unnoticed characters, the species politus would certainly be included in Stobeus with collucens, but deuvei would not.
HABITAT. The only specimen bringing on its label precise data about the altitude of colle- cting says that it was collected at 3000 m, probably in forest or alpine meadows.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. This species is known only from the region of Yunnan. I have seen 11 specimens collected in four different localities in northern Yunnan (two of which I have been unable to find even in the most detailed maps available) and one female specimen from Habashan mountains, of much larger size than all the other known (14.9 mm); since this specimen also shows some differences in external characters, it could either simply represent a different population or a different species. Not knowing the male it is difficult to decide which of the two possibilities is to be preferred and I prefer to leave the question open.
AFFINITIES. The first species of this genus described from China, S. collucens is rather isolated both in external and aedeagal characters. Only S. politus, recently described, is certainly related to it, while all the other species are more distant phylogenetically.
6. Stomis (Stomis) politus Ledoux & Roux, 1995
Stomis (Stobeus) politus Ledoux & Roux, 1995: 148. Type-locality: China, Yunnan, Zhongdian. Material examined: Yunnan, Zhongdian: Holotypus d (CL) and 1 9 (CS).
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Fig. 14. Habitus of S. collucens Fa
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I have examined the male holotype and another topotypical female specimen in my collection, that corresponds well to the type, except that the size is slightly larger. The genitalia of this species are unknown, since the male holotype lacks an aedeagus. I think it is almost certain that, when known, this structure will appear very similar to that of S. collucens.
This species is very close to S. collucens, so close that it soes not deserve a redescri- ption. Ledoux & Roux (1995) note as differences in comparison with S. collucens: pronotum anteriorly wider, anterior depression of pronotum not delimited by a V-shaped sulcus, exci- sion of labrum V-shaped instead of U-shaped, elytra longer and more parallel-sided, elytral striae punctate, interval slightly convex, humeral spine more pronounced, color bronzed instead of green-blue. Beyond the differences mentioned by the authors and reported in the key, I have noticed that the eyes are slightly flatter in S. politus than in S. collucens.
Morphometric indexes: El/FI = 1.02, Pw/Pl = 1.16, El/Pl = 2.28, Ew/Pw = 1.30, El/Ew = 4.54.
HABITAT. Neither the holotype nor the second specimen known bring any data allowing to know something on the habitat of this species.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. Known only from northern Yunnan, in the vicinity of the village of Zhongdian. S. collucens lives at only 100 km away from this area, but the two species are separated by the Yangtze-Kiang river.
AFFINITIES. Extremely close to S. collucens in all characters; it is certain that the two form a monophyletic group of species recently separated.
7. Stomis (Stomis) deuvei Marcilhac, 1993 Stomis (Stobeus) deuvei Marcilhac, 1993: 148. Type-locality: China, Gansu, Xiahe. Material examined: Gansu, Xiahe: 2 6 6; Gansu, pass ca. 62 km W Linxia (Da-Li-Jia-Shan): 2 dd. DIAGNOSIS. A Stomis of relatively small size (7.1-8.1 mm), with green metallic hue, similar to P. facchinii, herewith described, but different in the absence of a notch in the terebral margin of the right mandible.
DESCRIPTION - Habitus as in fig. 15. Total length 7.1-8.1 mm; body dark brown with evident green metallic hue, appendages dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (EI/FI = 1.07).
Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, almost as long as slightly convex tempora. Collar constriction slight. Antennae with antennomere 3 glabrous. Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles long, right one without notch in terebral margin.
Pronotum with dorsal surface quite convex, slightly transverse (Pw/Pl = 1.05); sides not sinuate posteriorly, but markedly convex until basal fourth and then almost parallel; ante- riolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles right or slightly obtuse. Ante- riolateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, wide, deep and sparsely punctate, like all the base. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs rather short but slender. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.32, Ew/Pw = 1.36.
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Fig. 15. Habitus of S. deuvei Marcilhac, from Xiahe.
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Elytra elongate (El/Ew = 1.62) with maximum width posteriad or at middle, humeri rather narrow with very small tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting the lateral margin with a right or obtuse angle. Striae finely punctate, obliterated apically and gradually more shallow externally, only stria 1 extended to apex. Intervals convex on disc, flat at apex and externally.,
Aedeagus (figs. 18, 19) with apical portion much longer than basal portion, in lateral view (fig. 18) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 19) with apical lamella asymmetrical and almost triangular, with a small tooth on the left.
HABITAT. This species has been collected on the Da-Li-Jia-Shan at an altitude of 3600 m; I ignore the altitude and habitat of the specimens from Xiahe.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known only from two localities in southern Gansu.
AFFINITIES. Although in the original description this species is included in the subgenus Stobeus, my opinion is that it has very little in common with S. collucens, for which Stobeus had been described. Specimens of S. deuvei are very similar in external features to those of S. farkaci and S. facchinii.. Also the aedeagal shape is quite primitive and is only superficially similar to that of S. farkaci and S. facchinii. Based on a thorough analysis of the important characters, I conclude that the external similarity is probably a symplesiomorphy, while S. deuvei is more closely related to S. brivioi.
8. Stomis (Stomis) brivioi n. sp.
TYPE-LOCALITY: China, Gansu, Win Shan range, 70 km NE Wudu.
TYPE-SERIES. Holotypus d from China, Gansu, Win Shan range, 70 km NE Wudu, 1.VI.1997 (PIME); 1 paratype 2, same data as holotypus (CS); 1 paratype d from: China, Gansu, 70 km NW Wudu, 2.VI.1997 (CF); 1 paratype 2 from: China, S Gansu, Dengkagola, 5-9.VI.1996 (CS).
SPECIFIC EPITHET. This species is cordially dedicated to my friend Carlo Brivio, founder of the P.I.M.E. Entomological Museum, who has loaned me the two specimens of this species in his possession, and for helping me in my previous taxonomic work.
DIAGNOSIS. A Stomis of large size, similar to P. titanus in general body shape, but imme- diately recognizable from that species by its right mandible without notch in the terebral margin and by its hind angles of pronotum moved forward.
DESCRIPTION - Habitus as in fig. 26. Total length 11.9-12.4 mm, one of the largest known until now in the genus; body dark brown with slight greenish metallic hue, appendages dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (El/Fl = 1.91),
Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes extremely small, shorter than sli- ghtly convex tempora. Collar constriction indistinct. Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles extremely long, right one with terebral margin not notched anteriad terebral tooth.
Pronotum with dorsal surface relatively convex, very scarcely longer than wide (Pw/Pl = .98); sides very slightly sinuate immediately anteriad base, anteriolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles rounded. Anteriolateral seta almost at anterior fourth, po- steriolateral one slightly anteriad posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, not very deep, with few punctures. Prosternum smooth, meso- and
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Figs. 16-25. Aedeagus in lateral and dorsal view of: 16-17, S. collucens Fairmaire, from Heishui; 18-19, S. deuvei Marcilhac, from Xiahe; 20-21, S. brivioi n. sp., holotypus; 22-23, S. farkaci n. sp., holotypus; 24-25, S. facchinii n. sp., holotypus,
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metasternum sparsely punctate. Legs extremely long and slender. Hind wings strongly redu- ced, certainly not functional. El/P1 = 2.35, Ew/Pw = 1.43.
Elytra elongate (E/Ew = 1.67) with maximum width posteriad middle, humeri very narrow with small but evident tooth; basal margin almost parallel to suture, meeting lateral margin at obtuse angle. Striae evidently punctate, almost complete, slightly less deeply impressed apicad and externally. Intervals all slightly convex.
Aedeagus (Figs. 20, 21) rather large, thin and regularly curved from base to apex. Apical portion longer than basal portion, in lateral view (fig. 20) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 21) with apical lamella long, narrow, slightly asymmetrical and without apical tooth.
HABITAT. The labels under the specimens do not mention any information about the habitat, but judging from the maps of the area it can be inferred that this species has been collected at altitudes between 2500 and 3000 m. Judging from the most similar species, it is likely that it lives in mixed or coniferous forest or in alpine meadows.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. (Fig. 34) This species is known only from two localities in Gansu.
AFFINITIES. This species is similar in habitus to S. titanus, herewith described, but differs from it in many characters, the most important of which is lack of the mandibular notch. Also the aedeagus shows an important difference, that is the lack of apical lateral tooth in S. brivioi. On the other hand, from Gansu is known S. deuvei, another species without mandibular notch; it is possible that the relation between S. brivioi and S. deuvei is the same existing between S. gigas and S. farkaci, that is two species from the same area, probably related to each other, one of which is of large size, with long and slender appendages and the other of smaller size, with short and stout appendages. The speciation may have been sympatric in both groups, for adaptation to very different ecological niches, but many more data would be necessary in order to demonstrate this.
9. Stomis (Stomis) farkaci n. sp.
TYPE-LOCALITY: China, Yunnan, Hengduan mts., part Baima.
TYPE-SERIES. Holotypus d: China, Yunnan, Hengduan mts., part Baima, 28 20 N 99 00 E, 4600 m, 26-28.VI.1996, (CFa). 1 paratype ¢ with the same data as holotypus (CS).
SPECIFIC EPITHET. This species is cordially dedicated to my dear friend Jan Farkaè, of the Charles University of Praha, for his continuing help and encouragement.
DIAGNOSIS. A Stomis of relatively small size (10.1-10.4 mm), close to P. facchinii, described below, but different in the absence of pubescence of antennomere 3 and the elytra longer, more parallel-sided and with humeral tooth more prominent.
DESCRIPTION - Total length 10.1-10.4 mm; body dark brown with slight greenish metallic hue, appendages dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (EL/F1 = 1.05).
Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than slightly convex tempora. Collar constriction slight. Antennae pubescent from apical half of antennomere 3. Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles long, right one with deep notch in terebral margin anteriad terebral tooth.
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Fig. 26. Habitus of $. brivioi n. sp., paratypus, from Dengkagola.
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Pronotum with dorsal surface quite convex, slightly transverse (Pw/Pl = 1.07); sides not sinuate toward base, but markedly convex to basal fourth and then almost parallel; anterio- lateral angles only slightly protruded, posteriolateral angles right or slightly acute. Anterio- lateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in the posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, deep and sparsely punctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs rather short but slender. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.48, Ew/Pw = 1.42.
Elytra elongate (EVEw = 1.62) with maximum width usually posteriad middle, shoul- ders very narrow with large tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at right or obtuse angle. Striae finely punctate, obliterated apically and gra- dually more shallow externally; only stria 1 extended to apex. Intervals convex on disc, flat at apex and externally.
Aedeagus (Figs. 22, 23) with apical portion much longer than basal portion, in lateral view (fig. 22) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 23) with apical lamella asymmetrical and almost triangular, with small tooth on left.
HABITAT. This species has been collected at an altitude of 4600 m, certainly in alpine meadows.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from a single locality in northern Yunnan, in an area not explored before entomologically.
AFFINITIES. Very similar in size and general appearance to S. facchinii, although with sli- ghter metallic reflections. The right mandible has an evident notch in the terebral margin, as in S. facchinii, S. titanus and S. gigas, all described here. This character delimits a small species group, but I ignore whether it can be regarded as a true synapomorphy or if it can be due to convergence, even though I am Here inclined towards thinking that it is a true synapomorphy.
10. Stomis (Stomis) facchinii n. sp. TYPE-LOCALITY: China, western Sichuan, Mugezuo Lake.
TYPE-SERIES. Holotypus d: China, western Sichuan, Mugezuo Lake, 4000 m, 16.VII.1992, (CS). 1 paratype d with same data as holotype (CP); 2 paratypes d & from Chine, (Sichuan) Mugecuo, VI.1993 (MHNP); 3 paratypes d d £ from China, W Sichuan, Daxue Shan 5 km W Taheto-La pass (W Kan- gding), 3900-4000 m, 30.04 N 9 101.47 E, 26.V.1997 (CW); 1 paratype ® from W Sichuan, Mts. ca. 20 km NNW Sabdé, 2000-3500 m., 18-20.VI.1994 (CF); 2 paratypes ¢2 from SW Sichuan, road Sabde-Jiulong, pass 40 km N Jiulong, Picea forest, 3000 m, 25.VI.1994 (CF, CS); 1 paratype d from W Sichuan, road Qianning-Dawu, pass 35 km NNW Qianning, 3900 m, 1.VIIL.1994 (CS); 4 paratypes d d from W Sichuan, road Kangding-Xindugiao, pass 16 km W Kangding m 4200 (CF, CS); 1 paratype © from W Sichuan, 30 km W Kangding, 5000 m, 26.VII.1994 (CS); 1 paratype ¢ from Sichuan, Kangding distr., SE slopes of M. Haisishan (Yarala), 4100-4700 m, 21.VII.1996 (CZ); 1 paratype 9 from Sichuan, Kangding distr., Source of Yala, n. vill. Zhonggu, 4000-4500 m, 20.VII.1996 (CZ); 1 paratype 2 from Sichuan, Kangding distr., Valley of Yala, n. vill. Zhonggu, 3400-3650 m, 18.VI.1996 (CZ); 1 paratype ? from Sichuan, Kangding distr., Lake Xierenhai (Mugeicuo) vic., 3900 m, 23-24.VII.1996 (CZ); 14 paratypes d d 2 $ from China, NW Sichuan, pass 20 km S Quagca, 4100 m, 17-18.VII.1992 (CF, CS); 3 paratypes d £ £ from NW Sichuan, road Zoggen-Quagca, 60 km NW Zoggen, 4000 m, 19.VI.1995 (CF, CP, CS); 4 paratypes d d 2 from NW Sichuan, Maniganggo, 4000 m, 18.VI.1995 (CF, CP, CS); 6 paratypes SS ££ from NW Sichuan, road Garzè-Barong, pass 25 km S Garzè, 3500-4500 m, 8-10.VII.1995 (CF, CP, CS); 3 paratypes d d £ from NW Sichuan, road Sertar-Darcang, 20 km SSE
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Darcang, 4000 m, 15.VII.1995 (CF, CP, CS); 2 paratypes ¢ 2 from NW Sichuan, road Sertar-Darcang, 20 km W Sertar, 15.VII.1995 (CF, CS); 2 paratypes d? from NW Sichuan, Ganzi (Garze), vic. Sulunzuguayshan Mt. range near M. Zhuotala, 4700-4900 m, 27.VII.1996 (CZ); 1 paratype £ from Sichuan, n. Kangding, See Mu-ge-cuo, 3500-3900 m, 22.VII.1994 (CH) .
SPECIFIC EPITHET. I am pleased to dedicate this species to my dear friend Sergio Facchini from Piacenza, excellent collector of Carabidae.
DIAGNOSIS. A Stomis of relatively small size, similar to P. farkaci, herewith described, but different in the presence of almost constant pubescence on antennomere 3, the elytra shorter, more rounded at sides and with smaller humeral tooth.
DESCRIPTION - Habitus as in fig. 27. Total length 7.2-9.8 mm; body dark brown with slight greenish metallic hue, appendages dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (EVFI = 1.02).
Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than slightly convex tempora. Collar constriction slight. Antennae with antennomere 3 pubescent or glabrous. (For details, see “Geographical variation”, below). Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles long, right one with deep notch in terebral margin, anteriad terebral tooth.
Pronotum with dorsal surface quite convex, slightly transverse (Pw/Pl = 1.10); sides not sinuate posteriorly, but markedly convex until basal fourth and then almost parallel; ante- riolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles right or slightly acute. Anterio- lateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, deep and sparsely punctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs rather short but slender. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. El/Pl = 2.32, Ew/Pw = 1.32.
Elytra elongate (EVEw = 1.60) with maximum width posteriad or at middle, humeri very narrow with large tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting the lateral margin with a right or obtuse angle. Striae finely punctate, obliterated apically and gradually more shallow externally, only stria 1 extended to apex. Intervals convex on disc, flat at apex and externally.
Aedeagus (figs. 24, 25) with apical portion much longer than basal portion, in lateral view (fig. 24) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 25) with apical lamella asymmetrical and almost triangular, with small tooth on left. The aedea- gus is very similar to that of S. farkaci, but smaller and with shorter apical portion.
HABITAT. This species has been collected at altitudes between 2000 and 4900 m in a variety of habitats, including Picea forest and alpine meadows. It is the Chinese species known upon the largest number of specimens and it must have a rather wide ecological range.
GEOGRAPHICAL VARIATION. Members of populations from northern Sichuan are on average larger and more slender than those from west Sichuan. Also, antennomere 4 is constantly pubescent in the northern populations, but glabrous in some individuals of the western populations.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION. (Fig. 34). Known from many localities in west and north Sichuan, in the area extending from Kangding to the border of Qinghai.
AFFINITIES. Very closely related to S. farkaci, described above. The right mandible has an
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Fig. 27. Habitus of S. facchinii n. sp. paratypus, from Gougga Shan.
Taxonomic review of Chinese Stomis 51
evident notch in the terebral margin, which seems to point towards a certain relationship also with S. titanus, herewith described.
11. Stomis (Stomis) titanus n. sp. TYPE-LOCALITY: China, NW Yunnan/SW Sichuan, road Xiangcheng-Zhongdian, pass 35 km S Xiangcheng, 15 km N Wengshui.
TYPE-SERIES. Holotypus d : China, NW Yunnan/SW Sichuan, road Xiangcheng-Zhongdian, pass 35 km S Xiangcheng, 15 km N Wengshui, 3500 m, 10-13.VII.1994 (CS). 1 paratype £, same data as holotype (CF).
SPECIFIC EPITHET. The name of this species alludes to the very large size, one of the largest known until now in the genus.
DIAGNOSIS. A Stomis of very large size (12.1-13.4 mm), related to P. facchinii but differing in the much larger size, flat body, and very long and slender appendages, particularly the mandibles.
DESCRIPTION - Habitus as in fig. 28. Total length 12.1-13.4 mm, one of the largest known until now in the genus; body dark brown with slight greenish metallic hue, appendages dark reddish-brown. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (EL/FI = 1.06).
Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes extremely small, shorter than tem- pora, which are slightly convex. Collar constriction indistinct. Labrum deeply excised in middle of anterior margin. Mandibles extremely long, right one with deep notch in terebral margin anteriad terebral tooth.
Pronotum relatively flat, slightly transverse (Pw/Pl = 1.07); sides markedly sinuate toward base, anteriolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles right or slightly acute. Anteriolateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posteriolateral fovea single, narrow, parallel in anterior half then divergent posteriorly, impunctate. Prosternum smooth, meso- and metasternum sparsely pun- ctate. Legs extremely long and slender. Hind wings strongly reduced, certainly not functional. E/PI = 2.54, Ew/Pw = 1.47.
Elytra elongate (El/Ew = 1.61) with maximum width posteriad middle, shoulders very narrow with large tooth; basal margin markedly oblique, meeting suture at obtuse angle, and meeting lateral margin at right or obtuse angle. Striae very finely punctate, slightly more shallow externally and obliterated toward apex; only stria 1 extended to apex. Intervals flat.
Aedeagus (figs. 29, 30) very large, thin and regularly curved from base to apex. Apical portion longer than basal portion, in lateral view (fig. 29) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 30) with apical lamella long, narrow, slightly asymmetrical and with small tooth on left.
HABITAT. The two known specimens of this species were found at an altitude of 3500 m in alpine region and Picea forest.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from a single locality in southern Sichuan.
AFFINITIES. This species is almost certainly related to S. gigas, described below. With this species, in fact, it shares most of its characters, including the notched right mandible.
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Fig. 28. Habitus of S. titanus n.sp., holotypus.
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12. Stomis (Stomis) gigas n. sp.
TYPE-LOCALITY: China, N Yunnan, Haba Shan near Zhongdian.
TYPE-SERIES. Holotypus 6: China, N Yunnan, Haba Shan near Zhongdian, 3800 m, 23-26.VI.1996, (CFa); 2 paratypes d d, same data as holotypus (CFa, CS); 1 paratype ©, China, Yunnan, Habashan mts E slope, 3800-4600 m., 15.VII.1992 (NHMB).
SPECIFIC EPITHET. The name of this species alludes to the very large size, the largest known until now in the genus.
DIAGNOSIS. A Stomis of very large size, similar to P. titanus but differing in the more convex body, greenish hues more marked, elytra more constricted at base, shorter and more robust legs and aedeagal shape.
DESCRIPTION - Habitus as in fig. 33. Total length 13.2-14.1 mm, one of the largest known until now in the genus; body black with evident greenish hue, appendages black, except tarsi and palpi. Head and pronotum, taken together, scarcely shorter than elytra (El/FI = 1.04).
Head large, smooth, narrower than pronotum; eyes small, shorter than tempora, which are slightly convex. Collar constriction indistinct. Labrum deeply excised in middle of an- terior margin. Mandibles extremely long, right one with deep notch in terebral margin anteriad terebral tooth.
Pronotum with dorsal surface relatively flat, slightly transverse (Pw/PI = 1.10), widest just behind anterior margin; sides slightly and shortly sinuate towards base, anteriolateral angles almost not protruded, posteriolateral angles almost right. Anteriolateral seta almost at anterior fourth, posteriolateral one in posteriolateral angle. Lateral gutter narrow; posterio- lateral fovea single, widened posteriorly, extensively punctate. Pro-, meso- and metasternum sparsely punctate. Legs long and slender. Hind wings strongly reduced, certainly not fun- etional. El/Pl = 2.43, Ew/Pw =.1.34.
Elytra elongate (El/Ew = 1.64) with maximum width almost in the middle, shoulders quite narrow with large tooth; basal margin almost perpendicular to suture, meeting lateral margin at right or obtuse angle. Striae distinctly punctate, complete but gradually more shallow toward apex and externally. Intervals convex on disc, flat at the apex and externally.
Aedeagus (figs. 31, 32) very large, thin and regularly curved from base to apex. Apical portion longer than basal portion, in lateral view (fig. 31) with apex almost rectilinear and progressively thinner. In dorsal view (fig. 32) with apical lamella long, narrow, slightly asymmetrical and with small tooth on left.
HABITAT. The few known specimens of this species have been collected at altitudes of 3800-4600 m, and they are likely to live mainly in alpine meadows.
GEOGRAPHICAL DISTRIBUTION (Fig. 34). Known from a single locality in Northern Yunnan, where it has been collected in few specimens in two different years.
AFFINITIES. If the character of the notch of the right mandible was demonstrated to be a synapomorphy, it would indicate that its origin is more northern, in the area where there are three species showing it. This, in turn, would suggest that S. gigas is the species of this group that has emigrated farthest from its original distribution area.
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Figs. 29-32. Aedeagus in lateral and dorsal view of: 29-30, S. titanus n. sp., holotypus; 31-32, S. gigas n. sp., holotypus.
EVOLUTIONARY ASPECTS
I summarize here my views about relationships of the Chinese species of subgenus Stomis. At this time, because of probably inadequate sampling of the Chinese Stomis fauna, I am not prepared to undertake a detailed reconstruction of the phylogenetic history of the group.
The 12 Chinese species recognized, all placed in subgenus Stomis, probably form five monophyletic groups:
1, vignai;
2, chinensis-robustus-schoenmanni;
3, collucens-politus;
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Fig. 33. Habitus of S
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4, deuvei-brivioi;
5, farkaci-facchinii-titanus-gigas.
The first group is composed by a single species, extremely isolated and with some very primitive characters. The second group is composed of three species, one winged and with wide distribution, the other two micropterous and appearently allopatric. These two species are probably of relatively recent differentiation even though they have very distinctive cha- racters. The third group is composed of two species certainly very strictly related and allopatric, certainly of very recent differentiation. The fourth group is composed of two species almost sympatric, sharing some characters but not related to each with certainty. The last group is certainly the most curious and interesting from an evolutionary point of view: it is composed of four species, two of which live in Sichuan and the other two in Yunnan and in every couple of species one of them is relatively primitive and the other one very evolved. In this case it would be easy to say that the two most primitive ones are related among them and the other two among them, but it is almost as probable that in both cases speciation has occurred separately, maybe by specialization for different preys.
The following character states, postulated as apomorphies, are represented among the Chinese species of subgenus Stomis: metallic color; marked iridescence; large body size; extreme development of the forebody; elongate mandibles; notching of the terebral margin of the right mandible; and widening and flattening of the aedeagal apex.
Of potential special interest for phylogenetic reconstruction is the notching of the right mandible, a character unnoticed previously. This notch is present in all the European and Caucasian species and in four Chinese species, but is absent from S. formosus, S. chinensis, S. collucens, S. politus, S. deuvei, S. brivioi, S. robustus, S. schoenmanni, S. vignai and from the two Japanese species S. prognathus and S. zaonus. If, as seems very probable, the absence of this notch is the plesiomorphic character state and its presence the corresponding apo- morphic character state, then the fact that the only species with the right mandible not notched are now found in China and Japan suggests that the evolution center of the Stomini has been in this area. Here a lineage with a mandibular notch has differentiated from the original population, later spreading westward, until reaching Europe. Clearly, the fact that all the European species have this notch would prove that they are a derived group, evidently of eastern origin.
The present-day geographical distribution of Stomis s. str. seems to be indeed relict: six species are known from Europe, three from the Caucasus and Iran, one from Turkestan, twelve from China and two from Japan. This distribution is similar to that of Broscosoma (Carabidae Broscini), another very ancient genus with relict, widely disjunct distribution limited to the Central Alps, Caucasus, Nepal, China and Japan. It is interesting to note that the distribution of both Stomis and Broscosoma in China is limited, as far as we know until today, to the mountains surrounding the Sichuan plain: the regions of Yunnan, Sichuan, Gansu and Shaanxi, although the species of Broscosoma are many less.
ACKNOWLEDGEMENTS
I express here my warmest thanks to Prof. G. E. Ball (Edmonton) for his invaluable advice about an earlier draft of the manuscript on which this paper is based; to Prof. A. Vigna Taglianti (Dipartimento di Biologia Animale e dell’ Uomo, Università degli Studi “La Sapienza”, Roma), Dr. M. Jäch and Dr. H.
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Fig. 34. Geographical distribution map of the Chinese species of Stomis.
58 SCIAKY
Schonmann (Naturhistorisches Museum, Wien), Dr. M. Brancucci (Naturhistorisches Museum, Basel), Dr. T. Deuve (Museum National d’Histoire Naturelle, Paris), Dr. Y. Bousquet (Canadian National Collection, Ottawa), Rev. Dr. C. Brivio (P.I.M.E. Entomological Museum, Monza), Dr. J. Farkaè and Dr. D. Kral (Praha), Dr. V. BeneS (Usti nad Labem), G. Ledoux (Clamart) and to all my friends of A.L.S.E. (Associazione Lombarda di Studi Entomologici, Milano) for variously helping me during the preparation of this work. A particular thank to Dr. A. Scupola (Verona) and to Dr. A. Solodovnikov (Krasnodar), for the beautiful habitus drawings illustrating this work.
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Author’s address: R. Sciaky, Via Fiamma 13, I-20129 Milano (Italy). E-mail: sciaky@imiucca.CSI.unimi.it
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Mem. Soc. entomol. ital, 76: 61-129 25 febbraio 1998
Nicola PILON *
Atlante faunistico degli Staphylinini italiani con note sinonimiche
(Coleoptera)
Riassunto - Viene trattata in dettaglio la distribuzione delle 47 specie di Staphylinini sicuramente presenti sul territorio italiano; per ogni specie viene fornito l’elenco delle località di cattura e una cartina corologica, assieme a note di tipo autoecologico e, a volte, sistematico. Vengono inoltre trattate 5 specie la cui presenza in Italia è dubbia e stabilite due nuove sinonimie:
Parabemus baderlei Scheerpeltz, 1947 = P. fossor (Scopoli, 1773) n. syn.
Ocypus depolii G. Miiller, 1924 = O. tenebricosus (Gravenhorst, 1846) n. syn.
Summary - Faunistic Atlas of italian Staphylinini with synonymic notes (Coleoptera)
The detailed distribution of the 47 species belonging to the Tribe Staphylinini in Italy is dealed with. For each species the list of the locality records, a distributional map, notes about autoecology and, sometimes, taxonomy are given. Moreover 5 species doubtful for Italy are discussed and two new synonyms are established:
Parabemus baderlei Scheerpeltz, 1947 = P. fossor (Scopoli, 1773) n. syn.
Ocypus depolii G. Müller, 1924 = O. tenebricosus (Gravenhorst, 1846) n. syn.
Key words: Staphylinini, Italy, distribution, autoecology, new synonyms.
INTRODUZIONE
I gruppi di Coleotteri e, pit in generale, di Insetti la cui distribuzione nel nostro paese sia conosciuta in dettaglio rimangono a tutt’oggi assai pochi; all’ormai “storico” lavoro di Magistretti (1965) sui Carabidi si sono aggiunti di recente quello di Sama (1988) sui Ce- rambicidi, quello di Curletti (1994) sui Buprestidi e quello di Canzoneri e Vienna (1987) sui Tenebrionidi (solo per l’Italia settentrionale); queste famiglie, seppur importanti, restano le uniche di tutti i Coleotteri per le quali sia stato redatto un catalogo faunistico-topografico relativo al territorio italiano, o ad una buona parte di esso. Nei numerosi volumi della collana “Fauna d’Italia” dedicati a famiglie o sottofamiglie di coleotteri viene sempre discussa, in maniera più o meno approfondita, la geonemia delle varie specie; tuttavia in tali opere l’aspetto faunistico ricopre sempre un ruolo secondario (come è ovvio accada in lavori principalmente sistematici) e viene talvolta trattato in modo sommario.
Per la maggior parte dei Coleotteri, comunque, se si vogliono avere informazioni relative alla loro distribuzione, si è addirittura costretti a consultare i lavori di Porta (1926, 1949, 1959) o di Luigioni (1929), con le conseguenze che è facile intuire.
Il presente lavoro è quindi un contributo allo sviluppo delle conoscenze faunistiche del nostro paese; bisogna tra l’altro ricordare che gli Staphylinini sono un gruppo composto in grande maggioranza da specie con mobilità molto ridotta, o perchè dotati di ali rudimentali o perchè comunque viene usato raramente il volo come mezzo di spostamento abituale. Ciò
(*) Dipartimento di Biologia Animale - Università di Pavia.
62 PILON
determina spesso la presenza di areali distributivi ben definiti e un notevole interesse bio- geografico del gruppo nel suo insieme.
METODI
Il nucleo principale del lavoro è consistito nell’esaminare la grande quantità di mate- riale già esistente nelle principali collezioni pubbliche e private, oltre naturalmente a quella mia personale; l’elenco delle collezioni è il seguente:
— Museo civico di Storia Naturale di Bergamo
— Museo civico di Storia Naturale di Brescia
— Museo civico di Storia Naturale di Faenza
— Museo civico di Storia Naturale di Ferrara
— Museo civico di Storia Naturale di Genova
— Museo civico di Storia Naturale di Milano
— Museo civico di Storia Naturale di Morbegno
— Museo civico di Storia Naturale di Roma
— Museo civico di Storia Naturale di Venezia
— Museo civico di Storia Naturale di Verona
— Museo regionale di Storia Naturale di Torino
— Museo dell’Istituto di Entomologia dell’Università di Milano
— Museo dell’Istituto di Entomologia dell’Università di Pavia
— Museo dell’Istituto di Entomologia dell’ Università di Sassari
— Dipartimento di Biologia Animale e dell’ Uomo, Sez. Zoologia, Università degli Studi “La Sapienza”, Roma
— Naturhistorisches Museum Wien
— Collezione Brivio (Monza)
— Collezione Callegari (Ravenna)
— Collezione Casartelli (Milano)
— Collezione Ciceroni (Roma)
— Collezione Fabbri (Filo, Ferrara)
— Collezione Fontaneto (Fontaneto d'Agogna, Novara)
— Collezione Goggi (Milano)
— Collezione Mariani (Seregno, Milano)
— Collezione Mei (Roma)
— Collezione Melloni (Bagno di Romagna, Ravenna)
— Collezione Monguzzi (Milano)
— Collezione Piccolino (Vigevano, Pavia)
— Collezione Proserpio (Como)
— Collezione Saltini (Carpi, Modena)
— Collezione Toledano (Verona)
— Collezione Usvelli (Faenza, Ravenna)
— Collezione Zanetti (Verona)
— Collezione Zoia (Genova)
Di tutti gli esemplari esaminati (alcune decine di migliaia) sono state verificate le determinazioni e registrate le località di cattura.
Purtoppo in quasi tutte le collezioni museali si trovano spesso esemplari recanti car- tellini di località di fatto inutilizzabili, perchè scritti con grafie illeggibili, scoloriti, oppure indicanti toponimi introvabili sulle carte geografiche o ricorrenti in diverse zone del paese.
Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 63
Nel caso di etichettature poco chiare ho sempre preferito, nel dubbio, scartare il dato; alcuni di questi, non utilizzati, avrebbero forse potuto ampliare la distribuzione di alcune specie, ma questa scelta ha privilegiato l’attendibilità dei dati.
Si sono inoltre utilizzati 1 dati riportati in letteratura di alcuni lavori faunistici di un certo rilievo o di Autori che si sono occupati di questo gruppo in modo approfondito.
Per ciascuna specie si è realizzata una scheda riportante nell’ordine: il nome della specie con relativo Autore e codice numerico attribuito nella “Checklist delle specie della Fauna italiana” (Ciceroni et al., 1995); la categoria corologica, ricavata dai dati di Horion (1965), Coiffait (1974), Newton (1987) e personali; la distribuzione sintetica in Italia; l’e- cologia della specie, desunta da dati di letteratura (Horion, 1965; Koch, 1989) e soprattutto da osservazioni personali; note di confronto fra quanto noto fino a oggi e quanto accertato con la presente ricerca e talvolta anche di carattere sistematico; elenco delle località di cattura suddiviso per regione e provincia. Per la distribuzione in Italia è riportata anche una cifra fra parentesi; si tratta del numero di tavolette I.G.M. per cui è stata accertata la presenza della specie in questo lavoro. Tale numero non deve essere considerato come la quantificazione precisa della diffusione di una specie in Italia, ma può comunque essere visto come un indice della frequenza con cui essa è stata fino ad ora raccolta.
L’ordine sistematico di trattazione delle specie è lo stesso seguito nella recente “Che- cklist delle specie della Fauna italiana” (Ciceroni et al., 1995), con una sola differenza: il grande genere Ocypus, mantenuto unitario nel sopracitato lavoro, è stato diviso nei suoi quattro sottogeneri, riprendendo quindi la suddivisione fatta dallo stesso Lohse (1964), cui peraltro si erano ispirati gli Autori della “Checklist”. Le determinazioni sono state effettuate sulla base dei lavori di Coiffait (1974) e Lohse (1964).
Per la definizione dei corotipi ho seguito le indicazioni di Vigna Taglianti et al. (1992); va però tenuto presente che di molte specie ad ampia corologia ben poco è conosciuto con esattezza circa la loro distribuzione in Asia.
L’elencazione delle regioni è da nord ovest verso sud, con Sicilia e Sardegna a chiudere l’elenco. Delle 20 regioni amministrative italiane alcune (Val d’ Aosta, Umbria, Molise e Basilicata) non sono state trattate individualmente ma aggregate ad altre confinanti (rispet- tivamente Piemonte, Marche, Abruzzo e Calabria); le ragioni di questa scelta sono di ordine pratico e anche storico-geografico. All’interno di ciascuna regione le diverse province sono sistemate in base all’ordine alfabetico della sigla automobilistica, partendo comunque dal capoluogo; non sono state considerate le sette province di recente istituzione.
Ho preferito non riportare accanto a ciascuna località i dati relativi ad ogni reperto (n° di esemplari, data di cattura, raccoglitore, collezione in cui si trovano); tale scelta, se da un lato rende il lavoro meno esauriente, dall’altro evita che esso raggiunga dimensioni abnormi e lo rende molto più agile da consultare. Mi sono limitato a contrassegnare con un punto esclamativo (!) le località di cui si trovano esemplari (anche o solo) nella mia collezione. Le località desunte dalla letteratura sono invece affiancate da un numero fra parentesi che fa riferimento alla pubblicazione. I riferimenti bibliografici sono 1 seguenti:
(1) = Peez e Kahlen, 1977
(2) = Schatz, 1988
(3) = Angelini e Montemurro, 1984
(4) = Zanetti, 1992
64 . PILON |
Alcuni altri lavori faunistici (Brivio, 1970; Zanetti, 1978; Chemini & Zanetti, 1982; Daccordi & Zanetti, 1987; Pilon & Zanetti, 1991; Pilon, 1995) non sono stati citati in quanto il materiale su cui si basavano è stato comunque visto direttamente nelle collezioni in cui è conservato.
In base alle localita citate nelle schede ho poi realizzato le cartine corologiche utiliz- zando il reticolo I.G.M. 1:25000, che consente di scomporre il territorio italiano in aree approssimativamente quadrate di circa 10 km di lato. Tale metodo è da tempo ampiamente in uso per la realizzazione di atlanti faunistici di molti gruppi di vertebrati (uccelli, mammi- feri, anfibi e rettili) ed è stato da me usato in precedenza per la faunistica degli Ocypus del gruppo alpestris (Pilon, 1995). Ritengo che, fra le varie rappresentazioni grafiche attualmente in uso sia l’unica che visualizzi in modo essenziale ed oggettivo la situazione distributiva di un taxon in un determinato territorio.
Sia nell’elenco delle località che nelle cartine le specie sono sempre state trattate in modo unitario, senza tenere conto della eventuale esistenza di razze geografiche; molte delle sottospecie attualmente descritte per questo gruppo hanno infatti valore piuttosto dubbio o comunque da chiarire ed esula dagli scopi di questo lavoro la trattazione dettagliata di tali aspetti, cui d’altra parte viene attribuita una importanza sempre minore nella sistematica moderna. Ad ogni modo nelle note viene segnalata e commentata l’esistenza di queste forme.
ELENCO DELLE SPECIE 48.132.0. 001.0 Creophilus maxillosus (Linnaeus, 1758)
CATEGORIA COROLOGICA. Oloartico (introdotto in alcune regioni dell’emisfero Austra- lex
GEONEMIA ITALIANA. Tutta Italia (201).
ECOLOGIA. Ubiquista, eurizonale (0-2000 m), saprofilo (soprattutto necrofilo).
NOTE. Si tratta dell’unica specie, fra gli Staphylinini, rinvenibile ovunque nel nostro paese, con scarsissime limitazioni di altitudine, latitudine ed ambiente.
PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: Torino; Ceresole; AL: Spinetta Marengo!; Bosco Marengo!; Tortona; Ovada; Castelnuovo Scrivia; Arquata Scrivia; Voltaggio; CN: V. Pesio; Palanfrè; Pezzolo Valle Uzzone; NO: Mergozzo; Domodossola; Malesco; Macugnaga; L. Vannino (V. Formazza); VC: Sagliano; Oropa; Breia; Scopello!; AO: Fiernaz!.
LIGURIA. GE: Genova; Voltri; Varazze; Casella; Cavi; Chiavari; IM: Imperia; S. Remo; Taggia; Nava; SV: Savona; Albisola; Loano; Laigueglia.
LOMBARDIA. MI: Milano (Niguarda; Musocco); Sesto S. Giovanni; Cologno Monzese; Segrate; Cusa- go!; Garbagnate; Monza; Vaprio d’ Adda; BG: Schilpario; BS: Brescia; Fornaci; Monte Isola; Altopiano di Cariadeghe (Serle); Paitone; Buco del Frate (Paitone); Picedo; CO: L. di Annone; Cascina Bracchi (Casatenovo); L. di Sartirana (Merate); Calco; Lierna; Campione; Gaggino Faloppio!; Valmorea!; Piana di Spagna (Gera Lario); CR: Cremona; MN: Bosco Fontana (Marmirolo); Quistello; PV: Pavia!; Spessa!; Mortara!; SO: Sondrio; Morbegno; Cosio; Lovero; Grosio!; Teglio; Valdisotto; S. Nicolò Valf.; Livigno; V. Codera; Borgonuovo (Piuro)!; Teggiate!; Montespluga!; VA: Ispra.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Grödnertal (V. Gardena); St. Magdalena Gsies (S. Maddalena Casies)!; Kasern Ahrntal (Casere V. Aurina); TN: Avio; M. Baldo (Madonna della Neve); V. Ampola; V. Genova; Smarano; Cembra.
VENETO. VE: Venezia; Mestre; Casse di colmata (Fusina)!; Chioggia; BL: Feltre; Cortina; S. Vito;
Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 65
Auronzo; Falcade; Calalzo; RO: Rovigo; Rosolina Mare; TV: Treviso; Ponzano; Cellarda; Follina; Crocetta del Montello; VI: Chiampo; VR: Verona; Cancello; Oppeano; Torricelle; Cerea; Legnago; Vajo di Squaranto; Roverè; Selva di Progno; Malcesine.
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Sistiana; Opicina; GO: Gradisca d'Isonzo; Monfalcone; UD: Carnia Piani; Arta; Piano d’ Arta; Forni di Sotto.
EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; FE: Ferrara; FO: Forlì; Forlimpopoli; PR: Parma; RA: Pineta di Classe; Faenza; Brisighella; RE: P.so del Cerreto.
TOSCANA. FI: M. Giovi; Marradi; Badia della Valle (Marradi); GR: Marina di Grosseto!; Follonica!; Castiglion della Pescaia!; Is. Giglio; LU: Lucca; SI: Lucarelli (Radda).
MARCHE E UMBRIA. AN: Staffolo; AP: Vidoni (Amandola); MC: Macerata; Camerino; Bolognola; PS: Montecchio!; PG: Perugia; Lippiano (Città di Castello); Gubbio.
LAZIO. RM: Roma (Acquacetosa; M. Sacro); S. Marinella; Marino; Nemi; Olevano Rom.; Riofreddo; LT: Cisterna; RI: Tarano; VT: Tarquinia; Bassano (Sutri); M. Cimino.
ABRUZZO E MOLISE. AQ: Oricola; PE: Caramanico.
PUGLIA. BR: Francavilla Fontana; FG: Rodi Garganico; Marina di Chieuti; LE: Taviano; TA: Manduria; S. Pietro in Bevagna.
CAMPANIA. NA: Camaldoli (Napoli); CE: Aversa; SA: S. Biase (Ceraso). CALABRIA E BASILICATA CZ: M. Gariglione; MT: Matera.
SICILIA. PA: Palermo; Ficuzza; AG: Is. Lampedusa; CT: Barriera del Bosco (Catania); ME: Is. Strom- boli; SR: Siracusa; Cassaro!; TP: Marsala; Mazara.
SARDEGNA. CA: Elmas; Assemini; Capoterra; Quartu S. Elena; Selargius; Senorbi; NU: Macomer; Aritzo; Desulo; Ottana; OR: Oristano; SS: Ozieri; Tempio Pausania; Porto Torres; Golfo Aranci; Is. Molara.
48.133.0. 001.0 Ontholestes haroldi (Eppelsheim, 1884) CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo. GEONEMIA ITALIANA. Alpi centro-orientali (17). ECOLOGIA. Submontano e montano (200-1700 m), saprofilo (soprattutto coprofilo). NOTE. La diffusione di questa specie è stata finora probabilmente sottostimata, anche se essa, in effetti, non è mai frequente sulle Alpi come le due altre congeneri. LOMBARDIA BG: Bordogna!; Carona; SO: Torre S. Maria!; V. Codera; Dazio!; Val Canale (Caiolo)! TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Brixen (Bressanone (1); TN: P.so Tremalzo (V. Ampola)!; L. di Idro. VENETO. BL: Vincheto di Cellarda (Feltre); Falcade; Auronzo. FRIULI VENEZIA GIULIA. PN: Campone!; Castelnuovo d. F.!; UD: Arta; P.so Cason di Lanza!; Cosizza.
48.133.0. 002.0 Ontholestes marginalis (Gené, 1836)
CATEGORIA COROLOGICA. W-mediterraneo.
GEONEMIA ITALIANA. Sardegna (8).
ECOLOGIA. Eurizonale, saprofilo (soprattutto coprofilo).
NOTE. Si tratta quasi certamente dell’unica specie del genere presente sull’isola. Al Museo di Vienna (coll. Scheerpelz) si trovano due esemplari cartellinati “Sicilia”, ma l’in- dicazione è quasi certamente erronea.
SARDEGNA. CA: M. Sette Fratelli; Pula!; Gesturi; NU: Urzulei!; Fonni; Dorgali; Stagno di Bara; Laconi.
48.133.0. 003.0 Ontholestes murinus (Linnaeus, 1758)
66 PILON
CATEGORIA COROLOGICA. Sibirico-europeo, introdotto in Nord America (Smetana, 1981).
GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale, Sicilia (270).
ECOLOGIA. Eurizonale (0-2000 m), saprofilo (soprattutto coprofilo).
NOTE. Sia Luigioni che Porta segnalano lo specie di tutta Italia, Sardegna compresa; tuttavia non ho mai visto esemplari di quest’isola, ove credo sia sostituita da O. marginalis.
PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Gassino; Alpignano; Stupinigi; Beinasco; Exilles; Ivrea; Colle della Maddalena; Usseaux; Bardonecchia; Sauze d’Oulx; Susa; Balme; Pian della Mussa; Pialpetta; AL: Spinetta Marengo!; Lobbi!; Borghetto Borbera; Montecapraro (V. Curone); Cassano Spinola; Voltaggio; Ovada; AT: S. Paolo; CN: Limone Piem.; Palanfrè; S. Giacomo d’Entracque; Certosa Pesio; Alta V. Tanaro; Viozene; M. Ormea; Garessio; Acceglio; M. Mongioie; NO: Malesco; Premia!; M. Leone; V. Cairasca; Vanzone; Macugnaga; Mergozzo; Premeno; VC: Piedicavallo; Oropa; L. della Vecchia (Oro- pa); Pratetto; Pollone!; Varallo; Serravalle Sesia!; Scopello!; Campertogno; Riva Valdobbia!; AO: Cour- mayeur; Etroubles!; St. Jacques d’Ayas; Fiernaz!; Gressoney St. Jean!; Col de Joux (La Thuile).
LIGURIA. GE: Genova; Sant. Vittoria; Molassana; Chiavari; Fontanigorda; M. Antola; S. Stefano d’A- veto; Casella; IM: S. Romolo; Bordighera; Baiardo; M. Guardiabella (V. Impero); SV: Savona; Sassello; Cairo Montenotte.
LOMBARDIA. MI: Milano; Monza; Ceriano Laghetto; Cogliate; Lodi; BG: Bergamo; Sorisole; Ghisalba; S. Pellegrino; Antea (S. Pellegrino); S. Giovanni Bianco!; BS: Brescia; Gussago; Edolo; Cecino; Pisogne; Borno; Altopiano di Cariadeghe (Serle); Ponte di Legno; CO: Valmorea!; Lanzo d’Intelvi; Montemezzo; L. di Sartirana (Merate); Casatenovo; S. Pietro (Civate); Campione; Barzio; M. Grigna Merid.; Pian delle Betulle; Esino Lario; Margno; Canzo; CR: Cremona; Rivolta d’ Adda; PV: Pavia!; Sostegno!; Spessa; M. Colletta; SO: Cosio; Morbegno!; Civo; Dazio!; Bagni del Masino; Bema; Albaredo; Gerola; Tartano!; Torre S. Maria!; Caiolo!; V. Livrio; M. Vespolo; Castellina (Sondrio); Ligari; Triangia!; Ponte Valt.; Grosio!; V. Grosina; Bormio; Isolaccia; V. Codera; V. Forcola (Menarola)!; Borgonuovo (Piuro)!; Teggiate!; VA: Viggiù; Agra; L. di Comabbio!; Gaggiolo.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Ritten (Renon); Brixen (Bressanone) (1); Rodeneck (Rodengo)!; Wolkenstein in G. (Selva Gardena); Tiers (Tires); Niederdorf (Villabassa); St. Magdalena Gsies (S. Maddalena Casies)!; Kasern (Casere); Sand in Taufers (Campo Tures); Staben (Stava, V. Venosta); Eyrs (Oris)!; Trafoi (1); TN: V. di Genova; Madonna di Campiglio; Andalo; V. Ampola; M. Caret Alto; Avio; S. Michele all’ Adige; Brentonico; Fiera di Primiero; Sagron; Moena; Campitello di Fassa; Tesero.
VENETO. VE: Marghera; Venezia (Lido; S. Giuliano); foce F. Sile; Bibione; BL: Alleghe; Cortina; Vigo di Cadore; Auronzo; Cansiglio; Feltre; Cellarda; Alano di Piave; PD: Colli Euganei; Teolo; TV: Ponzano; S. Pietro (Valdobbiadene); VR: Avesa; Sommacampagna; Montorio; Sona; Cerea; Breonio; Torri Be- naco; Grezzana; Oppeano, Vallese; Cancello; Sega di Ala; Selva di Progno; Fittanze; M. Altissimo (M. Baldo); VI: M. Grappa; Valdagno; Valli del Pasubio.
FRIULI VENEZIA GIULIA TS: Malchina; Duino; Sistiana; Basovizza; GO: Doberdò; PN: M. Cavallo; Campone!; Clauzetto!; Castelnuovo d. F.!; UD: Arta; Cividale; Paularo!; Paluzza; Cercivento; P.so Pura.
EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Gaibola; Monzuno!; FO: Riccione; Campigna; Tredozio; MO: Mon-
tese; M. Cimone; Sassuolo; PC: Piacenza; Rocca (V. Nure)!; PR: Compiano!; M. Zuccone!; RA: Faenza; Brisighella; Casola Valsenio.
TOSCANA FI: Firenze; M. Morello; Fiesole; Marradi; Badia della Valle (Marradi); M. Faggiola; P.so del
Muraglione; Pietramala; AR: Montegonzi!; Alpe della Luna; Sintigliano; PI: Pisa; S. Rossore!; PT: Pianosinatico; Boscolungo; MS: P.so Cisa.
Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 67
MARCHE E UMBRIA. AN: ienigallia; Staffolo; PS: M. Carpegna; M. Catria; AP: Montemonaco; PG: Perugia; Spoleto; Morano (Gualdo Tadino); Bocca Trabaria; M. Cucco.
LAZIO. RM: Roma (Acquacetosa; Villa Ada); Fiumicino; Maccarese; Nettuno; Riofreddo; Gerano; M. Pellecchia; M. Autore; Colli Albani; Fosso Verginese (Tolfa); Manziana; Ladispoli; FR: Filettino; M. Viglio; Campo Staffi (M. Simbruini); M. Scalambra; Guarcino; LT: M. della Difesa; RI: Orvinio; Prati di Cottanello; Montasola; Poggio Mirteto staz.; Tarano; M. Terminillo; VT: Tuscania.
ABRUZZO E MOLISE. AQ: Pescasseroli; P.so Godi (Scanno); Civitella Alfedena; Castel di Sangro; M. Sirente; Pettorano sul Gizio; M. della Meta (L. Vivo; V. Fondillo; Rif. Campitelli); M. Tranquillo; Ovindoli; Campo Imperatore; Fonte Romana (Maiella); CH: M. Maielletta; Lama dei Peligni; TE: M. Gorzano; Scerne di Pineto; CB: Campitello Matese; IS: Montenero V. Cocchiara; S. Pietro Avellana. CAMPANIA. NA: Napoli; CE: Sella del Perrone (Matese); S. Pietro Infine.
CALABRIA E BASILICATA. CZ: Sambiase; M. Gariglione; CS: Silvana Mansio; La Fossiata; L. Ampol- lino; Camigliatello; Orsomarso; Cozzo del Pesco (Rossano)!; PZ: Pollino (Piano Ruggio!; Piani di Vaquarro; Colloreto); M. Vulture; Pietrapertosa; M. Sirino; MT: Policoro (3).
SICILIA. PA: Palermo; Corleone; Piano Zucchi (Madonie); Ficuzza; ME: Mistretta; M. Soro.
48.133.0. 004.0 Ontholestes tessellatus (Fourcroy, 1785)
CATEGORIA COROLOGICA. Sibirico-europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Alpi (109).
ECOLOGIA. Da submontano ad alpino (200-2000 m), saprofilo (soprattutto coprofilo).
NOTE. Porta cita la specie anche del Lazio e della Sicilia: al Museo di Milano (coll. Alzona) esistono in effetti due esemplari etichettati “Sicilia”. Si tratta comunque di un vistoso errore di cartellinatura; la specie non esiste al di fuori della regione alpina intesa in senso lato. Sempre al Museo di Milano si trova un esemplare dei dintorni di Milano; tale dato, se vero, è dovuto con molta probabilità a trasporto passivo ( O. tessellatus si trova regolarmente sui letamai). PIEMONTE E VAL’D’AOSTA. TO: Bardonecchia; Sestriere!; Soucheres Basses!; Pialpetta; Balme; Andra- te; CN: Alta V. Po; NO: M. Leone; Macugnaga; Premia!; VC: Sagliano; Graglia; Tavagliano; Oropa; Pratetto (V. Cervo); V. Sessera; Scopello!; Riva Valdobbia; Alagna; V. Vogna!; AO: Gaby!; Promindo (Valtournenche)!; Valsavarenche; V. Cogne. LIGURIA. IM: Cosio d’ Arroscia; SV: Calizzano. LOMBARDIA. BG: Oltre il Colle; Carona; Selvino; Schilpario; Costa V. Imagna; BS: V. Vestino; Esine; Odeno; Rif. Cortebona (Vione); P.so Tonale; CO: Moncodeno (M. Grigna Sett.); Pian delle Betulle; Margno; SO: Cosio; V. Bomino (Bema); Poira; Albaredo; Gerola; Tartano!; Ardenno; Ligari; Triangia; Chiesa Valmalenco; Torre S. Maria!; Rif. Bosio (M. Disgrazia); M. Vespolo; Val Canale (Caiolo)!; Grosio!; Lovero; Isolaccia; Bormio!; V. Belviso; S. Caterina Valf.; S. Nicolò Valf.; V. Codera; Borgo- nuovo (Piuro)!; Teggiate!. TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Ritten (Renon) (1); Oberbozen (Soprabolzano) (1); Aferer Tal (Val di Eores); Seiser Alm (Alpe di Siusi); St. Christina in Gr. (S. Cristina Valgardena); Tils (Tiles); Rodeneck (Rodengo)!; Bruneck (Brunico); Niederdorf (Villabassa); Innichen (S. Candido); St. Magdalena Gsies (S. Maddalena Casies)!; Schnalstal (V. Senales); Vinschgau (V. Venosta) (1); Sterzing (Vipiteno) (1); Trafoi (1); TN: Val Ampola; Val di Genova; Pellizzano; V. di Rabbi; Pejo; Vermiglio!; S. Giacomo (Brento- nico); Smarano; Malè; Palù di Giovo; Canazei; Folgaria; Moena; Sagron; Predazzo (2); Lardaro. VENETO. BL: Feltre; M. Pavione; Cansiglio; Vigo di Cadore; Laggio di Cadore; S. Stefano di Cadore; Lorenzago; Falcade; V. Visdende; V. Digon; Auronzo; Cortina!; Sappada; Alleghe; TV: S. Pietro
68 PILON
(Valbobbiadene); P.so S. Boldo; VI: Asiago; Valli del Pasubio; VR: Vajo di Squaranto; Boscochiesa- nuova; Campofontana; Rif. Novezzina (M. Baldo).
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; PN: M. Cavallo; Claut; Clauzetto!; Castelnuovo d. F.!; UD: Paularo!; Paluzza; Treppo Carnico; M. Mataiur; Arta; Piano d’ Arta.
48.134.0. 001.0 Emus hirtus (Linnaeus, 1758)
CATEGORIA COROLOGICA. Europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (119).
ECOLOGIA. Eurizonale (0-2000 m), saprofilo (soprattutto coprofilo).
NOTE. Questa specie non vive solo, come ritenuto comunemente, in regioni montuose, ma anche in località di pianura o addirittura costiere. Tuttavia è particolarmente diffusa e comune nelle valli aperte e soleggiate delle Alpi centrali e occidentali. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Susa; Soucheres Basses!; Pialpetta; Ribordone; AL: Arquata Scrivia; Ovada; AT: Nizza Monferrato; CN: Ceva; M. Mondolè; Limone Piem.; V. Pesio; Crissolo; V. Stura di Demonte; NO: Malesco; Macugnaga; Premia!; M. Leone; S. Domenico di Varzo; VC: Breia; Scopello!; Riva Valdobbia; Alagna; AO: Fiery (Ayas); Fiernaz!; La Thuile; Courmayeur; Cogne. LIGURIA. GE: Genova (Righi; Borzoli); M. Fasce; M. Moro; Quezzi; Molassana; Casella; Torriglia; SV: Albisola; Varazze.
LOMBARDIA. MI: Milano (Bovisa; Lambrate); Monza; CO: Lecco; Margno; Cascina Bracchi (Casate- novo); BS: V. Trobiolo (Pisogne); Cividate Camuno; Zoanno; S. Apollonia; P.so Tonale; V. Saviore; PV: Pavia; SO: Sondrio; Cosio; Poira!; Roncaglia; Dazio; V. Masino; V. di Mello; Colorina; Chiesa Val- malenco; Lanzada; Torre S. Maria!; Triangia!; Alpe Campelli (Albosaggia); Caiolo; V. Livrio; Grosio!; Aprica; Bormio; Pianazzo; V. Codera; Gordona!; Teggiate!; Borgonuovo (Piuro)!.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Ritten (Renon); Klobenstein (Collalbo) (1); Mon- tiggler Seen (Laghi di Monticolo) (1); Glen, Auer (Gleno, Ora); Brixen (Bressanone) (1); Taufers (Tures) (1); Laas (Lasa)!; TN: V. di Genova; L. Nambino (Madonna di Campiglio); Avio; Vetriolo; Levico; Sagron; Villa Welsperg; Cembra; Lona; L. Lagorai.
VENETO VE: Chirignago (Mestre); BL: Belluno; Cortina; Auronzo; V. Zoldo; V. d’ Alleghe; Falcade; VR: M. Baldo (La Colma; M. Altissimo; Madonna della Neve; Rif. Novezzina); Campofontana; Giazza. FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Duino; Basovizza; UD: Forni; Piano d’ Arta.
EMILIA ROMAGNA. MO: La Santona (Pavullo); FO: M. Fumaiolo; Verghereto; Poggio Scali; P.so dei Mandrioli; PC: Lago Moo (Ferriere).
TOSCANA. FI: M. Morello; LI: Livorno; LU: Foce delle Radici.
MARCHE E UMBRIA. MC: Macerata; PS: M. Petrano; PG: Gaifana.
LAZIO. RM: Roma (Acquacetosa; Caffarella); Valle Fiume (Monti della Tolfa); Manziana; Ladispoli; FR: M. Viglio; Filettino; M. Aurunci; LT: Gaeta; RI: Poggio Mirteto.
ABRUZZO E MOLISE. AQ: L. Vivo (M. della Meta); Coppito; Ovindoli; P.so Godi (Scanno); Fonte Romana (Maiella); CH: M. Maielletta.
PUGLIA. FG: Forquet!.
CALABRIA E BASILICATA. CZ: Sambiase; Buturo; CS: L. dei Due Uomini (Fagnano Castello); Cozzo del Pesco (Rossano)!; PZ: M. Viggiano.
48.135.0. 001.0 Abemus chloropterus (Panzer, 1796)
CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo. GEONEMIA ITALIANA. Venezia Giulia (3).
Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 69
ECOLOGIA. Submontano, silvicolo.
NOTE. Luigioni cita tale entità delle Alpi Marittime (Sospel, in territorio politicamente francese) e di Bolzano; quest’ultima segnalazione è ripresa anche da Porta. Entrambe queste località sembrano oggi assai improbabili, ma non si può escludere, trattandosi di una specie di difficile cattura e ad areale frammentato, che, perlomeno nella prima località, essa sia davvero presente.
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Banne; Grozzana; V. Rosandra.
48.136.0. 001.0 Platydracus chalcocephalus (Fabricius, 1801)
CAT. COROLOGICA. Centroeuropeo.
GEONEMIA ITALIANA. Venezia Giulia (1).
ECOLOGIA. Eurizonale, silvicolo, saprofilo.
NOTE. Le segnalazioni di questa specie per altre regioni (Piemonte, Emilia, Umbria) sono certamente dovute a confusione con specie simili; si tratta infatti di un taxon a gravi- tazione più orientale che penetra nella regione fisica italiana in modo estremamente marginale nell’entroterra di Trieste (classico distretto faunistico “di confine”).
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Villa Opicina; Percedol.
48.136.0. 002.0 Platydracus flavopunctatus (Latreille, 1804)
CATEGORIA COROLOGICA. S-europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (60).
ECOLOGIA. Eurizonale, saprofilo (soprattutto coprofilo).
NOTE. Luigioni e Porta segnalano questa specie anche della Sardegna, ma personal- mente non ho mai visto esemplari di alcuna specie di Platydracus raccolti in Sardegna o Sicilia; viene quindi confermata la assenza, notata da Newton (1996), di questo genere dalle aree non continentali.
PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Sacra S. Michele; AL: Mongiardino (Ovada); CN; Pezzolo V. Uzzone; Alta V. Tanaro; Limone Piem.; Ponte Nava; Acceglio.
LIGURIA. GE: Genova; Borzoli; Casella; SV: Borgio Verezzi.
LOMBARDIA. BS: Brescia; PV: Oriolo.
TRENTINO ALTO ADIGE. TN: Avio; BZ: Bozen (Bolzano) (1).
VENETO. TV: Segusino; VR: Verona; M. Baldo; Torri Benaco.
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Duino; Opicina; Basovizza; Sistiana; Malchina; PN: Tramonti di Sopra; UD: Paluzza.
EMILIA ROMAGNA. BO: Paderno; FO: Premilcuore!; Campigna; PC: Bobbio!; Ferriere; PR: Casanova (Bardi); RA: Brisighella.
TOSCANA. FI: M. Morello; Sesto Fiorentino; Marradi; Badia della Valle (Marradi); AR: P.so dei Man- drioli; GR: Alberese; Torre di Collelungo; LI: Antignano.
MARCHE E UMBRIA. MC: Cingoli; Castelsantangelo sul Nera; PS: Apecchio; M. Petrano; PG: Perugia; Gubbio; Lippiano (Città di Castello); Gubbio; TR: Polino.
LAZIO. RM: Monti della Tolfa; Roccagiovine; Riofreddo; Arsoli; Gerano; Sasso (staz. Furbara); Percile; Palombara Sabina; RI: Rieti; Poggio Mirteto.
ABRUZZO E MOLISE. AQ: Raiano; Campo Imperatore; V. del Vasto (Gran Sasso); M. della Meta; Pratola Peligna; Fonte Romana (Maiella); PE: Popoli.
70 PILON
CALABRIA E BASILICATA. CS: Colloreto (Pollino).
48.136.0. 003.0 Platydracus fulvipes (Scopoli, 1763)
CATEGORIA COROLOGICA. Sibirico-europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (147).
ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-2000 m), euritopo, igrofilo, tendenzialmente silvicolo.
NOTE. Questa specie è diffusa probabilmente in tutta l’Italia continentale e la sua minore frequenza al Sud è dovuta forse solo alla rarefazione, in tali regioni, degli ambienti umidi da essa scelti come habitat.
PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: Collina di Torino; Parco La Mandria (Venaria); Bardonecchia; Bor- gofranco d’Ivrea; CN: Fossano; Montaldo di Mondovì!; Certosa Pesio; Terme di Valdieri; Palanfrè; Crissolo; Pian del Re; Alta V. Grana; NO: Fontaneto d’ Agogna; Cravegna (Baceno)!; VC: Colle della Vecchia (Piedicavallo); V. Chiobbia (V. Cervo); Oropa; M. Barone; Sostegno; Pray!; Varallo; Camper- togno; AO: Campo Laris (Champorcher); Brusson; Champoluc; Courmayeur; Val Ferret; La Thuile!; Entreves; Valsavarenche; Cogne.
LIGURIA. SV: Calizzano; IM: Piaggia (Monesi); P.so Ghimbegna (Ceriana)!.
LOMBARDIA MI: Milano (Baggio); Correzzana; Monza; Bernate Ticino!; Castelletto di Cuggiono!; BG: Celana!; Albino; Valcava; V. di Scalve; V. Brembana; S. Pellegrino; Torbiere L. d'Iseo; Endine Gaiano!; Presolana; BS: Colle S. Eusebio!; Cortine (Nave)!; V. Saviore; Lugana; CO: Valmorea!; Albate; Brivio; M. Grigna; M. Resegone; Ballabio Sup.; Montemezzo!; PV: Pavia (Bosco G. Negri!); Vigevano; SO: Albaredo; Tartano!; Villa di Tirano!; Arigna; Bodengo!; V. Codera; VA: Ceriano Laghetto!; Cittiglio; Venegono; Mercallo.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Klobenstein (Collalbo) (1); Brixen (Bressanone) (1); Marling (Marlengo) (1); Trafoi (1); TN: Madonna di Campiglio; Loppio; V. Ampola; P.so Tremalzo (V. Ampola); Arco; Malga Mare (Pejo); Sagron; P.so di Cereda; S. Leonardo (Avio) (4); Le Grave (Civezzano); L. Pudro (Vigalzano); L. di Caldonazzo (Inghiaie, S. Cristoforo); Laghestel (Pinè).
VENETO. VE: Marghera; S. Giuliano; Punta Sabbioni; BL: Belluno; Longarone; Cortina; Vigo di Cadore; Laggio di Cadore; Lorenzago; VI: Monteviale; VR: Sona; Nogara; Vajo di Squaranto; Vallese.
FRIULI VENEZIA GIULIA GO: Monfalcone; foce F. Timavo; UD: P.so di Tanamea; Musi!; Carnia Piani; Peonis; Paularo; Belvedere di Grado.
EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Minerbio; FE: Filo; Voltana; Bosco Panfilia (S. Agostino); MO: Spilamberto; Vignola; PC: Sarmato!; RA: Ravenna; Cotignola; Pineta S. Vitale; Faenza.
TOSCANA. FI: Firenze; Sesto Fiorentino; Signa; AR: Montegonzi!; Anghiari; Camaldoli; GR: Massa Marittima; M. Amiata; Arcidosso; Tombolo (Orbetello); LI: Vicarello; PI: Marina di Pisa; PT: Abetone; SI: Siena.
MARCHE E UMBRIA. AN: Senigallia; Portonovo; AP: Grottammare; PG: Perugia; Foligno; Bevagna; Lippiano (Città di Castello).
LAZIO. RM: Roma (Montesacro; Acquacetosa; E.U.R.; Tomba di Nerone); Acilia; Maccarese; Percile; Palombara Sabina; LT: L. di Fondi; dint. Norma.
ABRUZZO E MILISE. AQ: Pratola Peligna; PE: Popoli; Montesilvano Marina. PUGLIA. TA: foce F. Lato.
CALABRIA E BASILICATA. MT: Bosco Pantano (Policoro).
48.136.0. 004.0 Platydracus latebricola (Gravenhorst, 1806)
Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani Al
CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo.
GEONEMIA ITALIANA. Italia sett. e cent. (19).
ECOLOGIA. Submontano e montano, xerofilo, mirmecofilo.
NOTE. La presenza di questa entità nell’Italia centromeridionale era finora dubbia; una recente cattura in Abruzzo, unita ad un esemplare etichettato “Apennin Mittel-Italien” pre- sente nelle collezioni del Museo di Vienna, mi fanno ritenere che essa (sempre rara e di difficile cattura) sia effettivamente diffusa nell’ Appennino centrale e, forse, anche meridio- nale.
PIEMONTE E VAL D'AOSTA. NO: Fontaneto d’Agogna; Malesco; Cravegna (Baceno)!.
LOMBARDIA. BG: Ardesio; PV: M. Pietra Corva (Romagnese)!; SO: Torre S. Maria!.
VENETO. BL: Cansiglio.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Sigmundskron (Castel Firmiano) (1); Margreid (Magrè); Sarntal (V. Sa- rentina) (1); Brixen (Bressanone) (1); Vahrn (Varna) (1); Meran (Merano) (1); Trafoi (1); TN: Bella- monte (2).
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Contovello; GO; M. Sabotino.
EMILIA ROMAGNA. PC: Travo!; Trebecco!. Abruzzo e Molise. AQ: Pratola Peligna.
48.136.0. 005.0 Platydracus stercorarius (Olivier, 1794)
CATEGORIA COROLOGICA. Turanico-europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (183).
ECOLOGIA. Eurizonale (0-2000 m), praticolo, xerofilo.
NOTE. La forma nominale di tale specie è presente solo in alcune parti della regione alpina, più di frequente in prossimità dello spartiacque, mentre in tutto il resto del paese vive la ssp. fuscofemoratus (G. Müller, 1923), caratterizzata dal colore nero (invece che rossiccio) dei femori. Nelle Alpi sono presenti anche esemplari che possono essere considerati forme di transizione fra le due razze.
PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: dint. Torino; Ceres; Casana Alta!; V. Argentiera (Sauze di Cesana)!; Bardonecchia; Sauze d’Oulx; Ceresole Reale; Pian della Mussa (Balme); Andrate; Brosso; Borgofranco d'Ivrea; Lombardore; AL: Tortona; Voltaggio; CN: Terme di Valdieri; S. Giacomo Entracque; Palanfrè; Certosa Pesio; V. Germanasca; Colle della Maddalena; Crissolo; NO: Macugnaga; L. Antillone (V. Formazza); P.so S. Giacomo; VC: Biella!; Oropa; L. della Vecchia (Oropa); Alta V. Cervo; V. Chiobbia (V. Cervo); Tavigliano; V. Sessera; M. Barone; Varallo; Alagna; AO: Gressoney la Trinité; L. Gabiet (Gressoney); Breuil; Fiery (Ayas); Champoluc; Etroubles!; V. di Rhemes; V. Cogne; La Thuile!; Cour- mayeur; V. Ferret.
LIGURIA GE: Genova; Sant. Vittoria; Fontanegli; Savignone; Torriglia; S. Stefano d’Aveto; IM: Bor- gomaro; Triora; SP: Ameglia; SV: Varazze; M. Beigua.
LOMBARDIA. MI: Milano; Monza; BG: Solto Collina; BS: Brescia!; Gussago; M. Orfano (Rovato)!; Paitone; Collio; Pisogne; Altopiano di Cariadeghe (Serle); CO: Cascina Bracchi (Casatenovo); Caglio!; Calco; CR: Cremona!; PV: Rocca dei Giorgi!; Voghera!; Menconico; VA: Cavagnano; Cadegliano; Vergiate; SO: Delebio; Tagliate (Cosio); Albaredo; V. Livrio; Lanzada; Chiareggio; Alpe Campescio (Lanzada); S. Caterina Valfurva; V. Codera (Piazzo; Revelaso).
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Auer (Ora) (1); Kollfuschg (Colfosco); Jenesien (S. Genesio); Kematen am Ritten (Caminata di Renon) (1); Sarnthein (Sarentino)!; Aferer Tal (V. di Eores); Grimm Joch (P.so di Oclini) (1); Brixen (Bressanone) (1); Sand in Taufers (Campo Tures); Niederdorf (Villabassa); Toblach (Dobbiaco); Spronsertal, Meran (V. di Sopranes, Merano) (1); Zirogalm, Brenner (Malga Zirago, Bren-
70) PILON
nero) (1); St. Jakob Pfitschertal (S. Giacomo di Vizze); Matschertal (V. di Mazia); Sulden (Solda); Trafoi (1); St. Ulrich (Ortisei); TN: V. Genova; Madonna di Campiglio; Concei!; V. Ampola; Ruffré; Cavareno; Malga Mare (Pejo); Termenago (V. di Sole); L. di Caldonazzo (Inghiaie, S. Cristoforo); Laghestel (Pinè); Levico; Strigno; Sagron; L. Lagorai; Moena; P.so di Lavazè (1).
VENETO. VE: Mestre; BL: Belluno; Cansiglio; S. Donato (Lamon); Cortina; PD: Piazzola sul Brenta; TV: Treviso; VI: Casotto; Valdagno; VR: Verona (Bertacchina; Cancello; Avesa); Montorio; Domeglia- ra; Grezzana; Negrar; Villafranca; Cima Telegrafo (M. Baldo); Malcesine; Selva di Progno.
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Sistiana; PN: Casarsa; UD: Premariacco; Paularo!; Piano d’ Arta; Tarvisio; L. di Cavazzo; M. Musi.
EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Marzabotto; L. di Brasimone; FO: Premilcuore!; Campigna; La Lama; MO: Spilamberto; PC: Sarmato!; Borgonovo Val Tidone!; Travo!; RA: Pineta di Classe.
TOSCANA. FI: Firenze; M. Senario; Marradi; M. Faggiola; Vallombrosa; AR: Alpe della Luna; Camal- doli; GR: P.ta Alberese; PT: Piastre.
MARCHE E UMBRIA. MC: Bolognola; M. Sibillini (sorgenti Fergno; Pian Perduto); Porto Recanati; PS: Pesaro; M. Nerone!; Urbino!; PG: Sigillo; Lippiano (Città di Castello); Valtopina.
LAZIO. RM: Roma; Acilia; Maccarese; Marino; Albano; Palombara Sabina; Roccagiovine; Riofreddo; Bracciano; FR: M. Scalambra; LT: Cisterna; Monte S. Biagio; RI: M. Terminillo.
ABRUZZO E MOLISE. AQ: Campo Imperatore; M. Greco; M. Sirente; M. Morrone; Pescasseroli; Castel di Sangro; M. Godi; Campo di Giove; Maiella (Fonte Romana; P.so S. Leonardo; Blockhaus); Ovindoli; V. Fondillo; Cerchio; CB: M. Miletto; Campitello Matese.
CALABRIA E BASILICATA. RC: Serra S. Bruno; PZ: Pollino.
48.137.0. 001.0 Dinothenarus flavocephalus (Goeze, 1777)
CATEGORIA COROLOGICA. S-europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (a sud del Po), Sicilia (49).
ECOLOGIA. Eurizonale, saprofilo (soprattutto coprofilo); preda Scarabeidi, soprattutto del gen. Onthophagus.
NOTE. E possibile, come affermano Luigioni e Porta, che la specie sia presente anche in Sardegna, isola di cui non ho però mai visto esemplari. PIEMONTE. AL: Ovada.
LIGURIA. GE: Genova; Marassi; Sturla; M. Fasce; M. Aiona (Rezzoaglio); Portofino; IM: S. Remo; SV: Savona; M. S. Giorgio; M. Beigua; Alpicella.
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste.
EMILIA ROMAGNA BO: Castel S. Pietro!; FO: Collinello.
TOSCANA. FI: Firenze; M. Morello; Fiesole; S. Margherita; GR: Alberese; LU: Bagni di Lucca. MARCHE E UMBRIA. MC: Cingoli; PG: Lippiano (Città di Castello).
LAZIO. RM: Roma (Villa Borghese; Acquacetosa); Acilia; Lunghezza; Grottaferrata; Tuscolo (Colli Albani); M. Cavo (Colli Albani); Albano; Marino; Tivoli; Sasso (staz. Furbara); Manziana; Palombara Sabina; LT: Formia; Bassiano; M. Lepini (M. Lupone; M. Semprevisa); VT: Bassano (Sutri); S. Martino al Cimino.
ABRUZZO E MOLISE. CH: Rif. Pomilio (Maiella).
CAMPANIA. SA: Vallo della Lucania.
PUGLIA. BA: Mellitto (Altamura).
CALABRIA E BASILICATA. CZ: Sambiase; PZ: M. Vulture; Viggianello.
Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 73
SICILIA PA: Ficuzza; CT: Etna; ME: Fiumara di Tono; M. Antennamare; M. Soro; Mistretta; Cesarò; TP: S. Ninfa.
48.137.0. 002.0 Dinothenarus pubescens (De Geer, 1774)
CATEGORIA COROLOGICA. Sibirico-europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (60).
ECOLOGIA. eurizonale (0-2000 m), saprofilo (soprattutto coprofilo); preda Scarabeidi, soprattutto del gen. Aphodius.
NOTE. Pur non avendone mai visto esemplari, ritengo possibile la presenza di questa specie in Sardegna; essa, infatti, oltre ad essere citata per quest'isola sia da alcuni Autori, è presente con certezza in Corsica (Cervione).
PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: dint. Torino; Usseaux; Fenestrelle; AL: Tortona; Voltaggio; AO: Valtournenche; Courmayeur; V. di Rhemes.
LIGURIA. GE: Fontanigorda; S. Stefano d’Aveto; SV: Cairo Montenotte.
LOMBARDIA. MI: Milano; Sesto S. Giovanni; BS: Cislano (Marone); SO: Poira!; Civo; Bormio; Pra- daccio (V. Zebrù).
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Sigmundskron, Bozen (Castel Firmiano, Bolzano) (1); Ritten (Renon) (1); Sarntal (V. Sarentina) (1); Deutschnofen (Nova Ponente) (1); Gampen Joch (P.so di Palade) (1); Brixen (Bressanone) (1); Sterzing (Vipiteno) (1); Sand in Taufers (Campo Tures); Salurn (Salorno); Wolkenstein (S. Cristina V. Gardena); Schnalstal (V. Senales)!; Laas (Lasa)!; TN: Lodrone; Avio; S. Michele all’ A- dige; Levico; Sagron; Moena; M. Roen.
VENETO. BL: Cortina; Nebbiù; Vigo di Cadore; Falcade; VI: Casotto; VR: Montecchio; S. Pancrazio; Cancello; Monteforte d’ Alpone; M. Baldo.
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Muggia; Sistiana; UD: V. Musi.
EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; FO: Campigna; Rif. La Burraia (P.so La Calla).
TOSCANA. FI Consuma; Vallombrosa.
MARCHE E UMBRIA. AP: M. Sibilla; Montemonaco; PG: Forca Canapine.
LAZIO. RM: ALBANO; M. AUTORE; RI: Vallemare.
ABRUZZO E MOLISE. AQ: Coppito; M. Portella (Gran Sasso); M. Calvo; Forca d’ Acero; TE: M. Gorzano. CALABRIA E BASILICATA. CZ: M. Gariglione; CS: Camigliatello.
48.138.0. 001.0 Parabemus fossor (Scopoli, 1773)
CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo.
GEONEMIA ITALIANA. Alpi, Appennino sett., Pollino (185).
ECOLOGIA. Da submontano ad alpino (400-2000 m), silvicolo, xerofilo, mirmecofago (preda formiche del gen. Camponotus).
NOTE. La citazione di Luigioni per la Calabria, che un tempo ritenevo erronea, mi é stata invece recentemente confermata; tuttavia Luigioni segnalava la specie della Sila, mentre possiedo dati certi solo per il Pollino.
PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Colle della Croce; Usseaux; Oulx; Cesana Alta!; V. Argentiera (Sauze di Cesana)!; Sestriere!; Moncenisio; Colle dell’ Assietta; Colle delle Finestre; Fenestrelle; Laval (V. Troncea); Coazze; M. Musinè (Caselette); M. Lera (Givoletto); Noasca; Ceresole Reale; Malciaussià; Forno Alpi Graie; Colle della Chiarmetta (Viù); Ronco Canavese; Campiglia Soana; Prali; Andrate; AL: Caldirola!; Figino (Albera Lig.); CN: Palanfrè; Garessio; Valcasotto!; Col di Tenda; Bric Costa Rossa; S. Giacomo d’Entracque; Vallone Trinità (Entracque); Certosia di Pesio; Monviso; Crissolo; NO: Ar-
74 PILON
meno; M. Zeda; Premeno; Campello (V. Strona); Anzino!; Macugnaga; S. Domenico di Varzo; Varzo!; S. Maria Maggiore; V. Formazza; VC: Biella; Piedicavallo; Oropa!; Trivero; M. Marca; Bocc. di Sessera!; Bielmonte; M. Barone; Varallo; Breia; Campertogno; Rassa; Riva Valdobbia!; Alagna; Val Sermenza; Fobello; Cervatto; AO: Gaby!; Gressoney la Trinité; Brusson; Champoluc; Valtournenche; Ollomont; Courmayeur; V. Ferret; Cogne; Valnontey; Valsavarenche; La Thuile; Colle Picc. S. Bernar- do;
LIGURIA. GE: M. Aiona (Rezzoaglio); M. Montarlone (Fontanigorda); M. Penna; M. Antola; IM: M. Saccarello; Mendatica; M. Bignone; SV: M. Beigua.
LOMBARDIA. BG: Gorno; Valpiana; Cornalba; Roncobello; Costa Serina; M. Sovere; Schilpario; P.so Presolana; BS: V. Saviore; Paghera (Ceto)!; Cecino; Cevo; Vezza d’Oglio; V. d’Avio (Temù); Zoanno; P.so Tonale; CO: Brunate; Campione; M. Generoso; M. S. Primo; Sormano!; Porcida (Gera Lario); M. Grigna Sett.; M. Grigna Mer.!; PV: P.so Giovà!; SO: Delebio; Roncaglia; V. Gerola (Gerola; Arzo; Bema; Rasura; Alpe Culino; Alpe Olano; Tagliate); Albaredo; V. Livrio; Bagni del Masino!; Alpe Campelli (Albosaggia); M. Vespolo; Ligari; Caiolo; L. Colina (Postalesio); Chiesa Valmalenco!; V. Scerscen (Lanzada); Chiareggio; Sondalo; V. Grosina!; V. Fontana; Arigna; Lovero; L. di Belviso; Isolaccia; Stelvio; V. Codera (Codera Alta; Piazzo); Pianazzo; L. Truzzo; Bodengo!; V. Forcola (Me- narola)!; Borgonuovo (Piuro)!; VA: Ghirla; Campo dei Fiori; Orino; Rasa!; Boarezzo!.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Glaning (Cologna) (1); Oberbozen (Soprabolzano) (1); Ritten (Renon); Brixen (Bressanone) (1); Sand in Taufers (Campo Tures); Stein Pfitscher Tal (Sasso Val di Vizze); Matschertal (V. di Mazia); Maiern Ridnauntal (Masseria V. Ridanna)!; Sarntal (V. Sarentina); Plan (V. Gardena); St. Ulrich (Ortisei); Meran (Merano); Passeier (V. Passiria) (1); Prags (Braies); Altprags (Braies Vecchia) (1); Tils (Tiles); Gfrill (Tisens) (Caprile, Tesimo); Bruneck (Bruni- co); Weissenstein (Pietralba) (1); TN: M. Panarotta; M. Bondone; Cavareno; Ruffrè; Smarano; Andalo; Pejo; Pellizzano; V. di Genova; Madonna di Campiglio; Pinzolo; Carisolo; V. Ampola; Concei!; M. Rima; Vallarsa; Baselga di Pinè; Le Grave (Civezzano); Echen (Folgaria); Cembra; Ziano di Fiemme (2); Vetriolo; Lavarone; M. Gronlait; Pasubio; Valfredda (Ala) (4); La Sega (Ala).
VENETO. BL: M. Pavione; M. Avena; Vigo di Cadore; P.so Mauria; Auronzo; Rocca Pietore; Caviola; Cansiglio; Pocol; Col Visentin; TV: M. Grappa; VI: Rotzo; M. Zebio (Altopiano di Asiago); VR: M. Baldo (Cavallo di Novezza; Rif. Novezzina; Bocca di Navene; S. Valentino); V. di Rivolto (Lessini); Giazza.
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Aquilinia; PN: For. del Prescudin; UD: Forni di Sopra; Forni di Sotto; L. di Cavazzo; M. Musi; Piano d’ Arta; Attimis; Paularo!; Tribil Inferiore; Pontebba; Valbruna; Savogna; M. Mataiur.
EMILIA ROMAGNA. BO: L. di Brasimone; FO: M. Falco; MO: M. Libro Aperto; M. Cimone; PC: Bivio S. Barbara (Coli)!.
TOSCANA. LU: M. Sumbra; Foce Mosceta (Stazzema); PT: Abetone; V. Sestaione.
CALABRIA E BASILICATA. PZ: Pollino (Cugno d’Acero; Santuario).
48.139.0. 001.0 Staphylinus caesareus Cederhjelm, 1798
CATEGORIA COROLOGICA. Europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Italia sett. e cent. (153).
ECOLOGIA. Da submontano a subalpino (300-1800 m), praticolo.
NOTE. Porta cita la specie di tutta Italia, sicuramente per confusione con quella se- guente. La segnalazione di Policoro (Angelini e Montemurro, 1984) mi sembra fortemente sospetta, avendo visto personalmente da quelle zone solo esemplari dell’affine S. dimidiati- cornis, della cui presenza a Policoro non si fa invece menzione nel medesimo lavoro. Con-
Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 75
trariamente a quanto riportato in molti testi, anche divulgativi, S. caesareus non è in alcun modo legato a sostanze in decomposizione, come d’altra parte nessuna specie di questo genere in Italia.
PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Torino; Pianezza; Bardonecchia; Laux; Fenestrelle; CN: Borgo S. Dalmazzo; Viozene; Garessio; Alta V. Grana; NO: Macugnaga; V. Cairasca; Antillone (V. Formazza); M. Mottarone; M. Zeda; VC: Tavagliano; Andorno; Oropa; Piode; Campertogno; Riva Valdobbia; Alagna; AO: Gressoney; Valtournenche; Fiernaz!; Brusson; Aymavilles; Ollomont; Courmayeur; Prè S. Didier; Entreves; Valgrisenche; Cogne; Valnontey;
LIGURIA GE; Genova; P.so del Turchino; P.so del Faiallo; M. Aiona (Rezzoaglio); IM: Cosio d’ Arroscia; Nava; SV: M. Beigua.
LOMBARDIA. MI: Villasanta; BG: Bergamo; Clanezzo; S. Pellegrino; Carona; Schilpario; Ornica; Gorno; Clusone; BS: Brescia; Botticino; Barghe; Pisogne; Vezza d’Oglio; Ponte di Legno; Zoanno; P.so Tonale; CO: Como; Camerlata; Valmorea!; Montorfano; Ballabio Inf.; Ballabio Sup.; M. Resegone; Asso; Montalto (Montemezzo)!; SO: Arzo (Morbegno); Bagni del Masino; M. Vespolo; Chiesa Valmalenco; Primolo; Chiareggio; Aprica; Lovero; Sondalo; V. Grosina!; V. Fontana; M. Palabione; Isolaccia; Bor- mio; S. Nicolò Valf.; S. Caterina Valf.; M. Padrio; V. Codera; Borgonuovo (Piuro)!; VA: Campo dei Fiori; Gaggiolo.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano); Brixen (Bressanone) (1); Tils (Tiles); Bruneck (Brunico); Kematen Pfitschertal (Caminata V. di Vizze); Schluderns (Sluderno); Matschertal (V. di Mazie); St. Ulrich (Ortisei); Taufers im Münstertal (Tubre); Gossensass (Colle Isarco); Wolkenstein in G. (Selva Gardena); St. Christina in G. (S. Cristina Valgardena)!; Altprags (Braies Vecchia) (1); Niederdorf (Villabassa); Toblach (Dobbiaco); Sand in Taufers (Campo Tures); Kasern Ahrntal (Casere V. Aurina); TN: Trento; Ala; S. Michele all’ Adige; Brentonico; Pellizzano; Fucine; Cavareno; Smarano; Lodrone; V. Ampola; V. Genova; Madonna di Campiglio; Lardaro; Cavalese; P.so Cereda; Levico; Sagron; Castel- nuovo; Canazei; Moena; Cima Carega (Lessini).
VENETO. BL: Cortina; P.so Falzarego; Agordo; Laggio; Sappada; S. Stefano di Cadore; Auronzo; Lo- renzago; Falcade; Vigo di Cadore; Rocca Pietore; Cansiglio; Longarone; V. Visdende; TV: Ponzano; M. Grappa; VI: Arsiero!; Rosà; M. Pasubio; M. Zebio; Fongara; Cesuna; Asiago; VR: Verona; Avesa; Giazza; Fumane; Campofontana; M. Tenda (Negrar); Roverè; Pian delle Fugazze; M. Baldo (M. Altis- simo; Bocca di Navene; S. Valentino; La Colma).
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Sistiana; GO: Isola Morosini; UD: Forni Avoltri; Ligosullo; Paularo; Piano d’Arta; Paluzza; Valbruna; V. Musi; Ravascletto; M. Mataiur; Tarvisio; Riofreddo; Cividale del Friuli. EMILIA ROMAGNA. BO: L. di Brasimone; PC: Bivio S. Barbara (Coli)!; RA: Brisighella.
TOSCANA. FI: Marradi; Casaglia; AR: Alpe della Luna; LU: Foce Mosceta (Stazzema); PT: Cutigliano. MARCHE E UMBRIA. MC: Camerino.
LAZIO. RM: Palombara Sabina.
ABRUZZO E MOLISE TE: Pietracamela.
48.139.0. 002.0 Staphylinus dimidiaticornis Gemminger, 1851
CATEGORIA COROLOGICA. Europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale, Sicilia (149).
ECOLOGIA. Da planiziale a subalpino (0-1800 m), praticolo.
NOTE. Luigioni e Porta citano la specie anche della Sardegna, ma non ho mai visto alcun ex di Staphylinus dell’isola; ne ho però visto un ex della Corsica (Cervione). Le ultime due specie trattate manifestano le stesse esigenze ecologiche e in molte località del Nord sono reperibili assieme nei medesimi biotopi; tuttavia S. dimidiaticornis sembra essere più xero-
16 PILON
resistente ed é infatti rinvenibile anche in pianura (seppur localizzato e raro), oltre ad essere, fra i due, l’unico presente in gran parte delle regioni centromeridionali.
PIEMONTE E VAL D’AosTA. TO: Parco La Mandria (Venaria); Valprato Soana; Campiglia Soana; Ivrea; AL: Ovada; CN: Alta V. Po; Limone Piem.; V. Pesio; Garessio; Ponte Nava; NO: Castiglione!; Macu- gnaga; Malesco; Premia!; Baceno!; V. Cairasca; Fontaneto d’ Agogna; Galliate; VC; Sagliano; Biella; Oropa; Scopello!; Campertogno; AO: Valtournenche; Fiernaz!.
LIGURIA. GE: Genova; Fontanegli; Molassana; Casella; M. Antola; IM: Nava; SP: Ameglia; Sarzana; SV: Bardineto.
LOMBARDIA. MI: Milano (Monluè); Segrate; Besana Brianza; BG: V. Brembana; P.so del Vivione; Schilpario; BS; Brescia; Cividate Camuno; Altopiano di Cariadeghe (Serle); Edolo; CO: Barzio; Lam- brugo; Merone; Lanzo d’Intelvi; PV: Pavia; Ruino; M. Pietra Corva (Romagnese)!; SO: Sondrio (Città; Castellina; Castel Grumello); Cosio; Tagliate (Cosio); Morbegno; Talamona!; Filorera; V. di Mello; Colorina; Ardenno; Faedo; Triangia; Chiesa Valmalenco; Somaggia; Borgonuovo (Piuro)!; VA: Rasa!; Laveno.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Brixen (Bressanone) (1); Sterzing (Vipiteno) (1); Gossensass (Colle Isarco); St. Ulrich (Ortisei); Sand in Taufers (Campo Tures); TN: Pellizzano; S. Michele all’ Adige; L. di Cei; Fucine; V. Genova; Loppio; Folgaria; L. Pudro (Vigalzano); Levico; Mezzano; Sagron.
VENETO. BL: Cortina; Vigo di Cadore; Agordo; Pecol (V. di Zoldo); C.ma Pramper (V. di Zoldo)!; Cansiglio; Feltre; Schievenin; PD: Piazzola sul Brenta; VI: Monteviale; Chiampo; Valdagno.
FRIULI VENEZIA GIULIA. GO: Monfalcone; Doberdò; PN: Campone; UD: Ligosullo; Forni di Sopra. EMILIA ROMAGNA. MO: Palagano; PC: Ferriere; Cerignale; Trebecco!; Bivio S. Barbara (Coli)!; PR: Compiano!; RA: Ravenna; Pineta di S. Vitale.
TOSCANA. FI: Firenze; Campi Bisenzio; Marradi; Badia della Valle (Marradi); Vallombrosa; AR: An- ghiari; Camaldoli; GR: Follonica; M. Amiata; LI: Livorno; S. Vincenzo!; PI: dint. Pisa; S. Rossore!; PT: Pistoia; Padule di Fucecchio.
MARCHE E UMBRIA. AN: Senigallia; MC: Macerata; PG: Perugia; S. Sebastiano (Foligno); Lippiano (Città di Castello); Perrano (Nocera).
LAZIO. RM: Roma (Tor di Quinto; Ponte Galeria; Prima Porta; Farnesina; Villa Ada); Acilia; Maccarese; Zagarolo; Rota (M. della Tolfa); Sasso (staz. Furbara); Nazzano; Percile; Palombara Sabina; LT: M. della Difesa (M. Lepini); RI: Poggio Mirteto.
ABRUZZO E MOLISE. AQ: Oricola; Pratola Peligna; V. del Vasto (Gran Sasso); Assergi; Roccaraso; Rocca di Cambio; Rocca di Mezzo; Pescasseroli; Castel di Sangro; Gioia dei Marsi; PE: Popoli; TE: Cima Lepri (M. della Laga); Tottea; CB: Bojano; Guardiaregia; IS: Montenero Valcocchiara.
PUGLIA. TA: Foce fiume Lato.
CAMPANIA. AV: Piano di Verteglia (M. Picentini).
CALABRIA E BASILICATA. CZ: Sambiase; CS: L. Arvo; PZ: M. Pollino; MT: Policoro!. SICILIA. PA: Ficuzza; ME: Floresta; Biviere di Cesarò; Mistretta.
48.139.0. 003.0 Staphylinus erythropterus Linnaeus, 1758
CATEGORIA COROLOGICA. Sibirico-europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Italia sett. (29).
ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-1500 m), silvicolo, igrofilo.
NOTE. In Italia si trovano sia la f. typ. che la ssp. springeri (G. Miller, 1923). Tuttavia, come dimostra bene la distribuzione geografica, credo non sia assolutamente possibile giu-
Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani Er
stificare la separazione a livello subspecifico di springeri. In numerose delle localitä sottoe- lencate convivono infatti esemplari della f. typ. e di detta ssp.; essa è, con tutta probabilità, solo un forma scura dominante degli ambienti bassi e palustri, in cui sono comunque presenti, in percentuale più o meno ridotta, anche esemplari tipici. Le citazioni per l’ Appennino emiliano e il Lazio di Luigioni e Porta mi sembrano estremamente improbabili.
PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: M. Lera, Madonna della Neve (Givoletto); V. Chiusella; CN: Palanfre; Crissolo; VC: Oropa; Ghislarengo; AO: Aosta.
LOMBARDIA. MI: Bernate Ticino!; Zelo Buon Persico (F. Adda)!; CO: Valmorea!; Albate; Moirana (Oggiono); L. di Montorfano; Lanzo d'Intelvi; PV: S. Varese (Torre d’Isola); SO: Pian della Selvetta; VA: Arcisate; Gavirate; L. di Monate!.
TRENTINO ALTO ADIGE. TN: Pellizzano; Loppio; Levico; Lases; Le Grave (Civezzano); L. Pudro (Vi- galzano); S. Cristoforo (Caldonazzo); BZ: Brixen (Bressanone) (1); Kalterer See (L. di Caldaro); Meran (Merano); Vintl (Vandoies).
VENETO. BL: Vincheto di Cellarda (Feltre); Lorenzago.
48.140.0. 003.0 Ocypus (Ocypus) alpestris (Erichson, 1839-40)
CATEGORIA COROLOGICA. Alpino.
GEONEMIA ITALIANA. Alpi orientali (54).
ECOLOGIA. Da montano ad alpino (1000-2500 m), praticolo.
NOTE. La distribuzione di questa specie e di quelle affini ( brevipennis, chevrolati, megalocephalus e brunnipes) è stata recentemente chiarita per il nostro paese (Pilon, 1995). I dati qui riportati sono in gran parte quelli già pubblicati, con alcune aggiunte e modifiche dovute alla verifica di località nuove.
LOMBARDIA. BS: M. Campione; Cima Tombea (Valvestino).
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: M. Plose; Grödnertal (V. Gardena); Croci di Lazfons!; Rosengarten (Ca- tinaccio) (1); Niederdorf (Villabassa); Toblach (Dobbiaco); Sexten (Sesto); Fischleintal (V. Fiscalina); TN: V. Genova; M. Paganella; M. Bondone; M. Carega; Rifugio Papa (Pasubio)!; Sagron; Rif. Cant del Gal (Fiera di Prim.); Vigo di Fassa; V. del Vaiolet (V. di Fassa); Lagorai (P.so Portella; P.so Manghen!; L. Erdemolo!); P.so S. Pellegrino; Cimon Rava (Valsugana); P.so Rolle; Capanna Segantini.
VENETO. BL: M. Pavione; Cansiglio (V. di Piera; V. Seraie); M. Cavallo!; L. Coldai (Alleghe); Cortina; P.so Giau; P.so Falzarego; P.so Pordoi; Vigo di Cadore; Pecol (V. di Zoldo); Calalzo; M. Cridola; Cima Sappada; M. Peralba; TV: M. Grappa!; VI: Lessini (Rif. Scalorbi; P.so di Campogrosso!); Cima Dodici!; M. Zebio; Asiago; VR: M. Baldo (Cima Posta; Cima Telegrafo; Cima Longino!; Valdritta; M. Altissimo di Nago); Lessini (Rif. Revolto; Vallone S. Giorgio); Boscochiesanuova; Giazza; Campofontana. FRIULI VENEZIA GIULIA. PN: Foresta del Prescudin; Forcella Palantina (M. Cavallo); Claut; M. Raut; UD: Collina (Wolajersee; Rif. Marinelli!); Ligosullo; Paularo; M. Mangart; M. Canin; Alto Canale di Dogna.
48.140.0. 005.0 Ocypus ( Ocypus) brevipennis (Heer, 1838-42)
CATEGORIA COROLOGICA. Alpino.
GEONEMIA ITALIANA. Alpi cento-orientali (43).
ECOLOGIA. Da montano ad alpino (1200-2500 m), praticolo.
NOTE. L’areale di questa specie sembra coincidere in buona parte con quello di O. alpestris, ma con una gravitazione leggermente più settentrionale. Essa sovrappone in parte il proprio areale a quello delle due specie “gemelle”: ad est convive sicuramente con O.
78 PILON
alpestris nella regione Dolomitica (P.so Falzarego), sul M. Cavallo e probabilmente in tutta la Carnia (Collina; M. Raut); ad ovest convive con O. chevrolati nelle Alpi Orobie, ove peraltro sembrano entrambe rare e localizzate; sono comunque reperibili nelle medesime praterie al Passo di S. Simone, in alta Val Brembana.
LOMBARDIA. BG: P.so di S. Simone!; M. Arera; M. Secco; BS: P.so del Maniva; SO: P.so Spluga; Montespluga!; V. Fraele; S. Caterina Valf..
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Ritten (Renon); Trafoi; Rif. Borletti (Ortles)!; Stein (Sasso); Passeirtal (V. Passiria); Schlüsseljoch, Brenner (Colle della Chiave, Brennero) (1); Pfitscher Joch (P.so di Vizze); St. Magdalena Gsies (S. Maddalena Casies)!; Kasern Ahrntal (Casere V. Aurina); Niederdorf (Villabassa); Antholzersee (L. di Anterselva); M. Plose; Peitler Kofel (Sass de Putia) (1); Kronplatz (Plan de Corones) (1); Grubbachspitze (M. Gruppo) (1); Wolkenstein (Selva Gardena); Grôdner Joch (P.so Gardena); Rosengarten (Catinaccio) (1); Schluderbach (Carbonin); Sand in Taufers (Campo Tures); Rain in Taufers (Riva di Tures); Karersee (Carezza); Fischleintal (V. Fiscalina); TN: Rif. Panarotta (Vetriolo); P.so Lavazè. |
VENETO. BL: P.so Falzarego; Vigo di Cadore; Malga Ciapela; VI: Fongara.
FRIULI VENEZIA GIULIA. PN: M. Cavallo; M. Raut; UD: Sella Nevea; Altop. del Montasio; M. Canin; Paularo; Forni di Sopra; Collina; M. Coglians.
48.140.0. 006.0 Ocypus ( Ocypus) brunnipes (Fabricius, 1781)
CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo (introdotto in Nord America).
GEONEMIA ITALIANA. Italia sett. e cent. (79).
ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-1400 m), silviripicolo.
NOTE. Questa specie, igrofila ed a gravitazione piuttosto settentrionale, presenta alcune interessanti stazioni montane isolate (relitti glaciali?), nella regione appenninica, in Toscana e Abruzzo. In tutto il nostro paese si trova la ssp. alpicola Er., razza debolmente caratterizzata ma costante. O. brunnipes è noto anche da resti subfossili dei dintorni di Verona, datati attorno a 19.000 anni fa (Foddai e Minelli, 1994).
PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: Torino (Sassi); Leinì; AL: Tortona; Cassine sul Bormida; CN: dint. Cuneo; Borgo S. Dalmazzo; NO: Fontaneto d’ Agogna; Lesa; VC: Albano Vercellese; Crescentino; AO: Pré S. Didier; Entreves; La Thuile.
LOMBARDIA. MI: Milano; Buccinasco; Monza; Besana Brianza; Abbiategrasso; Bernate Ticino!; Ro- becco s. N.!; Turbigo; Zelo Buon Persico!; Paullo; BG: Schilpario; BS: Pisogne; CO: Como; Albate; Valmorea!; Pusiano; L. di Sartirana (Merate); Pescate; Colico; Piano di Spagna (Gera L.); CR: Cremona!; Rivolta d’ Adda; MN: Cerese; Castellaro Lagusello; PV: Pavia (Bosco G. Negri)!; S. Varese (Torre d’Isola); Bereguardo!; Villareale (Cassolnovo); SO: Cermeledo (Morbegno); Castellina; Sassella; Faedo; S. Giacomo di Teglio!; VA: L. di Varese; L. di Comabbio!; Viggiù!; Vizzola Ticino.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Sigmundskron (Castel Firmiano) (1); Meran (Merano) (1); Lichtenberg (Montechiaro)!; TN: Avio; Loppio; Borghetto; Tuenno; L. di Idro; Cembra.
VENETO. BL: Feltre; Foen; Villabruna; RO: foce Adige!; TV: Follina; VR: S. Giovanni Lupatoto; Oppeano; Mazzantica; Vallese; Bovolone; Sona; Custoza; S. Floriano; Pellegrina (Erbè).
FRIULI VENEZIA GIULIA. GO: Monfalcone; Doberdò; UD: Carnia Piani; Zuglio.
EMILIA ROMAGNA. FE: Filo; Bosco Mesola; FO: Cesena; PC: Sarmato!; PR: Parco Fluviale Stirone!; RA: Pineta di S. Vitale.
TOSCANA. AR: P.so La Calla. ABRUZZO E MOLISE. AQ: Gran Sasso; TE: M. Gorzano.
Atlante Faunistico degli Staphylinini italiani 79
48.140.0. 007.0 Ocypus ( Ocypus) chevrolati (Baudi, 1848)
CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo.
GEONEMIA ITALIANA. Alpi centro-occidentali (35).
ECOLOGIA. Da montano ad alpino (900-2500 m), praticolo e silvicolo.
NOTE. E molto difficile ricostruire in modo preciso la distribuzione di questa specie sia in Italia che nel resto del suo areale (che si trova prevalentemente in Francia). Fino ad ora si riteneva che esistessero due nuclei principali, disgiunti, situati nelle Alpi piemontesi e nel Trentino occidentale, ma, grazie a ricerche recenti, fra queste due regioni si sono trovate diverse stazioni che sembrerebbero portare ad un congiungimento completo del suo areale nel versante sud delle Alpi. Di sicuro, comunque, questo Stafilinide sembra essere comune e facilmente catturabile solo nelle Alpi occidentali e nel Trentino occidentale. Si tratta di una specie notevolmente variabile sia nella morfologia esterna che in quella dell’edago e di cui sono state descritte diverse ssp., di valore discutibile, tutte estranee alla nostra fauna. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: Meana; M. Albergian; Colle dell’ Assietta; Colle delle Finestre; Fene- strelle; M. Sises (Sestriere); Moncenisio; L. Malciaussià!; Balme; Pian della Mussa; Mondrone; Ceresole; Colle di Santanel (V. Soana); Campiglia Soana; CN: Crissolo; Monviso; S. Giacomo (Entracque); Colle del Mulo; Colle della Maddalena!; P.so Gardetta (Acceglio); Colle di Valcavera; Col Puriac!; Vallone Maladecia!; Sambuco; Rocca dell’ Abisso; Certosa Pesio; M. Marguareis; Colla di Casotto; NO: Macu- gnaga; VC: Varallo; Alagna; Oropa.
LIGURIA. IM: Mendatica; M. Monega; Bosco di Rezzo; M. Saccarello.
LOMBARDIA. BG: P.so di S. Simone!; M. Vigna Vaga; CO: Rif. Monza (Grigna); Esino Lario; SO: Alpe Culino (V. Gerola)!; VA: Campo dei Fiori!.
TRENTINO ALTO ADIGE. TN: Pieve di Ledro; Madonna di Campiglio; M. Carè Alto; Rif. Bedole (V. Genova); L. di Tovel; Smarano.
48.140.0. 014.0 Ocypus ( Ocypus) italicus (Aragona, 1830)
CATEGORIA COROLOGICA. Appenninico.
GEONEMIA ITALIANA. Alpi Marittime, Appennini (175).
ECOLOGIA. Da submontano ad alpino (200-2200 m), silvicolo.
NOTE. Mentre nell’Italia settentrionale la specie appare uniforme (salvo le normali differenze in taglia e cromatismo dovute all’altitudine), nell’ Appennino centro-meridionale la situazione diventa assai ingarbugliata, essendovi presenti tre sottospecie (o presunte tali), oltre alla forma nominale. Secondo le descrizioni e i lavori successivi le tre razze (distinte esclusivamente in base a caratteri cromatici di elitre, appendici e pubescenza del corpo) dovrebbero avere la seguente distribuzione: ssp. mirtensis (G. Miiller, 1943): Umbria meri- dionale; ssp. garganicus (Fiori, 1894): Gargano e Campania; ssp. silensis (Fiori, 1894): Calabria. In realtà tutta la regione appenninica fra il Molise e il massiccio del Pollino è un complesso mosaico in cui la ssp. garganicus, la ssp. silensis, la forma nominale e forme di transizione tra queste vivono in stretto contatto o, addirittura, convivono nella medesima foresta, come accertato per diverse località dell’ Appennino Campano e Lucano (M. Vulture; M. Alburni; M. Cervaro; M. Picentini). Inoltre esemplari melanici, in tutto simili alla ssp. silensis, sono occasionalmente presenti anche molto più a nord, in Abruzzo (M. Greco), nel Lazio (Carbognano) e addirittura in Romagna (Premilcuore). Appare quindi ovvio che, per la definizione stessa di sottospecie, non è possibile considerare a livello sottospecifico popo- lazioni che sono non solo simpatriche ma addirittura sintopiche; è possibile al più parlare di
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forme o varietà (tenendo conto del valore, scarso, che questi termini hanno nella moderna sistematica), anche se esse in alcune aree raggiungono una frequenza del 100%. A questa complessa situazione concorrono certamente cause sia genetiche che ambientali, che sarebbe interessante approfondire con una maggior quantità di dati geonemici e con esperimenti di allevamento.
PIEMONTE VAL D’ AOSTA. AL: Caldirola!; CN: Limone Piem.; Bric Costa Rossa; Col di Tenda; Palanfré; Rocca dell’ Abisso; Certosa di Pesio; Alta V. Tanaro; M. Mongioie.
LIGURIA. GE: Ruta; Rapallo; M. Antola; M. Penna; M. Montarlone (Fontanigorda); M. Aiona (Rezzoa- glio); Crocefieschi; Vobbia!; IM: M. Saccarello!; P.so Tanarello; Nava; Mendatica; SV: M. Beigua; Col di Melogno; Cairo Montenotte!.
LOMBARDIA. PV: M. Lesima; M. Penice; M. Pietra Corva (Romagnese)!; dint. Menconico!; P.so Sca- parina (V. Staffora)!; P.so Giovà!.
EMILIA ROMAGNA. BO: S. Luca (Bologna); Gaibola!; Corno alle Scale; L. di Brasimone; Madonna dell’ Acero; FO: Tredozio; Premilcuore!; Campigna; Balze; MO: Sestola; Pratignano!; Pian del Falco; L. della Ninfa; L. Santo Mod.; M. Cimone; M. Libro Aperto; L. Scaffaiolo; Montecreto; Pievepelago; Piandelagotti; Montese; PC: Bivio S. Barbara (Coli)!; PR: Rigoso; RE: Alpe di Succiso.
TOSCANA. FI: dint. Firenze; Fiesole; M. Senario; Ronta; Colla di Casaglia; Marradi; Badia della Valle (Marradi); M. Falterona!; Vallombrosa; AR: Arezzo; Alpe della Luna; Sintigliano (Pieve S. Stefano); Montegonzi!; Laterina; La Verna; Camaldoli; GR: Arcidosso; M. Amiata; LU: Arni; M. Forato (Apua- ne); Foce Cardeto (Apuane); S. Pellegrino in Alpe; Fornovolasco!; PT: Boscolungo; Abetone; Maresca.
MARCHE E UMBRIA. AN: Genga; AP: Colle S. Marco!; M. Sibillini (L. di Pilato; sorgenti F. Tenna); M. Piselli!; MC: Bolognola; Sasso Tetto; Sarnano; Castelsantangelo sul Nera; M. Lieto; S. Ginesio; Sefro; PS: M. Nerone!; M. Catria; Cagli; Conv. Beato Sante!; PG: Perugia; S. Giustino; Lippiano (Città di Castello); Vescia; Spoleto; M. Cucco; P.so Cornello; TR: Polino.
LAZIO. RM: Cerveteri; Roccagiovine; Riofreddo; Percile; Mandela; Saracinesco; M. Cavo; Marino; Velletri; Olevano Romano; M. Autore; FR: Filettino; M. Scalambra; Serra S. Antonio; M. Viglio; FR: | Paliano; Pian della Croce (Supino); LT: Cisterna; dint. Norma; M. Lepini (Cori, loc. Fontana; Campo- rosello; M. Semprevisa; V. della Fata; M. della Difesa); Monte S. Biagio; M. Aurunci (M. Faggeto; Piana di S. Onofrio); Quarto Freddo (Circeo); RI: Terminillo; Pian di Rosce (Terminillo); Vallonina; Pizzo di Sevo (M. della Laga); L. di Duchessa; Orvinio; Poggio Mirteto; Montasola; Fonte Cerro (M. Sabini); M. Pizzuto; VT: M. Cimino; Oriolo Romano; Carbognano; Bagnoregio.
ABRUZZO E MOLISE. AQ: M. Palombo; M. Tranquillo; Alfedena; La Camosciara (M. della Meta); Roccaraso!; Rif. Aremogna; M. Greco!; Campo Imperatore; S. Egidio; M. La Meta; Pescocostanzo; P.so Godi (Scanno); Forca d’Acero; M. Portella; M. Sirente; Pescasseroli; M. Palombo; M. Marsicano; M. Morrone; Maiella (P.so S. Leonardo; M. Amaro; rif. Pomilio; M. Maielletta; Blockhaus); Campo di Giove; CH: stazione di Palena; Palena; Fara S. Martino; Valico Forchette; PE: Vado di Sole; V. Voltigno (Gran Sasso); TE: Prati di Tivo!; Pietracamela; CB: Campitello Matese; M. Miletto; M. La Gallinola; Sella del Perrone; IS: Roccamandolfi; Agnone; S. Pietro Avellana.
PUGLIA. FG: Foresta Umbra (Gargano); S. Marco in Lamis!.
CAMPANIA. AV: Acqua Vene (Pietrastornina); Campo Maggiore (Mercogliano); Piano Laceno; M. Cer- vialto; BN: M. Taburno; P.so S. Crocella; CE: Gallo Matese; SA: M. Sacro; S. Biase (Ceraso); M. Alburno; Bosco Centaurino (Sanza); Piaggine; M. Cervati.
CALABRIA E BASILICATA. CZ: M. Gariglione; L. Ampollino; CS: Schiena di Rossale (Saracena); L. dei Due Uomini (Fagnano Castello); Fago del Soldato; M. Botte Donato; L. Arvo; Silvana Mansio; Cami- gliatello; S. Pietro Guarano; Grisolia; Paola (catena costiera); Serra Stella; M. Altare; RC: Gambarie; Cippo Garibaldi (Gambarie); Montalto; Molochio; S. Giorgio Morgeto; PZ: M. Cervaro; M. Vulture;
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Marsico Vetere; M. Sirino; Lagonegro; Viggianello!; Pollino (Serra del Prete; Colle dell’Impiso; Duglia; Piani del Pollino; Piano Ruggio; L. dell’Erba; Santuario; Cugno dell’ Acero); MT: Accettura!; Bosco Pantano (Policoro) (3).
48.140.0. 015.0 Ocypus ( Ocypus) megalocephalus (Nordman, 1837) (= megacephalus Auct.)
CATEGORIA COROLOGICA. Alpino.
GEONEMIA ITALIANA. Alpi centro-orientali (58).
ECOLOGIA. Da montano a subalpino (500-2000 m), silvicolo.
NOTE. Secondo Luigioni, Porta e altri Autori seguenti questa entità si trova solo nelle Alpi orientali (Trentino), mentre essa è diffusa e comune anche nelle Orobie, fino alle sponde orientali del Lago di Como. LOMBARDIA. BG: Valcava; Colzate; Villa d’Ogna; Gazzaniga; Gandellino; Valpiana; Oltre il Colle; Oneta!; Conca Alben; M. Arera; Foppolo; P.so S. Simone; Ponte dell’ Acqua (Mezzoldo); Cà S. Marco; Schilpario; P.so Manina; Monasterolo; Parzanica; BS: P.so del Maniva; CO: dint. Colico; Primaluna; Rif. Brioschi (Grigna Sett.)!; Rif. Cainallo (Esino); Esino Lario; Ballabio Inf.; M. Resegone; SO: V. Livrio (La Foppa; Sasso Chiaro). TRENTINO ALTO ADIGE. TN: Pieve di Ledro; V. Ampola; Concei!; Vajo delle Cisterne (Ala); M. Carega; Rif. Papa (Pasubio)!; dint. Pergine; M. Gronlait; M. Fravort; Folgaria; P.so di Cereda; Sagron; Rif. Cant del Gal (Fiera di Prim.); P.so Manghen!; Pieve Tesino; P.so Rolle. VENETO. BL: Cima di Campo (Arsiè)!; Auronzo; Alleghe; Caprile; Malga Ciapela; Falcade; Forcelle Aurine (Gosaldo); Pecol (V. di Zoldo); P.so Duran; P.so Staulanza; Cortina; Cima Sappada; Cansiglio; VI: M. Grappa; Lessini (Rif. Scalorbi; P.so di Campogrosso!); Asiago; M. Zebio; M. Ortigara; VR: Giazza; Lessini (Rif. Revolto; Vallone Malera; M. Tomba; Bocca Gaibana). FRIULI VENEZIA GIULIA. PN: M. Cavallo; Col Nudo (Cimolais)!; M. Raut; UD: Paularo; Zuglio; Tar- cento; Riofreddo!; Pierabec!.
48.140.0. 018.0 Ocypus ( Ocypus) nero (Falderman, 1835) (= similis Fabricius, 1792 nec Herbst, 1784)
CATEGORIA COROLOGICA. Europeo (introdotto in Nord America).
GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale (221).
ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-1600 m), euriecio.
NOTE. In Italia si trova solo la ssp. nominale, con ali più corte delle elitre; non ho mai visto esemplari delle varietà grigiensis (Reitter, 1917), che dovrebbe trovarsi sui Lessini. Ho visto invece degli esemplari a zampe rosse (var. ochropus G. Miiller, 1950) di alcune località di Lazio, Puglia e Campania.
PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: Torino; Parco La Mandria (Venaria); Castiglione Torinese; Pianezza; Caselette; Meana; Sestriere; Monginevro; V. Chisone; Procaria; AL: Tortona; Voltaggio; NO: Fontaneto d'Agogna; Bracchio (Mergozzo)!; VC: Albano Vercellese; Greggio; Biella!; Oropa.
LIGURIA. Genova (Righi); M. Fasce; Busalla; Casella; S. Fruttuoso.
LOMBARDIA MI: Milano; Segrate; Monza; Limbiate; Ceriano Laghetto!; Cassano d’Adda; Zelo Buon Persico!; Vigarolo; BG: Celana!; Torre Pallavicina!; Valcava; Piario; BS: Capodiponte; Altopiano di Cariadeghe (Serle); M. Selvapiana; Borno; M. Orfano (Rovato)!; Coccaglio; CO: Cascina Bracchi (Casatenovo); Merate!; Canzo; M. Resegone; Montalto (Montemezzo); CR: Cremona!; MN: Bosco Fontana (Marmirolo); Solferino; PV: Pavia!; Villareale (Cassolnovo); Pometo!; Canevino!; Rocca dè Giorgi!; Pietragavina!; VA: Rasa!; Induno Olona; Cunardo.
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TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Sigmundskron (Castel Firmiano) (1); Brixen (Bres- sanone) (1); Bad Ratzes (Bagni di Razzes) (1); Kreuzjoch (Giogo della Croce) (1); TN: Avio; Pomarolo; Nomi; Loppio; Lodrone; Vigalzano; S. Cristoforo (L. Caldonazzo); Caldonazzo; Levico; M. Agaro. VENETO. VE: Punta Sabbioni; Marcon; BL: Feltre; Nevegal!; Cansiglio; P.so Giau; Vigo di Cadore; Falcade; V. di Zoldo; L. Coldai (Alleghe); M. Cavallo!; PD: Padova; Abano; Teolo; Battaglia Terme; Pozzonovo; Piazzola sul Brenta; TV: Treviso; Ponzano; Lovadina; Montello; Follina; M. Grappa; VI: Valdagno; Monteviale; Barbarano; Asiago; VR: Verona; Avesa!; Cancello; Cerea; Sona; Cà d’Oppi (Oppeano); Albaredo d’ Adige; Grezzana; Montecchio; Monteforte d’Alpone; Rivoli; Roverè; Giazza; Valdiporro; P.so Fittanze; Torri Benaco.
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Banne; Sistiana; Duino; Slivia; GO: S. Martino del Carso; Do- berdò; PN: M. Cavallo; For. del Prescudin; Polcenigo; M. Raut; Clauzetto!; M. Ciaurlec!; UD: Attimis; Carnia Piani; Peonis; Collina; Ampezzo; Arta Terme; Paularo; Paluzza; Valbruna; Musi!; M. Chiampon; Riofreddo!; M. Mataiur.
EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Anzola!; L. di Brasimone; FE: Ferrara; FO: Forlì; Tredozio; Rimini; PC: Piacenza; Travo!; Sarmato!; Coli!; S. Protaso (Fiorenzuola); RA: Ravenna; Brisighella; RE: Castel- nuovo nè Monti.
TOSCANA. FI: Firenze; M. Morello; Sesto Fiorentino; Fucecchio; Marradi; Badia della Valle (Marradi); AR: Montegonzi!; La Verna; GR: Poggio Cavallo; Arcidosso; Argentario; Is. Giglio; Is. Giannutri; LI: M. Capanne (Elba)!; Poggio (Elba); Is. Capraia!; PI: M. Serra.
MARCHE E UMBRIA. AP: Grottammare; MC: Camerino; M. Rotondo (Sibillini); PG: Perugia; L. Trasi- meno; M. Cucco.
LAZIO. RM: Roma (Ponte Galeria; Acquacetosa; Ponte Nomentana; Mezzo Camino); Acilia; Fiumicino; Maccarese; Riano; Mandela; Riofreddo; L. di Albano; Marino; FR: M. Viglio; LT: Cisterna; dint. Norma; M. Semprevisa; Monte S. Biagio; Piana di S. Onofrio (M. Aurunci); Gaeta; Terracina; RI: Montasola; Poggio Mirteto; M. Terminillo; VT: Carbognano.
ABRUZZO E MOLISE. AQ: Rocca di Mezzo; Ovindoli; P.so Godi (Scanno); Pescasseroli; M. Tranquillo; M. Morrone; P.so S. Leonardo; M. Marsicano; Campo Imperatore; CH: Palena; TE: M. Gorzano; CB: Campitello Matese; M. Miletto.
PUGLIA. BA: Casamassima; Gioia del Colle; Altamura; BR: Francavilla Fontana; FG: Foresta Umbra (Gargano).
CAMPANIA. NA: Camaldoli (Napoli); SA: Piano Acernese (M. Picentini); Vallo Lucano.
CALABRIA E BASILICATA. CZ: M. Gariglione; CS: M. Botte Donato; RC: Montalto; Gambarie; Arasì; Capo Spartivento; Ciminà; PZ: Pollino (M. Serra del Prete; Pian Ruggio; Piani del Pollino; Colle Gaudolino); MT: Policoro (3).
48.140.0. 019.0 Ocypus ( Ocypus) olens (Miiller, 1764)
CATEGORIA COROLOGICA. Europeo-mediterraneo (introdotto in Nord America).
GEONEMIA ITALIANA. Tutta Italia (424).
ECOLOGIA. Da planiziale a montano (0-1400 m), praticolo, antropofilo, in Sicilia anche silvicolo (Sabella e Zanetti, 1991).
NOTE. Si tratta probabilmente della specie del gruppo più diffusa nel nostro paese, essendo presente anche in quasi tutte le isole minori. Sulle Alpi, comunque, raramente supera gli 800 m. Al Nord è frequente soprattutto presso i centri abitati, in giardini, orti, zone ruderali, anche di limitata estensione.
PIEMONTE VAL D’AOSTA. TO: Torino; Stura; Collina di Torino (Valpatonera; Eremo; Valsalice); Beinasco; Chivasso; Collegno; Leinì; Coazze; Cuorgnè; Ivrea; Rocca Canavese; Andrate; AL: Spinetta
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Marengo!; Avolasca; Arquata Scrivia; Gavi; Ovada; Prasco; Borgoratto; Strevi; Voltaggio; AT: Penan- go!; CN: Savigliano; Fossano; NO: Novara; Fontaneto d’ Agogna; Cressa; Armeno; Omegna; Ameno; Bracchio!; Cicogna!; Macugnaga; Bognanco!; VC: Oropa; Candelo; AO: St. Christophe.
LIGURIA. GE: Genova; Arenzano; Molassana; Varazze; Cogoleto; Fontanegli; Santuario Vittoria; M. Fasce; Marzano; Piandeipreti (Uscio); Uscio; Chiavari; Lavagna; Rapallo; Casella; Crocefieschi; Campo Ligure; IM: Imperia; Porto Maurizio!; S. Remo; Bordighera; SP: Ameglia; Bottagna!; P.so di Cento Croci; SV: Savona; Noli; Finale; Celle!; Loano!; Albisola; Albenga; Laigueglia; Ferrania; Girini di Dego.
LOMBARDIA. MI: Milano!; Bresso; Sesto S. Giovanni; Desio; Seregno; Seveso; Monza; Correzzana; Besana Brianza; Ceriano Laghetto; Liscate!; Vaprio d’ Adda; Cassano d’ Adda; Basiano!; Ozzero; Al- bairate!; Vigarolo; Corte Palasio!; BG: Bergamo; Romano di Lomb.; Ghisalba; Roncola; Bossico; Pon- teranica; Zandobbio; S. Pellegrino; Gorno; Selvino; Bordogna!; Roncobello; Solto Collina; BS: Brescia!; Fornaci; Monte Isola (L. d'Iseo); Ome; Monticelli Brusati; Gussago; Castel Mella; M. Orfano (Rovato)!; Orzinuovi; Serle; Paitone; Cevo; Villanuova sul Clisi; V. Saviore; CO: Como; Albate; Valmorea!; Rodero; Canzo; Asso; Merate!; Casatenovo; L. di Sartirana (Merate); Campione; Carlazzo; Dongo; Montemezzo; Varenna; CR: Cremona; Casalmaggiore; MN: Quistello; Bosco Fontana (Marmirolo); Sirmione; PV: Pavia!; Vigevano; Pancarana; Rocca dè Giorgi; Stefanago (Fortunago)!; S. Desiderio (Godiasco)!; SO: Sondrio; Morbegno; Selvapiana (Morbegno); Roncaglia!; Dazio!; Cagnoletti; Ponte in Valt.; Isolaccia; Somaggia; Menarola!; Borgonuovo (Piuro)!; VA: Varese; Rasa!; Cantello; Tradate; Solbiate Arno!; Venegono; Angera; Cittiglio; Ghirla; Bedero Valcuvia; Cunardo; Gaggiolo.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bad Ratzes (Bagni di Razzes) (1); TN: V. Genova; Laghestel (Pinè).
VENETO. VE: Venezia (Lido; Punta Sabbioni; Alberoni; S. Giuliano); Marghera; Marcon; Caorle; Chiog- gia; PD: Padova; Limena; Teolo; Sant. Praglia; Abano; Anguillara Veneta; RO: Rovigo; TV: Treviso; Ponzano; Asolo; Montello; Follina; S. Pietro (Valdobbiadene); VI: Chiampo; Valdagno; Alonte; Sossa- no; Barbarano Vicentino; Lumignano; M. Summano; VR: Verona; Avesa!; Parona; Sona; Cerea; Caprino Veronese; Montericco (Negrar); Malcesine; Torri Benaco; M. Baldo; Soave; Roncà; Montecchia di Crosara; Rovere.
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Carso; GO: Monfalcone; PN: Tramonti di Sopra; Travesio; An- duins; UD: Cividale; S. Daniele; Belvedere di Grado; Carnia Piani; Ligosullo; Piano d’Arta.
EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Marzabotto; Castel d’ Aiano; L. di Brasimone; FE: Ferrara; S. Alberto; Filo; Lido delle Nazioni; FO: Colmano; S. Marino; S. Benedetto in Alpe; Verghereto; MO: Modena; Soliera; Nirano; Montese; PC: Piozzano!; Trebecco!; PR: Fidenza; RA: Ravenna; Faenza.
TOSCANA. FI: Firenze; Campi Bisenzio; Sesto Fiorentino; M. di Calvana; Marradi; Badia della Valle (Marradi); Ronta; Colla di Casaglia; AR: Chitignano; Alpe della Luna; GR: dint. Grosseto; Torre di Collelungo; Scarlino; Is. Giglio; Is. Giannutri; M.ti dell’ Uccellina; LI: Livorno; Is. Capraia LU: Via- reggio; Stazzema; PI: S. Rossore!; PT: Pistoia; Montecatini; Pianosinatico; SI: Castellina in Chianti.
MARCHE E UMBRIA. AN: Senigallia; AP: Montemonaco; M. Sibilla; M. dell’ Ascensione; MC: Macerata; Apiro; Pontile; S. Ginesio; PS: M. Nerone!; M. Catria; Urbino!; Carpegne; PG: Perugia; Lippiano (Città di Castello); Foligno; TR: L. di Piediluco.
LAZIO. RM: Roma (Settecamini; M. Sacro; Tomba di Nerone; Ponte Nomentana); Acilia; Fiumicino; Maccarese; Riserva Tevere-Farfa (Nazzano); Campolungo (Nazzano)!; Albano; Marino; Riofreddo; Man- ziana; Mandela; Percile; Bracciano; L. di Martignano; Torre Astura; FR: Filettino; LT: Sabaudia; Ci- sterna!; Cori; Sermoneta; Aprilia; Capo Circeo; Is. Ponza; Is. Ventotene; RI: Montasola; Osteria Tancia (M. Sabini); Poggio Mirteto; VT: Bassano (Sutri).
ABRUZZO E MILISE. AQ: L’ Aquila; Assergi; Rocca di Cambio; Pratola Peligna; Fonte d’ Amore (Sul- mona); Castel di Sangro; Colle della Croce; CH: Vacri; Bocca di Valle; Francavilla; PE: Montesilvano; Popoli; Caramanico; CB: Guglionesi; IS: Montenero Valcocchiara.
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PUGLIA. BA: Altamura; Gravina; Noci; BR: Torre Testa; Oria; FG: Manfredonia; S. Giovanni Rotondo; S. Marco in Lamis; Torre Varano; Foresta Umbra; Is. Capraia; LE: Casarano; Porto Badisco; Laghi Alimini; Tricase; Otranto; Capo S. Maria di Leuca; Matino; Maglie; Ugento; TA: Circummarpiccolo; Campomarino; F. Lato 10 km foce.
CAMPANIA. NA: Napoli (Vomero); AV: Bagnoli Irpino; BN: M. Pentime; Pitraroja; P.so S. Crocella; CE: Matese; SA: Atena Lucana; S. Rufo; Sella di Corticato; S. Biase (Ceraso); M. Sacro; Paestum.
CALABRIA E BASILICATA. CZ: Sambiase; CS: L. Arvo; M. Botte Donato; Lorica; Camigliatello; Fossiata; RC: Reggio Calabria; Roccaforte del Greco; Antonimina; Melito di Porto Salvo; Montalto; PZ: Potenza; Viggianello; MT: Matera; Nova Siri; L. di S. Giuliano; Ferrandina; Salandra; Bosco Panatno (Policoro) (3).
SICILIA. PA: Palermo; M. Pellegrino; Is. delle Femmine; Terrasini; Addaura; Mondello; Piana degli Albanesi; M. Maganoce; Monreale; Castelbuono; Piano Zucchi; Piano Battaglia; M. Mufara; M. Cucullo; Gibilmanna; Ficuzza; Gratteri; Geraci; AG: Agrigento; Caltabellotta; Is. Lampedusa; Is. Linosa; CT: Milo; Caltagirone; EN: Lago di Pergusa; ME: Messina; Milazzo; S. Fratello; M. Antennammare; Capo Tindari; Castell’ Umberto; Roccella Valdemone; M. Soro; Cesarò; Floresta; Fiumedinisi; Is. Stromboli; Is. Vulcano; Is. Filicudi; Is. Salina; Is. Lipari; RG: Ragusa; Comiso; Donnalucata; SR: Siracusa; Pachino; M. Lauro; Sortino; Cassaro!; Lentini; Noto; Palazzolo Acreide; Avola Vecchia; TP: L. Trinità (Castel- vetrano); Castelluzzo; Mazara del Vallo; M. Sparagio; Cave di Cusa (Campobello di Mazara); Lido di Valderice; Selinunte; Segesta; Is. Favignana; Is. Levanzo; Is. Marettimo; Is. Pantelleria (Montagna Grande; Punta Elefante).
SARDEGNA. CA: Cagliari; Iglesias; Gonnesa; Fluminimaggiore; Morgongiori; Domus de Maria; Villa- cidro; Is. di Vacca; Capo Spartivento; Chia; NU: Orgosolo; Fonni; Gennargentu; Cala Gonone; Perda- sdefogu; Villanova Strisaili; Aritzo; Macomer; Badde Salighes; Nurallao; Lula; Stagno di Bara!; OR: Tharros; Milis; Abbasanta; S. Caterina Pittinuri; SS: Alghero!; Capo Caccia!; Fertilia; Ittiri; Capo Testa; Platamona; Ozieri; Nughedu; Nulvi; Oschiri; Pattada; Olbia; Is. Maddalena; Is. Caprera; Golfo Aranci; M. Limbara; Golfo d’ Arzachena; Is. Tavolara; Is. Asinara; Is. Molara; Porto S. Paolo.
48.140.0. 020.0 Ocypus (Ocypus) ophthalmicus (Scopoli, 1763)
CATEGORIA COROLOGICA. Paleartico.
GEONEMIA ITALIANA. Tutta Italia (344).
ECOLOGIA. Eurizonale (0-2500 m), praticolo, xerofilo.
NOTE. Di questa specie, diffusa in quasi tutta la regione paleartica, sono state descritte numerose sottospecie; in Italia si trova solo la forma nominale, anche se gli esemplari della Sicilia sembrano avere affinità con alcune razze iberiche (Sabella e Zanetti, 1991). La varietà hypsibatus (Bernhauer, 1899), fenotipicamente molto dissimile dalla forma nominale, è pro- babilmente solo un ecotipo di alta quota. Gli esemplari delle Alpi al di sopra dei 2000 m appartengono quasi sempre a tale forma, che però localmente scende anche a quote molto inferiori, spesso mista alla forma nominale e con esemplari dalle caratteristiche intermedie. La si ritrova, meno diffusa, anche negli Appennini e nei Pirenei.
PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: dint. Torino; M. Musinè; Cesana Alta!; Valprato Soana; Locana; Ceresole; Colle del Nivolet; Forno Alpi Graie; L. Malciaussià!; Pian della Mussa; Villanova (V. Pellice); Rif. Jervis (V. Pellice); Colle della Croce; Colle delle Finestre; Fenestrelle; Col dell’ Assietta; M.ti della Luna (Cesana Torinese); M. Sises; Sestriere; Tredici Laghi (V. Germanasca); AL: Ovada; Strevi; Staz- zano; Predosa!; Voltaggio; Cosola; CN: dint. Cuneo; Fossano; Crissolo; Monviso; Chianale; Colle del Mulo; Limone Piem.; Rocca dell’ Abisso; Certosa Pesio; M. Mongioie; M. Moro; M. Ormea; M. Sac- carello; Garessio; Viozene; P.so Tanarello; Trinità; NO: Fontaneto d’Agogna; Mergozzo; Malesco; Macugnaga; Bognanco; V. Cairasca; Alpe Veglia; M. Leone; M. Diei; Alpe Devero!; Premia!; V.
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Formazza; VC: Crescentino; Graglia; M. Mucrone; V. Chiobbia (V. Cervo); L. della Vecchia (V. Cervo); Civiasco; Alagna; AO: Gressoney la Trinità; Gressoney St. Jean!; L. Gabiet; Col d’Olen; Fiery (V. d’Ayas); Brusson; Champoluc; St. Jacques; Breuil; Valtournenche!; Colle Picc. S. Bernardo; Courma- yeur; Pré S. Didier; Entreves; La Thuile!; Colle Gran S. Bernardo; Lillaz; L. di Chamolé; V. Cogne; Valnontey;
LIGURIA. GE: Genova; Molassana; M. Fasce; Sant. Vittoria; Fontanegli; Casella; M. Aiona (Rezzoaglio); Fontanigorda; M. Antola; S. Fruttuoso; IM: Oneglia; Taggia; S. Bartolomeo; S. Remo; M. Bignone; Pieve di Teco; Castellaro; Pigna!; Cosio d’ Arroscia; Nava; Monesi; SP: La Spezia; Monterosso al Mare; SV: Savona; Vado; Albisola; Laigueglia; Varazze; Noli.
LOMBARDIA. MI: Milano; Gaggiano; Rescaldina; Varedo; Monza; Vaprio d’ Adda; BG: Torre Pallavi- cina!; Valcava; M. Presolana; M. Vigna Vaga; L. Gemelli; L. di Sardegnana; Foppolo; Schilpario; P.so del Vivione; P.so Manina; BS: Brescia; Rezzato; M. Maddalena; Paitone; M. Orfano (Rovato)!; M. Palosso; V. Saviore; P.so Gavia; CO: Merate; M. Grigna Mer.; M. Grigna Sett.; M. S. Primo; PV: Torre d’Isola; Villareale (Cassolnovo); Spessa!; Oriolo; M. Penice; SO: V. Codera; Gordona!; Delebio; Alba- redo; Berbenno; Selvetta; Sondrio; M. Vespolo; L. di Belviso; Polaggia; Isolaccia; P.so Stelvio; P.so Foscagno!; P.so Gavia; VA: Maccagno; Ispra; Mercallo!.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Branzoll (Bronzolo) (1); Klausen (Chiusa) (1); Villanders (Villandro) (1); Brixen (Bressanone) (1); Tils (Tiles); Plose (1); Sand in Taufers (Campo Tures); Kasern Ahrntal (Casere, V. Aurina); Seiser Alm (Alpe di Siusi); Langkofel (Sasso Lungo); St. Ulrich (Ortisei); L. di Fanes; Trafoi; TN: Avio; Sega d’Ala; Madonna di Campiglio!; Rif. Bedole (V. Genova); L. di Ledro; M. Bondone; Rovereto; Loppio; Folgaria; Andalo; Rumo; Cavareno; Malga Mare (Pejo); Levico; Vetriolo; Pergine; Predazzo; L. Lagorai; V. di Fiemme; L. Fedaia; P.so S. Pellegrino; P.so Valles; P.so Rolle; Baita Segantini (2).
VENETO. VE: Venezia; Lido; Mestre; Marina di Eraclea; S. Anna di Chioggia; BL: Cansiglio; M. Pavione; Pecol (V. Zoldo); Forno di Zoldo; Calalzo; Alleghe; Vigo di Cadore; Cortina; P.so Giau; P.so Falzarego; Tre Cime di Lavaredo; M. Civetta; Croda Rossa; Rif. Tiziano (Gr. Marmarole); P.so Pordoi; PD: Teolo; TV: Ponzano; Lovadina; Maserada; S. Pietro (Valdobbiadene); VI: Valdagno; M. Grappa!; Asiago; Cima Dodici; Cesuna; VR: Verona; Montecchio; Negrar; Marcellise; Rivoli; Monte; M. Pastello; Magnano; Oppeano; Soave; Monteforte d’ Alpone; Roncà; Cerna; Campofontana; Selva di Progno.
FRIULI VENBEZIA GIULIA. TS: Trieste; PN: Tramonti di Sopra; UD: Ligosullo; Paularo!; Piano d’ Arta; Forni di Sotto; M. Mataiur; Lignano.
EMILIA ROMAGNA. BO: Bologna; Camugnano; FE: Mesola; Massenzatica; FO: Riccione; Tredozio; Premilcuore!; Campigna; Balze; MO: Rocca Malatina; M. Cimone; PC: Gragnano Trebbiense!; Travo!; Perino!; Coli!; P.so Penice; RA: Ravenna; S. Vitale; Brisighella.
TOSCANA. FI: Firenze; M. Morello; Marradi; Badia della Valle (Marradi); AR: Alpe di Poti; Camaldoli; GR: Arcidosso; Orbetello; LI: Livorno; LU: M. Altissmo; M. Tambura; Torre del Lago; PI: Marina di Pisa; PT: Alto Appennino Pistoiese.
MARCHE E ABRUZZO. AP: M. Sibillini (Forca Viola; Pian Perduto); MC: Macerata; M. Lieto; Bolognola; Cingoli; M. S. Vicino; Forcella Fargno!; PS: M. Catria; Soanne; PG: Foligno; Spoleto.
LAZIO. RM: Roma; Riofreddo; Percile; Cerreto Laziale; Olevano Romano; Arsoli; M. Semprevisa (Le- pini); FR: Filettino; LT: dint. Norma; Capo Circeo; RI: Cantalice; Terminillo; L. di Duchessa.
ABRUZZO E MOLISE. AQ: L’ Aquila; Campo Imperatore; Tagliacozzo; Assergi; M. Faito; Pescasseroli; M. Marsicano; Castel di Sangro; M. Sirente; M. Morrone; Sorgenti F. Sangro; Barrea; M. Greco!; M. Calvo; Trasacco; Lecce nei Marsi; M. Velino; Molina Aterno; Ovindoli; Rovere; Campo di Giove; M. Tavola Rotonda; CH: Maiella (P.so S. Leonardo; Fonte Romana; Blockhaus; M. Maielletta; P.so Lan- ciano); PE: Popoli; CB: M. Miletto.
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PUGLIA. BA: Altamura; Gravina; Castellana; Gioia del Colle; FG: Varano; S. Giovanni Rotondo; Is. S. Nicola; LE: Lecce; Matino.
CAMPANIA. AV: M. Cervialto; BN: Sassinoro; CE: L. del Matese; SA: Atena Lucana.
CALABRIA E BASILICATA. CS: Pollino (Colloreto; Mazzicanino); RC: Montalto; S. Eufemia; Melito di Porto Salvo; PZ: Viggianello!; MT: Policoro; Ferrandina; Salandra.
SICILIA. PA: M. Pellegrino; Piano Battaglia; Collesano; AG: Agrigento; CL: Vallelunga Pratameno; CT: M. la Nave (Etna); Belpasso; Randazzo; EN: Pergusa; Borgo Cascino; ME: Capo d’Orlando; M. Soro; Milazzo; Is. Lipari; RG: Pachino; SR: Siracusa; Augusta; Megara Hyblaea; M. Lauro; TP: Trapani;
SARDEGNA. CA: Decimomannu; Sarroch; Villacidro; Carloforte (Is. S. Pietro); NU: Gennargentu; M. Spada!; SS: Alghero.
48.140.0. 022.0 Ocypus (Ocypus) pedemontanus (G. Miiller, 1924)
CATEGORIA COROLOGICA. W-europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Alpi centro-occidentali (24).
ECOLOGIA. Submontano e montano (300-1400 m), silvicolo.
NOTE. La presenza di questa specie in Italia interessa all’ incirca tutto l’arco occidentale
delle Alpi fino al Lago di Como; tuttavia ad ovest della Dora Baltea la distribuzione sembra essere più frammentata diversamente da quanto avviene dalle Prealpi biellesi al Varesotto, ove essa è diffusa pressochè in modo continuo. È difficile dire se questa minore frequenza in talune aree (Province di Torino e Cuneo) sia effettiva o dovuta principalmente a scarsità di ricerche. PIEMONTE E VAL D’AOSTA. TO: dint. Torino; Villar Perosa; S. Giorio di Susa!; CN: Alta V. Po; Crissolo; NO: Fontaneto d’Agogna!; Orta; Pella; Carpugnino!; Cicogna!; VC: Cima Moncerchio; Gra- glia; Montesinaro; Piedicavallo; Biella!; Oropa!; Bocchetto di Sessera; V. Sessera; M. Marca; M. Barone; Sostegno; Zumaglia; Breia; Varallo; Borgo d’Ale; Albano Vercellese.
LOMBARDIA. CO: Campione; Valmorea!; SO: Menarola!; VA: Cavagnano; Rasa!.
48.140.0. 025.0 Ocypus (Ocypus) rhaeticus (Eppelsheim, 1873)
CATEGORIA COROLOGICA. Alpino.
GEONEMIA ITALIANA. Alpi centrali (63).
ECOLOGIA. Da submontano ad alpino (300-2000 m), silvicolo.
NOTE. Questa specie sembra avere un’areale disgiunto, almeno nel versante sudalpino:
un nucleo, più consistente, popola le montagne (Alpi e Prealpi) fra il Lago di Como e la Valle dell’ Adige e l’ Altopiano di Asiago; più a ovest un’altro nucleo si trova fra le Prealpi Biellesi e la Valsesia. Delle regioni comprese fra queste due zone, all’incirca le Alpi Lepontine (Ossola, Canton Ticino, monti del Lago Maggiore, Varesotto) non mi sono note segnalazioni e ritengo probabile che questa lacuna sia reale e non solamente dovuta a difetto di ricerche. Luigioni indica questa specie anche per le Alpi Carniche, ma il dato è senz'altro errato. Da notare che la località generalmente riportata “Monte Rosa” è erronea, o va comunque intesa in senso molto lato. PIEMONTE E VAL D'AOSTA. TO: Andrate; NO: Pella; S. Maurizio d’Opaglio!; Carpugnino!; VC: Oropa!; Bielmonte; Bocc. di Sessera!; V. Melogna (Piedicavallo); V. Chiobbia (V. Cervo); M. Marca; Moncer- chio; Sant. Graglia; Trivero; Pray!; Masseranga!; Varallo; Campertogno; Cervatto; Rimella; AO: Fon- tainemore!; Brusson.
LOMBARDIA. BG: Ponte Selva; Dossena; Valpiana; Schilpario!; P.so della Manina; Pizzo Camino; P.so
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Presolana!; Oltre il Colle; Zambla!; Bordogna!; Spiazzi; Valcava; BS: Collio; Pezzeda; M. Palo; Taver- nole sul Mella; M. Guglielmo; Cevo; Edolo!; V. Porcino (Lumezzane)!; V. Cadino (Breno); V. Saviore; Case di Degna; CO: Esino Lario; SO: Tagliate (Cosio); Valmadre (Fusine); Prà Succ (Civo); Alpe Oro (V. Masino); Alpe Campiascio (V. Fontana); V. del Livrio; Ligari; M. Rolla; Torre S. Maria; Chiesa Valmalenco!; S. Giuseppe; Chiareggio; Franscia; Isolaccia; Bormio; V. Fraele.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Trafoi; Stilfserjoch (P.so Stelvio) (1); Ultental (V. d’ Ultimo) (1); Morter (1); Meran (Merano) (1); Passeirtal (V. Passiria); Burgeis (Burgusio)!; Fennberg (Favogna); TN: M. Bondone; V. Genova; Lodrone; V. Ampola; Concei!; Pejo; Cavareno; Ossana; Smarano; Ala (La Sega; Vajo delle Cisterne); Tenno; Levico; Folgaria.
VENETO. VI: P.so di Campogrosso (Lessini)!; Bivio Italia (Altop. Asiago)!; VR: S. Giorgio (Lessini); Boscochiesanuova.
48.140.0. 026.0 Ocypus (Ocypus) solarii (G. Müller, 1923)
CATEGORIA COROLOGICA. Alpino.
GEONEMIA ITALIANA. Liguria (12).
ECOLOGIA. Submontano e montano (200-1000 m), silvicolo.
NOTE. Questa specie sembra non oltrepassare lo spartiacque alpino, popolando esclu- sivamente il versante marittimo, sia in Italia che in Francia (entroterra di Nizza e Monaco); purtroppo non mi è noto il limite occidentale dell’areale di questo Stafilinide. Dvorak (1984) segnala la specie di Firenze, dato del tutto inverosimile.
LIGURIA. IM: Isolabona; Seborga; Ciaixe!; Carmo Langan (Pigna)!; Alta V. Nervia; Nava; Triora;
Castellaro; Taggia; Arma di Taggia; S. Remo; M. Bignone; Bussana; P.so Ghimbegna (Ceriana)!; Camporosso; Borgomaro; Pieve di Teco; Colle S. Bartolomeo!; SV: Colle Scravaion (Bardineto).
48.140.0. 027.0 Ocypus (Ocypus) tenebricosus (Gravenhorst, 1846)
CATEGORIA COROLOGICA. Centroeuropeo.
GEONEMIA ITALIANA. Alpi orientali (78).
ECOLOGIA. Da submontano a subalpino (100-1700 m), silvicolo.
NOTE. Il confine occidentale dell’areale di questa specie nelle Alpi italiane sembra essere il Lago di Garda e il solco delle Valli Giudicarie. Nella mia collezione si trovano anche tre esemplari provenienti da Cerceno (CO), circa 150 km ad ovest della località più occi- dentale nota; data l’eccezionalità di tale dato preferisco attenderne la verifica prima di confermarlo. Luigioni menziona la specie, per evidente confusione con altre congeneri, anche dell’Italia centrale e meridionale.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Bozen (Bolzano) (1); Margreid (Magrè); Glen (Gleno); Jenesien (S. Ge- nesio); Ritten (Renon); Klobenstein (Collalbo); Tirol (Meran) (Tirolo, Merano); Nals (Nalles) (1); Tils (Tiles); Brixen (Bressanone) (1); St. Ulrich (Ortisei); Mühlbach (Rio Pusteria) !; Sand in Taufers (Campo Tures); Niederdorf (Villabassa); TN: Borghetto; Cei; S. Leonardo (Avio) (4); Valfredda (Ala) (4); Pomarolo; Acquaviva; V. Ampola; Loppio; Ruffrè; Civezzano; Albiano; Lases; Laghestel (Pinè); S. Cristoforo (L. Caldonazzo); Vetriolo; Levico; Grigno; P.so del Brocon; Lavarone; Molina di Fiemme (2); Ziano di Fiemme (2).
VENETO. BL: Cansiglio! Feltre; M. Aurin; Cortina; Vigo di Cadore; Auronzo; Calalzo; Laggio di Cadore; Lorenzago; Pecol (V. di Zoldo); Pieve d’Alpago!; TV: Follina; Montello; S. Pietro (Valdob- biadene); VI: Santorso; Altavilla (M. Berici)!; Pian delle Fugazze; Asiago; M. Meletta (Gallio); M. Grappa; VR: Avesa; Cancello; Vajo di Squaranto; Roverè; P.so Fittanze; Boscochiesanuova; Castagné;
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Fumane; Montericco (Negrar); Montecchia di Crosara; M. Baldo (Rif. Novezzina; Bocca di Navene; Cavallo di Novezza); Malcesine; S. Zeno di Montagna.
FRIULI VENEZIA GIULIA. TS: Trieste; Aquilinia; Aurisina; Slivia; Sistiana; GO: Gorizia; L. di Doberdò!; PN: M. Cavallo; Piancavallo; For. del Prescudin; Sella di Giais; M. Raut; Toppo!; Travesio!; Campone!; Clauzetto!; UD: M. di Ragogna!; Attimis; Tarcento; Musi!; M. Musi; P.so di Tanamea; Carnia Piani; L. di Cavazzo; Purgessimo; Piani d’Arta; Paularo!; Ligosullo; Rigolato; Timau; Enemonzo!; Forni di Sopra; Riofreddo; M. Mataiur.
48.140.0. 001.0 Ocypus (Pseudocypus) aeneocephalus (De Geer, 1774)
CATEGORIA COROLOGICA. Europeo.
GEONEMIA ITALIANA. Alpi (1).
ECOLOGIA. Da planiziale a subalpino, praticolo, xerofilo.
NOTE. Con questo nome i vecchi Autori indicavano tre specie: O. aeneocephalus, O. cupreus e O. fortunatarum; già Porta nota che in tutta Italia cupreus (che considera una varietà) sostituisce il vero aeneocephalus. Benchè il nome di questa specie si incontri fre- quentemente nelle collezioni, a causa di errori di determinazione (soprattutto con O. fulvi- pennis confusus e O. cupreus), essa manca pressochè in tutta Italia. Peez la cita di Brixen e Plose ma ritengo che queste segnalazioni, ancorchè plausibili, meritino la conferma con catture recenti. L’unico esemplare che ho potuto vedere rimane quello di Merano conservato al Museo di Vienna; forse questa specie è diffusa anche altrove in Val Venosta, ove sembrano esservi habitat favorevoli.
TRENTINO ALTO ADIGE. BZ: Meran (Merano).
48.140.0. 002.0 Ocypus (Pseudocypus) aethiops (Waltl., 1835)
CATEGORIA COROLOGICA. W-mediterraneo.
GEONEMIA ITALIANA. Sicilia (5).
ECOLOGIA. Montano, silvicolo.
NOTE. Luigioni e Porta citano questa specie anche della Toscana; ho però visto solo esemplari della Sicilia, ove per di più, si trova esclusivamente sulle catene montuose del nord dell’isola. Al Museo di Vienna si trova un antico esemplare cartellinato “Aspromonte”, località che reputo molto sospetta. In Italia, quindi, vive solo la ssp. luigionii (G. Miiller, 1926), il cui valore sistematico è abbastanza dubbio.
SICILIA. PA: Castelbuono; Ficuzza; ME: Fiumara di Tono; Mistretta; M. Soro; Portella di Femmina Morta.
48.140.0. 009.0 Ocypus (Pseudocypus) cupreus (Rossi, 1790) CATEGORIA COROLOGICA. S-europeo. GEONEMIA ITALIANA. Italia continentale, Sicilia (115). ECOLOGIA. Da planiziale a montano, praticolo, termofilo.